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I poeti sono gli ignorati legislatori del mondo, diceva Shelley; frase che ben si intona con quella divertente riflessione di Carl William Brown ispirata da Valéry che affermava: "Il vero genio è sconosciuto, sono i fessi invece ad essere molto popolari". Forse anche perché il poeta, come diceva Ortega, comincia dove finisce l'uomo. Ed ecco dunque riaffiorare il famoso tema della vita in morte e della morte in vita! L'ideale che si scontra con il reale avvicina lo spirito dei poeti di buon grado al surrealismo, che come diceva Henry Miller è semplicemente il riflesso del processo della morte; una manifestazione di una vita rivolta verso l'istinto, un virus che accelera la fine inevitabile, ma che, aggiungo io, ci lascia in eredità qualcosa di magico e di ben più longevo delle nostre misere, labili e silenziose esistenze. Carl William Brown

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GRIDO CONTRO IL POTERE

Il potere è regale,
sozzo, delinquente, volgare. Ingannatore,
finisce per credere ai suoi inganni. Ipocrita, egoista, cieco;
sordo di fronte alla bocca della verità.

Il potere corrompe.
Tollera, se non riesce a sopprimere.
Non regala, concede, perché condizionato. Non si commuove, se non del suo
soccombere.

Non dà, riceve.

Il potere perdona le sue colpe,
condona le proprie malefatte,
fa elemosina ai suoi servi.

I potenti amano essere amati; si fanno amare.
Non si amano fra di loro, si sopportano.
I potenti desiderano sembrare belli fuori.


L'amore ama il potere,
le donne lo trovano bello, gli fanno da corona;
si concedono al potere,
lo condividono,
lo odiano.

I potenti si servono delle puttane,
sono loro protettori.
La pornografia serve e aiuta il potere.
La vergogna: un sentimento
che il potere non conosce.

Il nemico dei potenti: il popolo.
Il popolo li ama, li adora vivi, li piange morti,
ricorda con nostalgia i più spietati.
Si è potenti perché c'è un popolo che ammira.

Se il potere è del popolo,
come mai si tagliano tasse e assistenza?
Se il potere fosse veramente del popolo,
i capitalisti farebbero a gara per costruire
ospedali.

Il vero potere sta nell'ombra.
Di chi trae profitti è il vero potere: delle banche d'affari,
delle multinazionali,
delle corporazioni,
dei generali,
di quelli che vogliono le guerre.

Il vero potere non si mostra in pubblico.
Non si è potenti se non si hanno nemici
da combattere.

Molti s'inventano i loro nemici.

Al potere non serve un popolo sapiente;
si adopera per lasciarlo nell'ignoranza.
L'istruzione dei più fa paura al potere.
Il sapere serve per far crescere i potenti.
L'istruzione li aiuta.
Il potere è istruito.
L'istruzione viene usata soltanto per i suoi
scopi.

I potenti odiano la verità, i poveri la amano.
Per conoscerla i poveri devono infrangere
i tabù dei ricchi.

La verità rende giustizia, il potere la teme.
Non parlare ai potenti di una verità che non sia la loro.

La verità dei potenti è la loro verità.
I sapienti non bramano il potere, ma la verità.

Causa nobile del potere: la guerra.
La guerra ha molte forme,
il potere le studia con zelo e le applica.

Ne perfeziona di nuove per trarre in inganno.

Lunghe sono le sue mani,
immune è dalle sue azioni,
la forza la sua soluzione.

Il potere ubriaca più dei vini forti.
Il potere non conosce legami familiari.
Ci sono stati parricidi e infanticidi nelle case
dei regnanti,
più che in tutte le nazioni messe insieme.

Il potere brama altro potere. L'avidità e il potere sono fratelli.
I sogni dei potenti: incubo senza fine.
Quando cadono si trascinano dietro delle teste:
chi serve il potere lo fa fino alla morte.

Se l'aspirazione dell'uomo è il potere prossima sarà la fine dell'umanità.
Spoglio sarà della divinità che c'è in lui.
Il potere...

Çlirim Muça

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IL POETA

Il poeta è rosso in viso,
il poeta è roso e inviso.
Il poeta è in prima fila,
ma nessuno se lo fila.
Il poeta lo si annuncia;
solo lui, il resto mancia.
Il poeta, ora lo spiego,
è borioso e tutto ego.
Il poeta altro non legge
che i suoi scritti, che son legge.
Il poeta: come si ama!
Non scoreggia: lui declama.
Il poeta si corteggia,
nei suoi sogni lui primeggia.
E' il poeta: guarda e impara,
la superbia quanto è amara.

Andros

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NON FACCIO ALTRO CHE PARLAR CON TE

Non faccio altro che parlar con te
notte e giorno e giorno e notte
di più sul far dell'alba
mentre sono a letto ancora e la sera
al momento di andarci
ti dico frasi d'amore e di passione
sono parole belle le più belle parole
che uomo abbia dette da quando
il mondo esiste
ma subito mi accorgo che non valgono niente
allora riprendo a pensare e si formano
dentro di me nuove parole come
embrioni vitali di donna o di fanciulla
sonori e luccicanti
ma il desiderio e la gioia mi soffocano
e le parole nuove muoiono in gola
prima di nascere e io non le conosco.

A. Lofaro

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PERCHE' NON TORNI

Mamma perché non torni
dal tuo sofferto tramonto?

La tua mente è nascosta ormai
nel sonno dell'eternità;
il tuo semplice cuore
sente l'urto violento della morte.

Ti guardo sempre col pianto
che m'inasprisce l'anima
di pensieri funesti e cupi.

Rimani ancora con noi, mamma;
la tua luce è il nostro sole,
la tua parola il nostro sorriso,
il tuo sguardo la benedizione.

Santo Conter

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L'ALBA

Ho terrore dell'alba
che precipita
gettandomi nell'eloquenza
di forme vive
sto mentendo
ho solo paura
che svegli
i miei problemi

Cesare Merigo

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TORNERO'

Un giorno tornerò
con stagioni adolescenti
nelle praterie incontaminate
del pensiero
cercando in fondo ai cieli
gli occhi e le mani
cantando
una nuova armonia.

Cesare Merigo

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LA VERA LIBERTA' E' NEI SUOI SOGNI

Ogni uomo nasconde dentro di sè
la voglia di libertà, di essere libero
di volare più alto che può
per vedere quanto è piccolo il mondo.
Dall'alto questo lo può fare
soltanto nei suoi sogni,
quei sogni che fino a ieri
quando era ragazzo l'aiutavano
a essere meno triste.
Ora il ragazzo è cresciuto,
la realtà è diversa
ma per un istante immagina ancora
di essere bambino e si fa cullare
dai sogni passati
mentre per lui il tempo si ferma...
il mondo cammina non si ferma mai
infrangendo per sempre il suo
ultimo sogno...di un'età che passa
soltanto una volta.

Nando  Gorlani

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ONDA

Calma, allegra, tumultuosa,
assomiglia all'umore dell'uomo.
L'eterno frangersi sul bagnasciuga
o sullo scoglio irto e cavo,
ci riporta al pensiero, che si destreggia
tra mille difficoltà della vita,
nascoste e impercettibili.
Senza accorgercene,
seguiamo con l'occhio
quei movimenti dell'onda,
percossa e abbattuta,
come la nostra breve esistenza.

Trifone Colonna

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PUDICIZIA

Non guardare i miei occhi
essi hanno timore d'esser visti
aperti a malapena dal gelido vento
essi hanno timore d'esser visti

Non guardare i miei occhi
mentre sfiori le mie gambe aperte
coperte solo da sudore vanigliato
essi hanno timore d'esser visti.

Non guardare i miei occhi
quando l'amore si fa scevro
ed il dolore vaga su scrimolo ardente

Sento nella gola
cristalli frantumati conficcarsi avidamente
e il tuo sorriso iracondo,
si burla dei miei occhi.

Altea

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PREGHIERA ALLA NATURA

Un canto casto rompe la mia belva,
suicida, immolo l'anima ormai sazia
imprimo le mie pene in madreselva
Non c'e' alcun Dio che possa farmi grazia.
 
Gomitoli di testa in fior di malva
Natura calva infligimi disgrazia
Tuttuno con la madre che mi salva
E il gesto mio sghimbescio si' s'aggrazia
 
Che male c'e' ad amare chi non t'ama
ad osservare quella, in preda a spasmi
e uccidermi sapendo per chi brama
 
oh vento tu che spazzi i suoi orgasmi,
intreccia le mie membra alla sua trama
oppure abbranca l'odio e i suoi sarcasmi.

 Altea

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FAVOLA ETERNA

Amore più volte rinnegato
nelle nebbie delle convenzioni,
ti insinuasti in me senza che io
potessi preparare una difesa.
Amore che travolgi gli studiati schemi,
cancelli ricordi d’altri visi
e niente mi fai dare per sicuro,
ancora una volta m’illudi.
Parlano di primavera gli occhi tuoi,
di ruscelli, infanzia e bianche margherite.
Scalda più del sole il tuo sorriso
e sa di mare, papaveri e libeccio.
L’estate mi esplode dentro il cuore
e mi fa credere che mai verrà autunno,
che l’inverno degli addii sarà inesplorato,
per noi,
per sempre adolescenti al primo bacio.
 

Giusi Vanella

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