JACK  MORIN

librarybann.gif (6877 byte)
 

Turchese_e_grigio.gif (1558 byte)

Sponsored Links and Publicity

Turchese_e_grigio.gif (1558 byte)

Turchese_e_grigio.gif (1558 byte)

newani.gif (2181 byte)   Per una ricerca veloce in tutta la Daimon Library   newani.gif (2181 byte)

Turchese_e_grigio.gif (1558 byte)

Sponsored Links and Publicity

Turchese_e_grigio.gif (1558 byte)

bookpium.gif (2870 byte)

Turchese_e_grigio.gif (1558 byte)

Ricerca personalizzata

Turchese_e_grigio.gif (1558 byte)

Sponsored Links and Publicity

Turchese_e_grigio.gif (1558 byte)

Brevissima premessa. Lo so che non dovrei dare dei buoni consigli, in ogni caso i testi che seguono sono dedicati a tutti quelli che non hanno capito a fondo le valenze del mio operato artistico e culturale e la bontÓ delle mie filantropiche intenzioni letterarie e sociali, come a dire, fuor di metafora, ma andate un po' a prenderlo nel culo ! Ma, non perseverate nella pratica, perchÚ i personaggi viziosi, lussuriosi e goduriosi vanno all'inferno!
Carl William Brown

IL PIACERE NEGATO Fisiologia del rapporto anale

I. Introduzione

Questo Ŕ un libro fuori del comune perchÚ tratta di una parte del corpo di cui pochissimi parlano apertamente: l'ano. Infatti molti per non dire moltissimi uomini e donne hanno ben poca familiaritÓ con questa parte del loro corpo. Per loro l'ano Ŕ una zona poco visibile, sporca, che provoca imbarazzo o che semplicemente non esiste; funziona ad un livello inconscio, eccetto, ovviamente, finchÚ non si prova dolore. La zona anale Ŕ dunque origine di sensibilitÓ eccessiva (dolore) o totalmente inesistente (insensibilitÓ).
Nell'infanzia e nella fanciullezza la cosa Ŕ diversa. Ogni parte del corpo Ŕ fonte di piacere. Ma quando cresciamo accade qualcosa: disimpariamo a godere del nostro corpo. Giungiamo a disprezzarlo o ignorarlo, magari consideriamo la mente e lo spirito pi˙ importanti e distinti dal corpo. Ci insegnano a considerare immaturi e indecenti il gioco e l'autoesplorazione sensuale, se non sono controllati.
Questo progressivo estraniarsi dal proprio corpo Ŕ marcato specie per quanto riguarda la zona anale, che spesso rappresenta il simbolo di tutto ci˛ che per noi Ŕ sporco e disgustoso. Suscita una comprensibile confusione il fatto che una parte del corpo ritenuta cosÝ imbarazzante sia anche estremamente sensibile e fra le zone potenzialmente erogene. L'idea che l'ano sia una cosa brutta e repellente deve causare particolare confusione nei bambini, perchÚ contrasta direttamente con la loro esperienza. Diversi sono i modi che ognuno attua per convivere con queste contraddizioni. Alcuni fanno solo le concessioni necessarie per adeguarsi alle norme di convenienza sociale e continuano a godere delle sensazioni anali il pi˙ possibile. Costoro troveranno le informazioni e i consigli qui contenuti utili per rafforzare e accrescere il piacere anale. Altri hanno accettato le convenzioni sociali e sono alienati emotivamente e eroticamente dall'ano. Alcuni uomini e donne preferiscono non approfondire l'intimitÓ con questa zona del corpo. Probabilmente non saranno interessati alla lettura di questo libro.
Altri uomini e donne stanno tentando di mettere fine a una lunga storia di disinformazione e di atteggiamenti negativi. Stanno constatando, o almeno cominciano a capire solo ora, di aver perso qualcosa compresa fra i due estremi del dolore e dell'insensibilitÓ: il piacere. E a loro che questo libro si rivolge. E' una guida pratica basata sull'esperienza di decine di uomini e donne che hanno cercato attivamente di riconsiderare la zona anale una parte positiva di sÚ, una parte da conoscere intimamente e possibile fonte di piacere.
Ma anche un altro gruppo di persone ha tutto da guadagnare dalla lettura del libro, pur non essendo particolarmente interessati al piacere anale. Sono i milioni di persone che convivono con problemi medici anali fastidiosi e talvolta estremamente dolorosi. Patologie come le emorroidi, le ragadi (tagli o fessure) e la stitichezza sono tra i problemi medici pi˙ diffusi nella nostra societÓ.
E chi ne soffre potrÓ trovare qui materiale informativo e strumenti pratici utili, tra cui consigli per 1'autoesplorazione, che possono portare alla soluzione dei disagi. Una volta eliminati i problemi, molti sono entusiasti di scoprire che quelle stesse terminazioni nervose che prima trasmettevano solo dolore possono ora veicolare piacere.
Per ognuno di noi, il piacere anale ha un significato diverso. ╚ di solito un'esperienza privata. La maggior parte degli uomini e delle donne hanno provato del piacere anale almeno durante l'evacuazione. Altri possono aver provato delle sensazioni piacevoli spontanee nella zona anale mentre camminano, ballano, stanno seduti o mentre sono impegnati in altre attivitÓ. Queste sensazioni hanno origine essenzialmente dalle terminazioni nervose, dette propriocettori, che veicolano gli stimoli generati dai muscoli e dagli organi interni del corpo.
Tutti possiamo provare piacere con la stimolazione anale esterna, per esempio quando ci si pulisce dopo un'evacuazione, durante il bagno o semplicemente toccandosi per il puro piacere di farlo. La stimolazione anale esterna pu˛ essere eccitante, ed avere un certo ruolo nell'autoerotismo (masturbazione). Una stimolazione del genere pu˛ anche essere interna, nel caso in cui si inserisca nel canale anale o nel retto un dito o un oggetto tipo un vibratore.
Si pu˛ condividere il piacere anale con un partner come parte del gioco erotico e sessuale. Comporta talvolta la sola stimolazione orale o tattile dell'apertura anale. La stimolazione oro-anale Ŕ detta analingus e viene chiamata popolarmente źrimming╗ (cfr. cap. XII). In altri casi, a seconda dei gusti e dello stato d'animo personale, si potrebbe desiderare la stimolazione interna con un oggetto morbido, con le dita o il pene di un partner.
La stimolazione rettale Ŕ stata chiamata con i nomi pi˙ diversi, da coito anale, sodomia, perversione ad espressioni pi˙ colorite tipo źmettere in culo╗ o źinculare╗. Si userÓ qui il termine descrittivo di rapporto anale. Il termine sesso anale si ritiene riferito ad ogni attivitÓ erotica anale, non necessariamente al solo rapporto.
Questo libro sicuramente interesserÓ molto tutti quelli che vogliono esplorare le potenzialitÓ sensuali del rapporto anale. Altri, per la loro scelta sessuale o i gusti personali, possono essere o meno interessati al rapporto anale. Per loro il libro ha un valore potenziale, perchÚ il piacere anale, rapporto anale compreso o meno, pu˛ entrare a far parte di una piacevole esperienza sensuale e sessuale per ogni uomo o donna che lo desideri, indipendentemente dalle scelte fatte in campo sessuale.
Nonostante l'atmosfera di apertura mentale che complessivamente si respira oggi nel campo della terapia sessuale, anche qui gli specialisti subiscono l'influenza negativa del tab˙ anale e perci˛ raramente sono cosÝ aperti verso la sessualitÓ anale come lo sono verso altre pratiche sessuali. Alcuni terapeuti accettano assai di buon grado di discutere con i propri pazienti di piacere anale. Pochi tuttavia sanno come affrontare i problemi di quei pazienti che vorrebbero praticare la stimolazione anale ma i cui sforzi non hanno portato altro che a dolore e disagio, pi˙ che al piacere. La grande maggioranza dei terapeuti non ha avuto alcuna possibilitÓ di venire a conoscenza o discutere con i colleghi, o chicchessia, del piacere anale.
Alcuni terapeuti considerano un vero e proprio talento innato la capacitÓ di godere del piacere anale, e soprattutto del rapporto anale, che per loro Ŕ praticabile per cause psicologiche e anatomiche solo da un numero relativamente ristretto di persone. Il loro comune convincimento per cui il comportamento sessuale Ŕ appreso e quindi soggetto a mutamenti, dÓ adito ad un irrigidimento del loro atteggiamento, rispetto a quello pi˙ flessibile che avrebbero verso altri comportamenti sessuali. Talvolta quei terapeuti, che sono in disaccordo con le teorie sessuali di Freud si mettono a parlare di źpersonalitÓ anale╗ e źfissazione anale╗ senza il minimo pudore. Ed Ŕ comprensibile, visto l'atmosfera di mistero e disinformazione che circonda il tab˙ anale. Se gli specialisti nel campo della terapia sessuale non hanno compiuto gli sforzi necessari per applicare le loro conoscenze ed esperienze al problema dell'inibizione del piacere anale, ci˛ Ŕ dovuto almeno in parte al fatto che tali problemi non sono stati definiti tradizionalmente come problematiche specifiche che necessitassero un intervento terapeutico. La mia esperienza clinica e le ricerche da me compiute sembrano evidenziare che le difficoltÓ che si incontrano nella pratica della stimolazione ano-erotica, incluso (ma non esclusivamente) il rapporto anale, possono e devono essere descritte come źdisfunzioni╗ sessuali specifiche. (1)

Per chi desiderasse sperimentare il piacere anale, il non riuscire a rilassare i muscoli anali rappresenta un problema tanto quanto lo sono i problemi di erezione o eiaculazione per un uomo, o i problemi di eccitazione o orgasmo per una donna. Quando il piacere anale Ŕ precluso, gli effetti negativi sul comportamento e la stima personale possono essere gli stessi causati da un qualsiasi altro problema della sfera sessuale.
In base alle mie osservazioni personali e alle descrizioni dei miei pazienti ho dato a questo problema il nome di spasmo anale: lo spasmo (contrazione involontaria) degli sfinteri anali (e in qualche modo anche dei muscoli rettali) Ŕ il principale meccanismo fisiologico che impedisce il raggiungimento del piacere anale, specie di quello che potrebbe venire dalla stimolazione dell'ano e del retto. Da un punto di vista fisiologico, lo spasmo anale Ŕ simile al vaginismo, e cioŔ lo spasmo involontario dei muscoli circostanti la parte esterna della vagina, che rende dolorosa, difficile o addirittura impossibile la penetrazione, o per un ginecologo l'inserzione dello speculum o talvolta anche solo di un dito (Ellison, 1972). Il vaginismo, come lo spasmo anale, non solo impedisce la penetrazione, ma con il passar del tempo, tende addirittura ad ottundere ogni sensazione piacevole, o perlomeno la possibilitÓ di sperimentarla, nell'area circostante.
Al fine di dare una definizione pi˙ precisa e di esaminare le modalitÓ di riduzione della tensione anale, incrementando cosÝ la sensibilitÓ al piacere, nel 1975 ho dato vita ad uno studio pilota. Ventinove uomini suddivisi in tre gruppi di terapia hanno lavorato con me in incontri settimanali per un periodo di due mesi. Questi uomini si erano rivolti a me per problemi di tensione anale, dopo che avevano assistito ad una mia conferenza incentrata sulla consapevolezza, il rilassamento e la sessualitÓ anale. A questi gruppi pilota non ha partecipato nessuna donna, per quanto molte di loro abbiano partecipato alle mie successive ricerche.
I partecipanti allo studio pilota hanno imparato a osservare attentamente la loro tensione anale nelle pi˙ svariate situazioni, legate o meno al sesso, rilassati o sotto stress. Hanno fatto anche molta esperienza pratica a casa, comunicando nei gruppi di lavoro le loro sensazioni e impressioni. Le loro osservazioni mi hanno rivelato molte cose sulla tensione e il piacere anale. Le risposte e i loro suggerimenti sono stati preziosissimi nel perfezionamento del procedimento terapeutico su cui Ŕ basato questo libro.
Lo studio pilota ha rivelato chiaramente che Ŕ possibile ridurre la tensione anale e che anche quelle persone con un passato di spasmo muscolare anale cronico possono apprendere a trarre piacere dalla stimolazione anale. Per avere dei risultati pi˙ attendibili, ho iniziato uno studio formale a cui hanno preso parte 143 persone (114 uomini e 29 donne) per un periodo di 8 settimane di una terapia messa a punto e perfezionata durante lo studio pilota. I partecipanti avevano un'etÓ compresa fra i 21 e i 62 anni. Vi erano rappresentate tutte le scelte sessuali di uomini e donne provenienti dai pi˙ diversi ambienti e con i pi˙ diversi stili di vita. Tutti desideravano sperimentare una stimolazione anale erotica meno dolorosa e pi˙ piacevole. L'80% desiderava in particolare riuscire a praticare il rapporto anale. Nell'Appendice B sono descritti in dettaglio i partecipanti, la metodologia applicata e i risultati; sarÓ particolarmente utile ai ricercatori professionisti e ai terapeuti.
Per il profano che desideri incrementare la propria sensibilitÓ al piacere anale, l'unica cosa importante Ŕ rendersi conto che questa non Ŕ una meta irraggiungibile o ardua. Dei 143 partecipanti alla ricerca, il 71% ha imparato a trarre piacere dalla stimolazione anale secondo i propri desideri nell'arco delle otto settimane di terapia. Un altro 12% Ŕ riuscito nel proprio intento nel giro di quattro mesi dopo la terapia. Molti sono stati i fattori che hanno permesso a questo 83% di raggiungere i propri scopi con successo. Determinante Ŕ stata la disponibilitÓ a dedicare regolarmente tempo e attenzione all'esplorazione anale e di praticarla con pazienza e tenacia.
Tutti possono raggiugere una maggiore consapevolezza della zona anale, imparare a rilassare i muscoli anali/rettali e incrementare la capacitÓ di praticare qualsivoglia tipo di stimolazione anale, indipendentemente dal sesso e dalle scelte sessuali. ╚ necessaria tuttavia una sufficiente motivazione, un po' di pazienza e idee chiare su come andare avanti. Di solito Ŕ necessario anche essere consapevoli degli effetti del tab˙ anale e combatterli. Quasi tutti quelli con cui ho lavorato hanno scoperto che lo scopo del piacere e della salute dell'ano val bene gli sforzi per raggiungerlo.

1) Sono abbastanza restio a dare un nome e una definizione ad una źnuova╗ disfunzione sessuale. In fin dei conti, l'ultima cosa di cui abbiamo bisogno Ŕ proprio di un altro ideale sessuale secondo cui vivere, una ulteriore condizione per cui sentirci a disagio. In effetti ogni volta che diamo una definizione esplicita a un problema, specie se di natura sessuale, provochiamo la nascita di problemi nella gente. Non solo questa nuova etichetta potrebbe essere usata per autocommiserarsi e autocriticarsi, ma potrebbe essere anche utilizzata nei conflitti di potere interpersonali. Alcuni, ad esempio, senza dubbio useranno il concetto di disfunzione sessuale anale per costringere il proprio partner a subire il rapporto anale, senza alcun rispetto dei desideri del partner. Ma dal momento che dare una definizione ai problemi di natura sessuale ha i suoi benefici, il meglio che possiamo fare Ŕ essere consapevoli delle potenziali conseguenze negative e tentare di evitarle accuratamente.

II. Il tab˙ anale

Non conosciamo praticamente per nulla o quasi quale sia l'opinione della gente sul piacere anale. Non sappiamo quanti desiderino praticare il rapporto anale ma sia per loro doloroso o difficoltoso. NÚ sappiamo quanti abbiano idea di sperimentarlo ma siano spaventati o imbarazzati. Neppure sappiamo quanti esplorino il proprio ano durante la masturbazione o quanti desiderino farsi toccare l'ano ma non osano chiederlo. Senza dubbio sono in molti che non desiderano affatto źandare fino in fondo╗ fino al rapporto anale e magari pensano che chiedere un massaggio anale venga scambiato per un invito indiretto al rapporto sessuale. Per quanto riguarda le coppie che sperimentano la stimolazione anale, non sappiamo se in realtÓ discutano delle loro fantasie, dei loro desideri, delle paure, o se agiscano solo nella foga della passione, per poi non parlarne affatto. Infine non sappiamo quanti provino o meno delle sensazioni provenienti dalla zona anale.
L'ostacolo di gran lunga pi˙ grande che si frappone alla raccolta di informazioni dettagliate sul piacere anale Ŕ l'opinione ormai inveterata che non Ŕ educazione o non sta bene parlare di certe cose. Una cosa Ŕ completare un questionario anonimo sul sesso anale, un'altra parlarne apertamente con un amico o un partner. Molti si lamentano che se solo si tenta di parlare di sesso anale, i commenti e richieste sono considerate degli scherzi, indipendentemente dalle intenzioni. Lo stesso accade fra quelle persone appena si nomina il piacere anale: tutti si mettono a ridere nervosamente. Questo non significa che l'ano non possa essere materia d'umorismo. Ma quando un argomento mantiene quell'aura di proibito (come sembra sia il caso dell'ano, nonostante la rivoluzione sessuale), si fa difficoltÓ a considerarlo un vero e proprio argomento da ridere, senza che allo stesso tempo non si provi un certo senso di disagio strisciante. Operando tutti questi fattori contro la discussione franca del piacere anale, quell'uomo o quella donna che vorrebbero sentirsi pi˙ rilassati verso questa parte del loro corpo dovranno confrontarsi con forti pressioni interne ed esterne che parafrasate suonano cosÝ: źQuella parte del corpo ti deve creare dei problemi!╗.
Complesse sono le forze che agiscono contro il piacere anale. Un'occhiata al codice penale pu˛ dare un'idea seppur parziale. La legislazione degli Stati Uniti contempla solo una forma di piacere anale, il rapporto anale. Contro il rapporto anale vengono imposte delle severe sanzioni fin dai tempi delle colonie, periodo in cui venivano comminate pene severissime (fino alla pena capitale ), specie nel caso di rapporto anale fra due uomini. (1) In molti Stati americani vigono ancora źleggi contro la sodomia╗ che condannano recisamente il rapporto anale, come pure un certo numero di diverse pratiche sessuali comuni considerate spesso źcrimini contro natura╗. Il ricorso a queste leggi tuttavia Ŕ stato sporadico e oggigiorno raro, anche se forti sono le pressioni perchÚ non si smantellino leggi ritenute un deterrente o una manifestazione di principi morali, anche se l'influenza che hanno sul comportamento individuale Ŕ pressochÚ nulla. ╚ oramai chiaro a tutti che gli atteggiamenti negativi verso la zona anale e il piacere anale, e soprattutto la riluttanza a parlarne, non siano pi˙ perpetuati dalla legge.
I valori e i principi morali informano ancora potentemente il comportamento e nonostante gli atteggiamenti di massima apertura verso la sperimentazione in campo sessuale sostenuti dagli attuali alfieri della liberazione sessuale, si fa riferimento ancora ad un codice morale o a un sistema etico per il comportamento da adottare. La tendenza attuale, continui o meno, Ŕ di lasciare sempre pi˙ spazio all'interpretazione e alle scelte personali. L'assolutamente legittimo che un individuo decida di non praticare certi comportamenti sessuali basandosi sul senso di ci˛ che Ŕ giusto o sbagliato, provenga dall'intimo o dall'esterno. Di solito, tuttavia, i sistemi di valori etici o morali non favoriscono la discussione aperta. NÚ tantomeno suscitano imbarazzo o risolini nervosi. Queste sono tutte reazioni che riflettono la forza del tab˙.
In questa epoca di esplorazione sessuale, gli atteggiamenti verso l'ano e il piacere anale sono ancora in larga misura determinati dalle dinamiche del tab˙. Il tab˙ Ŕ una forma di controllo psicosociale con un potere ancora pi˙ grande del pi˙ rigido codice morale. Si Ŕ abituati a credere che le societÓ moderne abbiano estirpato i tab˙ grazie al metodo scientifico e che solo i popoli źprimitivi╗ ne siano ancora soggetti.
Non Ŕ affatto cosÝ. Se la scienza ha svolto un ruolo fondamentale per liberarci da molte idee e paure irrazionali, la nostra cultura come tutte le altre alimenta i propri tab˙. Un tab˙ Ŕ un divieto, condiviso da tutta la societÓ, con una forza tale da non essere nemmeno posto in discussione, se non raramente. Esiste e basta. Ogni societÓ ha le proprie regole, le proprie leggi o principi intesi a guidare o controllare il comportamento. Queste si sviluppano nell'ambito di un sistema generale di valori condiviso dalla maggioranza di individui nella nostra cultura. Per i tab˙ Ŕ diverso. Sigmund Freud ha cosÝ distinto:
"Le limitazioni imposte dai tab˙ differiscono molto dai divieti religiosi o morali. [...] Rispetto ai secondi, esse non si lasciano inquadrare in un sistema che consideri certe astinenze come necessarie, offrendone i motivi. I divieti dei tab˙ non sono retti da alcuna motivazione: la loro origine Ŕ ignota. [...] Sembrano del tutto naturali a coloro che ad essi sono sottoposti (Freud, 1913)."

I tab˙ dunque ci circondano e sono presenti come l'aria che respiriamo, impermeabili alla logica, alla ricerca scientifica o all'esperienza stessa. I tab˙, Ŕ ovvio, hanno origine in un contesto culturale, ma Ŕ come se fossero stati imposti dall'esterno. Nella tradizione giudaico-cristiana, ad esempio, il tab˙ del rapporto anale sembra essere stato imposto dalla volontÓ divina. Nell'Antico Testamento si racconta che Dio distrusse completamente la cittÓ di Sodoma per punirla cosÝ della sodomia diffusa fra i suoi abitanti. Molti studiosi sono oggi propensi a credere che la punizione avvenne perchÚ Sodoma aveva violato le sacre leggi dell'ospitalitÓ, e il sesso c'entrava poco o niente. L'interpretazione che vuole la sodomia come causa Ŕ ancora quella pi˙ accettata. Per i credenti la condanna del sesso anale non si basa su nessun ragionevole principio se non quello di evitare l'ira divina.
Alcuni tab˙ sono praticamente dati per scontati nell'ambito di una determinata cultura, con pochissima ambiguitÓ e carico emotivo. Un tab˙ di questo genere Ŕ quello contro il consumo di carne di cane o di gatto. Veniamo educati a crederlo una cosa disgustosa e il problema non si presenta pi˙. Se tuttavia ci trovassimo in una situazione dove non vi Ŕ altra disponibilitÓ di cibo se non cani o gatti, saremmo preda di dubbi laceranti. Alcuni probabilmente preferirebbero arrivare a un passo dalla morte prima di violare il tab˙.
Altri tab˙ tendono ad essere accompagnati da una forte ambiguitÓ e da un elevato carico emotivo. Il tab˙ dell'incesto ne Ŕ il migliore esempio. Dal momento che tutti ad un certo punto proviamo dei sentimenti di attrazione verso i genitori, e viceversa, il tab˙ che ci impedisce di agire spinti da questi desideri o anche solo di provarli ha un significato psicologico ancora pi˙ importante. L'attrazione sessuale che si prova precocemente verso il padre, la madre, le sorelle, i fratelli Ŕ quasi certamente fonte di piacere. Il contrasto fra il piacere che si prova e il tab˙ fa insorgere nell'individuo un senso di lacerazione, finchÚ questo stesso senso viene represso pi˙ o meno con successo.
Questi due tipi di tab˙ inibiscono il comportamento e il pensiero individuale. Il secondo tipo di tab˙ tuttavia non elimina mai del tutto i comportamenti e i sentimenti che vieta. Al contrario, questi sentimenti restano nel profondo collettivo e individuale, assumendo un'importanza gigantesca, quasi universale. In tal modo il tab˙ carica di un eccesso di importanza i sentimenti e i comportamenti proibiti. L'incertezza e il senso di colpa che si provano ne sono a loro volta alimentati (2). Freud rilev˛ che in polinesiano l'etimologia di tab˙ Ŕ sia sacro che proibito o impuro. Il contrario di tab˙ Ŕ comune, ordinario, accessibile.
Tutto ci˛ vale per quel che pensa praticamente tutta la nostra societÓ riguardo la zona anale e il piacere anale. Non esiste altra spiegazione al modo in cui spesso reagiscono uomini e donne razionali, anche scienziati, a domande rivolte loro sull'ano e il piacere anale, specie sul sesso anale. Pi˙ spesso di quanto non si immagini, non sono affatto inclini a discutere dell'argomento in dettaglio o addirittura la sola idea gli fa orrore. Spesso gli effetti del tab˙ anale si mascherano dietro alcuni semplici ragionamenti apparentemente solidi (p. es., il rapporto anale Ŕ pericoloso dal punto di vista medico), che non hanno neppure minimamente a che fare con la logica o la ricerca scientifica. Se il piacere e l'erotismo anale fossero solo un'idea sbagliata, le obiezioni sollevate, siano queste morali, legali o fisiologiche, potrebbero essere discusse senza alcun disagio. Ma come dimostrano i fatti, sembra che si possa discutere pi¨ tranquillamente di assassini e stupri che di piacere anale.
Il tab˙ anale tende ad essere fortemente connotato, anche se di solito non come il tab˙ dell'incesto. Questo perchÚ la zona anale Ŕ cosÝ sensibile che giÓ fin dai primi anni di vita praticamente tutti provano delle sensazioni piacevoli provenienti dall'ano. I messaggi negativi, dunque, nei confronti dell'ano in un certo senso contraddiranno l'effettiva esperienza. A causa della forza delle sensazioni piacevoli e della forza dei messaggi negativi, Ŕ inevitabile provare un certo senso di ambivalenza. Per alcuni il disagio causato dai sentimenti contrastanti pu˛ essere evitato reprimendo ogni pensiero e sentimento associato al piacere anale. Questa Ŕ la reazione pi¨ comune. Altri si sentono chiaramente attratti e allo stesso tempo respinti, affascinati e in colpa soprattutto verso l'erotismo anale.
Spinti dall'eccitazione scatenata dal proibito, alcuni diventano dei fanatici del sesso anale, poichÚ lo caricano di un'importanza eccessiva. Pu˛ invece costituire un problema per chi ritiene che quanto pi˙ un comportamento o fantasie sessuali sono proibite o źcattive╗, tanto pi˙ diventa una questione di principio praticarle. In questo modo uomini e donne praticano il sesso anale come segno di apertura mentale, indipendentemente dal fatto che piaccia o meno. Ci˛ spiega come un tab˙, e le inevitabili reazioni che scatena, tenda ad esagerare o distorcere l'importanza dei comportamenti e dei sentimenti proibiti. I comportamenti e i sentimenti dettati dal tab˙, quali che siano, assumono dunque un'importanza minacciosa che riflette e perpetua il tab˙ stesso.
Nel contesto del tab˙, reso impenetrabile dal fumo dello scontro di due opposti estremi, Ŕ praticamente impossibile distinguere se un determinato oggetto o comportamento sia pi˙ o meno proibito, tantomeno essere in grado di comprendere l'eventuale valore che possano avere. Le emozioni generate dalla violazione del tab˙ catturano tutta l'attenzione. I comportamenti soggiacenti il tab˙ probabilmente verranno ignorati del tutto nel corso del conflitto.

Le funzioni sociali del tab˙ anale

I tab˙ non sono soltanto dei fenomeni psicologici. Hanno anche un'importanza sociale. Il tab˙ dell'incesto, ad esempio, opera per ridurre il grave conflitto fra i membri di una famiglia e fra le generazioni. Il tab¨ che vieta il consumo della carne di cane o di gatto opera per conservare l'affetto che la gente prova verso gli animali domestici. Le funzioni del tab˙ spesso non sono chiaramente distinguibili e diventano meno evidenti passando da una generazione a un'altra. Via via che il tab˙ diventa sempre pi˙ parte della psiche collettiva, la sua importanza originaria potrebbe perdersi del tutto. Il tab˙ anale non Ŕ mai stato studiato sistematicamente dai sociologi. ╚ possibile tuttavia fare delle ipotesi sulle funzioni sociali che riveste. I dati culturali incrociati sulle abitudini e i comportamenti sessuali rivelano con forza quattro probabili funzioni.
Prima funzione: gli atteggiamenti negativi verso la zona anale sembrano essere universalmente collegati alla pulizia. Tutte le societÓ incoraggiano la pulizia, per quanto le idee in cosa consista siano molto diverse. Relativamente poche culture come quella americana tendono ad essere cosý rigide. L'idea tuttavia della pulizia come indispensabile alla purezza spirituale (cioŔ la pulizia Ŕ quasi źsantitÓ╗) non Ŕ rara. Spesso i simboli di purezza, o di impuritÓ, servono da potenti centri focali. Sostanze particolari, come pure certi cibi, il fango, l'urina, il muco, le feci, scatenano delle forti reazioni di repulsione, il che sta a significare una pi˙ vasta preoccupazione per la pulizia. CosÝ opera il tab˙ anale: diventando il simbolo di tutto ci˛ che Ŕ sporco, e alimentando il senso di disgusto, l'ano e le feci servono per focalizzare e intensificare il valore che ha la pulizia.
Seconda funzione: prevale l'idea, particolarmente forte nelle societÓ giudaico-cristiane, che esista un intrinseco conflitto fra lo spirito e il corpo. Intensificando le impressioni negative verso una certa parte del corpo, il tab˙ anale esprime e perpetua una pi˙ generale diffidenza verso il corpo, concretizza il conflitto fra spirito e corpo, aumenta il senso di colpa e rafforza in tal modo le dottrine religiose.
Terza funzione: quasi tutte le culture associano la penetrazione anale alla femminilitÓ, probabilmente per la sua somiglianza con il coito vaginale. A parte alcune eccezioni, un uomo che riceve il rapporto anale viene considerato meno virile. Un'altra possibile funzione perci˛ del tab˙ anale Ŕ il mantenimento della rigida differenziazione dei ruoli sessuali. La ricettivitÓ sessuale, e tutto ci˛ che essa simboleggia, si attende dalle donne e viene fortemente scoraggiata negli uomini. Se il piacere anale Ŕ vietato, il numero degli uomini che ricevono il rapporto anale diminuisce sensibilmente.
Quarta ed ultima funzione: l'accettazione del comportamento sessuale anale Ŕ praticamente sempre associata all'accettazione di qualche forma di omosessualitÓ. Sembra dunque ragionevole concludere che un'altra funzione del tab˙ anale Ŕ di avallare la condanna dell'omosessualitÓ, soprattutto fra gli uomini.
Da questo punto di vista, l'attuale momento storico Ŕ maturo per lanciare la sfida al tab˙ anale. Il progresso scientifico nel campo delle patologie permette che le decisioni da prendere sulla pulizia siano frutto della razionalitÓ piuttosto che dell'emotivitÓ, per quanto le emozioni abbiano e avranno sempre un ruolo importante. La separazione fra mente e corpo viene messa in discussione dalla filosofia, dalla psicologia e anche dalla medicina. Allo stesso modo, il valore della rigida differenziazione dei ruoli sessuali Ŕ messo in dubbio da uomini e da donne. Contemporaneamente, stanno lentamente mutando gli atteggiamenti negativi verso l'omosessualitÓ. Per tutti queste ragioni, le funzioni che svolgeva il tab˙ anale probabilmente non rivestono pi˙ questa importanza.
Chi volesse reagire ai complessi e perduranti effetti del tab˙ anale deve porsi due domande fondamentali: quale potrebbe essere il ruolo della zona anale nel contesto di un'attivitÓ sessuale e sensuale responsabile e sana, una volta liberi dal laccio del tab˙? E come si pu˛ riuscire a liberarsi del tab˙? Questo libro vi aiuterÓ a esaminare e trovare una risposta a queste domande.

Il tab˙ anale in medicina

I professionisti che godono di maggior prestigio nel campo dell'assistenza sono i medici. La comunitÓ medica Ŕ sempre stata profondamente influenzata dal tab˙ anale. La proctologia, la branca cioŔ della medicina che si occupa specificamente dell'ano e del retto, Ŕ sempre stata molto riluttante a riconoscere che
all'ano e al retto siano associate accezioni sensuali e sessuali. Nel 1954 fu pubblicato il primo studio proctologico sull'aspetto medico del rapporto anale con il titolo di źProctologic Disorders of Sex Deviates╗ (Disordini proctologici nei deviati sessuali) (Feisen, 1954). Il titolo pregiudizievole era necessario perchÚ allora venisse pubblicato. Ma anche cosÝ l'articolo fu respinto da parecchie riviste mediche rispettabili. Se da una parte rappresent˛ un caso bomba per quel periodo, l'articolo confermava in buona sostanza l'opinione prevalente per cui il rapporto anale era fisicamente pericoloso. Descriveva i problemi medici all'ano e al retto di uomini che avevano regolari rapporti anali. Il campione non era affatto rappresentativo: era composto completamente di uomini che si rivolgevano ai medici per problemi, o da reclusi in penitenziari dove la violenza carnale Ŕ espressione rituale di una gerarchia aggressiva e talvolta violenta.
La situazione da allora non Ŕ molto cambiata. Oggi molti sono i proctologi che accettano di considerare l'attivitÓ sessuale anale come un argomento di cui dovrebbero sapere di pi˙ , ma queste pratiche e soprattutto il rapporto anale sono viste sostanzialmente in modo problematico.
Che cosÝ pochi siano i proctologi che siano riusciti a trascendere il tab˙ anale si comprende alla luce del fatto che quando si trovano di fronte a problemi causati da una sperimentazione anale dolorosa, spesso avventata e frutto di disinformazione, neppure ne discutono con i loro pazienti. Non sorprende dunque che i proctologi, soprattutto quelli che non hanno personalmente pratica di sesso anale, tendano a considerarlo pericoloso. Inoltre, Ŕ poco probabile che i proctologi siano a conoscenza dell'esperienza di chi pratica senza problemi e in tutta sicurezza la stimolazione anale. Anche dopo una vita di pratica clinica, Ŕ possibilissimo che un dottore non abbia mai incontrato (o sappia di avere incontrato) persone del genere. ╚ ovvio che acquisire una visione distorta dell'esperienza umana Ŕ un pericolo insito in ogni attivitÓ che si occupa di assistenza e non esclusivamente conseguenza dell'influenza negativa del tab˙. Dopo tutto, la gente consulta raramente gli specialisti se sta bene o se si sta divertendo.
Per tutti questi motivi la comunitÓ medica, che potrebbe rappresentare una notevole fonte di informazione, esperienza pratica e consulenza riguardo l'ano, ha avuto ben poco da dire oltre a źNon toccatelo!╗. Non Ŕ raro che chi pratica il rapporto anale quando si rivolge per aiuto ai medici per problemi anali si senta dire che deve smettere di procurarsi piacere in tal modo per avere un ano a posto. Se riuscissero a liberarsi del tab˙ anale, i medici si dimostrerebbero pi˙ disponibili ad ascoltare i problemi dei propri pazienti e a dare dei consigli costruttivi su come raggiungere il piacere anale con il minimo rischio.
Allo stesso tempo, potrebbero aiutare in modo pi˙ efficace i propri pazienti a superare i problemi medici correlati all'ano. Tutti i pi˙ comuni problemi anali, soprattutto quelli cronici, vengono esacerbati, perpetuati e spesso causati da un atteggiamento negativo nei confronti della zona anale, dalla mancanza di coscienza anale e dalla tensione anale cronica, da quegli stessi fattori, cioŔ, che inibiscono il piacere anale. Nulla pu˛ aiutare un individuo a raggiungere e mantenere la salute anale pi˙ di un atteggiamento responsabile, sensibile e rilassato verso l'area anale, compresa la disponibilitÓ all'esplorazione della stessa. Non vi Ŕ alcun dubbio: il tab˙ anale fa male alla salute!

Il tab˙ anale in psicologia e nella consulenza

Proprio come il tab˙ anale ha impedito alla comunitÓ medica di offrire informazioni e aiuto a coloro che desiderassero sperimentare il piacere anale, pressioni simili hanno bloccato ogni sostanziale contributo positivo dal campo della psicologia. Freud ha almeno parlato delle qualitÓ erogene dell'ano, considerandolo anzi l'area di piacere pi˙ forte durante tutto un certo periodo della vita. Chiam˛ questo periodo źfase anale╗ e vi attribuÝ il potere di formare la personalitÓ. Per quanto queste complesse teorie abbiano portato nella parlata comune parole come źfase anale╗, źritentivo anale╗ e źfissazione anale╗, l'impatto complessivo delle sue teorie Ŕ stato tale da legittimare il piacere anale come necessario nello sviluppo dei bambini, ma infantile negli adulti.
Freud consider˛ źmatura╗ una attivitÓ sessuale che avesse come scopo la procreazione, concentrando di conseguenza la propria indagine teoretica sul rapporto sessuale pene/vagina e sull'orgasmo maschile. Tendeva a considerare perversa ogni źattenzione╗ sensuale verso altre zone non genitali del corpo, se tali attenzioni non rientravano poi nello scopo pi˙ generale della procreazione. In tal modo, riteneva źimmatura╗ la maggior parte dell'attivitÓ erotica, come la masturbazione, la stimolazione del clitoride, del corpo in generale e quella orale, se non portavano poi al rapporto vaginale. CosÝ se da una parte Freud introduceva l'erotismo anale in psicologia (ed Ŕ stato considerato scandaloso per questo), dall'altra le sue teorie possono ora esercitare un'influenza maggiore delle dottrine morali per convincere gli adulti che possono godere del proprio ano solo a rischio di essere etichettati negativamente (p. es. come nevrotici o fissati). Le teorie freudiane sono cosÝ divenute ironicamente le maggiori propagatrici del tab˙ anale.
Dai tempi di Freud sono state formulate centinaia di diverse teorie. Molte hanno ridimensionato l'importanza della sessualitÓ come impulso principale della personalitÓ. Inoltre molti psicoterapeuti hanno una visione molto meno dogmatica del comportamento sessuale e accettano come sane e mature una gamma pi˙ ampia di attivitÓ sessuali. La tendenza verso una sempre pi˙ grande accettazione della diversitÓ nelle scelte sessuali si pu˛ riconoscere pi˙ chiaramente fra le schiere sempre pi˙ numerose dei sessuologi, di coloro cioŔ che si occupano di educazione, assistenza e terapia sessuale, come pure fra coloro che studiano la sessualitÓ da un punto di vista sociologico e antropologico.
Dagli specialisti in queste discipline proviene gran parte delle attuali pubblicazioni in materia di sessualitÓ umana. Praticamente in ogni testo universitario sulla sessualitÓ, ad esempio, si nomina brevemente e senza pregiudizi la stimolazione anale come possibile scelta di uomini e donne per il proprio piacere individuale o condivisibile con un partner. Un testo piuttosto diffuso, dopo aver citato le statistiche di Hunt sul rapporto anale, offre questa dichiarazione esemplare:

Per la maggior parte delle persone, il rapporto anale rappresenta una variante sperimentale od occasionale piuttosto che un'abitudine nel contesto della loro vita sessuale. Da alcuni viene propugnato entusiasticamente e da altri ritenuto assolutamente volgare e offensivo. Indipendentemente da considerazioni di natura personale e legale (le pene per i reati di źsodomia╗ sono terribili), il rapporto anale implica alcune nozioni di natura sanitaria. Prima di tutto, arreca qualche disagio anche quando si impiega un lubrificante adeguato. Secondariamente, esiste un grave rischio di infezione se si ha un rapporto vaginale subito dopo, senza previa pulizia. Ed infine l'esperienza ripetuta pu˛ dar luogo a un certo numero di patologie croniche (Katchadourian & Lynde, 1980).

A esser franchi, un commento siffatto Ŕ moralmente neutro, ma ben poco utile per chi volesse saperne di pi˙ sul proprio ano e sul modo di trarne piacere. Inoltre, tende a confermare timori diffusi per cui sono inevitabili disagi e problemi di natura sanitaria.
Scritto in uno stile molto meno tecnico e accademico, La gioia del sesso, libro di enorme successo di Alex Comfort, ha aiutato senza alcun dubbio a formare l'attuale atteggiamento verso il piacere anale:

[Il rapporto anale] Ŕ un'esperienza che quasi ogni coppia tenta almeno una volta. Alcuni lo preferiscono perchÚ di solito la donna scopre che pu˛ dare delle sensazioni pi˙ intense del rapporto normale, mentre per l'uomo Ŕ piacevolmente stretto... L'ano Ŕ sensibile nella maggior parte delle persone e questa sensibilitÓ pu˛ essere coltivata. A meno ch e sia molto soddisfacente e non lo si senta come antiestetico, dubitiamo tuttavia che valga la pena di dedicarvi pi˙ del tempo necessario per soddisfare una curiositÓ e un desiderio occasionale (Comfort, 1972).

Senza dubbio molti lettori del Comfort si sono sentiti incoraggiati a sperimentare il piacere anale. L difficile tuttavia immaginare di trovare in questo libro l'aiuto per integrare in modo regolare la stimolazione anale nell'ambito del comportamento sensuale o erotico.
Le sole pubblicazioni che esprimono un giudizio chiaramente positivo verso l'erotismo anale sono quelle dirette specificamente verso gli omosessuali maschi (Freedman & Mayes, 1976; Silverstein & White, 1977; Walker, 1977). Questi libri hanno contribuito a soddisfare le esigenze di chi desiderava pi˙ informazioni sull'ano; a questo scopo, questi libri sono stati ricercati sia da eterosessuali che da bisessuali. La cosa pi˙ importante Ŕ che questi autori sono le uniche voci rassicuranti, affermando che il desiderio del piacere anale Ŕ naturale e dÓ benessere.
Sfortunatamente, quale che fosse la scelta sessuale degli autori, questi hanno dovuto lavorare nel pi˙ ampio contesto del tab˙ anale. Di conseguenza, hanno dovuto supplire alla mancanza di informazioni dettagliate e di ricerche con del materiale aneddotico o personale troppo vago.
La letteratura attuale offre per lo pi¨ dei messaggi impliciti che, se esplicitati, suonano pi˙ o meno cosÝ: źMolti tentano varie forme di stimolazione anale e talvolta sembrano trarne godimento. Probabilmente rientra nella normalitÓ tentarla con una certa cautela╗. Le pubblicazioni gay si spingono pi˙ in lÓ e suggeriscono, anche qui pi˙ o meno parafrasando, che: źLa stimolazione anale pu˛ dare molto piacere. Rilassatevi. Andate con calma e tutto filerÓ liscio╗.
Chiunque abbia avuto la possibilitÓ di discutere con le persone pi˙ diverse di quello che provano o come si comportano in materia sessuale, sa probabilmente che molti uomini e donne, in numero imprecisato, sono riusciti ad apprendere o ri-apprendere la capacitÓ innata di praticare la stimolazione anale nelle pi˙ diverse situazioni. Alcuni hanno scoperto agevolmente le possibilitÓ della sensualitÓ anale. Altri hanno avuto bisogno di una lunga sperimentazione e di pratica individuale o con un partner. Altri ancora hanno sicuramente tratto beneficio dalle informazioni e dall'incoraggiamento offerti dall'attuale letteratura. Altri hanno provato un rifiuto totale o parziale verso il piacere anale. Nonostante i loro sforzi, reazioni emotive negative e disagio fisico continuano a rendere spiacevole la stimolazione anale. Alcuni in queste condizioni, se la stimolazione anale non dÓ i risultati sperati con facilitÓ, gettano la spugna. Altri, spinti da un forte
desiderio personale, o forse dalle pressioni del partner, si intestardiscono a tentare nonostante i disagi. Sempre pi˙ persone non sono pi˙ disposte ad accettare una o l'altra alternativa; non intendono mollare, ma neppure continuare a sopportare i disagi. Alcuni stanno consultando degli psicoterapeuti e specialisti in campo sessuale, con la speranza di avere lo stesso tipo di aiuto che Ŕ ora disponibile per altri problemi legati alla sessualitÓ.

La terapia sessuale e i problemi anali

Inaugurato dalla pubblicazione dei lavori di Masters e Johnson sulla sessualitÓ, si Ŕ rapidamente affermato un nuovo campo di ricerca e terapia. Con l'affermarsi della terapia sessuale, Ŕ cresciuta la consapevolezza che le difficoltÓ in campo sessuale, tutt'altro che rare, affliggono in realtÓ un gran numero di persone. Ci si rivolge generalmente al medico per problemi che impediscono di praticare un comportamento sessuale desiderato (Kanfer & Saslow, 1969). Gli uomini che si rivolgono alla terapia sessuale sono afflitti generalmente dal problema di mantenere o avere un'erezione in diverse situazioni, di eiaculare troppo presto (eiaculazione precoce) o di impiegare troppo tempo (eiaculazione inibita). Alcuni non riescono neanche ad eiaculare in alcune situazioni (p. es., durante il rapporto sessuale). Le donne che si rivolgono alla terapia sessuale soffrono di problemi di mancanza di eccitazione o di anorgasmia. Sempre pi˙ uomini e donne sembrano orientati a considerare un problema il fatto di avere poco o nessun interesse nel sesso (Kaplan, 1979).
BenchÚ ampia sia la divergenza fra le teorie e le tecniche di trattamento di questi problemi, tutti gli specialisti che si occupano di terapia sessuale considerano il comportamento sessuale, problematico o meno, come un fenomeno appreso. Ci˛ significa che i valori, le scelte e le difficoltÓ in campo sessuale sono informati da processi psicosociali, pi˙ che dalla biochimica o altri impulsi innati (chiamati tradizionalmente źistinti╗). Considerare appreso il comportamento sessuale significa riconoscere una certa capacitÓ di dis-imparare e ri-apprendere. Ma quanto possa mutare il comportamento sessuale e come si possa attuare un tale mutamento Ŕ, e probabilmente sarÓ sempre, oggetto di intenso dibattito.
Quasi sicuramente quegli aspetti della sessualitÓ personale appresi precocemente e capaci di far raggiungere l'eccitazione sono abbastanza impermeabili al cambiamento. Ed elementi basilari della propria immagine sessuale, come la profonda identitÓ di genere (l'intima consapevolezza di essere maschio o femmina) e l'orientamento sessuale (omo, etero o bisessuale) fanno cosÝ strettamente parte della psiche individuale che un cambiamento sostanziale Ŕ spesso impossibile. In altre parole, apprendere i fondamenti della sessualitÓ non Ŕ come imparare a pattinare. ╚ infinitamente pi˙ difficile e complicato.
Generalmente i terapeuti in campo sessuale raggiungono i migliori risultati quando aiutano i loro pazienti ad apprendere dei nuovi comportamenti sessuali e ad allargare in qualche modo (ma non drasticamente) le loro preferenze. Se questi nuovi comportamenti si rivelano migliori (pi˙ piacevoli e soddisfacenti, meno problematici o disagevoli), allora affiancheranno e gradatamente soppianteranno i vecchi modelli comportamentali (a meno che questi diano soddisfazioni ben pi˙ forti, cosa che accade anche con comportamenti problematici). Questi specialisti conseguono il minimo di risultati quando vogliono che i pazienti si sbarazzino di comportamenti o mutino scelte giÓ fatte che procuravano loro emozioni o piacere, indipendentemente dal fatto che desiderino o meno attuare un cambiamento.
Gli attuali specialisti nel campo delle terapie sessuali tentano di aiutare i loro pazienti a sviluppare un comportamento sessuale pi˙ soddisfacente intervenendo direttamente nel momento attuale. Una terapia del genere rivolta essenzialmente al mutamento dei comportamenti Ŕ detta di solito źterapia comportamentale╗ per distinguerla dalla źpsicoterapia evocativa╗ (3). Nella psicoterapia evocativa, l'attenzione si concentra sulle psicodinamiche che influenzano il comportamento (p. es., i conflitti inconsci infantili), e il risultato a cui si tende Ŕ il cambiamento nel comportamento che avvenga di pari passo ad un mutamento delle psicodinamiche. Questo procedimento pu˛ richiedere molto tempo e si Ŕ visto che attuato assolutamente non ha grande efficacia.
Oggigiorno molti terapeuti ritengono che la terapia comportamentale e quella evocativa non dovrebbero essere contrapposte (Sloane, 1969). Non esistono motivi validi, a parte lo sciovinismo teorico, per non attuare un intervento comportamentale congiuntamente anche ad altri approcci psicoterapeutici evocativi (p. es., l'analisi transazionale, la terapia della Gestalt, la terapia paziento-centrica, la terapia razional-emotiva o la psicanalisi stessa).
Utilizzando congiuntamente l'approccio comportamentale e quello evocativo per affrontare i problemi sessuali, il terapeuta deve 1) fornire al paziente informazioni dettagliate in materia sessuale, 2) suggerire degli esercizi pratici (chiamati talvolta źcompiti╗) che il paziente eseguirÓ senza alcun obbligo, 3) insegnare tecniche pratiche per affrontare e ridurre l'ansia e la tensione e 4) aiutare i propri pazienti a migliorare o accrescere le capacitÓ interpersonali, quali soprattutto riuscire a discutere apertamente di sesso e chiedere senza imbarazzo come procurarsi piacere. L'accettazione o meno di un nuovo comportamento farÓ scattare delle reazioni emotive, talvolta fornendo delle spiegazioni su come passate esperienze abbiano contribuito a far insorgere problemi in materia di sesso. Rafforzandosi questa certezza, i problemi vengono analizzati e si offrono ulteriori suggerimenti comportamentali per dare altre possibilitÓ di apprendimento e autocoscienza (Annon, 1974; Barbach, 1975; Belliveau & Richter, 1970; Kaplan, 1974; Masters & Johnson, 1970).
Nel complesso, i terapeuti sessuali fondano il loro lavoro sulla convinzione che il piacere sensuale e sessuale sia una esperienza umana positiva fintantochÚ Ŕ accompagnato dal rispetto della libertÓ altrui. Inoltre pochi sono gli specialisti, se mai esistono ancora, che considerano l'attivitÓ sessuale sostanzialmente in subordine alla procreazione. Il piacere sessuale viene invece considerato in grado di accrescere e migliorare la stima personale e i rapporti interpersonali. ╚ ovvio che l'enfasi posta sul problema varia a seconda del terapeuta. Masters e Johnson, per esempio, sono interessati in particolare all'aspetto interpersonale del sesso. Altri, come Lonnie Barbach ad esempio, concentrano la loro attenzione sull'aspetto del piacere personale. Infine, quei terapeuti che partono da un punto di vista umanistico tendono a dare per scontato che, in condizioni adatte e con le informazioni dettagliate, ognuno Ŕ capace di formarsi in campo sessuale uno stile di vita corrispondente alle proprie esigenze. Consapevoli dell'enorme varietÓ, qualitativa e quantitativa, del comportamento sessuale umano, questo genere di terapeuti si sentono meno costretti degli psicoterapeuti alla formulazione di ideali universali secondo cui źdoversi╗ comportare. Si deve fondamentalmente a queste premesse il progresso della moderna terapia in campo sessuale, probabilmente pi˙ che alle stesse tecniche specifiche che sono state cosÝ tanto pubblicizzate.

1) Per una visione complessiva della storia dell'atteggiamento verso gli omosessuali e il loro comportamento sessuale, nonchÚ delle pene in America, si veda Katz (1976).
2) Questo rappresent˛ il pomo della discordia nello scontro fra Sigmund Freud e Carl Jung. Freud riteneva che i desideri incestuosi fossero un fatto psichico inevitabile. Jung al contrario, riteneva che lo stesso tab˙ dell'incesto, combinato al senso di colČpa per i desideri sessuali, intensificasse i sentimenti incestuosi.
3) Terminologia proposta da Ullman e Krasner (1969).

Testi tratti dal libro Il Piacere Negato (Fisiologia del rapporto anale) di Jack Morin Editori Riuniti Roma, 1994

Si consiglia anche di visitare il seguente sito www.sexuality.org


 

Linea_sfumata1C4.gif (2795 byte)

daimonew.jpg (8097 byte)

Turchese_e_grigio.gif (1990 byte)

 Diamante_rosso7253.gif (591 byte) Sommario    Diamante_rosso7253.gif (591 byte)  Indice Autori   Diamante_rosso7253.gif (591 byte)  Home page   Diamante_rosso7253.gif (591 byte)  Join Us On Facebook   Diamante_rosso7253.gif (591 byte)  Join Us On Twitter

Turchese_e_grigio.gif (1990 byte)

     Copyleft ę 1997 - 2020  by  WWW.DAIMON.ORG  and  CARL WILLIAM BROWN

Turchese_e_grigio.gif (1990 byte)


colorarr.gif (690 byte) Daimon Club colorarr.gif (690 byte) Daimon People colorarr.gif (690 byte) Daimon Arts colorarr.gif (690 byte) Daimon News colorarr.gif (690 byte) Daimon Magik
colorarr.gif (690 byte) Daimon Guide colorarr.gif (690 byte) DaimonLibrary colorarr.gif (690 byte) Daimon Humor colorarr.gif (690 byte) Links Exchange colorarr.gif (690 byte) C. W. Brown

librarybann.gif (6877 byte)

ordinabanner.gif (5058 byte)

daimongreenbanner2.jpg (10917 byte)

Visitus.gif (19125 byte)

website tracking