AFORISMI CONTRO IL POTERE E LA STUPIDITA'.

DI CARL WILLIAM BROWN  ALBALIBRI EDITORE


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Luglio 2007. Sto scrivendo queste riflessioni in piena estate dopo aver pubblicato con Albalibri il primo libretto di aforismi contro il potere e la stupidità e averlo presentato in varie occasioni, sia a Brescia, sia a Milano, e qui potete vedere un po' di fotografie dei vari eventi, mentre su YouTube potete invece godervi i vari videoclips delle rispettive presentazioni. L'editore è in Toscana per lavoro e mi ha chiesto di preparargli un'altra selezione di aforismi per il secondo libro, sempre sull'argomento, e sempre tratti dalla mia produzione già presente online nel mio sito.  Allora in questa pagina voglio inserire un po' di appunti che mi sono serviti per le varie presentazioni e alcuni spunti che mi serviranno per l'introduzione al nuovo libro. Nel frattempo il sud del nostro paese, l'Italia, sembra essere attanagliato dall'emergenza per la scarsità di acqua potabile, Taranto e la Puglia in primo luogo, ma le altre regioni non scherzano, e la Campania, con Napoli, Salerno, Caserta e Acerra in testa, soffrono della ormai perenne e ultradecennale catastrofe dei rifiuti, questo per dire che Carl William Brown, ovvero il sottoscritto, dovendo studiare la stupidità, ha fatto bene a non abbandonare la triste penisola, perché qui di materiale per le sue analisi ne trova sempre a iosa. Tuttavia la burocrazia, gli amministratori e i vari politici sono inflessibili nell'applicare le leggi, più di 150.000 al momento, e questo naturalmente per il bene della nazione e per la salvaguardia dei diritti dei vari personaggi che lo inquinano, per l'appunto; vedi a questo proposito la vicenda della Siae che ha interessato il nostro eroe. Ma lasciamo perdere, in questa sede per il momento: passiamo oltre e concentriamoci ancora sulla stupidità, che è in realtà il tema principale della nostra discussione, e prima di enucleare alcune delle sue leggi fondamentali, citiamo a nostro supporto un po' di aforismi per mettere bene subito in chiaro alcune questioni:

Benché il mondo non sia stato creato da scienziati, ingegneri, avvocati o burocrati vari, da questi sarà certamente distrutto.
Carl William Brown

Un tempo la gente era ignorante e per fregarla bastavano poche leggi, oggi la gente è molto più colta ed informata, ecco perché il numero delle leggi è cresciuto a dismisura.
Carl William Brown

Le leggi talvolta sono stupide e crudeli, ma ancora più stupidi e crudeli sono quelli che con grande orgoglio ed ottusità, abusando frequentemente del loro potere, le fanno osservare alla lettera.
Carl William Brown

Per essere malvagi non serve infrangere le leggi, basta osservarle alla lettera.
Carl William Brown

Se i burocrati non ammettono l'ignoranza della legge, io non ammetto l'ignoranza dei burocrati.
Carl William Brown

Sin da quando il popolo ha conquistato il diritto di voto i burocrati si sono impegnati per rendere i sistemi di governo sempre più stupidi e caotici e purtroppo ci sono riusciti.
Carl William Brown

La forza governa il mondo ( purtroppo ) e il non sapere: perciò chi lo regge, può e suole essere ignorante.
V. Alfieri Del principe e delle lettere

Meglio che non ci rubino niente: almeno così non si avranno guai con la polizia.
Karl Kraus

Gli avvocati sono le uniche persone che non vengono punite per ignoranza della legge.
Carl William Brown

Terrorismo: la violenza dei perdenti. Legge: la violenza dei vincenti
Carl William Brown

L'applicazione più rigorosa della legge si risolve nella più grave delle ingiustizie.
Terenzio

La Legge, nella sua maestosa imparzialita`, proibisce tanto al ricco quanto al povero di dormire sotto ai ponti, di chiedere l'elemosina, e di rubare il pane.
Anatole France

Ed ora che ci siamo scaldati un po', addentriamoci nella oscura foresta dell'imbecillità, per fare un po' di luce, sulle più ordinarie leggi della stupidità.

Se è comprensibile che si dedichi così tanto impegno allo studio dell’intelligenza, è stupefacente constatare come il fenomeno molto più diffuso, palesemente pericoloso e potenzialmente devastante, della stupidità sia completamente trascurato.
James Welles

L'un per cento della popolazione mondiale detiene il 40 per cento della ricchezza planetaria. Un terzo dei miliardari risiede negli Stati Uniti e in Giappone, in Italia abbiamo solo il 4 per cento degli uomini più ricchi. Il 50 per cento della popolazione ha meno dell'1 per cento della ricchezza mondiale. I più poveri sono in Africa. Ma alla gente comune, agli intellettuali e soprattutto ai politici non gliene frega un cazzo, basta che si magni, e fino a che il fuoco non cominci a bruciare i peli dei propri coglioni, che in genere contengono forse più neuroni dei rispettivi cervelli atrofizzati dalla sempre più ubiqua divinità.
Carl William Brown

Sradicare la povertà è un sistema molto più efficace della guerra per combattere il terrorismo.
Muhamed Yunus economista bengalese pioniere del microcredito e premio Nobel per la pace 2006

Sii tu il cambiamento che vorresti per il mondo.
Mahatma Gandhi

L'egoismo è il male peggiore.
Immanuel Kant

L'uomo è un animale stupido, a giudicare da me.
Nicolas Chamfort

Gli uomini sono così perversi che la sola speranza e persino il solo desiderio di correggerli, di vederli finalmente ragionevoli e onesti, è un'assurdità, un'idea romanzesca che si perdona soltanto all'ingenuità della prima giovinezza.
Nicolas Chamfort

Questo è un fenomeno abbastanza noto. Uno dei modi in cui è stato riassunto è il cosiddetto Rasoio di Hanlon: «Non attribuire a consapevole malvagità ciò che può essere adeguatamente spiegato come stupidità». Il concetto è stato ribadito da Robert Heinlein in una frase ancora più semplice: «Non sottovalutare mai il potere della stupidità umana».
A James Welles va riconosciuto anche il merito di essere uno dei pochissimi autori che, invece di scaricare la stupidità solo sugli altri, riconosce anche la propria. «Sono stato perseguitato – dice – durante la scrittura del mio libro dalle vivide memorie dei miei più stupidi fallimenti. Ho continuamente ripensato ai miei più sciocchi errori». Credo che una tale autocoscienza, prima ancora che autocritica, sia necessaria per poter ragionare in modo un po’ meno banale del solito sul problema della stupidità.
James Wells Dal libro di Livraghi Il potere della Stupidità

La differenza fra la genialità e la stupidità è che la genialità ha i suoi limiti.
Albert Einstein

Solo due cose sono infinite, l'universo e la stupidità umana, e non sono sicuro della prima.
Albert Einstein

Stupefacenza della materia. La materia è la stupidità.
Carl William Brown

La sapienza aveva incoraggiato i più forti a governare, poi subito dopo, visti i risultati, colta da orrore e pentimento si suicidò. Per tale motivo, da allora, il mondo è prosperato nell'imbecillità.
Carl William Brown

La stupidita' e' il terrificante e drammatico "fatal flaw" dell'umanita'.
Carl William Brown

Le persone colte, benpensanti e potenti evitano di studiare la stupidita' per il timore di essere confuse con l'argomento.
Carl William Brown

If it is understandable that so much energy and effort should be devoted to the scientific study of intelligence, it is somewhat bewildering to find the much more common, actually dangerous and potentially devastating phenomenon of stupidity totally neglected.
James F. Welles, Ph. D.

Cosi' come i medici per curare l'umanita' hanno bisogno di ammalati, io per scrivere contro la stupidita' ho bisogno di stupidi. Di certo non resteremo mai senza lavoro. Il vero problema e' che io guadagno di meno. I casi dunque sono due, o il sistema non mi ritiene una valido terapeuta, o non considera la stupidita' una malattia.
Carl William Brown

Talvolta alcuni pensieri contenuti nei miei scritti possono sembrare persino troppo cinici e crudeli, addirittura quasi criminali, ma ciò è da imputare solo ad una tecnica umoristica spinta ai suoi massimi livelli filosofici e nichilistici, che si può ben comprendere leggendo quanto ci ricorda appunto
Freud:
"Con la cattiveria, l'uomo si vendica contro la società per i limiti che essa gli impone. Questo desiderio di vendetta anima tutti. Il selvaggio può mozzarti la testa, può mangiarti, torturarti, ma ti risparmia le continue punzecchiature che a volte rendono la vita quasi intollerabile in una comunità civile".
S. Freud in The glimpses of the great di G.S. Viereck 1930


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E poi come ci ricorda Eliot, per creare bisogna distruggere e del resto il ruolo del filosofo, come ci ha insegnato Montaigne, è quello di insegnare a morire, infatti chi non teme la morte, non accetta neanche la schiavitù e può quindi lottare per una sempre maggiore libertà. Del resto poi questo è anche un'idea fondamentale della psicanalisi che portava appunto Freud a dire:
"La morte fa coppia con l'amore. Insieme governano il mondo. Questo è il messaggio del mio libro Al di là del principio di piacere. Da principio la psicanalisi riteneva che solo l'amore fosse importante. Oggi sappiamo che la morte lo è altrettanto. Da un punto di vista biologico ogni essere vivente, per quanto intensamente la vita bruci in lui, anela al Nirvana, anela alla cessazione di quella "febbre chiamata vita" (E.A. Poe For Annie), anela al petto di Abramo. Il desiderio può essere mascherato dalle più varie circonlocuzioni. Ciò non toglie che lo scopo ultimo della vita sia la sua stessa estinzione!....
(op.cit.)

Le tre grandi divinità madri dei popoli orientali sembra fossero generatrici e annientatrici insieme; dee della vita e della fecondità nello stesso tempo che dee della morte.
Sigmund Freud

Eros e Thanatos, due tematiche inseparabili, profondamente romantiche e affascinanti. Amore per il buon senso e odio per la vanità; pulsione di vita verso l'equità e pulsione di morte verso la stupidità.
Carl William Brown

Si spendono milioni di dollari nelle ricerche sull’intelligenza, ma quasi nulla si fa per capire come viene travolta da sconvolgenti atti di stupidità.
Robert Sternberg

Non attribuire a consapevole malvagità ciò che può essere adeguatamente spiegato come stupidità. Non sottovalutare mai il potere della stupidità umana
Robert Heinlein

Il genio può avere il suoi limiti, ma la stupidità non soffre di tali menomazioni.
Elbert Hubbard


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LEGGI DELLA STUPIDITA’ CIPOLLA

C.M. Cipolla (2) ci ha offerto un piccolo, ma significativo, contributo e in un suo libricino dal titolo - Allegro, ma non troppo -, arriva addirittura ad enunciare delle leggi fondamentali della stupidità, che a suo dire sarebbero: "1) Sempre ed inevitabilmente ognuno di noi sottovaluta il numero di individui stupidi in circolazione; 2) La probabilità che una certa persona sia stupida è indipendente da qualsiasi altra caratteristica della stessa persona; 3) Una persona stupida è una persona che causa un danno ad un'altra persona o gruppo di persone senza al contempo realizzare alcun vantaggio per sé od addirittura subendo una perdita." Cipolla sostiene anche che la stupidità sarebbe determinata geneticamente da madre natura e questo lo porta considerevolmente vicino alla mia tesi che considera appunto la stupidità una caratteristica innata dell'universo e della materia stessa. Tesi che del resto incontra anche il favore di James Watson, lo scienziato che insieme a Francis Crick, un collega dell'università di Cambrige, 50 anni fa scopri il Dna. Secondo James, la stupidità non è causata né da bassi livelli di istruzione, né dall'assenza di stimoli nell'infanzia: si nasconde nel profilo genetico dell'uomo. Per questo, grazie alle nuove tecnologie genetiche, per lo scienziato la stupidità si può e si deve sconfiggere, rimuovendo il gene responsabile.

DALL'ELOGIO DELL'IMBECILLE DI PINO APRILE

Il codardo scappa e ingravida la vedova dell'eroe. Il potere di un'organizzazione sociale umana è tanto più forte, quanto maggiore è la quantità di intelligenza che riesce a distruggere. La santa inquisizione per esempio scelse con estrema cura gli uomini più liberi e coraggiosi per bruciarli o imprigionarli. Scrisse Darwin che spiegò in questo modo il perché la Spagna fosse rimasta così arretrata. Nella selezione naturale e culturale della specie prevale il peggio, se il peggio è più utile. Da qui derivano due conferme alla Prima Legge sulla fine dell'intelligenza: 1) l'evoluzione preferisce un cretino vivo a un genio morto; 2) per darci la vita, chiede in cambio cervello. Si arriva poi alla Seconda Legge sulla fine dell'intelligenza: 2) L'uomo moderno vive per rincretinire. Un grande studioso sovietico, Jury Lotman, aveva definito la cultura il cervello della società. E intendeva quell'insieme di conoscenze teoriche e pratiche che possediamo in condominio con gli altri membri della comunità.......Le idee e le scoperte di poche menti illuminate entrano a far parte di questo bagaglio e si ritrovano, così, a disposizione di tutti, anche di chi non le capisce.......Un colpo di genio portò un uomo eccezionale a scoprire il fuoco; ma a quel falò si scaldarono pure i cretini. Queste considerazioni conducono verso la Terza Legge sulla fine dell'intelligenza, che ha forma articolata. L'intelligenza opera a beneficio della stupidità e ne alimenta l'espansione. Quarta legge sulla fine dell'intelligenza. L'imbecillità può solo aumentare.
Pino Aprile

L'imbecillità è al potere. E il potere non ha bisogno di genio. L'intelligenza, per le società umane, è sabbia negli ingranaggi; rischia di fare inceppare i meccanismi. Il genio è sovversivo non soltanto perché, invece di applicare la norma, la discute; ma perché, così facendo, blocca il cammino regolare dell'intero sistema burocratico. L'intelligenza, mentre valuta con spirito critico il funzionamento delle strutture sociali, di fatto lo rallenta o lo interrompe. L'acume, o semplicemente il buon senso, portano confusione. Se il sistema reagisce, riaffermando la supremazia della propria imbecillità, fa bene: si difende, come un organismo qualsiasi contro un agente esterno che ne metta in pericolo la sicurezza, l'esistenza.
Pino Aprile

La scuola, infatti, è uno strumento potentissimo per livellare le doti intellettuali verso il basso. La scuola sforna persone che entrano nell'età adulta con un identico, scarso e dannoso bagaglio nozionistico. Ashley Montagu ha esposto queste idee nel suo appassionato libro sulla neotenia (l'insieme dei caratteri infantili che conserviamo anche da adulti). In quelle pagine racconta che l'istruzione di massa rappresenta, di fatto, una delle ultime forme di stragi rituali, perché indebolisce l'attitudine a pensare. La genialità. egli sostiene, è soffocata progressivamente, dalle elementari all'università, fino a che il bambino diventa un adulto capace solo di uniformarsi a comportamenti "socialmente accettati". La scuola, così, anziché essere una palestra dell'intelligenza, è una macelleria del genio.
Pino Aprile

E quando un incapace giunge al vertice di una burocrazia, si pone il problema di mascherare o compensare la propria insufficienza. Il metodo cui ricorre ha tutta l'aria di essere una specie di "furbizia evolutiva", con cui le strutture sociali si assicurano un'ulteriore crescita di dimensioni e imbecillità. Ancora una volta, è stato
Lord Parkinson a scoprire il principio moltiplicatore, che recita così: "L'incompetente tende a nascondere la propria incompetenza dietro l'aumento delle competenze".
Pino Aprile

Ho raggiunto alcune conclusioni, dei punti fermi. Sono anch'io profondamente persuaso che la società tenda sempre, necessariamente, a reprimere l'individuo, a mortificarne le capacità. Come lei afferma, le strutture burocratiche sono organizzate in modo da obbligare tutti a comportarsi secondo regole prestabilite e uguali per tutti. Al contrario, l'individuo dovrebbe poter essere libero di sviluppare le proprie qualità, senza costrizioni. Quasi sempre, alle origini delle gerarchie vi sono uomini d'eccezione, che creano qualcosa di irripetibile. Cavour, Bismarck, De Gaulle concepiscono l'Italia unita, l'Impero tedesco, la Francia contemporanea e riescono nel loro progetto, in virtù delle proprie doti. Le grandi aziende, quasi tutte, sono parimenti sorte per l'energia e la capacità (anche visionaria) di persone di valore. Ma il genio muore (va in pensione, passa alla concorrenza), portandosi appresso i suoi talenti. La struttura sociale, invece, una volta messa in piedi, deve continuare il proprio cammino.
Pino Aprile

"C’è poi, in secondo luogo, il gravissimo problema di come il pianeta Terra possa sostenere più di sei miliardi di viventi (ancora in forte crescita) senza collassare. Questo collasso è evidenziato dal fatto che respiriamo aria sempre più avvelenata, che la terra è sempre più scaldata (assieme ai mari) dai gas serra che immettiamo nell’atmosfera, che il clima sta pericolosamente cambiando, che l’acqua è sempre più scarsa (così come lo sono le risorse energetiche), e così via. Eppure i più—ancora moltissimi — di questa imminente catastrofe ecologica se ne infischiano. Se ne infischiano perché non ascoltano e non danno credito agli scienziati e agli esperti che in grandissima maggioranza denunziano questa situazione. Il che equivale a dire, per la mia definizione, che siamo stupidi, e anzi più stupidi che mai vista l’enormità del problema. "
Giovanni Sartori dall'editoriale del Corriere della Sera del 15/08/06 L'intelligenza decrescente

PERCHE' IL CAPO E' UN IMBECILLE  (Ovvero perché la società è necessariamente stupida N.d.R.)

Perché i comportamenti dei sistemi gerarchici sono così immancabilmente stupidi? È mai possibile che tutti gli imbecilli si siano concentrati nei ruoli di responsabilità? E che tutti gli intelligenti, nessuno escluso, ne siano stati eliminati? In realtà, nei posti chiave delle gerarchie non ci sono più stupidi che in qualsiasi altro gruppo umano; il tasso di imbecillità è lo stesso tra i manager, i politici, e i parrucchieri. Le gerarchie si comportano in modo stupido, non perché siano tutti cretini coloro che ne fanno parte, ma perché non possono, per questioni di funzionalità, agire diversamente. In una burocrazia non è possibile "mettersi a fare gli intelligenti". Tutti i sistemi gerarchici funzionano tendenzialmente allo stesso modo; i loro comportamenti collettivi sono dettati da semplici regole generali. La più importante è questa: le norme e le consuetudini vanno rispettate. Esiste un modo, e uno solo, di fare le cose; e a quello bisogna attenersi.  Al contrario, la mente umana è portata al dubbio, alla critica, all'innovazione. Chi è abituato a mettere a frutto le proprie doti intellettuali si chiederà sempre cosa sta facendo, perché lo fa, e se non ci sia un altro modo (magari migliore) di farlo.
La struttura gerarchica della società prevede, invece, che in ogni determinato caso, ci si comporti secondo la regola prefissata. Qualcuno, dotato di mente sveglia e curiosa, potrebbe cominciare a obiettare: "Perché?". "Non c'è un sistema meno sciocco di fare la tal cosa...?" (sì, di solito c'è). "Possibile che nessuno si sia reso conto che..." (possibilissimo. E anche quando se ne rende conto, se è furbo, sta zitto). Ma le ragioni della gerarchia sono profonde. E le sue norme più sono stupide, più vanno considerate indiscutíbili. (Le regole intelligenti si difendono da sole). La ragione principale è questa: se tutti cominciassero a sollevare dubbi, a mettere in discussione i comportamenti e le soluzioni date, l'attività della struttura ne resterebbe paralizzata. Nelle gerarchie conta chi fa qualcosa, non chi cerca il modo migliore di farla. L'intelligenza, per le società umane, è sabbia negli ingranaggi; rischia di farne inceppare i meccanismi. Il genio è sovversivo non soltanto perché, invece di applicare la norma, la discute; ma perché, così facendo, blocca il cammino regolare dell'intero sistema burocratico. L'intelligenza, mentre valuta con spirito critico il funzionamento delle strutture sociali, di fatto lo rallenta o lo interrompe. L'acume, o semplicemente il buon senso, portano confusione. Se il sistema reagisce, riaffermando la supremazia della propria imbecillità, fa bene: si difende, come un organismo qualsiasi contro un agente esterno che ne metta in pericolo la sicurezza, l'esistenza. Ecco perché la stupidità è necessaria: è la vera linfa vitale della società umana. È la regola, il motore che la fa marciare.
Pino Aprile

L'imbecillità sarà anche un fenomeno originato da basi biologiche ma di sicuro è fortemente determinato, regolato e potenziato da fattori socioculturali.
Carl William Brown

Tanto maggiore sarà la concentrazione del potere in un sistema, tanto maggiore sarà il livello di Imbecillità da esso coltivato per il suo mantenimento, anche mediante la cooptazione di imbecilli in posti di livello elevato nella gestione del sistema stesso. Interi sottoinsiemi potranno così essere caratterizzati da una pressoché totale imbecillità.
Piero Paolicchi

Quando il livello di imbecillità di un sistema è tale che gli unici a passare per imbecilli finiscono per essere quelli che la denunciano e la combattono, la strategia va ripensata alla luce non del Logos ma del Mythos e del Ludus.
Piero Paolicchi

L'imbecillità è un avversario serio o almeno sempre serioso: lo scontro quindi è serio, e proprio per questo le armi da usare con la massima serietà sono quelle dell'utopia e della fantasia, dell'umorismo e dell'ironia.
Piero Paolicchi

I leaders non potrebbero diventare tali e assumere il potere se non trovassero sempre una folta schiera di imbecilli che li sostengono e li ammirano, identificandosi. L'imbecillità dunque è una risorsa fondamentale ed indispensabile per il potere della stupidità.
Carl William Brown


E PER APPROFONDIRE ULTERIORMENTE L'ARGOMENTO VI INVITO A VISITARE IL NOSTRO FORUM SULLA STUPIDITA'. AUGURI!


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