AFORISMI DIDATTICA DELLE LINGUE STRANIERE

Sponsored Links and Publicity


 

Turchese_e_grigio.gif (1990 byte)

TN00605A.gif (2512 byte)

Google
 
Web WWW.DAIMON.ORG

Turchese_e_grigio.gif (1990 byte)

Turchese_e_grigio.gif (1990 byte)

Powered by   www.englishforyou.us    www.englishkaraoke.net    www.worldofenglish.info   www.daimonschool.com

Turchese_e_grigio.gif (1990 byte)

DIDATTICA DELLE LINGUE STRANIERE  SINTESI E AFORISMI

Didattica della lingua e prospettiva comunicativa.

• Nell’ambito dell’indagine sociolinguistica l’atto linguistico può essere definito come: la più piccola unità di analisi che viene utilizzata nella ricerca al livello microsociologico.
• Il “gruppo sociale” può essere definito come: l’insieme di soggetti posti, dalla loro posizione nell’organizzazione sociale, in posizione antagonista rispetto ad altri insiemi.
• Definiamo “reti di comunicazione”: il sistema di organizzazione di un insieme di canali e strumenti comunicativi in base ad un sistema di regole.
• L’”evento linguistico” può essere inteso come: un’azione comunicativa collegata direttamente a fattori pragmatici.
• Il concetto di “varietà linguistica”, che si riferisce all’insieme di unità linguistiche organizzate sulla base di regole con distribuzione sociale simile, risulta molto articolato. Le singole varietà vengono identificate e classificate in base: alla funzione svolta dalla lingua nonché alla situazione in cui si realizza il suo uso.
• La competenza pragmatica consiste: nell’utilizzazione dei diversi codici comunicativi in armonia con gli obiettivi ed il contesto.
• Nella prospettiva sociolinguistica tracciata da Bernstein il concetto di “codice” riguarda: l’organizzazione dei significati in rapporto al contesto ed alla struttura sociale.
• Nella teoria di Bernstein il codice sociolinguistico è funzionale: alla manipolazione, sfruttamento e trasmissione dei sistemi simbolici che organizzano l’esperienza umana.
• Il concetto di socializzazione si riferisce: al processo mediante il quale un’entità biologica diviene un soggetto provvisto di identità culturale.
• L’”accettabilità” dell’espressione linguistica è legata: alla compatibilità con le norme del comportamento sociale.
• Possiamo rappresentare una comunità linguistica come un contesto: nel quale interagiscono molteplici reti linguistiche diversificate.
• Secondo la teoria di Chomsky il linguaggio rappresenta: un sistema autonomo rispetto ai sistemi culturali.
• L’ipotesi del relativismo linguistico sostiene che: il sistema della realtà è costruito in base alle abitudini linguistiche del gruppo.
• Il processo attraverso il quale si realizza l’individualizzazione della comunicazione avviene: variando la qualità ed il numero degli elementi espressivi associati al linguaggio.
• Bernstein definisce famiglia “posizionale” un tipo di aggregazione familiare in cui: si manifesta una forte valorizzazione dei ruoli.
• Nell’ambito del processo comunicativo definiamo “interazione”: l’organizzazione di un insieme sociale in un sistema di relazioni di carattere funzionale.
• L’operazione di “commutazione di codice” rappresenta: il passaggio da una varietà linguistica ad un’altra in seguito al variare del contesto.
• Nell’ambito delle lingue storico-naturali definiamo “lessico”: l’elenco delle forme linguistiche in uso presso una società organizzato in modo da riflettere specifiche gerarchie semantiche.
• L’”asimmetria” che caratterizza i processi comunicativi consiste: nel doppio livello di controllo esercitato dagli osservatori sul comportamento comunicativo di un soggetto.
• Tra le varie lingue esistono differenze la cui natura rivela un’origine: riferibile a dinamiche di carattere culturale.

La didattica della lingua straniera.

• Nell’apprendimento della lingua straniera, il metodo “situazionale” si basa soprattutto: sul contesto comunicativo.
• Il metodo “grammaticale-traduttivo” prevede un percorso: che proceda dall’astratto al concreto.
• Il metodo “naturale” ha il pregio di: privilegiare l’ascolto e l’imitazione.
• Secondo i principi della “fonetica descrittiva” l’attività di lettura rappresenta, nell’insegnamento della lingua: un momento successivo.
• La “teoria del parallelismo” consiste nell’affermare che, nell’insegnamento della seconda lingua: è necessario percorrere le stesse tappe che percorre il bambino che apprende la lingua madre.
• Nello studio della lingua straniera, rispetto allo studio della lingua naturale, viene meno: la motivazione.
• Per il “metodo situazionale”: i valori sono dipendenti dalla cultura.
• Agli inizi della glottodidattica il “metodo” d’insegnamento: si riferisce solo alla concezione globale della didattica.
• La “grammatica di base” è: un insieme di valori assoluti.
• Le principali difficoltà incontrate dal metodo “diretto” sono state: la mancanza di insegnanti di madre lingua e di regole applicative.
• Negli Stati Uniti, alla fine degli anni ’20, venne adottato un metodo che consisteva: nel considerare l’importanza della lettura.
• L’”Army method” nacque: per soddisfare le esigenze d’apprendimento degli adulti.
• Secondo la teoria “comportamentista”: il linguaggio è un’attività meccanica.
• Secondo la “pattern practice” nell’apprendimento della lingua straniera: è indispensabile apprendere “frasi modello”.
• L’impostazione comportamentista dell’apprendimento: rende più complesso lo studio della seconda lingua.
• Il metodo “audio-orale” assegna una valenza positiva: al rinforzo.
• L’insegnamento della lingua, secondo lo strutturalismo, avviene: attraverso la ripetizione, la trasformazione e l’espansione della frase.
• La teoria del LAD afferma: l’esistenza di elementi mentali innati.
• L’”ipotesi di identità” basa l’apprendimento della lingua straniera: sulla convinzione che si dovessero utilizzare gli stessi procedimenti usati nella prima lingua.
• Col termine “competenza linguistica” Chomsky intende: la capacità di riconoscere e produrre enunciati.
• La “semantica generativa” recupera, per la didattica della lingua straniera: l’importanza del contesto.
• Per Asher, l’insegnamento della seconda lingua si basa: sull’attività fisica.
• Il “silent way” raccomanda: l’intervento dell’insegnante per ravvivare la motivazione.
• Lo psicologo Lozanov ideò il metodo chiamato: suggestopedia.
• Secondo Terrel e Krashen, l”acquisizione” di una lingua consiste: nel metodo naturale di apprendimento di una lingua.
• Secondo la classificazione delle categorie grammaticali, effettuata da David Wilkins, le “nozioni” vengono utilizzate per: esprimere i concetti generali.(spazio, tempo, quantità)
• Le variazioni di una lingua riguardano: l’aspetto fonologico e morfologico.
• Per William Littlewood la conoscenza delle funzioni di una lingua: non è un requisito sufficiente.
• Caratteristica dell’inglese medio è: la flessione dei nomi e dei pronomi.
• La lingua francese deriva: dal latino popolare.

L’acquisizione della seconda lingua: i fattori psicologici.

• Nel processo di apprendimento della lingua straniera, rispetto all’apprendimento della lingua madre: si commettono gli stessi errori grammaticali.
• Per “apprendimento linguistico sequenziale” si intende: l’apprendimento della lingua straniera effettuato dopo l’apprendimento della lingua madre.
• I fattori “macroambientali” si riferiscono: ai caratteri generali dell’ambiente linguistico.
• Dicesi “ambiente naturale”: l’ambiente linguistico che riguarda il contenuto della comunicazione.
• Nella situazione comunicativa di tipo bilaterale limitata, l’attività dell’allievo riguarda: l’uso della lingua materna per rispondere a domande rivolte a lui in lingua straniera.
• Il “metodo della risposta fisica” prevede, per l’apprendente: il periodo del silenzio.
• Nella situazione comunicativa di tipo “unilaterale” l’allievo: ascolta e legge.
• Tra i fattori “microambientali” che riguardano l’apprendimento della lingua straniera troviamo: la frequenza.
• Il feedback riguarda: la fase di espansione, la fase di correzione e la fase di approvazione.
• Gli studi condotti da Hendrickson verificarono: l’inutilità della correzione.
• Il metodo del “codice cognitivo” nell’apprendimento della lingua straniera afferma: che la competenza deve precedere l’esecuzione.
• La situazione comunicativa di tipo “bilaterale completa” prevede, da parte dell’apprendente: la trasmissione e la ricezione dei messaggi in lingua.
• In una situazione d’apprendimento di una lingua straniera in cui sia l’insegnante sia gli allievi parlano tutti la lingua d’apprendimento, il soggetto “apprendente”: sceglie come modello linguistico i compagni.
• Nei programmi “di immersione” i risultati d’apprendimento non sono soddisfatti perché: l’insegnante è l’unico modello da seguire.
• La qualità della lingua che viene appresa è influenzata soprattutto: dal processo di identificazione.
• Tra i fattori “microambientali” dell’apprendimento linguistico, la “salienza” riguarda: la maggior e minor facilità con cui viene udita o vista la struttura di una lingua.
• Col termine “espansione” intendiamo: la versione più completa di un enunciato.
• Col termine “frequenza” intendiamo: il numero delle volte che l’allievo ascolta una struttura linguistica.
• Tra i processi di elaborazione interna dell’apprendimento della lingua straniera, il ”filtro”: agisce a livello subconscio nel selezionare i dati.
• Tra i processi di elaborazione interna dell’apprendimento della lingua straniera “l’organizzatore”: agisce a livello subconscio per organizzare il sistema di regole della nuova lingua.
• Dicesi “motivazione integrativa”: il desiderio di partecipare alla vita sociale e culturale dei parlanti la nuova lingua.
• L’”identificazione col gruppo sociale” consiste: nel desiderio di completa assimilazione nel nuovo gruppo.
• Le “costruzioni transitorie” nell’apprendimento della lingua straniera: sono le strutture transitorie della seconda lingua.
• Il “monitor” è considerato soprattutto: un elaboratore cognitivo.
• Il “monitor” viene impiegato soprattutto: da persone insicure.
• L’”analisi contrastiva” riguarda: l’interferenza negativa prodotta dall’acquisizione delle strutture della prima lingua.
• Il termine “interferenza” si riferisce a: un fenomeno sociolinguistico e psicologico.
• Il “prestito linguistico” riguarda: l’assimilazione di materiale linguistico da una lingua all’altra.
• La “commutazione di codice” si può considerare: una modalità di comunicazione.
• Il fenomeno del bilinguismo è caratterizzato da: il prestito linguistico e la commutazione di codice.

L’acquisizione della seconda lingua: i processi.

• Possiamo definire le “costruzioni transitorie”: come indicatori di progressi.
• Dicesi “errore” l’enunciato che: presenti una deviazione.
• L’analisi degli errori ha consentito: di modificare le metodologie didattiche.
• La “descrizione” di un errore riguarda: il prodotto di una acquisizione linguistica.
• La “spiegazione” di un errore riguarda: il processo di una acquisizione linguistica.
• Le “tassonomie descrittive” degli errori sono: semplici strumenti di analisi.
• Gli errori di tipo fonologico appartengono alla tassonomia: della “categoria linguistica”.
• Gli errori di tipo “interlinguale” riguardano: la tassonomia dell”analisi comparativa”.
• Gli errori di “malformazione di elementi” appartengono: alla tassonomia della “strategia superficiale”.
• L’”aggiunzione semplice” si verifica quando: un errore non è classificabile né come doppia marcatura, né come regolarizzazione.
• Gli errori di “omissione” appartengono: alla tassonomia della “strategia superficiale”.
• Gli errori di “regolarizzazione” si verificano quando: una regola viene sempre applicata.
• La tassonomia della “strategia superficiale” ci aiuta: ad identificare i processi cognitivi.
• Nella tassonomia dell’”analisi comparativa”: si effettuano confronti tra strutture linguistiche.
• Le costruzioni transitorie compaiono: sia in un ambiente ospite, sia in un ambiente straniero.
• Gli errori “globali” riguardano: l’organizzazione generale della frase.
• Nella programmazione didattica di una lingua straniera la priorità va data alla grammatica globale: se gli apprendenti hanno come scopo la comunicazione.
• Il “grado di irritabilità” è considerato: un indicatore sia del livello dell’abilità linguistica, sia del livello dell’abilità comunicativa.
• L’analisi dei tempi di apprendimento di una lingua straniera evidenzia: differenze di acquisizione delle strutture linguistiche.
• Le “routines” sono: enunciati che non presentano errori ed enunciati che non hanno un ordine sistematico di acquisizione.
• Gli “schemi” sono: enunciati analizzati solo in parte.
• La differenza tra “routines” e “schemi” consiste nel fatto che le routine: sono enunciati non analizzati.
• La presenza delle routines, nella formazione del linguaggio automatico prescinde: dalla conoscenza delle regole.
• Lo “stile analitico” implica: l’uso frequente sia degli schemi, sia delle routines.
• Il ricorso a referenti concreti, nell’insegnamento della seconda lingua: facilita la comprensione.
• Gli errori “ambigui” derivano: sia dagli errori evolutivi, sia dagli errori interlinguali.
• Gli “errori locali” appartengono: alla tassonomia dell’effetto comunicativo.
• Attualmente l’obiettivo didattico fissato per l’insegnamento della seconda lingua è: la corretta comunicazione.
• La seconda lingua deve essere considerata (rispetto alla lingua madre) come: un sistema linguistico autonomo.

La didattica dell’approccio comunicativo: le tecniche della lettura.

• Secondo la teoria di Goodman, nel processo relativo alla lettura, la conferma alle ipotesi del lettore è data: dal feedback.
• La sequenza delle operazioni mentali compiute durante l’attività di lettura è la seguente: informazioni semantiche; sintattiche; ortografiche; fonologiche.
• Dicesi “segnale intralinguistico”: il segnale linguistico che utilizza prefissi e suffissi.
• Individua, tra le abilità sotto elencate, quella appartenente alla categoria del tipo “pragmatico”: individuare il punto di vista.
• Per esprimere variazioni in una sequenza di sviluppo si utilizza, più frequentemente: il diagramma “lineare”.
• La scelta delle strategie di lettura avviene: partendo dalle abilità cognitive degli allievi.
• Un buon lettore è capace: di pause brevi.
• La “ridondanza contestuale” è caratterizzata dalla relazione semantica e grammaticale.
• La “ridondanza interna” della lingua consiste: nella porzione di informazione reiterata propria di ogni lingua.
• La “coerenza” è garantita: dalle relazioni grammaticali tra le parole e le proposizioni.
• La tecnica di lettura detta “scanning” consiste: nell’individuazione di alcune parti di un testo.
• Nella “lettura finalizzata” la fase detta “review” corrisponde: al momento del controllo delle risposte.
• Dicesi “testo”: un qualunque messaggio.
• Nella lettura analitica la fase detta “read” rappresenta: la formulazione delle risposte.
• Tra gli elementi che consentono la “coesione” di un testo la “referenza” rappresenta: una relazione semantica.
• La “lettura inferenziale” implica soprattutto: una deduzione.
• La prova di verifica dell’attività di lettura, detta “test oggettivo” si basa: sull’apprezzamento intuitivo delle prestazioni.
• Il “test oggettivo” è caratterizzato da: alternative di risposta predeterminate.
• Il “test parzialmente oggettivo”: consente una risposta aperta.
• Le domande “vero/falso”: sono adatte per le verifiche iniziali.
• Le domande “aperte” consentono: la formulazione di frasi.
• Le “domande polari”: richiedono una risposta in lingua straniera.
• La lettura “cursoria” prevede: l’accertamento della competenza linguistica attraverso lo “skimming”.
• Nella lettura “orientata”: i quesiti vengono dati prima della lettura del testo.
• Il “cloze” test consiste: nel verificare la padronanza delle microabilità che consentono la comprensione del testo.
• Per segnale “interlinguistico” intendiamo: il segnale linguistico comune sia alla prima sia alla seconda lingua.
• Il “task reading” consiste: nella lettura finalizzata all’esecuzione di un compito.
• Il “testo argomentativo”: possiede una struttura logica.
• I “segnali extralinguistici”: rinviano ai modelli culturali ed attivano inferenze contestuali.
• E’ una competenza di tipo “tecnico” (riferita all’attività di lettura): leggere in modo silenzioso.

La produzione del testo scritto. Le tecniche della verifica.

• La lingua scritta utilizza soprattutto: una forma impersonale.
• Nella produzione della lingua scritta è importante ricordare: che le abilità produttive sono meno sviluppate di quelle ricettive.
• Le attività relative alla lingua scritta definite “controllate”: mirano all’apprendimento del codice.
• Individua tra le seguenti, le attività relative all’insegnamento della lingua straniera considerate “semicontrollate”: il completamento di un dialogo.
• Gli esercizi di “transcodificazione” si riferiscono: alle attività “semicontrollate”.
• L’esercizio di “composizione parallela”: rientra nella tipologia delle attività controllate.
• Per effettuare verifiche della competenza grammaticale si reputano più idonei: gli esercizi di trasformazione.
• In una prova di verifica della competenza scritta attraverso le attività “libere”, l’uso delle domande come guida all’allievo: è consigliato.
• Il test sommativo proposto nel 1975 dal Consiglio Superiore d’Europa, per la verifica della competenza linguistica: considera allo stesso livello sia le abilità di scrittura, sia le abilità di lettura.
• Una prova di verifica della produzione scritta basata sull’”autonomia” implica: il completamento di alcune frasi con i contrari delle parole evidenziate nell’ambito delle stesse sfere sensoriali o degli stessi contesti.
• Una prova di verifica della produzione scritta che presenti una “parafrasi” consiste:nella traduzione in prosa di un testo poetico.
• Riconosci, tra le seguenti, un esempio di prova riguardante l’”iponimia”: individua la parola più generale che includa queste altre: fratello/sorella/mamma/papà/nonno.
• L’attività di “ideazione collettiva in classe” corrisponde a quella fase del processo compositivo detta: generazione delle idee.
• L’utilizzazione di uno schema “a ragno” viene effettuata durante l’attività compositiva di: organizzazione del testo.
• I problemi che più frequentemente incontrano gli allievi nell’attività di produzione scritta riguardano soprattutto: l’aspetto organizzativo.
• Nell’ambito delle prove relative alla composizione, il termine “essay” si riferisce: ad una produzione originale.
• In una prova di verifica riguardante la “composizione”: deve essere precisato lo scopo ed il destinatario.
• Una prova di verifica di tipo “oggettivo” è caratterizzata: dalla univocità della risposta.
• E’ detta “standardizzata” quella prova di verifica: sottoposta a precedenti verifiche.
• Un test “attitudinale”: si somministra all’inizio di un corso di studi.
• Il test “fattoriale” a differenza di quello “integrato”: considera esclusivamente l’aspetto linguistico della comunicazione.
• Un “obiettivo operativo”: descrive la prestazione richiesta dall’insegnante.
• Nella tipologia dei test elaborata da Oller, il “dettato standard” consiste: nello scrivere sotto dettatura un brano che superi l’arco della memoria breve.
• Tra i criteri di misurazione più accreditati, la “scala nominale”: rileva la presenza o no di un dato apprendimento.
• Per una valutazione di tipo “sommativo” viene considerata più idonea: la scala ad intervalli.
• Dicesi “gamma” dei risultati ottenuti da un test:la distanza tra risultato maggiore e risultato minore.
• Dicesi “moda” dei risultati di un test: il risultato che compare con maggior frequenza.
• Per “validità” di una prova intendiamo: la capacità di verificare solo l’obiettivo prefissato.
• Per “attendibilità” di una prova intendiamo: la possibilità di ridurre l'incidenza di variabili sul correttore.
• La differenza tra “esercizio” e “test” consiste: nella capacità del secondo di accertare ciò che non è stato appreso.

La didattica dell’approccio comunicativo: le tecniche del parlato e dell’ascolto.

• Nell’insegnamento scolastico della lingua l’ostacolo principale è rappresentato: dal tempo.
• Per “valutazione diagnostica” si intende: la valutazione che accerta il livello di partenza degli allievi.
• Nella pratica didattica il test rappresenta: un procedimento per verificare.
• Per “listening for gist” intendiamo: la tecnica di ascolto che consente di cogliere le idee fondamentali.
• La tecnica di ascolto detta “predictive listening” prevede: la possibilità di ascoltare una frase dopo l’altra.
• L’attività di decodifica nell’ascolto è relativa: alla memoria a breve termine.
• Lo sviluppo della capacità critica rientra: nell’attività di rielaborare.
• Riconoscere la diversità di un suono rientra: nell’attività di decodificazione.
• La “sequenza narrativa” appartiene: alle attività di comprensione.
• Col termine “valutazione formativa” intendiamo: la valutazione che accerta l’efficacia dell’intervento didattico durante il percorso di apprendimento.
• La “valutazione sommativa” si riferisce: ad una fase conclusiva del processo di apprendimento.
• Per “competenza comunicativa” intendiamo: la capacità di riconoscere e produrre enunciati corretti.
• Col termine “inferenza” indichiamo: la comprensione di un contenuto implicito.
• La tecnica di ascolto detta “spot dictation” è usata per: prendere appunti.
• La tecnica detta “predictive listening” (per la comprensione di un brano) consiste: nel prevedere il significato della seconda frase dopo aver ascoltato la prima.
• La prova di comprensione orale chiamata “cloze test” consiste: nel ricostruire le parti mancanti di un testo.
• Nelle prove relative agli elementi fonologici di una lingua, una componente rilevante è rappresentata da: il riferimento al contesto.
• La tecnica per l’apprendimento del parlato detta “reimpiego e transfert” pevede: il riascolto di una conversazione e una discussione.
• La tecnica “reaching e consensus” utilizza: la discussione e la negoziazione.
• La “falling intonation” viene utilizzata: nelle frasi affermative.
• Gli esercizi di “role plays giochi” appartengono: alle attività guidate.
• Le “interviste” sono considerate: attività libere.
• Le attività di tipo “creativo” hanno come obiettivo: la scorrevolezza dell’esposizione.
• La trasformazione di una stessa attività da controllata ad attività “creativa” dipende: dal livello di autonomia.
• “Forward chaining” è la tecnica di utilizzo del materiale tramite: la ripetizione dell’enunciato procedendo in avanti.
• Nell’attività di “role-play” risulta indispensabile: il cambio di identità.
• Nella produzione orale, la verifica deve essere:rigorosa.
• La prova di verifica detta “connectives test” riguarda: la grammatica.
• Il “reporting” si riferisce: alla verifica dell’abilità globale.
• La “rising intonation” riguarda l’aspetto linguistico relativo a: l’intonazione.

La didattica della lingua straniera. I linguaggi specialistici.

• Nel campo della didattica della seconda lingua, con l’espressione “competenza discorsiva” si intende: la capacità di combinare forme linguistiche e significati in modo coerente.
• La conoscenza dei linguaggi “specialistici”: può rappresentare un’alternativa all’apprendimento della lingua straniera.
• Con l’espressione “competenza sociolinguistica” si fa riferimento: alla capacità di produrre e comprendere frasi in modo appropriato ad un determinato contesto.
• La strategia didattica di tipo “analitico” prevede: il controllo linguistico dei materiali dell’apprendimento.
• L’attuazione di una strategia didattica di tipo “sintetico”: prevede un apprendimento sistematico di elementi linguistici.
• L’obiettivo didattico così formulato “varietà testuali” riguarda: la comprensione e la produzione di un saggio o di una relazione.
• La tassonomia di Munby per la programmazione degli obiettivi didattici della seconda lingua: è un modello di tipo analitico.
• Il modello tassonomico proposto da Munby:riveste un carattere prevalentemente sociolinguistico.
• La tassonomia di Hutchinson: considera anche le componenti umane dell’allievo.
• In un corso specialistico di tipo accademico: debbono essere considerati i vincoli dell’attività di studio.
• Nella programmazione didattica gli obiettivi “terminali”: sono quelle abilità che vengono consolidate alla fine di tutto un corso di studio.
• La finalità degli utenti di un corso specialistico è quella di: raggiungere un’adeguata competenza comunicativa per fini professionali.
• Un corso di tipo specialistico, rispetto ad un normale corso per l’apprendimento della seconda lingua, risulta: più complesso.
• Gli obiettivi didattici detti “intermedi”: sono quelle abilità che si rivelano durante le varie fasi di un percorso di studio.
• In un corso di tipo specialistico, il criterio della “task dependency” prevede: che venga effettuato il collegamento tra le varie attività didattiche.
• Dal punto di vista della motivazione (nell’insegnamento di tipo specialistico) risultano più efficaci: i materiali specifici.
• Ai fini di stimolare attività comunicative di gruppo è necessario: l’uso del testo in un contesto adeguato.
• Il testo di tipo “semplificato”: contiene un ridotto numero di elementi testuali.
• Il livello testuale con “assenza di astrazione”: è usato nel settore commerciale.
• Il livello testuale considerato di “massima astrazione”: utilizza un linguaggio di tipo simbolico.
• I testi scientifici di tipo argomentativo: vengono solitamente usati per rappresentare i risultati di una ricerca.
• Individua, tra i seguenti, il tipo di testo che non appartiene alla tipologia dei linguaggi specialistici: testo divulgativo.
• La costruzione “a sinistra” nella lingua inglese si realizza soprattutto grazie: al fenomeno della aggettivazione nominale.
• Gli studi sugli aspetti verbali dei testi specialistici ci rivelano (rispetto alla lingua comune): l’uso frequente delle forme non-finite.
• Il lessico specialistico si differenzia d quello comune: per l’univocità semantica.
• Un’altra caratteristica del lessico specialistico (in un testo non-informativo) è: l’assenza di implicazioni emotive.
• Per quanto riguarda il lessico scientifico si rileva: che ogni suffisso è portatore di un significato specifico.
• La struttura grammaticale del linguaggio specialistico denota: un’assoluta sinteticità.
• La verifica dell’apprendimento in un corso di tipo specialistico avviene: nelle varie fasi del processo.
• Per verificare il requisito dell’appropriatezza di un testo è indispensabile accertare: la capacità di adattare la lingua al contesto.  

Back to Daimon Club English Archive
 

Turchese_e_grigio.gif (1990 byte)

Powered by   www.daimon.org   www.bestofenglish.info   www.daimontv.com    www.edudaimon.com

Turchese_e_grigio.gif (1990 byte)

HH01532A.gif (1581 byte)

Sponsored Links and Publicity

Turchese_e_grigio.gif (1990 byte)

Linea_sfumata1C4.gif (2795 byte)

Diamante_rosso7253.gif (591 byte)  HOMEPAGE    Diamante_rosso7253.gif (591 byte)  PROMUOVIAMOCI      Diamante_rosso7253.gif (591 byte)  FORUM CLUB   Diamante_rosso7253.gif (591 byte)  EDUCATION

Linea_sfumata1C4.gif (2795 byte)

urlaforcwb.gif (5706 byte)

Linea_sfumata1C4.gif (2795 byte)

To learn, to practice and to improve the English Language, the Use of Internet and Marketing Strategies join our Facebook Page The World Of English. We can garantee free advices, good tricks, useful cooperation, lot of materials and ideas, powered by www.englishforyou.us  If you want to consult our private archive, join us and enrol, a lot of services and material are waiting for you! See you soon, bye, bye.

Linea_sfumata1C4.gif (2795 byte)

daimonew.jpg (8097 byte)

Linea_sfumata1C4.gif (2795 byte)

     Copyleft © 1997 - 2020  by  WWW.DAIMON.ORG  and  CARL WILLIAM BROWN

Linea_sfumata1C4.gif (2795 byte)


colorfrec1.gif (483 byte) DaimonClub colorfrec1.gif (483 byte) DaimonPeople colorfrec1.gif (483 byte) DaimonArts colorfrec1.gif (483 byte) DaimonNews colorfrec1.gif (483 byte) DaimonMagik
colorfrec1.gif (483 byte) DaimonGuide colorfrec1.gif (483 byte) DaimonLibrary colorfrec1.gif (483 byte) C.W. Brown colorfrec1.gif (483 byte) DaimonBans colorfrec1.gif (483 byte) DaimonHumor

Daimonecobanner.gif (22169 byte)

dcshobanmov.gif (14871 byte)

website tracking