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SCRITTORE  O  RAPINATORE

CON GLI EDITORI CHE CI SONO IN GIRO FORSE IL MESTIERE  DELLO SCRITTORE DIVENTERÀ QUELLO DEL RAPINATORE.  CARL WILLIAM BROWN

Già il Burchiello, noto poeta del periodo rinascimentale, per campare doveva fare il barbiere e doveva coltivare la sua passione solo dopo essersi procacciato da mangiare, ed è forse per questo che la sua poesia è ridanciana e popolare, in opposizione a quella colta (si fa per dire). Un altro esempio di artista che decide di guadagnarsi la vita in un modo un po' più pratico è Rimbaud, che si mette persino a fare il commerciante di armi. Vi sono poi tutti i vari sicofanti del potere e i vari lacchè di corte che preferiscono invece servire o far finta di abbaiare per guadagnarsi un'onesta, ipocrita ed agiata esistenza.
In ogni caso uno scrittore ha bisogno degli editori affinché le proprie opere possano raggiungere i lettori e assurgere così ad una vita reale, ma ciò non è sempre agevole. Gli editori spesso, come diceva Bompiani sono fatti più di difetti che di pregi, e spesso snobbano i giovani talenti sconosciuti per privilegiare i grandi fessi conosciuti. Gli editori si comportano insomma da perfetti imprenditori dell’imbecillità, non preoccupandosi più di tanto della nobile e duratura qualità. Così qualcuno è arrivato anche a dire che è più facile camminare con Gesù Cristo sulle acque che a fianco di un editore e lo stesso Goethe auspicava per questa categoria persino un inferno su misura.
Certo tutti possono sbagliare, tanto è vero che anche Moravia, Svevo, Proust, Tolstoj, Kipling, Byron e tanti altri ebbero varie difficoltà per pubblicare i propri libri. I gran rifiuti delle case editrici sono innumerevoli e proprio la Einaudi, così come snobbò il Gattopardo di Tomasi di Lampedusa, ha snobbato anche le proposte di Carl William Brown. Del resto un direttore della stessa casa editrice, tale Piero Gelli, nel 1992 affermava orgoglioso sulle pagine dell’Indipendente: "Non ho mai pubblicato l’inedito di uno sconosciuto". 
Onde evitare pertanto di finire allo stesso modo di Nerval, Pavese o Rimbaud, al giovane scrittore impegnato soprattutto nella lotta contro il potere e la vanità della stupidità non resta che rimboccarsi le maniche e cercare di farsi conoscere. Deve iniziare insomma una vasta operazione di marketing e di penetrazione del mercato, quasi come se stesse scopando una puttana, che ovviamente non pensa neanche lontanamente di concedersi gratis. E così poiché servono anche dei soldi, e parecchi, allo scrittore seriamente intenzionato a diffondere le proprie idee non resta che una sola via, trasformarsi in un abile rapinatore, in questo modo infatti sarà più agevole ottenere e trovare ciò che cerca!!!! C.W. Brown  Indice generale


ARCHIVIARE TUTTA LA RETE

Kahle Brewster, un californiano, ha iniziato un grande progetto, vale a dire archiviare tutti i siti della rete su nastri da 50 gigabyte. Il lavoro è iniziato nel 1996 ed ora è a un terzo circa dell'opera. Vale a dire 8 terabyte di dati. Una quantità immensa di informazioni, se pensiamo che 1 gigabyte corrisponde a 1000 megabyte e 1 terabyte a 1000 gigabyte. Per renderci conto della capienza di queste unità di misura possiamo dire per esempio che in un gigabyte è possibile registrare mille libri o un ora di filmati video.  Alla fine tutto dovrebbe essere immagazzinato su circa 25 terabyte. I dati vengono scaricati alla velocità di 45 megabit al secondo per l'ammontare di 500 gigabyte al giorno, il sistema robotizzato lavora 24 ore su 24. Centinaia di milioni e in futuro anche miliardi di testi, foto, musica, informazioni, video verranno copiati e archiviati. Tutto lo scibile del mondo. o quasi, sarà così disponibile su cartucce a nastro magnetico della capacità di 50 gigabyte ciascuna sistemate in grosse strutture metalliche. Incredibile no? Nello stesso tempo è stato messo a punto un software che installato come plug-in nei tradizionali browser facilita la navigazione agli utenti della rete. Morale della favola, ancora una volta viene dimostrato il concetto che copiare al giorno d'oggi non è più reato, a maggior ragione se il tutto può servire a migliorare la collaborazione all'interno della specie umana. Se volete saperne di più, vi conviene però andare al seguente indirizzo, ne vale la pena: http://www.alexa.com   Indice generale


GLI EGOISTI DELLA RETE

Negli anni del liceo, durante i compiti in classe di greco, spesso capitava che "girassero" i "Falsi Isimbaldi", pezzi di carta mezza maciulenta sui quali il solito stronzo alterava con egoismo maligno la traduzione impeccabile di Giuseppe Isimbaldi (in tutte le classi c’è sempre, oltre alla bella della corso che ha quasi sempre gli occhi azzurri e delle ammirevoli tette, anche "lo Stronzo" che incarna, già dall’adolescenza e con sublime perfezione, lo stereotipo letterario dell’Infame). Giuseppe Isimbaldi, ora affermato anatomopatologo, dal suo banco in quarta fila accanto alla finestra, metteva generosamente a disposizione dei compagni la sua conoscenza istintiva su Aristotele, nella certezza speranzosa che la copiatura aiuta la cultura. Isimbaldi era un convinto sostenitore della C.C.C.E. - Copiatura Circolare Creativa Euristica - per cui l’ultimo che copiava, prendeva di solito il voto migliore perchè tutti gli altri, tranne lo stronzo che sabotava, miglioravano quando potevano l’originale e nessuno si faceva menate di copy right, diritti d’autore e altre amenità leguleie, Aristotele men che meno. A proposito di Aristotele visto che: "Anzropoi fusei politicon zoon" (per quanti non hanno potuto sperimentare la C.C.C.E. al liceo, traduco la traslitterazione come "Gli uomini sono per natura animali sociali"), come negare che la fotocopia, la carta carbone e ora Internet sono stati e siano pure loro veicoli forti per un "sapere sociale"? (I sabotatori e gli sprovveduti evitino, please, di confondere sociale con socialismo). Ma la Rete, come i Licei Classici, ha i suoi egoisti i quali, nonostante copino pure loro, si incazzano invece come pantere se qualcun altro da una sbirciatina al loro foglio; commoventi poi i P.d.P. - Puristi del Possesso - quelli, tanto per intenderci, che occupano mezza web per dire ai naviganti che anche solo per citare il nome del loro sito devono fare richiesta in carta da bollo, ottenere una dispensa papale e presentare le referenze del parroco come, una volta, per le bambinaie e le cameriere. Non si capisce perchè i P.d.P. si ostinino a stare su Rete quando hanno a disposizione un mondo di produzione dove il la C.C.C.E. è bollata come peccato capitale con grande sollazzo dei marocchini che continuano spudoratamente a vendere falsi di Luis Vuitton assolutamente identici agli originali parigini, ma questa è un’altra storia, perché la C.C.C.E. non ha fini di lucro, non è un sistema di produzione, è come il telefono senza fili, la storia orale, i menestrelli, i cantastorie e i raccontafavole; molti adesso la chiamano Rete.  Dal Forum di Gnomiz  Indice generale



IN FAVORE DEI DIRITTI UMANI

Qui di seguito riportiamo un appello di Amnesty International, affinché tale organizzazione possa avere anche all'interno della nostra associazione la più completa pubblicizzazione e questo perché tutti coloro che si battono per la salvaguardia dei diritti umani e per la sensibilizzazione dell'opinione pubblica nei confronti degli abusi del potere devono per forza collaborare. A tale proposito è utile ricordare che Amnesty può contare oggi su 1.100.000 soci e sostenitori in 170 paesi e territori. Vi sono 4329 gruppi di Amnesty International registrati presso il Segretariato Internazionale, oltre le migliaia di scuole, università, gruppi professionali e di altro tipo in più di 89 paesi. Le informazioni provenienti dalle fonti più diverse vengono raccolte, verificate ed elaborate dal Segretariato Internationale, con sede a Londra. Ne risulta che il Segretariato fornisce consulenza e supporto professionale al movimento. Guida l'organizzazione del lavoro quotidiano, ma non è autorizzato a prendere decisioni sulla politica de seguire. L'ufficio di Londra impiega uno staff di circa 350 persone retribuite, integrato da numerosissimi volontari che svolgono attività in modo regolare. Il Segretariato Internazionale lavora sotto il controllo del Comitato Esecutivo Internazionale, organo elettivo ed espressione del Consiglio Internazionale che viene convocato periodicamente ed è costituito dai delegati di tutte le Sezioni Nazionali. L'ultimo Consiglio Internazionale si è svolto nel 1995, ad agosto, a Ljubljana (Slovenia). Ed ora ecco l'appello: A.A.A. CERCASI persone ambosesso, grande volontà, mente autonoma, disponibilità anche ore serali, per arricchimento personale. retribuzione? La libertà non ha prezzo. E' questo l'invito che Amnesty International rivolge a tutti coloro che vogliono collaborare con il Movimento che da più di trent'anni opera in difesa dei diritti nel mondo. L'appuntamento è per lunedì 22 settembre, alle ore 21.00, presso la Croce Verde, in via S. Vincenzo 25, a Milano. Scopo di questo incontro è spiegare a tutti coloro che per la prima volta entrano in contatto con Amnesty International quanto sia semplice - oltreché di importanza vitale per migliaia di persone - collaborare attivamente con l'organizzazione, contribuendo in prima persona alla difesa dei diritti umani nel mondo. Amnesty International si basa quasi esclusivamente sull'impegno dei soci che, volontariamente, offrono la loro disponibilità e il loro tempo lavorando all'interno dei gruppi e delle sezioni. Tra questi, sono 100.000 le persone che si sono "attivate" concretamente, mettendo a disposizione un po' del loro tempo in difesa di persone che, da qualche parte del mondo, ogni giorno vengono perseguitate, torturate, condannate a morte. Per impegnarsi concretamente nella difesa dei diritti umani non serve avere una competenza specifica. Ci sono infatti moltissimi modi per sostenere Amnesty: si può cominciare scrivendo appelli, oppure entrare subito direttamente nella vita dell' organizzazione, per esempio lavorando nell' ufficio stampa o nel servizio di raccolta fondi, facendo interventi nelle scuole oppure contribuendo a organizzare le diverse manifestazioni. Se volete comunque saperne di più vi consiglio di visitare il sito italiano di Amnesty International   Indice generale

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