GIORGIO  GABER

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Giorgio Gaber da "Io non mi sento italiano"

Non insegnate ai bambini
non insegnate la vostra morale
è così stanca e malata
potrebbe far male
forse una grave imprudenza
è lasciarli in balia di una falsa coscienza.
Non elogiate il pensiero
che è sempre più raro
non indicate per loro
una via conosciuta
ma se proprio volete
insegnate soltanto la magia della vita.
Giro giro tondo cambia il mondo.
Non insegnate ai bambini
non divulgate illusioni sociali
non gli riempite il futuro
di vecchi ideali
l'unica cosa sicura è tenerli lontano
dalla nostra cultura.
Non esaltate il talento
che è sempre più spento
non li avviate al bel canto, al teatro
alla danza
ma se proprio volete
raccontategli il sogno di
un'antica speranza.
Non insegnate ai bambini
ma coltivate voi stessi il cuore e la mente
stategli sempre vicini
date fiducia all'amore il resto è niente.
Giro giro tondo cambia il mondo.
Giro giro tondo cambia il mondo.


DESTRA-SINISTRA

Tutti noi ce la prendiamo con la storia
ma io dico che la colpa è nostra
è evidente che la gente è poco seria
quando parla di sinistra o destra.

Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...
Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...

Fare il bagno nella vasca è di destra
far la doccia invece è di sinistra
un pacchetto di Marlboro è di destra
di contrabbando è di sinistra.

Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...

Una bella minestrina è di destra
il minestrone è sempre di sinistra
tutti i films che fanno oggi son di destra
se annoiano son di sinistra.

Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...

Le scarpette da ginnastica o da tennis
hanno ancora un gusto un po' di destra
ma portarle tutte sporche e un po' slacciate
è da scemi più che di sinistra.

Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...

I blue-jeans che sono un segno di sinistra
con la giacca vanno verso destra
il concerto nello stadio è di sinistra
i prezzi sono un po' di destra.

Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...

I collant son quasi sempre di sinistra
il reggicalze è più che mai di destra
la pisciata in compagnia è di sinistra
il cesso è sempre in fondo a destra.

Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...

La piscina bella azzurra e trasparente
è evidente che sia un po' di destra
mentre i fiumi, tutti i laghi e anche il mare
sono di merda più che sinistra.

Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...

L'ideologia, l'ideologia
malgrado tutto credo ancora che ci sia
è la passione, l'ossessione della tua diversità
che al momento dove è andata non si sa
dove non si sa
dove non si sa.

Io direi che il culatello è di destra
la mortadella è di sinistra
se la cioccolata svizzera è di destra
la Nutella è ancora di sinistra.

Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...

Il pensiero liberale è di destra
ora è buono anche per la sinistra
non si sa se la fortuna sia di destra
la sfiga è sempre di sinistra.

Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...

Il saluto vigoroso a pugno chiuso
è un antico gesto di sinistra
quello un po' degli anni '20, un po' romano
è da stronzi oltre che di destra.

Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...

L'ideologia, l'ideologia
malgrado tutto credo ancora che ci sia
è il continuare ad affermare un pensiero e il suo perché
con la scusa di un contrasto che non c'è
se c'è chissà dov'è
se c'é chissà dov'é.

Tutto il vecchio moralismo è di sinistra
la mancanza di morale è a destra
anche il Papa ultimamente è un po' a sinistra
è il demonio che ora è andato a destra.

Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...

La risposta delle masse è di sinistra
con un lieve cedimento a destra
son sicuro che il bastardo è di sinistra
il figlio di puttana è di destra.

Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...

Una donna emancipata è di sinistra
riservata è già un po' più di destra
ma un figone resta sempre un'attrazione
che va bene per sinistra e destra.

Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...

Tutti noi ce la prendiamo con la storia
ma io dico che la colpa è nostra
è evidente che la gente è poco seria
quando parla di sinistra o destra.

Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...
Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...

Destra-sinistra
Destra-sinistra
Destra-sinistra
Destra-sinistra
Destra-sinistra
Basta!


Giorgio Gaber da "Un'idiozia conquistata a fatica"

L'INGENUO []

Tu sei un ingenuo.
Tu credi che se un uomo ha un'idea nuova, geniale, abbia anche il dovere di divulgarla. Tu sei un ingenuo. Prima di tutto perché credi ancora alle idee geniali. Ma quello che è più grave è che tu credi all'effetto benefico dell'espansione della cultura.
Ssssss! Al momento ogni uomo dovrebbe avere un suo luogo del pensiero protetto e silenzioso. Ssssss! La cultura deve essere segreta. Non esiste una sola idea importante di cui la stupidità non abbia saputo servirsi.
Tu mi dirai che la divulgazione è un dovere civile e che evolve il livello culturale della gente. Non riesci proprio a distaccarti da un residuo populista e anche un po’ patetico. Purtroppo, oggi, appena un'idea esce da una stanza è subito merce, merce di scambio, roba da supermercato. La gente se la trova lì, senza fatica, e se la spalma sul pane, come la Nutella.
No, la cultura è delicata, e anche permalosa. Ci resta male se non si sente amata... o se le viene il sospetto di non essere un bisogno vero.
La cultura è come una luce che quando si espande troppo perde la sua luminosità. Il frastuono della cattiva divulgazione la affievolisce. Solo il silenzio ne salva l'intensità.


IL LUOGO DEL PENSIERO []

Eppure continuando la nostra vita normale
si potrebbe capire quello che ci serve, che ci è davvero essenziale
si potrebbe guardare con un certo distacco quasi sorridendo
tutto quello che accade nel delirio del mondo
si potrebbe sognare un luogo immaginario e un po' inconsueto
un angolo inventato o forse vero.

Il luogo del pensiero
un rifugio dove mettersi al riparo
dall'affanno del presente e del futuro
uno spazio abitato dalle cose più vere
come un piccolo mondo che io possa contenere.

E allora superando le nostre ansie quotidiane
noi potremmo ascoltare soltanto chi ci fa star bene
noi potremmo più che altro occuparci di noi cominciando da adesso
prima che l'uomo muoia nel grande vuoto del suo successo
noi potremmo costruire su un terreno precario e disastrato
un individuo compiuto, cosciente e intero.

Il luogo del pensiero
per cercare al di là delle parole
qualche cosa che assomigli a una morale
dove un bimbo cresciuto senza neanche un modello
possa già frequentare con rigore il giusto e il bello.

Un luogo per trovare un barlume di coscienza
dai problemi del sociale alla sopravvivenza
dove il gusto della vita pur concreto che sia
non diventa mai volgare perché ha dentro l'utopia
che è il vero...

...luogo del pensiero
dove l'uomo del futuro sta crescendo
con l'idea di sé, ma con l'idea del mondo
dove l'uomo più solo non è mai in un deserto
se non chiude il proprio cuore
ma ogni giorno sa tenere il cuore aperto.

Coltivando quel tesoro
che è racchiuso dentro il luogo del pensiero.


IL SUCCESSO []

Purtroppo l'unica grande aspirazione degli uomini degli anni '90 è il successo. D'altronde è comprensibile. Il successo significa da sempre avere la stima degli altri, il riconoscimento dei propri meriti e delle proprie capacità.
Ma il successo degli anni '90 ha una sua caratteristica: quella di coincidere completamente con la popolarità. Uno ha successo solo se è popolare.
E dato che la gente nei suoi gusti è imprevedibile, uno può essere popolare perché è simpatico, perché è bello, perché è bravo... no, non perché è bravo... perché è patetico, perché è demenziale, perché è bravo... no, non perché è bravo... perché è ridicolo, perché è viscido, perché è bravo, ... Ma no, non perché è bravo... magari perché fa schifo. E la gente lo riconosce, lo ferma, e gli dice: "Complimenti, lei è il più schifoso! "
Nessuno è esente da questa febbre di popolarità. A parte quelli che si esibiscono per professione che sono diventati i più riservati, il campionario degli aspiranti è infinito: impiegati, piccoli artigiani, consiglieri comunali, mamme di tossicodipendenti, pescatori, preti, pornostar, scienziati, scrittori, giornalisti, magistrati, presidenti della repubblica, e anche papi. Tutti, tutti vorrebbero la prima pagina del Time’s.
Non ha importanza la qualità di quello che fai. Basta farsi conoscere. E questo è un bel vantaggio per le nuove generazioni che dovevano occuparsi della loro formazione per diventare seri, preparati, uomini di pensiero. Ma quale pensiero! La vera formazione professionale è quella che ti apre le porte per andare da Costanzo, da Frizzi, da Gerry Scotti... e poi da Bonolis, Castagna, dalla De Filippi e da Magalli. E anche da Marzullo... sottovoce.
E quando torni a casa tutti ti sorridono, ti guardano con curiosità, forse con ammirazione; senti di avere più fascino, più potere, e avverti subito negli occhi delle ragazze una luce strana che ti fa capire le nuove enormi possibilità di affermare il tuo gene egoista. Cioè di scopare.
La popolarità quindi non richiede oggi una particolare genialità, anche se l'intelligenza non è un impedimento. Però dal panorama dei personaggi più famosi si arriva alla conclusione che per avere successo è meglio essere un po' cretini. Cretini, ma popolari. D'altronde non esistono che due possibilità: o sei un cretino conosciuto, o sei un cretino qualsiasi.


IL FILOSOFO OVERGROUND [ ]

Sono un filosofo overground
nessuno sa che sto ricostruendo
le nuove basi della vostra vita
sono un teorico del mondo.
Mi faccio carico delle coscienze
e dei travagli della civiltà.
C'ho una bella responsabilità
una bella responsabilità.
Sono un filosofo overground
uno che pensa con la propria testa
e c'ho già in mente un articolo
sull'eros nel mondo post-capitalista.
parlato: ... C'avevo anche in mente stasera di andare a cena con Pamela... Le ho telefonato. Mi ha detto: "Forse".
Sono un filosofo overground
la mia dialettica è così globale
che c'ho l'idea di proiettarmi oltre
all'euforia multirazziale.
parlato: ... Che poi anche Pamela c'ha un modo di ragionare... No, per carità, ognuno fa quello che vuole. Però una normale non avrebbe detto "Forse". Avrebbe detto "sì" o "no".
Sto valutando alcune soluzioni
per risanare questa società.
C'ho un bella responsabilità
un bella responsabilità.
L'uomo
è in declino da più di cent'anni
fa soltanto dei danni
d'altra parte fa quello che può.
Pamela
che donna!
Pamela
che bella!
Pamela ahi, ahi, ahi!
Sono un filosofo overground
l'ho scritto io quel testo intitolato
"L'incontrastata globalizzazione del mercato"
parlato: ... Ma non capisco perché Pamela continui a uscire con quelli lì che ridono, si divertono, invece di venire a cena con me. C'è una bella differenza... dal punto di vista culturale. Una volta con le donne bastava citare un Marcuse qualsiasi e il successo era sicuro. Con Marx ho vissuto di rendita per anni. Una volta ce l'ho fatta anche con Hegel di cui non ha mai capito niente nessuno. Come sono cambiati i tempi per me che...
sono un filosofo overground
promuoverò un convegno sul potere
sulla realtà di un uomo alla deriva
che sta perdendo ogni rigore.
parlato: ... Io invece ho perso la testa per Pamela. Non si decide, non si abbandona. Non si concede mai... voglio dire, a me. Non mi dice proprio di no. A volte mi lusinga, a volte mi sfugge. Mi tiene in "forse". Ma come si fa a non prendere sul serio uno che...
ha legato tutta la sua vita
al grande enigma dell'umanità.
C'ho una bella responsabilità
una bella responsabilità.
L'uomo
è un bambino che ha troppa paura
deve crescere ancora
se non vive non è colpa mia.
Pamela
che donna!
Pamela
che stronza!
Pamela ahi, ahi, ahi!
parlato: ... Prendiamo una a caso: Pamela. Le ho chiesto di diventare la mia donna per tutta la vita. E' inutile dire che lei mi ha risposto: "Forse". Le scrivo delle lettere, le faccio dei regali... libri, tanti libri... anche un dizionario filosofico. Le faccio dei discorsi così belli, così profondi che se ci fosse qui una Madame Curie, una Rosa Luxemburg, o anche una Levi di Montalcino, cadrebbe svenuta ai miei pìedi... data l'età. Pamela, no. Dice che non è il suo genere. Ah, no?! Allora io mi ammazzo, va bene? Così impara. A volte bisogna tentare il tutto per tutto. Sì, davanti a lei. Prendo un tubetto... no, non di optalidon... un tubetto, tutto intero... giù! E lei... mi guarda e... via a ballare! Dal dispiacere ho vomitato tutto, subito. Non c'è niente da fare: io quando soffro non le faccio tenerezza, non le faccio... amore, non le faccio neanche pietà. Io... proprio io che sono l'unico che l'ha capita veramente. Proprio io che ho penetrato la sua anima, solo la sua anima, purtroppo. Proprio io che ho scritto un saggio, ancora da pubblicare dal titolo 'Fenomenologia dell'amore, da Talete ai giorni nostri ... cinque volumi! Proprio io che...
sono un filosofo overground
Pamela!
Sono un filosofo overground
Pamela!
Sono un filosofo overground
PAMELAAAAA!


SECONDO ME LA DONNA [ ]

Secondo me all'inizio c'è sempre una donna. Per forza.
Secondo me la donna è stato il secondo errore di Dio. Il primo...
Secondo me una donna è donna da subito. Un uomo è uomo a volte prima, a volte dopo. A volte mai.
Secondo me la donna è coinvolta sessualmente in tutte le vicende della vita. A volte persino nell'amore.
Secondo me una donna quando è innamorata imbellisce. Un uomo... rincoglionisce.
Secondo me in un salotto quando non c'è neanche una donna è come recitare in un teatro vuoto. Se invece non ci sono uomini, tra le donne si crea una complice atmosfera di pace. Appena arriva un uomo è la guerra.
Secondo me l'uomo che si vanta di iniziare le donne ai misteri dell'amore è come il turista che mostra alla guida le bellezze della città.
Secondo me per una donna che non ha fortuna in amore non si può usare il termine "sfigata".
Secondo me un uomo che dice "quella lì la dà via" meriterebbe che a lui le donne non gliela dessero proprio mai.
Secondo me gli uomini si occupano del potere sulle cose, le donne del potere sulle persone. Questa è seria.
Secondo me una donna che fa l'amore per interesse è una puttana. Se lo fa invece perché le piace... non c'è la parola.
Secondo me una donna che dice a un uomo con cui sta facendo l'amore "Come con te con nessuno" andrebbe comunque arrestata per falsa testimonianza.
Secondo me le donne quando ci scelgono non amano proprio noi... forse una proiezione, un sogno, un'immagine che hanno dentro. Ma quando ci lasciano siamo proprio noi quelli che non amano più.
Secondo me il primo maschilista è stato Dio che per venire in terra si è fatto uomo. Comunque io, se fossi stato Dio, dopo aver fatto la donna non so se l'avrei firmata.
Secondo me una donna che si offre sessualmente a un uomo ed è respinta rimane sconcertata. Non ci può credere. Il primo pensiero è che l'uomo sia omosessuale, ma questa versione in genere non regge. E allora pensa: 'E già, lui si difende... ha paura di essere troppo coinvolto emotivamente ... oppure si sente bloccato dall'eccessiva eccitazione... Chissà?' Il fatto che lei possa non piacere è un'ipotesi che non può assolutamente prendere in considerazione.
Donna: L'angelo ingannatore. L'ha detto Baudelaire.
Donna: Il più bel fiore del giardino. L'ha detto Goethe.
Donna: Femmina maliarda. L'ha detto Shakespeare.
Donna: Sei tutta la mia vita. L'ha detto un mio amico ginecologo.
Secondo me gli uomini hanno la vanità di essere il primo amore di ogni donna. Le donne, che hanno un istinto più raffinato, vogliono essere l'ultimo amore di ogni uomo. E' per questo che il mondo è pieno di vedove.
Secondo me oggi se una donna fa la madre di famiglia rinunciando a lavorare sbaglia. Se lavora e rinuncia a fare la madre di famiglia sbaglia. Se cerca di lavorare e di fare contemporaneamente la madre di famiglia sbaglia. Sbaglia comunque. L'uomo invece non sbaglia mai. Sono secoli che sa quello che deve fare. E' per questo che è sempre più intronato. O forse anche per qualche altra ragione...


L'ABITUDINE [ ]

Lei dorme ancora chissà dove saranno i suoi pensieri ora
la dolce cabala dei sogni, i suoi bisogni
la sua vita vera.
Io sto spiando il suo respiro
mi accosto ai suoi segreti
lo strano errare di pensieri, di desideri addormentati.
La sfioro teneramente
con due baci indiscreti
poi mi domando se sian baci
o inadeguatamente
i miei gesti consueti.
L'abitudine
l'abitudine.
Lei si risveglia
con gli occhi semichiusi mi guarda poi sbadiglia
avverto quasi all'improvviso sul suo viso
un'assonnata voglia.
E con gran naturalezza
noi facciamo l'amore
poi mi discosto col sorriso di chi ha un leggero pudore.
Non mi domando nemmeno
cosa c'è sul mio viso
se c'è l'amore di un uomo
oppure l'abbandono
di un corpo in riposo.
L'abitudine
l'abitudine.
Io ripenso al mio passato e vedo scorrere
i frammenti di una storia come fosse un film.

Ho affrontato tante cose
le più tristi e dolorose
con un'imprevedibile energia.
Ma sono i gesti abituali
che mi fanno paura
questa mia vita ripetuta
è diventata
la mia seconda natura.
parlato: Non ci si può liberare dell'abitudine buttandola fuori dalla finestra, bisogna farle scendere le scale un gradino alla volta.
L'abitudine
l'abitudine.


IL GRIDO [ ]

parlato: L'Italia è una repubblica fondata sul lavoro.
I nostri vecchi dicevano: "Chi lavora il suo piatto di minestra ce l'ha sempre. Chi non lavora ce ne ha due".
Oggi forse la battuta potrebbe sembrare di cattivo gusto di fronte alla fatica e alle difficoltà enormi di trovare un posto di lavoro sicuro.
Un giovane che lo deve cercare e poi trovare... ha tanto di quel tempo libero... nell'attesa che fa? Va al bar, in discoteca, in qualche pub con gli amici, torna a casa alle quattro di notte...
Finché una mattina finalmente: 'DRIIIN!'
"Pronto".
"Buongiorno signore. Lei è fortunato, ha trovato lavoro".
"Io? Proprio io!... Maledizione, con tutti i disoccupati che ci sono!".
E voi così innocenti colpevoli d'esser nati
in giro per le strade, gli sguardi vuoti i gesti un po' sguaiati
si vede da lontano che siete privi di ideali
con quello sfoggio di allegria dei giovani normali.
E voi che pretendete che tutto vi sia dovuto
con la scusa infantile che nessuno vi ha mai capito
siete così velleitari come artisti improvvisati
con quella finta libertà dei giovani viziati.
E' un gran vuoto che vi circonda e che vi blocca
come se fosse un grido in cerca di una bocca
come se fosse un grido in cerca di una bocca.
E voi che rincorrete così decisi e intraprendenti
l'idea di una carriera tipo imprenditori sempre più rampanti
disponibili a tutto e all'occorrenza anche disonesti
con tutta la meschinità dei giovani arrivisti.
E voi così randagi sempre sull'orlo del suicidio
covate ben racchiusa dentro il petto un'implosione d'odio
l'eroico vittimismo da barboni finti e un po' frustrati
col cervello in avaria dei giovani scoppiati.
E' una rabbia che vi abbrutisce e che vi blocca
come se fosse un grido in cerca di una bocca
come se fosse un grido in cerca di una bocca.
E voi che brancolate in un delirio tra il male e il bene
col rischio di affondare nella totale degradazione
aggrappatevi al sogno di una razza che potrebbe opporsi
per costruire una realtà di giovani diversi.
C'è nell'aria un'energia che non si sblocca
come se fosse un grido in cerca di una bocca
come se fosse un grido in cerca di una bocca
come se fosse un grido in cerca di una bocca.


INCONTRI [ ]

E quando sei lì, al mare, sdraiato a goderti il sole su una spiaggia qualsiasi... Avanza, il negro, anzi, l'uomo di colore. Ahi! Che faccio? Quella di far finta di dormire è un vecchio trucco che non funziona mai... "Ehi! Amigo! "
Madonna com'è grosso e com'è nero... voglio dire, colorato... colorato di nero, però. Dicono che quelli proprio neri-neri siano i migliori, i meno aggressivi. D'altronde l'idea dello scontro fisico non è certo da prendere in considerazione. Lui è lì, pieno di cinture, sciarpe. calzini, cappellini, borse, valige, tappeti, asciugamani e maglioni. Insomma, con addosso tutto quello che può portare un camioncino di medie dimensioni... 'PUTUTUTUPUM!'... tutto in terra. E ora prova tu a non comprare niente. Guarda come suda. Chissà da dove viene... povero Cristo, in fondo anche lui deve mangiare. Magari con un sacco di figli e quattro o cinque mogli... giovani... però, che salute!
E alle ore quattordici, sotto il sole cocente di agosto, mi rimetto sdraiato con la gioia di aver acquistato alcuni oggettivi utili tra cui un ombrello e un bel maglione di pura lana vergine. Benissimo!
E quando sei lì, in un ristorante qualsiasi, tranquillo, in compagnia dei tuoi pensieri migliori, sei lì, in attesa della seconda portata sbriciolando dolcemente... Avanza, il sordomuto... adagio, col suo passo felpato. E in un silenzio imperturbabile depone sul tuo tavolo un piccolo pupazzo e un biglietto con scritto: 'sordomuto'. L'avevo capito.
Generalmente non ce la fai a ridarglielo subito, il pupazzo, perché il felpato se n'è già andato. Solo chi frequenta poco i ristoranti può pensare che sia un gentile omaggio seguito da un poetico addio. Io, no. Io so che torna e sbriciolo un po' più nervosamente.
No, non è per i soldi. E' che non se ne può più. Adesso quando torna gliene dico quattro. Ma cosa... gli dico... Maledizione, non si può neanche litigare.
Rieccolo, il felpato. Certo che, poveraccio, così giovane... se è vero che è proprio sordomuto... "Ecco, tenga, tenga". Un cenno di ringraziamento e si allontana.
Rimango da solo sempre in attesa della seconda portata e mi viene in mente che una volta ho visto un film. Non mi ricordo bene la storia. Neanche le intenzioni del regista. Però so che quando uscivi, solo per il fatto di non essere sordomuto, ti sentivi una merda. Benissimo.
E quando sei lì, a bordo della tua macchina pulita, fermo a un incrocio qualsiasi... Avanza, il lavavetri... Maledizione, non l'avevo visto, se no mi fermavo prima, o cambiavo strada. Eccolo, viene avanti col bastone in mano, e io... "No, grazie..." col ditino, poi due volte, tre volte, sempre col ditino e alla fine: "NOOO!".
Ce l'ho fatta. Sono stato un po' cattivo, ma efficace. E proprio in quel momento... 'CIAFF!"... La spugna sul vetro. Tutta l'acqua che cola sulla tua macchinina pulita. Che male! E poi col tampone "WOM-WOM!" Due passate. Sì, va un po' meglio, solo una righina orizzontale, mi contento... E quando mette giù i tergicristalli... 'SSSCCC!'... Tutto un gocciolare, una cascata... che poi rimangono le righe in verticale. Che male!
Non t'incazzare, non t'incazzare, non t'incazzare che poi sei anche razzista.
Avessi almeno qui un mille lire... che più rapido è meno si soffre. Maledizione, il portafoglio... perché dev'essere così incastrato... Fatele davanti, le tasche, per Dio! Ecco, ce l'ho fatta. Bene, il millino non ce l'ho neanche qui, ti pareva... Cinquemila, sì, va bene un cinquemila. Ma sì, cinquemila, non importa, non fa niente... "Tieni il resto, grazie".
A questo punto lui è raggiante e, dato che c'ho il finestrino aperto, mi mette anche una mano sulla spalla... "No, grazie, questa l'ho già lavata". E lui ride, e ti saluta, e ti sorride, ti sorride, ti sorride... che allegria!
Arriva il verde e io riparto con la mia macchina pulita e il vetro tutto a righe verticali e orizzontali... Benissimo!
Eh, sì! E' vero, troppe volte accade di non sentirsi perfettamente a proprio agio. L'esistenza di qualcuno che sta male é una specie di tabù, qualcosa che non vorremmo vedere.
E' come se dentro di noi ci fosse uno strano senso di colpa che non sappiamo spiegare e allora, forse, per riparare abbiamo bisogno della nostra buona azione quotidiana.
No, intendiamoci, ben venga qualsiasi slancio che possa alleviare le sofferenze di altre persone. C'è solo da sperare che la nostra bontà sia il più possibile pulita. Perché anche la bontà se é compiaciuta, finta o addirittura interessata, non serve certo a procurarci un posto in paradiso.
Sono esigenti i guardiani del cielo. La sola moneta che vogliono é l'amore.


IL POTERE DEI PIU' BUONI [ ]

La mia vita di ogni giorno
è guardare ciò che ho intorno
sono sensibile e umano
probabilmente sono il più buono.
Ho dentro il cuore un affetto vero
per i bambini del mondo intero
penso al dolore di ogni mamma
e anche al rilancio della nonna
penso a un levriero per ogni anziano
che altrimenti va troppo piano.
Penso ad un popolo multirazziale
penso a uno stato più solidale
quanto ci costa non ha importanza
perché il mio motto é l'accoglienza.
Penso al disagio degli albanesi
dei marocchini e dei senegalesi
penso a dei club con gli animatori
per i più tristi, per i più neri...
e per gli zingari degli albergoni
coi frigobar e le televisioni.
E' il potere dei più buoni
è il potere dei più buoni
ci saranno più di mille associazioni
è il potere dei più buoni
si organizzano dovunque manifestazioni
è il potere dei più buoni.
La mia vita di ogni giorno
è guardare ciò che ho intorno
ho una passione infinita
per ogni forma di vita.
Penso alle vipere sempre più rare
e anche al rispetto per le zanzare
penso alla noia degli uccellini...
ai reumatismi dei pesciolini
penso alla cosa più importante
che è abbracciare le piante.
Penso ai dibattiti culturali
per il recupero dei criminali
a dei self-service di emergenza
per tutti i tossici in astinenza.
Penso a dei carceri più ariosi
alle crociere per gli ex mafiosi...
Penso alle donne per i barboni,
che dopo un po' si rompono i coglioni.
il potere dei più buoni
è il potere dei più buoni
costruito sulle tragedie e sulle frustrazioni
è il potere dei più buoni
che un domani può venir buono per le elezioni
è il potere dei più buoni.
(coro) E' il potere dei più buoni
il potere dei più buoni
è il potere
dei più buoni.
(coro) E' il potere dei più buoni
il potere dei più buoni
è il potere
il potere dei più buoni.


ELOGIO DELLA SCHIAVITU' [ ]

In uno dei miei rari momenti di lucidità ho avuto un'illuminazione così folgorante che lì per lì mi ha spaventato: la libertà fa male, anzi malissimo.
Come mi piaceva la mia mamma quando mi diceva: "Guai a te!". Stupenda. E la maestra quando mi bacchettava le mani 'STOK!' ,'STOK!'... certe nocche!
Eh, purtroppo quelle maestre lì non ci sono più e i bambini crescono con le mani belle lisce... ma deficienti!
Purtroppo non c'è nessuno al mondo che mi dica cosa "devo" fare. Posso fare quello che voglio. Sono rovinato. Perché è la costrizione che aguzza l'ingegno.
Mi spiego meglio. Un uomo in catene sa benissimo quello che vuole: vuole togliersi le catene. E allora si dibatte, lotta, ringhia, tende i suoi nervi, tira fuori tutta la sua energia. E finalmente: 'SPRAAACK!' Libero! "Sono libero, sono libero, sono libero... Oddio come sono libero!..." E piano piano tutti i muscoli della sua faccia si rilassano, si afflosciano, lasciando intravedere i chiari sintomi una tristezza infinita e progressiva. Dopo un po' ingrassa, anche.
E' chiaro: è la lotta per la .libertà che fa bene. La libertà fa malissimo. A tutti.
Ma stranamente i danni maggiori si riscontrano e risultano più evidenti negli spiriti creativi, negli artisti, nei liberi pensatori.
Alt! Qui ci vuole la censura. Un bel censore o addirittura, non mi vergogno a dirlo, un dittatore. Qualcuno che ci dica ciò che dobbiamo fare e ciò che non dobbiamo fare.
Ma chi?
La mia maestra. La mia maestra va lì da uno e... 'STOK!',' STOK!' sulle dita. "Basta, sei un negato, non devi più scrivere". "Ma come non devo più scrivere, che libertà é questa? Io vado in America!" E così ci liberiamo di qualche cretino.
Siamo talmente preoccupati per il sopruso fatto su un singolo individuo che non ci preoccupiamo affatto del sopruso che subiscono tutti gli individui costretti a sorbirsi una valanga di cazzate.
Se qualcuno mi domandasse se sia meglio una società repressiva dove un genio possa essere isolato e considerato un imbecille pericoloso, o una società libera dove qualsiasi imbecille pericoloso possa diventare un genio, sceglierei sicuramente la seconda.
Ma con un po' di preoccupazione. Perché se abbiamo già sperimentato quanto faccia male una dittatura militare, non sappiamo ancora quanto possa far male la dittatura della stupidità.


IL MERCATO [ ]

Il mercato è il demonio
il mercato è Dio.
Il mercato è un mammifero strano
senza niente di umano
è una cosa che cresce
che diventa ogni giorno più grossa
una crescita abnorme smisurata e tutta forme
come una donna sempre incinta di se stessa.
Il mercato è un neonato opulento
ossequiato dal mondo
un bamboccio gonfiato
che ingrassa anche senza nutrice
non ha alcun bisogno né di cibo né di sogno
siamo noi tutti la sua grande incubatrice.
La chitarra suonava
ogni nota passava straziante dal petto e dal cuore
era un urlo di rabbia
però stranamente era anche un canto d'amore
era un ritmo così coinvolgente
per il corpo e per la mente
e la sala scoppiava di gente e di grande allegria
quella notte era mia.
La chitarra suonava era un magico amplesso
era uno dei rari momenti in cui vivi davvero
e ti senti te stesso
ti senti te stesso
ti senti te stesso.
Lui dall'alto mi guardava
e osservava compiaciuto la mia vita, la mia storia.
In quel momento che io credevo solo mio
mi apparve l'ineffabile sorriso di un'altra sua vittoria.
Il mercato è uno squalo gigante
sempre più onnipotente
così bieco e spietato
non ha impedimenti morali
ha travolto il nemico nella furia del suo gioco
uno alla volta si è sbranato gli altri squali.
Il mercato è un ordigno innescato
un circuito completo
è la grande invenzione
è l'atomica dei più potenti
è una competizione tra le più disumane
senza pietà per il massacro dei perdenti.
La mia moto correva
il mio corpo vibrava felice più forte del vento
è una grande emozione
sentirsi immortali anche fosse in un solo momento
era un senso di strano furore che è difficile da spiegare
io volavo e mordevo l'asfalto ero come in balia
di una grande euforia.
La mia moto correva ero solo al comando
era uno dei rari momenti in cui dentro ti senti
il padrone del mondo
il padrone del mondo
il padrone del mondo.
Lui dall'alto mi guardava.
e osservava sorridendo le mie effimere passioni
E in quel momento che io credevo solo mio
sentii la sua mostruosa onnipresenza in tutte le mie azioni.
parlato: Lui. Lui, il mercato è dovunque. Niente gli sfugge. E' avido e insaziabile, non si accontenta mai.
Lui per crescere ha bisogno di noi, però stranamente non ha bisogno di gente che sceglie. E' Lui che sceglie per noi e determina la nostra vita con la sua quotidiana invisibile presenza.
Ma se un giorno Lui di colpo sparisse? Se di colpo ci trovassimo esclusi da questo meccanismo perfetto così al di fuori da qualsiasi morale?
In fondo è Lui che ci procura benessere e ricchezza. E' Lui che condiziona la nostra vita. La vita di ogni paese.
Non c'è niente da fare. Oggi come oggi chi rifiuta la sua logica rischia di non mangiare; chi l'accetta con allegria subisce gravi danni alle sue facoltà mentali, cioè l'annientamento totale delle coscienze.
Insomma, un uomo oggi non ha neanche la possibilità di schierarsi a favore o contro di Luì. Incredibile!
Ma forse se lo si sa, se ne si è consapevoli sì può praticare questa realtà senza pretendere di risolvere le cose con un sì o con un no.
E' questa la grande sfida; allenarsi a vivere senza certezze con la certezza che qualcosa possa nascere da questa nostra contraddizione.
Allora forse, magari a fatica, troveremo altre risorse, allora forse si ritorna a pensare e a sognare...
... perché l'individuo non muore, resiste fra tanto frastuono
si muove nel dubbio
che in fondo è da sempre il destino dell'uomo
e pian piano ritorni ad esser vivo
più presente più reattivo
la tua mente rivede affiorare in un mondo sommerso
un cammino diverso.
L'individuo non muore cerca nuovi ideali
e riprova l'antica emozione di avere le ali
di avere le ali
dì avere le ali.
Il mercato è il demonio
il mercato è Dio.


I BARBARI [ ]

parlato: La fine di una civiltà non è quasi mai avvertita da coloro che la vivono direttamente.
La fine di una civiltà si rivela dallo scadere dei vecchi principi su cui si reggeva, ma anche dagli atteggiamenti più banali della nostra quotidianità.
La fine di una civiltà prevede da sempre l'invasione di orde barbariche che si insinuano nelle strutture portanti e a poco a poco occupano tutti i posti di potere.
Tanto più l'uomo cosiddetto civile è stanco ed esangue, tanto più è certa e inevitabile la vittoria dei barbari.
Il fascino di un atelier pieno di mèche, di profumi e sorrisi
Armani, Dolce e Gabbana e Valentino.
Il mito di una rock-star coi suoi successi sempre più famosi
e voi tutti in piedi
col vostro accendino.
E intanto i barbari... arrivano i barbari.
E intanto i barbari... arrivano i barbari.
Passare una serata allegra nel clima intimo della tua casa
assistere a un programma trucido col pianto in gola.
Oppure in un grande stadio all'ultimo minuto della ripresa
arriva finalmente il goal e parte la "ola".
E intanto i barbari... arrivano i barbari.
E intanto i barbari... arrivano i barbari.
Il lotto, il totogol, il gratta e vinci, ma che emozione
la vita è un uovo di Pasqua, una lotteria.
Il gusto di un corpo sano, mangiare poco ed allenarsi bene
coi vostri massaggi
e l'omeopatia.
E intanto i barbari... arrivano i barbari.
Ma chi sono i barbari... dopo ve lo dico... i barbari.
E voi spensierati con niente da fare, con niente da dire
avete capito che anche l'aspetto si può migliorare.
Vi fate il viso, le mani, i piedi, vi fate i capelli
ma l'ansia cresce, vi fate le tette, il culo, le cosce... che cosce!
E devo dir che siete bravi, bravi, siete proprio bravi, bravi
che date il vostro contributo
il vostro aiuto festoso e originale
alla caduta dell'Impero Occidentale.
In questa allegra esibizione
ognuno è artista come può, come gli viene.
Immergersi in un computer e rincoglionirsi con un bel giochino
un video pieno di ostacoli, senza fine.
In genere si finisce in un gradevole ristorantino
una gran bella mangiata
e tutto va bene.
E intanto i barbari... arrivano i barbari.
E intanto i barbari... arrivano i barbari.
L'insolita emozione di una domenica un po' speciale
commossi tra la folla a vedere il Papa.
C'è un senso di euforia di grandi mutamenti nel sociale
fra poco cambia tutto
entriamo in Europa.
E intanto i barbari... arrivano i barbari.
Ma chi sono i barbari... dopo ve lo dico... i barbari.
E voi indaffarati con niente da fare, con niente da dire
un idromassaggio, mezz'ora di stretching e via a ballare.
Un po' di palestra, la tua pasticchina, ma senza eccesso
un po' di orecchini, la lampada al quarzo, un pelo di sesso... che sesso!
E devo dir che siete bravi, bravi, siete proprio bravi, bravi
che date il vostro contributo
il vostro aiuto festoso e originale
alla caduta dell'Impero Occidentale.
E intanto i barbari... arrivano i barbari
e intanto i barbari... ma che paura i barbari
arrivano i barbari da come noi viviamo... i barbari
da quello che facciamo... i barbari
sì... ma chi sono i barbari
adesso ve lo dico... i barbari
i barbari
i barbari.
Eccoci qua, eccoci qua, eccoci qua...


QUELLO CHE PERDE TUTTO [ ]

No, niente. L'altra sera sono andato al cinema... che poi non so neanche perché ci vado. Mi siedo e: 'PIM...PUM...PAM...' calci, pugni, scontri... 'PIM'... 'PIIIN'... spari, esplosioni, sangue, effetti speciali... Non stanno fermi un momento! E ritmo, ritmo, ritmo... tanto di quel ritmo che... manca il ritmo.
Non importa. Vado a casa, prendo la macchina, infilo le chiavi... Non scoppierà mica? Lì scoppiavano tutte... Che ritmo! 'BRUMMM!'... parte subito. Mi è andata bene.
Dunque, via Londonio, arrivo lì... Non trovo più la casa, la mia casa. Avrò sbagliato strada. No, è qui: 24, 26... maledizione, manca il 28. Non sarà mica un effetto speciale?... Ho perso la casa. Avevo appena finito di pagare il mutuo.
Calma, ricapitoliamo: sono uscito di casa... e c'era, ho comprato le sigarette, sono andato al cinema, in macchina no... Non posso averla persa, la lascio sempre lì... Dove l'ho messo?!...
E' vero, sono un po' distratto... Ma la casa è bella grossa, duecento metri quadrati di casa, non è mica un bruscolino... Maledizione, l'ho proprio persa.
Me lo dice sempre la mia mamma che sono uno scellerato. Ha ragione. A proposito, la mamma... Dove l'ho messa?!.. Ho perso anche la mamma. Possibile?
Devo fare la denuncia. Sì, figuriamoci se i carabinieri ritrovano le mamme...
Non era neanche assicurata. Però la chiudo sempre!... Peccato. No, non tanto per il valore, è che era un ricordo.
Come faccio senza la mamma? E' chiaro che mi ci vuole. Non c'è niente che sostituisca la mamma, neanche un'amicizia, un gruppo, un'appartenenza, una patria... l'Italia!
L'Italia... Dove l'ho messa?!... Ho perso anche l'Italia. Questa è grave...
Possibile? L'Italia della Resistenza, della Ricostruzione. L'Italia di Mazzini, di Cavour, l'inno di Mameli, il tricolore che sventola! La mia Italia. Chissà dove l'ho lasciata. Che poi se uno la trova mica te la da indietro. Se la tiene. No, magari puoi recuperare i documenti, le carte, la burocrazia, i partiti... ma l'Italia ... 'FZUUU!','FIUUU!' (fischia)
Sì, lo so, è duro riconoscere di aver perso tutti questi antichi valori. Ma questo secolo tanto indaffarato e ormai esausto ci lascia così, senza nulla che ci appartenga veramente, e soprattutto con la dolorosa sensazione che noi non apparteniamo a nulla.


CANZONE DELL'APPARTENENZA [ ]

L'appartenenza
non è lo sforzo di un civile stare insieme
non è il conforto di un normale voler bene
l'appartenenza è avere gli altri dentro di sé.
L'appartenenza
non è un insieme casuale di persone
non è il consenso a un'apparente aggregazione
l'appartenenza è avere gli altri dentro di sé.
Uomini
uomini del mio passato
che avete la misura del dovere
e il senso collettivo dell'amore
io non pretendo di sembrarvi amico
mi piace immaginare
la forza di un culto così antico
e questa strada non sarebbe disperata
se in ogni uomo ci fosse un po' della mia vita
ma piano piano il mio destino
è andare sempre più verso me stesso
e non trovar nessuno.
L'appartenenza
non è lo sforzo di un civile stare insieme
non è il conforto di un normale voler bene
l'appartenenza
è avere gli altri dentro di sé.
L'appartenenza
è assai di più della salvezza personale
è la speranza di ogni uomo che sta male
e non gli basta esser civile
è quel vigore che si sente se fai parte di qualcosa
che in sé travolge ogni egoismo personale
con un'aria più vitale che è davvero contagiosa.
Uomini
uomini del mio presente
non mi consola l'abitudine
a questa mia forzata solitudine
io non pretendo il mondo intero
vorrei soltanto avere un luogo un posto più sincero,
dove un bel giorno
magari molto presto
io finalmente possa dire: questo è il mio posto
dove rinasca non so come e quando
il senso di un sforzo collettivo per ritrovare il mondo.
L'appartenenza
non è un insieme casuale di persone
non è il consenso a un'apparente aggregazione
l'appartenenza
è avere gli altri dentro di sé.
L'appartenenza
è un'esigenza che si avverte a poco a poco
si fa più forte alla presenza di un nemico, di un obiettivo o di uno scopo
è quella forza che prepara al grande salto decisivo
che ferma i fiumi, sposta i monti con lo slancio di quei magici momenti
in cui ti senti ancora vivo.
Sarei certo di cambiare la mia vita se potessi cominciare a dire noi.


MI VEDO [ ]

parlato: Troppo spesso la nostra vita è pervasa da tenera nostalgia. Questi rimpianti sono i nostri personali "mezzi toni" della coscienza e creano un paesaggio malinconico che serve solo a indicare il progressivo tramonto di ciò che eravamo.
Non si deve piangere sulle cose perdute. Ma su quelle non trovate.
Mi vedo
mi vedo
mi vedo
quando eravamo in tanti a correr dietro ad un pallone
senza alcuna ragione
ed a scambiarci spinte sorridendo
così lontani dal mondo.
Mi vedo
quando di pomeriggio c'è una festa in qualche casa
quell'atmosfera precisa
balli ritmati e poi canzoni lente
a luci basse o meglio spente.
Mi vedo
quando rubando un'ora allo studio del latino
io le corro vicino
coi nostri scherzi e i frettolosi baci
in intervalli rapidi e felici.
Mi vedo...
Ma tu cosa fai la sera
a parte stare a casa se c'hai qualcosa
un gioco, qualche amico, una ragazza
qualcuno che sia della tua razza.
Ma tu che fai...
Se hai un progetto insieme agli altri
se c'è qualcosa che ti fa star bene
se provi ancora un sentimento o un'emozione.
Ma tu che fai...
Mi vedo
mi vedo
quando nelle osterie discutevamo ore e ore
per riuscire a vedere
e poi sperimentare fino in fondo
le cose nuove del mondo.
Mi vedo
quando lasciando i libri io comincio a lavorare
con un po' di timore
per una strada scomoda e in salita
che poi è il senso della vita.
Mi vedo
dietro a una ragazzina conosciuta un po' per caso
un amore improvviso
che sta crescendo giorno dopo giorno
in un abbraccio che mi sembrava eterno.
Mi vedo...
Ma tu cosa fai la sera
o il giorno che magari tu non lavori
hai ancora voglia di parlare, di ascoltare...
hai ancora l'energia per qualche amore...
Ma tu che fai...
Ti sei mai posto la domanda
se questo mondo non sia un po' un mistero
con l'inquietante sensazione del futuro.
Ma tu che fai...
Sai immaginare un individuo
che stranamente sappia diventare
un uomo nuovo che non ha paura
di vivere e morire.
Ma tu che fai...
ma tu...


CHE BELLA GENTE [ ]

Che bella gente.
Che bella gente al tempo della liberazione
gente che torna a voler bene
volti provati dal dolore
ma solidali e sinceri
o anche avversari con dentro il cuore tutta un'Italia da ricostruire.
Che bella gente con l'entusiasmo di chi rinasce
e insieme cresce con le miserie e le canzonette
coi nonni ladri di biciclette e il pensionato e il mendicante.
Che bella gente.
Che bella gente che ha immortalato gli anni '60
gente che ride e balla e canta
le notti allegre a luna piena e il frigorifero in cucina
e quel sorriso incerto e un po' paterno del leggendario Mike Bongiorno.
Che bella gente con le ragazze piene d'ardore
con certe cosce e un sederino che fa impazzire
che dopo tutto del mendicante non te ne importa quasi niente.
Che bella gente.
Che bella gente che ha rinnovato tutto il costume con una gran rivoluzione
capelli lunghi nel maschietto dal proletario al baronetto
e poi esplode la minigonna che é anche l'inizio della nuova donna.
Che bella gente col proprio ego sempre più vivo
dal nuovo divo al milionario al grande artista
che vanno tutti da un analista più interessato che interessante.
Che bella gente.
Che bella gente che ha inaugurato gli anni '70
con una sfida non violenta fatta di fiori nei cannoni e di buonissime intenzioni
gente che arriva al proprio orgasmo
tra un tiro d'erba e un po' di femminismo.
Che bella gente col desiderio dì cose nuove
che insieme vive il grande sogno con qualche eccesso
e c'era anche Frank Zappa al cesso che sconvolgeva il benpensante.
Che bella gente.
Che bella gente che brulicava in ogni piazza come fosse un'altra razza
con il coraggio di un progetto per ribaltare proprio tutto
sia nel sociale sia nel sesso con Che Guevara e il fazzoletto rosso
Che bella gente negli anni tragici del terrore
gente che muore e fa morire senza ragione
e nelle case tutto un paese nella tensione più agghiacciante.
Che bella gente.
Che bella gente che pascolava negli anni '80
senza lasciare mai un'impronta
con l'ottimismo dell'italiano che ci ha portato così lontano
un paradiso dove quasi tutti avevan gli occhi dei ricchi.
Che bella gente che scopre l'arte del rubacchiare
col disinvolto trionfare di qualche genio
che al suo confronto il grande Arsenio é diventato un dilettante
Che bella gente.
Che bella gente quella di ora
coi suoi modelli i gran tatuaggi e i vari anelli
un po' abbruttiti fuori e dentro
con la pretesa di essere contro
a imitazione dei rocchettari
che sanno tutti che sono miliardari.
Che bella gente che ogni giorno c'ho di fronte
con quell'aspetto quasi innocuo e indifferente
con dei problemi così meschini che ti potrebbero fregare
o per invidia o per vanità o per poche lire.
Che bella gente che ogni sera c'ho di fronte
ipnotizzato da uno schermo fluorescente
con quei giochini tra i più cretini col conduttore così allegro e così commosso
che più é imbecille, più é schifoso, più ha successo.
Che bella gente che io incontro raramente per caso,
in qualche mostra, in un teatro o al ristorante
sono capaci di cose atroci son così bravi a non scoprirsi e a lasciar tracce
ma è tutto scritto nei loro gesti e nelle loro facce.
Che bella gente che son costretto ad ascoltare voglio dire:
gli intoccabili maestri del potere
che mi raccontano con orgoglio che grazie a loro l'Italia va sempre meglio
proprio loro così invischiati con dentro un'anima repellente e con in testa niente.
Che bella gente
Che bella gente
Che bella gente!
Che bella gente con le miserie del mondo intero
che sta vivendo il suo futuro
con le speranze e l'ideale di un incantesimo virtuale
assaporando la poesia di un nuovo mondo pieno di idiozia.
E se fuggite in una casa
in cima a un monte
scegliete un posto che sia davvero disinfestante
che per errore potrebbe entrare un po' di odore del presente.
Che bella gente
Che bella gente
Che bella gente....


SPETTACOLO PURO [ ]

Con tutte le contraddizioni e le incertezze del destino umano
la vita va vissuta sempre come fosse un dono.
A volte si ha la sensazione dì un presente ostile, di un futuro orrendo
ma in fondo son felice
di appartenere al mondo.
coro: Piango di qua
Qualche volta piango dì là. (2 volte)
La morte di un attore molto amato
Le chiacchiere del dopo terremoto
Godeva tutto il funerale quando lui ha cantato
L'arresto di un politico famoso
La favola del bacio misterioso
La chiesa si converte al rock piuttosto all'improvviso.
lo prego e (coro) piango di qua
Qualche volta piango di là.
L'Europa ci regala un'altra tassa
Il gran rilancio della mafia russa
Si incaglia in mare l'ammiraglia c'era l'acqua bassa.
La crisi si è risolta sghignazzando
Bambino stupra anziano reverendo
Il pianto di una Madonnina, non le piace il mondo.
E anch'io (coro) piango di qua
Qualche volta piango di là.
Nel gioco del falso e del vero
qualsiasi dolore del mondo è spettacolo puro
E' come se fosse un libro di avventure
che mi fa bene e male al cuore
un libro che non chiudo mai.
lo leggo e (coro) piango di qua
Qualche volta piango di là.
E sempre più sicuro il pendolino
Leghista vende il Duomo di Milano
Tribù che mangia missionario pare molto buono.
A volte la Ferrari ci fa male
D'Alema pare sia un sentimentale
Tra poco si farà del sesso sempre più virtuale.
Io amo (coro) Piango di qua
Qualche volta piango di là.
Stravince con la moto un bel bambino
Pannella spaccia droga al mercatino
Scambiava la fontana antica per un trampolino.
Cossiga quasi sempre torna in ballo
Emilio Fede clona il suo cervello
La grande svolta dell'Italia parte dal Mugello.
Io svolto e (coro) piango di qua
Qualche volta piango di là.
Nel gioco del falso e del vero
qualsiasi dolore del mondo è spettacolo puro
E' come se fosse un film di sentimento
che mi coinvolge proprio tanto
un film che non finisce mai.
coro: Piango di qua
Qualche volta piango di là.
Uccide sette coppie e non gli basta
La mistica Pivetti è via di testa
Il caso della mucca pazza in cerca di analista.
Il costo giornaliero di un pentito
Adesso la massaia fa il soldato
Andava in giro per Venezia col suo carroarmato.
Per forza (coro) piango di qua
Qualche volta piango di là.
La carica dei topi in ospedale
Il vecchio incatramato al Quirinale
Si spara chiuso dentro un cesso alla Bicamerale.
Purtroppo Bertinotti non concorda
La nostra maggioranza é un po' bastarda
La guerra delle quote latte fatta con la merda.
Io osservo e (coro) piango di qua
Qualche volta piango di là.
Nel gioco del falso e del vero
nel gioco del falso e del vero persino la vita e la morte
è spettacolo puro
La vita e la morte spettacolo puro
La vita e la morte spettacolo puro
La vita e la morte spettacolo puro
Spettacolo puro!


LA DEMOCRAZIA [ ]

Dopo anni di riflessione sulle molteplici possibilità che ha uno Stato di organizzarsi ho capito che la democrazia è il sistema più democratico che ci sia.
Dunque, c'è la dittatura, la democrazia e... basta. Solo due. Credevo di più.
La dittatura chi l'ha vista sa cos'è, gli altri si devono accontentare di aver visto solo la democrazia.
Io, da quando mi ricordo, sono sempre stato democratico, non per scelta, per nascita. Come uno che appena nasce è cattolico, apostolico, romano. Cattolico pazienza, apostolico non so cosa vuol dire, ma anche romano...
Va be', del resto come si fa oggi a non essere democratici? Sul vocabolario c'è scritto che la parola "democrazia" deriva dal greco e significa "potere al popolo". L'espressione è poetica e suggestiva. Sì, ma in che senso potere al popolo? Come si fa ? Questo sul vocabolario non c 'è scritto.
Però si sa che dal '45, dopo il famoso ventennio, il popolo italiano ha acquistato finalmente il diritto al voto. E' nata così la "Democrazia rappresentativa" nella quale tu deleghi un partito che sceglie una coalizione che sceglie un candidato che tu non sai chi sia e che tu deleghi a rappresentarti per cinque anni. E che se lo incontri ti dice: "Lei non sa chi sono io!" Questo è il potere del popolo.
Ma non è solo questo. Ci sono delle forme ancora più partecipative. Per esempio il referendum è addirittura una pratica di "Democrazia diretta"... non tanto pratica, attraverso la quale tutti possono esprimere il loro parere su tutto. Solo che se mia nonna deve decidere sulla Variante di Valico Barberino Roncobilaccio, ha qualche difficoltà. Anche perché è dì Venezia. Per fortuna deve dire un "Sì" se vuol dire no, e un "No" se vuol dire sì. In ogni caso ha il 50% di probabilità di azzeccarla. Ma il referendum più che altro ha una valore folkloristico perché dopo aver discusso a lungo sul significato politico dei risultati tutto resta come prima.
Comunque, la caratteristica fondamentale della democrazia è che si basa sul gioco delle maggioranze e delle minoranze. Se dalle urne viene fuori il 51 vinci, se viene fuori il 49 perdi.
Dipende tutto dai numeri. Come al gioco del Lotto.
Con la differenza che al gioco del Lotto qualche volta il popolo vince, in democrazia... mai!
E se viene fuori il 50 e 50? Ecco, questa è una caratteristica della nostra democrazia. Non c'è mai la governabilità.
Tutto è cominciato nel 1948. Se si fanno bene i conti tra la destra (DC, liberali, monarchici, missini, ecc.) e la sinistra (comunisti, socialisti, socialdemocratici, ecc.)... viene fuori un bel pareggio. Da allora è sempre stato così.
Oggi invece è diverso. Per forza, è successo di tutto. Sono spariti alcuni partiti, c'è stata quasi una rivoluzione, le formazioni politiche hanno leaders e anche nomi diversi. Infatti, oggi non c'è più il 50% alla destra e il 50% alla sinistra. Ma c'è il 50% al centro-destra e il 50% al centro-sinistra. Oppure un 50... virgola talmente poco che basta che uno abbia la diarrea che salta il governo.
Non c'è niente da fare. Sembra proprio che il popolo italiano non voglia essere governato. E ha ragione... Ha paura che se vincono troppo quelli di là viene fuori un regime di sinistra. Se vincono troppo quegli altri viene fuori un regime di destra. Il regime di centro invece... quello gli va bene!
Auguri!!!


IL CONFORMISTA [ ]

Io sono
un uomo nuovo
talmente nuovo che è da tempo che non sono neanche più fascista
sono sensibile e altruista
orientalista
ed in passato sono stato
un po' sessantottista
da qualche tempo ambientalista
qualche anno fa nell'euforia mi son sentito
come un po' tutti socialista.
Io sono
un uomo nuovo
per carità, lo dico in senso letterale sono progressista
al tempo stesso liberista
antirazzista
e sono molto buono
sono animalista
non sono più assistenzialista
e ultimamente sono un po' controcorrente
son federalista.
Il conformista
è uno che di solito sta sempre dalla parte giusta,
il conformista ha tutte le risposte belle chiare dentro la sua testa
è un concentrato di opinioni
che tiene sotto il braccio due o tre quotidiani
e quando ha voglia di pensare pensa per sentito dire
forse da buon opportunista
si adegua senza farci caso e vive nel suo paradiso.
Il conformista
è un uomo a tutto tondo che volteggia senza consistenza,
il conformista s'allena a scivolare dentro il mare della maggioranza
è un animale assai comune
si nutre di parole da conversazione
di notte sogna e vengon fuori i sogni di altri sognatori.
il giorno esplode la sua festa
che è stare in pace con il mondo
e farsi largo galleggiando
il conformista
il conformista.
Io sono
un uomo nuovo
e con le donne c'ho un rapporto straordinario sono femminista
son disponibile e ottimista
europeista
non alzo mai la voce
sono un pacifista
ero marxista-leninista
e dopo un po' non so perché mi son trovato
cattocomunista.
Il conformista
non ha capito bene che rimbalza meglio di un pallone,
il conformista aerostato evoluto
che è gonfiato dall'informazione
è il risultato di una specie
che vola a bassa quota sempre in superficie
poi sfiora il mondo con un dito e si sente realizzato.
Vive e questo già gli basta
e devo dire che oramai
somiglia molto a tutti noi
il conformista
il conformista.
Io sono
un uomo nuovo
talmente nuovo che si vede a prima vista sono il nuovo conformista.


L'INGENUO (IIª parte) [ ]

Tu sei un ingenuo.
Tu sei un ingenuo perché credi che la politica possa risolvere i problemi.
Oggi, cercare di migliorare le condizioni di vita del Paese con qualsiasi tipo di politica, è come fare un po' di pulizie a bordo del Titanic che sta affondando.
Tu sei un ingenuo, anche quando credi che un po' di misticismo di seconda mano ti possa salvare.
E allora tu mi dirai: "Non c'è salvezza?".
No, questo non si può dire. Le risorse dell'uomo sono imprevedibili.
Si potrebbe forse cominciare a pensare o anche a operare nel senso di un cambiamento sostanziale dell'animale uomo.
Una specie di mutazione antropologica.


UNA NUOVA COSCIENZA [ ]

Io come uomo
io vedo il mondo
come un deserto di antiche rovine.
lo vedo un uomo
che tocca il fondo ma forse al peggio non c'è, mai una fine.
Nel frattempo la vita
non si arrende e la gente si dà un gran da fare tanti impegni tante storie
con l'inutile idea di colmare
la mancanza
di una nuova coscienza
di una vera coscienza.
parlato: E' come se dovessimo riempire un vuoto profondo... E allora ci mettiamo dentro: rimasugli di cattolicesimo, pezzetti di sociale, brandelli di vecchi ideali, un po' di antirazzismo, e qualche alberello qua e là.
La decadenza
che viviamo
è un malessere
che ti prende pian piano.
E' una specie di assenza che prevede una sosta obbligata
è la vita che medita
ma si è come assopita.
Siamo vivi
malgrado la nostra apparenza
come uomini al minimo storico di coscienza.
parlato: E' come se la vecchia morale non ci bastasse più. In compenso se ne sta diffondendo una nuova che consiste nel prendere più che altro in considerazione i doveri degli altri... verso di noi. Sembrerà strano ma diventa morale tutto ciò che ci conviene.
Praticamente un affare.
La decadenza
che subiamo
è uno scivolo
che va giù piano piano.
E' una nuova esperienza
che ti toglie qualsiasi entusiasmo e alla lunga modifica il tuo metabolismo.
Siam lì fermi malgrado la grave emergenza
come uomini al minimo storico di coscienza.
parlato: E pensare che basterebbe pochissimo. Basterebbe spostare a stacco la nostra angolazione visiva. Guardare le cose come fosse la prima volta. Lasciare fuori campo tutto il conformismo di cui è permeata la nostra esistenza. Dubitare delle risposte già pronte. Dubitare dei nostri pensieri fermi, sicuri, inamovibili. Dubitare delle nostre convinzioni presuntuose e saccenti. Basterebbe smettere di sentirsi sempre delle brave persone. Smettere di sentirsi vittime delle madri, dei padri, dei figli, mariti, mogli... quando forse siamo vittime solo della mancanza di potere su noi stessi. Basterebbe smascherare, smascherare tutto: smascherare l'amore, il riso, il pianto, il cuore, il cervello. Smascherare la nostra falsa coscienza individuale.
Subito. Qui e ora.
Sì, basterebbe pochissimo. Non è poi così difficile. Basterebbe smettere di piagnucolare, criticare, affermare, fare il tifo e leggere i giornali. Essere certi solo di ciò che viviamo direttamente. Rendersi conto che anche l'uomo più mediocre diventa geniale se guarda il mondo coi propri occhi. Smascherare conSmettere coraggio qualsiasi falsa partecipazione. di credere che l'unico obiettivo sia il miglioramento delle nostre condizioni economiche perché la vera posta in gioco è la nostra vita. Basterebbe smettere una volta per tutte di sentirsi vittime del lavoro, del denaro, del destino e persino della politica, perché anche i cattivi governi sono la conseguenza naturale della stupidità degli uomini. Basterebbe opporsi all'idea di calpestare gli altri, ma anche alla finta uguaglianza. Basterebbe smascherare le nostre presunte sicurezze. Smascherare la nostra falsa coscienza sociale.
Subito. Qui e ora.
Basterebbe pochissimo. Basterebbe capire che un uomo non può essere veramente vitale se non si sente parte di qualcosa. Basterebbe smettere di credere di poter salvare il mondo con l'illusione della solidarietà. Basterebbe ormai rendersi conto che la crescita del mercato è necessaria alla nostra sopravvivenza, ma che la sua espansione inarrestabile ci fa diventare sempre più amorali e più stupidi. Basterebbe abbandonare l'idea di qualsiasi facile soluzione, ma abbandonare anche il nostro appassionato pessimismo e trovare finalmente l'audacia di frequentare il futuro con gioia.
Perché la spinta utopistico non è mai accorata o piangente. La spinta utopistica non ha memoria e non si cura di dolorose attese.
La spinta utopistico è subito. Qui e ora.
lo come uomo
io vedo il mondo
come un deserto di antiche rovine.
lo vedo un uomo
che tocca il fondo ma forse al peggio non c'è, mai una fine.
Perché non c'è nessuno che dia un senso alle cose più semplici e vere alla vita di ogni giorno
all'urgenza di un uomo migliore.
lo vedo un uomo
solo e smarrito
come accecato da false paure.
Ma la vita non muore nelle guerre nelle acque inquinate del mare
e i timori anche giusti son pretesti per non affrontare la mancanza di una vera coscienza
che è la sola ragione della fine di qualsiasi civiltà.


Per leggere più testi del nostro autore potete visitare il sito www.giorgiogaber.org


 

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