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LA GUERRA IN YUGOSLAVIA

Da quanti giorni vanno avanti i bombardamenti in Yugoslavia? E con quali risultati? E quando si ipotizza, se si ipotizza, possa smettere questa guerra? E quanto tempo ci vorrà comunque per rimarginare le ferite culturali, gli odi e i risentimenti fra i popoli? E da quanti giorni nelle case, nei bar, per le strade, singoli individui o masse di manifestanti affezionati alle utopie continuano a ripetere che con la violenza delle armi non si risolve nulla? Posso capire che si imposti male un ragionamento (per quanto sia drammatico il risultato di tale sbaglio). Ma chi ha pensato che con il ricatto delle bombe e della distruzione si potesse arrestare la pulizia etnica in Kosovo e fermare la politica criminale portata avanti dal governo serbo, ha ormai avuto ampia dimostrazione dell'errore del suo calcolo: la pulizia etnica in Kosovo è aumentata: nessun osservatore internazionale e nessun giornalista può più documentarla, ed è normale che nel panico dei bombardamenti quei cattivoni serbi, militari o paramilitari che siano, facciano più casino del solito; non si può escludere che siano quasi contenti delle bombe della NATO, soprattutto di quelle su Pristina e dintorni la libertà di informazione in Yugoslavia (quel poco che c'era) è stata soppressa l'opposizione a Milosevic è scomparsa, l'unica speranza di alternativa al suo regime è svanita: chi un tempo manifestava in piazza a Belgrado contro Milosevic, ora manifesta contro la NATO, gli Stati Uniti, l'Europa i rapporti dell'occidente con la Russia sono incrinati l'immagine dell'Europa, agli occhi delle popolazioni slave, comincia a somigliare a quella del regime nazista Ora, tutte queste cose, facilmente prevedibili anche dalle forse non troppo brillanti (ma sicuramente realistiche) menti strategico-militari, erano state comunque esattamente previste dagli utopici sostenitori della pace. E queste previsioni gli utopisti non se le erano mica tenute: le avevano urlate per strada! In ogni caso, per fortuna, oramai anche l'apparato politico-militare che sostiene la guerra se ne è accorto ed ha ammesso che "la strategia adottata non ha prodotto i risultati sperati". Bene, trovato l'errore cerchiamo un rimedio. E il rimedio viene subito trovato: intensificazione dei bombardamenti ed allargamento ad obbiettivi civili quali organi di informazione, linee elettriche e acquedotti (non si sa mai, ci dovesse essere ancora qualche oppositore al regime di Milosevic da convertire in un nazionalista anti-occidentale ed anti-europeo!); organizzazione dell'intervento terrestre, dell'invasione di uno stato sovrano. Paradossale. E' come se uno, accortosi di essersi calato con una corda in un mare di merda, decidesse di cercare l'uscita sul fondo del mare, invece di risalire sulla corda; tutto questo trascinando nella merda intere popolazioni, e mentre centinaia di migliaia di persone gli gridano di non farlo. Ma si sa, la vita è spesso paradossale. Qui però si sta rendendo paradossale anche la morte, la morte dei kosovari, la morte dei serbi. E la morte non è mai paradossale, o almeno non dovrebbe esserlo... Cosa possono fare allora gli utopici sostenitori della pace? Rilanciare sul paradosso. Unirsi al gruppo di sfigati che finiscono nella merda. L'ideale, per i più coraggiosi, sarebbe trasferirsi a Belgrado per farsi bombardare da noi stessi; invitiamo a far questo soprattutto i parenti dei militari impegnati nelle operazioni aeree. Di seguito, quasi altrettanto coraggiosa e paradossale, viene la scelta di andare ad aiutare i kosovari a tornare nelle case dalle quali sono scappati anche a causa dei nostri bombardamenti. Per i meno coraggiosi può bastare una frequentazione del territorio virtuale yugoslavo e una seria partecipazione emotiva alla tragedia del suo popolo: visitare musei on-line, gallerie virtuali ed artisti serbi, farsi amici in yugoslavia tramite internet, soffrire insieme a loro per le bombe che gli tiriamo addosso. In ogni caso, intensificare i rapporti e le relazioni tra noi e quei popoli che forse qualcuno vuole costringerci a considerare nemici; non alimentare con la diffidenza personale un odio artificiale imposto da molti mezzi di informazione; non unirsi a chi soffia sul fuoco di conflitti locali, non aiutare chi ha sempre USAto questi sistemi per mantenere l'egemonia nella politica internazionale. C'è chi grida allo scandalo perchè giornalisti dei paesi alleati trasmettono servizi dal paese nemico, sotto la pressione della censura serba. Spero che nessuno ne abbia a male se qui invitiamo i navigatori di internet a prendere contatti e mantenere rapporti con la popolazione del paese che stiamo bombardando, seguendo i links che proponiamo e barcamenandosi nell'inevitabile propaganda serba, forse più facile da riconoscere della nostra. E se un serbo non vi risponde non preoccupatevi, non è detto che sia morto sotto una bomba pagata anche con i vostri soldi, lanciata magari da chi avete mandato al governo. Buona navigazione, e lavorate per la pace. "Guerra nei Balcani: paradossi, arte e links"   David Cirese  Inviateci qualsiasi idea, anche sotto forma di opera d'arte, che possa contribuire alla soluzione pacifica del conflitto nei Balcani o perlomeno alla diffusione della cultura della pace. Siete invitati a diffondere questo articolo con ogni mezzo: se avete un sito potete inserire un link o trasferire il file sul vostro server; altrimenti potete diffonderlo via email ai vostri amici e conoscenti: se fate spamming, la responsabilità è assolutamente vostra. Siete anche invitati a tradurre l'articolo in ogni lingua possibile: pubblicheremo tutte le versioni disponibili, ovviamente citando e ringraziando il traduttore. Indice generale

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INTERVENTO SUL KOSOVO

Cari Co-Planetari, Il numero di Tecnologie di Frontiera vi raggiunge mentre e’ in corso un’ altra guerra. Non abbiamo fatto in tempo ad analizzare e commentare la vicenda irachena, che gia’ le nostre coscienze vengono messe a dura prova, da un conflitto nel cuore dell’Europa. E’ come se la realta’ volesse riportarci indietro, ad una discussione molto piu’ arretrata di quella che riteniamo necessaria ed urgente. Alcuni esempi. - Noi, di Tecnologie di Frontiera e della Greater Earth, ci preoccupiamo di garantire un futuro dignitoso a tutta l’umanita’ vivente, ci sembra che questo diritto umano elementare sia ormai tanto evidente e largamente condiviso e che rimanga soltanto da discutere circa i mezzi migliori e piu’ adatti per perseguirlo. Ci viene subito ricordato, a suon di progrom, deportazioni e bombe che le direzioni politiche di questo pianeta sono ben lungi dal ragionare globalmente, nell’interesse dell’umanita’, ma agiscono ancora, ed esclusivamente, per interessi di parte. Inoltre dimostrano un’ estrema noncuranza per la vita e per la dignita’ di milioni di persone. - Abbiamo iniziato un lavoro di ricerca, per elaborare un programma politico ed economico capace di aprire veramente la frontiera spaziale, per assicurare un nuovo asse di sviluppo economico forte, per tutti i Terrestri. Ad ogni passo ci viene ripetuta, e ci ripetiamo, la domanda: chi paga? Come concentrare i fondi necessari? Mentre stiamo ponderando attentamente come raccogliere investimenti privati, per sviluppare le tecnologie che possono abbassare drasticamente i costi dell’accesso allo spazio, miliardi di dollari vengono bruciati in un parossismo di distruzione. Ritengo indispensabile, in questo lungo inverno di guerra, che si levi alta la voce di tanti Terrestri liberi, non asserviti al Clinton-pensiero ne’ tantomeno ai residui dello stalinismo. Considerate quanto segue un primo contributo alla riflessione. Cercheremo, nelle prossime settimane, di preparare un editoriale il piu’ possibile analitico anche con i vostri commenti ed il vostro giudizio. I costi di questa guerra sono tanti, e ne avremo evidenza solo quando si faranno i conti. Parliamo per ora dei costi bellici vivi, che tutti pagheremo. Ma non e’ solo di un problema di cassa, che dobbiamo preoccuparci, quanto di un ben piu’ grave ed enorme spreco di risorse. Che paladino di tale spreco sia proprio uno, il Sig. Clinton, che 30 anni fa occupava i campus universitari contro la guerra del Vietnam e’ un’estrema ironia, se volete. Uno che oggi serve con zelo degno di miglior causa la logica di quelle stesse lobby di potere. Si calcola che la guerra bruci dai 20 ai 120 milioni di US$ al giorno. In un mese dai 2 ai 3 miliardi, senza contare quanto distrutto in Serbia ed in Kosovo, una cifra certamente superiore, per diversi ordini di grandezza. Pensate questo: se 3 miliardi di US$ fossero stati destinati ad un programma di stimolazione della crescita economica nei Paesi dei Balcani, aprendo banche (ben protette, certo), sviluppando sistemi di Microcredito (stile Grameen Bank di Muhammad Yunus) ed iniziative di Venture Capital, dando vita ad un vasto programma di istruzione, costruendo Universita’ ed ospedali, non credete che il truce Milosevic ed il suo scagnozzo Arkan avrebbero presto fatto la figura dei neanderthaliani in confronto all’homo (finalmente) sapiens? La loro dottrina nazionalista e liberticida sarebbe presto naufragata in un mare di ridicolo. Allora si’ che saremmo stati orgogliosi di seguire la leadership degli Stati Uniti, eredi di Jefferson ed alfieri dei diritti umani. Allora si’ che un capitalismo aperto, e non basato sul terrore, sarebbe apparso al mondo la dottrina piu’ progressista ed attenta ai diritti umani fondamentali. Think about it, American People. Invece no, si e’ preferito bruciare ancora enormi risorse per perpetuare uno stile di governo terrestre del terrore che solo i mafiosi (come ha ben stigmatizzato Noam Chomsky, recentemente intervistato da Radio Popolare di Milano), possono apprezzare, poiche’ lo riconoscono simile a se stessi. Mi permetto anche di manifestare un piccolo apprezzamento per la direzione politica di quei Paesi che, pur senza il coraggio di dire NO al prepotente sceriffo d’oltre Atlantico, manifestano concreatamente l’intenzione di cambiare indirizzo. Parlo dell’Italia, che da anni accoglie profughi dei balcani ed oggi, nonostante la sua traballante economia, si impegna, pressoche’ da sola, in un vasto piano di aiuto umanitario in zona. E parlo della Germania, che si e’ pronunciata per un piano di sviluppo dell’economia nei Balcani. Think about it, European People. Un'altra riflessione che intendiamo avviare, sulle pagine di TdF, riguarda l'analisi sociale della civilta' che sta per entrare nel terzo millennio, accompagnata dal tuono delle bombe. Mai come in questo frangente si era vista una cosi' totale assenza di analisi sociale, sia da parte dei politici che da parte dei media. Nessuno neppure si prova ad analizzare i conflitti di fine millennio in base alle categorie di analisi conosciute. Cosi' come e' saltato qualsiasi discriminante di schieramento, fra destre e sinistre. La guerra che e' scoppiata, come un gigantesco flash, illumina una situazione sociale radicalmente mutata, ed impedisce ormai a chiunque l'uso di stereotipi piu' o meno consolatori. Eppure vi sono grandi interessi e strategie, forse meno ovvie, ma non per questo meno terribili. Il numero 2/99 di Tecnologie di Frontiera, che abbiamo messo online, contiene parecchio materiale: - i materiali per il Simposio internazionale sul Volo Spaziale (ISST) di Brema, cui hanno partecipato sia il vostro affezionato che il nostro Direttore Scientifico, Marco Bernasconi - l’editoriale dal titolo Migrazione e Sviluppo nell’Eta’ dello Spazio - un articolo di Michael Martin-Smith, che riesamina la storia degli ultimi due millenni alla soglia del terzo e dell’apertura della Frontiera Spaziale - la Newsletter 1999 del Segretariato della Greater Earth Initiative (che volevo mandarvi come newsletter se non ci fosse stata la guerra, e che vi mandero’ con una prossima e-mail) ed altri articoli informativi Vi attendo numerosi, Terrestri liberi, Co-Planetari. Fateci sentire la vostra voce e la vostra amicizia, su Tecnologie di Frontiera. Tecnologie di Frontiera apre oggi anche il suo Forum di discussione, dove spero di leggere presto i vostri contributi e le vostre idee per una vera alternativa di sviluppo. Indice generale


APPELLO  URGENTE  A   TUTTI

Salve a tutti,

stiamo avviando una iniziativa relativa all'oggetto ed abbiamo bisogno della collaborazione di tutti. Il giorno 17 Giugno p.v. verrà discusso in parlamento un provvedimento molto delicato. Si tratta di un emendamento al pdl 259. La legge è composta di soli 4 articoli ed è visionabile alla pagina: ......
Il testo dell'emendamento non l'abbiamo trovato ma contiamo di averlo entro breve tempo. Il succo dovrebbe essere questo: ai genitori con figli disabili in situazione di gravità (come da legge 104) vengono concessi dieci anni di contributi figurativi per permettere il pensionamento anticipato al compimento del 25 anno di versamenti contributivi. Nel frattempo stiamo preparando una lettera che vorremmo firmare a nome (in rigoroso ordine alfabetico) di tutte le Associazioni coinvolte che riusciremo a recuperare + un elenco di singoli aderenti che metteremo a disposizione dei deputati che ce lo richiedessero (i nominativi non verranno assolutamente divulgati se non in questo modo). La lettera, che verrà inviata per e-mail entro la fine della settimana, verrà postata a TUTTI i deputati e a tutti i gruppi parlamentari. Naturalmente prima di farla partire verrà fatta visionare a tutti i firmatari. Vi preghiamo di divulgare al massimo il presente messaggio. Ciao e grazie ancora.  Tony e Simona

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NUOVO PUNTO D'INCONTRO

Ciao a tutti. Uno dei nostri progetti sta finalmente per realizzarsi. Presto infatti inaugureremo il nostro primo Punto d'Incontro a Roma per permettere ai genitori di bambini cerebrolesi di incontrarsi in un clima sereno e gioioso, in un ambiente molto semplice ma, quel che più conta, disponibile. La partecipazione è aperta a tutti, persone coinvolte direttamente e non, volontari e simpatizzanti, senza alcuna restrizione. Il nostro scopo è infatti quello di scambiare informazioni ed esperienze per aiutare i nostri bambini ma anche per combattere quelle barriere culturali che ostacolano ogni giorno la serenità delle nostre famiglie. Vuoi essere con noi ? Qui di seguito troverai il programma dell'inaugurazione e in fondo alcune notizie pratiche per chi proviene da fuori Roma. Ti preghiamo di inviarci la tua eventuale adesione via e-mail inserendo nel soggetto "Incontro a Roma" comunicandoci l'eventuale necessità della sistemazione alberghiera. Vi aspettiamo! INAUGURAZIONE DEL PUNTO D'INCONTRO "Il Club della letizia" (che cambia nome e ... trova casa!) Roma, 9 Luglio 1999 ORE 17,00 – Incontro tra i genitori e i volontari che si occuperanno dei bambini PROGRAMMA PER I GENITORI Aula Columbus, Università Roma III, Via delle Sette Chiese 101/B, Roma (zona Garbatella) Ore 17,30 M.Simona Bellini: presentazione dell'iniziativa Ore 18,00 Antonio Parisi, Segio Martone, Annalisa Buonomo: presentazione del libro "I bambini dallo sguardo sfuggente" Ore 18,30 Marisa Bruni: Contro tutti e contro tutto, come vincere il "PRE-giudizio" Ore 19,00 Interventi, domande, dibattito PROGRAMMA PER I BAMBINI Sala del Teatrino, Oratorio del San Filippo Neri, Via delle Sette Chiese 101/C, Roma Ore 17,30 Incontro tra i bambini e gli animatori-volontari Ore 18,00 Spettacolo di Magia Ore 18,30 Siamo tutti bravi: gara di diverse abilità senza vincitori ne' vinti Ore 19,00 Giochi e attività Ore 19,30 Facciamo Musica! DI NUOVO INSIEME Ore 20,00 Tutti al buffet " Ognuno porta qualcosa". L'invito implicito include "specialità della casa", dolci e, per chi non sa proprio cucinare, bevande varie. Grazie. E' possibile prevedere la sistemazione alberghiera alle seguneti condizioni Pensionato religioso (ma i servizi sono come in albergo, abbastanza vicino al luogo della manifestazione) a 110.000 lire per la camera doppia Pensionati religioso (con qualch e restrizione sull'orario di rientro, zona Vaticano), 35.000/40.000 a persona Albergo seconda categoria (da raggiungere necessariamente in automobile) 120.000 lire per la camera doppia, 100.000 lire per la singola. Purtroppo non abbiamo trovato nulla di più economico ma non escludiamo di poter strappare qualche sconto nel caso di un buon numero di prenotazioni. Il Club di Letizia, dedicato alla lesione cerebrale infantile Letizia's Club, devoted to brain injured children.  Indice generale

 

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