CAPITOLO III°
III.1 HOW
TO BE AN ALIEN. How to be an Alien fu pubblicato nel 1946 ed ebbe subito una buona
accoglienza. Da allora è stato ristampato più di trenta volte e tradotto in quasi
altrettante lingue:
"Back
in 1945, when André Deutsch was trying to build up a new publishing firm, he asked me if
I had anything for him. I told him that I was fiddling about with some little essays which
were linked by a basic idea: How to be an alien.... He enjoyed what he read, but told me
that there was not enough of it for a book. So I sat down one afternoon and added five
thousand more words. If anyone had said to me that I ought to take more trouble, since
forty years later this book would still be selling about thirty thousand copies a
year..... well, I would have told that person, gently but firmily, that he or she ought to
have his or her head examined."(1) |
Scritto dunque casualmente, il
piccolo testo composto da saggi divertenti si rivelò una grande sorpresa editoriale.
In parte abbiamo già visto gli esiti che l'accoglienza di tale operetta ebbe
sull'autore ed ora ne approfondiremo i molteplici aspetti. Arrivato a Londra nel 1938,
Mikes si trovò un pò a disagio nel nuovo mondo; infatti come ci spiega il Priestley: "England
is the land of privacy, and, therefore, the stranger who comes here is at a
disadvantage." L'impatto con la nuova
cultura deve averlo impressionato parecchio tanto che nel corso degli anni successivi egli
ha continuato ad avere il complesso dello complesso dello straniero:
"It
was a shame
and bad taste to be an alien, and it is no use pretending otherwise. There is no
way out of it. A criminal may improve and become a decent member of society. A foreigner
cannot improve. Once a foreigner, always a foreigner. There is no way out of him. He may
become British; he can never become English. (op. cit. pp18). |
Uno straniero in un nuovo paese è un pò come un nuovo nato ed è per questo
infinitamente più curioso degli indigeni, assuefatti al modo di vivere del luogo; egli in
genere non condivide o trova estremamente diversi e bizzarri i vari comportamenti che di
volta in volta si trova a comparare con i modelli della sua terra d'origine; ed è proprio
su questo principio che opera Mikes, il quale evidenzia ed esaspera le qualità inglesi,
che sostanzialmente si scostano da un clichè continentale, ottenendo in questo modo un
forte contrasto, potenziale fonte di inesauribile divertimento.
Abbiamo visto come il "sentimento del contrario", ed il concetto di
incongruenza o di contrasto siano alla base
per molti studiosi del fenomeno comico-umoristico, e questo risulta giustificabile in
quanto da uno scontro tra elementi incompatibili spesso nasce il paradosso, il quale a sua
volta è foriero di situazioni divertenti. (3)
"I
believe, without undue modesty, that I have certain qualifications to write on "How to be
an Alien".I am an alien myself. What is more, I have been an alien all my life. Only
during the first twenty-six years of my life I was not aware of this plain fact. I was
living in my own country, a country
full of
aliens and I noticed
nothing particular or irregular about myself; then I came to England, and you can imagine
my painful surprise. (op.
cit. pp. 17) |
Il confronto con la diversità è quindi un nucleo fondamentale dell'esperienza
narrativa del testo; la cosa però che subito fa scaturire un leggero sorriso è che Mikes inizia
il suo divertente libretto contro le stranezze dell'Inghilterra con un piglio
assolutamente ironico, quasi per giustificare e neutralizzare il suo stupore e mitigare il
suo disagio. Tale reazione può trovare un'ipotetica spiegazione psicologica nella
seguente affermazione di Freud:" L'umorismo non è rassegnato, anzi
esprime un sentimento di sfida, e costituisce non solo il trionfo dell'Io, ma anche quello
del principio di piacere, che riesce in questo caso ad affermarsi a dispetto delle reali
avversità.... (4)
Tale approccio, oltre che una difesa, esprime anche il desiderio, maturato negli
anni da Mikes, di mitigare il divario con l'estraneo, di avvicinarsi ed integrarsi al
popolo inglese. Descrivendolo minuziosamente ed attaccandolo attraverso le armi della
scrittura, l'autore compie quello che Escarpit ha chiamato una forma di esorcismo:
"Le démon qu'exorcise Mikes est celui de l'exil, de l'oppression, du mépris. (5)
Tutta la prefazione del libro ribadisce infatti tale impressione:
" So
it is better to reconcile yourself to the sorrowful reality. There are some noble English
people who might forgive you. There are some magnanimous souls who realize that it is not
your fault, only your misfortune. They will treat you with
condescention, understanding and sympathy. They will invite you to their homes,
just as they keep lap-dogs and other pets, they are quite prepared to keep a few
foreigners. (pp. 18) |
Da queste frasi risulta chiaro come l'autore cerchi in primo luogo di guadagnarsi
la simpatia del lettore assumendo una posizione subalterna rispetto agli abitanti del
luogo, che risultano già come un insieme di autentici "snobs", e dalla sua
postazione inizi a sferrare la sua controffensiva.
I termini bellici non sono fuori luogo se pensiamo che nell'ambito etologico
l'estraneo viene realmente considerato una minaccia ed è tenuto ad una distanza di sicurezza, superata la quale, se non
intervengono messaggi di sottomissione, scatta l'attacco.
Riprendendo
quanto dice Escarpit: "Prenant (Mikes)
à bras-le-corps son propre destin de displaced person, il lui fait faire un tour
de valse cocasse et enseigne à être un étranger." (6) ci rendiamo conto che
l'inversione che attua Mikes non è che uno stratagemma per evidenziare le stranezze del
paese che lo ospita e per sferrare le sue critiche nel modo più velato ed ambiguo
possibile, cioè utilizzando lo stile ironico ed umoristico.
L'esito che vuole ottenere è in ogni caso palese e dichiarato:
" The
title of this book, How To Be an Alien, consequently expresses more than it should.
How to be an alien ? One should not be an alien at all. There are certain rules, however,
which have to be followed if you want to make yourself
as acceptable and civilized as you possibly can. Study these rules, and imitate the
English. There can be only one result: if you don't succeed in imitating them you become
ridiculous; if you do, you become even more ridiculous. (pp.18) |
Al di là di ogni ambiguità retorica, il testo ha un suo scopo primario ben
preciso da realizzare; rendere ridicoli gli Inglesi, e si sa, come dice il proverbio
francese: "Le ridicule tue."
In questo caso la valenza spiritosa e contemporaneamente critica è resa dal
dilemma conclusivo insolubile, date due diverse possibilità di comportamento, l'effetto
sarà il medesimo e questo sembrerebbe contrario alla logica, in quanto due condotte
diverse dovrebbero dare esiti diversi. Troviamo
un artificio simile per esempio nella risposta che Socrate diede ad un suo allievo che gli
chiedeva se dovesse o meno sposarsi: "Fa come vuoi, te ne pentirai in ogni
caso." Come vedremo in più occasioni è quasi sempre il confronto-scontro tra due
piani referenziali contrapposti che genera la situazione umoristica, come d'altronde ha già messo in luce
Koestler, che ha elaborato la teoria della bisociazione. (7).
Questo è il primo lavoro di Mikes sulla nazione inglese e all'epoca egli
probabilmente non aveva ancora capito bene la mentalità di tale paese, è ovvio quindi
che quanto scrive è sicuramente influenzato da pregiudizi e da un desiderio di rivalsa
nei confronti di un habitat che gli pare un po' ostile.
Al contrario di Voltaire, che aveva
analizzato, nelle sue LettresAnglaises, l'organizzazione socio-culturale e politica
dell'Inghilterra e ne era rimasto entusiasta, Mikes parlandoci in forma di leggera
canzonatura degli usi e delle abitudini di tale nazione si avvicina più allo stile delle Lettres
Persianes di Montesquieu o al The Citizen of the World di Goldsmith; con la differenza che non ha bisogno
di usare l'artificio di fingersi straniero per osservare
con un occhio più disincantato e quindi più obiettivo i costumi del paese che sta
visitando, infatti egli è realmente uno straniero.
La razza inglese è sempre stata considerata in modo particolare; lo scrittore
olandese G. J. Renier diceva appunto: " The world is inhabited by two species of
human beings: mankind and the English." (8) e
J.B.Priestley è dello stesso parere quando affermava: " They think there are no
other men like themselves, and no other world but England..." (9) Continuando ad analizzare il
carattere inglese il grande scrittore riconosce come tale paese sia in effetti un paradiso
di individualità, di eccentricità, di anomalie e per questo lo riconosce come il più adatto a fornire spunti eccellenti per il lavoro
di un umorista; l'opera di Mikes dal canto suo sembra essere proprio una conferma di tale
tesi.
Il principio che offre all'autore il pretesto per una trattazione divertente delle
caratteristiche nazionali è enunciato all'inizio del testo; i lettori vengono infatti
avvertiti che: " In England everything is the other way round." (pp.20); in
questo modo tutto diventa più comprensi-bile e naturalmente divertente:
" On Sundays on the
Continent even the poorest person puts on his best suit, tries to look respectable,
and at the same time the life of the country becomes gay and cheerful; in England even the
richest peer or motor-manufacturer dresses in some peculiar rags, does not shave, and the
country becomes dull and dreary. On the Continent there is one topic which should be
avoided - the weather; in England, if you do not repeat the phrase "Lovely day, isn't
it ?" at least two hundred times a day, you are considered a bit dull.... On the
Continent people have good food; in England people have good table manners....Continental
people are sensitive and touchy; the English take everything with an exquisite sense of
humour - they are only offended if you tell them that they have no sense of humour. On the
Continent the population consists of a small percentage of criminals, a small percentage
of honest people and the rest are a vague transition between the two; in England you find
a small percentage of criminals and the rest are honest people. On the other hand, people
on the Continent either tell you the truth or lie; in England they hardily ever lie, but
they would not dream of telling you the truth. Many continental think life is a game, the
English think cricket is a game. (pp. 22) |
Da questa lunga presentazione al testo
possiamo renderci conto come in effetti la contrapposizione tra le abitudini e le
caratteristiche degli inglesi e quelle dei "continentali" sfoci in un'analisi
comparata delle sostanziali differenze tra i due oggetti del paragone. L'inizio di ogni
nuova frase con le stesse parole dà un ritmo ripetitivo al discorso che viene a
costituire un elemento di contrasto stilistico con la novità a sorpresa cui ci condurrà
il successivo raffronto. All'interno di questa struttura narrativa si ha poi la presenza
di una certa enfasi che tende, in alcuni punti, ad esagerare appositamente il dato di
fatto per rendere in questo modo spiritosa l'osservazione; è il caso della frase
"Lovely day, isn't it ?" che verrebbe ripetuta almeno duecento volte al giorno
per essere certi di comportarsi in conformità alla norma, onde appunto evitare di
sembrare monotoni non pronunciandola affatto.
Le varie analisi di Mikes sono in effetti miti nei confronti delle abitudini del
paese in questione, anzi in alcuni punti assumono addirittura un carattere di lode; questo
si ottiene per esempio quando vengono messe in risalto l'onestà, il non-conformismo e la
pragmaticità degli inglesi.
Altre volte il discorso ci lascia più o meno indifferenti, anche se sempre un pò
divertiti, fino a portarci al punto dove una manifesta incongruenza ci strappa un sorriso:
è il caso della frase che pone volutamente l'attitudine di tale razza in una nuvola di
ambiguità, essi infatti non mentono quasi mai, ma d'altro canto non si sognano
lontanamente di dire la verità - c'è in tale periodo un crescendo di stupore in quanto
non ci si aspetta l'esito finale, contraddittorio e divertente. L'inizio narrativo è
costituito da osservazioni generiche fornite chiaramente all'autore dalla vita quotidiana;
il materiale di base su cui Mikes lavora è "la realtà fattuale", questa gli
offre lo spunto per la propria manipolazione letteraria e diventa l'oggetto delle sue
speculazioni. In ciò troviamo
un'evidente conferma di quanto nota a proposito il Cazamian che parlando dell'umorismo di
Shakespeare notava: " Le réalisme, point de départ et loi constante d'une oeuvre
humoristique, n'est pas seulment le principe accepté de son art, mais en est la vie
même. Une telle ouverture à la variété infinie des choses et des êtres exclut tout
parti pris, toute théorie et tout choix préconçu. Or l'humour justement réclame la
liberté d'une penseé sans aucune attache. (10)
E' ovvio che l'abilità umoristica di Mikes, in molti casi crea un tipo di
narrativa che si allontana considerevolmente da quella che chiameremmo
"realista" o "naturalista", ma ciònonostante con l'impiego di una
informale quanto sincera analisi psicologica arriva a svelare delle realtà impreviste;
leggiamo ad esempio questo brano che concerne le forme di presentazione:
" Once
the introduction has been
made you have to inquire after the health of your new acquaintance... Do not forget,
however, that your new friend who makes this touchingly kind inquiry after your state of
health does not care in the least whether you are well and kicking or dying of delirium tremens. A dialogue like this:
He: "How d'you do?" You: "General state of health fairly
satisfactory, slight insomnia and a rather bad corn on left foot. Blood pressure low,
digestion slow but normal." - well such
a dialogue would be unforgivable. In the next phase you must not say "Pleased to meet
you." This is one of the very few lies
you must never utter because, for some unknown reason, it is considered vulgar. You must
not say "Pleased to meet you", even if you are definitely disgusted with the
man. A few
general remarks: 1. Do not
click your heels, do not bow, leave off gymnastic and choreographic exercises altogether
for the moment. 2. Do not
call foreign lawyers, teachers, dentists, commercial travellers and estate agents
"Doctor". Everybody knows that the little word "doctor" only means
that they are Central Europeans. This is painful enough in itself, you do not need to
remind people of it all the time. (pp. 23-24) |
Risulta chiaro da queste battute come Mikes riesca ad ottenere un effetto
umoristico opponendosi all'estrema formalità e all'estremo conformismo di certi
"clichés" della comunicazione e prendendo alla lettera tali forme stereotipate
ne denuncia l'implicita ipocrisia, rispondendo in modo completamente anomalo alle
aspettative. Il fatto di dare un quadro completo del proprio stato di salute, dove
chiunque altro avrebbe risposto solo con una frase altrettanto formale e al tempo stesso
disinteressata, causa una necessaria sorpresa nel lettore e, al di là di particolari
connotazioni nazionalistiche, ci spiega quale sia l'atteggiamento di un umorista, il quale più delle volte ama andare
controcorrente, rompere le convenzioni e denunciare le ipocrisie.
Si delinea a poco a poco la reale e ovvia spiegazione del titolo del libro, se
intendiamo infatti per alieno, colui che si comporta in modo diverso ed estraneo alle
regole e convenzioni di un luogo, non ci sarà difficile scorgere in molte situazioni del
testo proprio un invito a tale atteggiamento.
How to Be
an Alien è composto da tanti capitoletti su situazioni ed argomenti tipici della
vita inglese; ma l'attenzione dell'autore si posa principalmente sui fattori
comportamentali e ne risulta una sottile analisi più di carattere sociologico che non
letterario-descrittiva.
Prendiamo ad
esempio la descrizione del clima inglese effettuata da S. Leacock nel libro My Discovery of England: " The Gulf Stream
as it nears the shores of the British Isles and feels the propinquity of Ireland, rises
into the air, turns into soup, and comes down on London. At times the soup is thin and is,
in fact, little more than a mist; at other times it has the consistency of a thick Potage
St.Germain. London people are a little sensitive in the point and flatter their atmosphere
by calling it a fog; but it is not: it is soup.....The whole subject of daylight in the
London winter is, however, one which belongs rather to the technique of astronomy than to
a book of description. In practise daylight is but little used. Electric lights are burned
all the time in all houses, buildings, railway stations, and clubs. This practise, which
is now universally observed, is called Daylight Saving." (11)
La descrizione è sicuramente umoristica e rende l'idea dell'atmosfera invernale
del clima londinese, ma in questo contesto è il clima che viene considerato e solo di
sfuggita viene posta l'attenzione sull'attegiamento degli abitanti di fronte a tali
caratteristiche: al contrario Mikes sottolinea come, nel paese, proprio il tempo divenga
uno dei soggetti preferiti di conversazione:
"
Nasty day, isn't it ?" "
Isn't it dreadful ?" " The
rain.... I hate the rain...." " I
don't like it at all. Do you ?" "
Fancy such a day in July. Rain in the morning, then a
bit of sunshine, and then rain, rain, rain, all day long." " I
remember exactly the same July day in 1936." " Yes
I remember too." " Or
was it in 1928." " Yes,
it was." " Or
in 1939." " Yes
that's right." (pp.28) |
Il tempo in questo dialogo è solo il pretesto per prendersi gioco della mania
degli inglesi di condurre, in certe occasioni, banali e superflue conversazioni; in ogni
caso è un pretesto per sfruttare certe forme
di comunicazione fatica per ottenere un risultato divertente; ancora una volta Mikes si
sofferma di più sulla natura psicologica di certi aspetti comportamentali che non sulla
descrizione di ambienti e caratteristiche fisiche.
E' una continua leggera presa in giro della natura anglo-sassone; egli, ancora
prendendo lo spunto dal tempo, sottolinea come gli inglesi si sentano sempre al centro
dell'universo:
"The
British meteorologist forecast the right weather - as it really should be - and then these
impertinent little anti-cyclones interfere and mess up everything. That again proves that
if the British kept to themselves and did not mix with foreign things like Polar and
Azores anti-cyclones they would be much better off." (pp. 29) |
Si tratta dunque di una guida alla mentalità inglese condotta con una sorprendente
abilità e velocità: i piccoli saggi non seguono un ordine logico; il libro potrebbe
essere letto anche in senso inverso e non cambierebbe proprio nulla.
Il confronto continua, e lo spunto umoristico è per il momento offerto
principalmente dall'"avvertimento del contrario" e dalla sua elaborazione
linguistica e quindi intellettuale che sfocia nel "sentimento del contrario",
tale evoluzione è per Pirandello (12) ciò che
distingue appunto la comicità dall'umorismo e tale interpretazione calza perfettamente
all'opera di Mikes:
"
Foreigners have souls, the
English haven't.... The English have no souls; they have the understatement instead. If a
continental youth wants to declare his
love to a girl he kneels down, tells her that she is the sweetest, the most charming and
ravishing person in the world, that she has something in her, something peculiar and
individual which only a few hundred thousand other women have and that he would be unable
to live one more minute without her. Often, to give a little more emphasis to the
statement, he shoots himself on the spot. This is a normal, week-day declaration of love
in the more temperamental continental countries. in England the boy pats his adored one on
the back and says softly: " I don't object to you, you know." If he is quite mad
with passion, he may add: " I rather fancy you, in fact." If he would to marry a
girl he says: " I say.....what about....". (pp.30-31) |
Nel
passo soprariportato non solo abbiamo l'evidenziazione dell'understatement, che è
veicolo di spirito e di umorismo ed è una tecnica linguistica e comportamentale tipica
degli inglesi, ma abbiamo al tempo stesso la contrapposizione tra un'enfasi passionale
tipica delle popolazioni continentali, espressa e ridicolizzata con la tecnica
dell'esagerazione e la freddezza anglosassone, che raggiunge appunto il massimo nell'
illimitata timidezza dell'understatement.
Entrambe le posizioni risultano un po'
amplificate e per questo divertenti; Mikes per ottenere immagini umoristiche non esita a
sfruttare tutti quegli atteggiamenti che si distanziano considerevolmente da una moderata
e virtuale via di mezzo, che corrisponderebbe alla giusta ragione: tutte le variazioni
rispetto a questo ideale, risultano ai suoi occhi leggermente assurde e ridicole e per
questo sono idonee a veicolare messaggi risibili.
In alcuni frangenti la brevità delle espressioni dell'autore è talmente pungente
che lascia allibiti. E' il caso dell'aforisma che costituisce da solo il capitolo intitolato " Sex ":
"Continental
people have sex life; the English have
hot-water bottles." (pp.35) |
In
questo raffronto l'estrema condensazione metaforica della vita sessuale degli inglesi non
suona certo come un complimento. In questo caso Mikes opera un'estrema riduzione verbale,
che non fa altro che amplificare l'idea di estrema freddezza di questa popolazione;
l'impressione spiritosa è fornita dall'arguta similitudine che serve a mettere in
discussione, ed al tempo stesso a degradare, le qualità amatorie della razza britannica.
Il tracollo di tali doti, simbolo di potenza, ottiene il risultato di mettere in risalto
la superiorità dell'altro oggetto di paragone, cioè la popolazione del continente, e
questo fa scaturire il riso.
Per molti studiosi questa sarebbe infatti la causa principale che origina il riso;
scoprire la nostra superiorità grazie ad una degradazione dei soggetti con cui ci
confrontiamo; abbiamo visto come Hobbes dia appunto tale spiegazione al fenomeno comico, e sulle sue tracce anche altri ricercatori hanno
elaborato teorie analoghe, è il caso di James Sully o Alexander
Bain (13), o ancora dello scrittore italiano
Pietro Verri (14)
I brevi "saggi" si susseguono ed è la volta del capitolo dedicato al
"tè", poi alla "lingua", all"ipocrisia", al
"compromesso" e così via.
Ogni volta Mikes trova un artificio per farci sorridere e senza mai essere sgarbato
o scortese ci racconta anedotti, storielle, invenzioni, scherzi; ne risulta un pot-pourri,
una letteratura farcita di ogni cosa, ed in questo simile alla narrativa satirica delle
origini, sempre divertente e che non conosce alcun sentimentalismo o alcuna discesa nel
volgare.
Certo non possiamo dire che si tratti di letteratura impegnata, di saggistica, o
tanto meno di un grande romanzo, per il momento Mikes ci propone una narrativa leggera di "entertainment",
assolutamente spassosa e stimolante dove però non mancano alcune analisi di rilievo che
danno origine, tra le altre cose, ad un attacco nei confronti di tutti i luoghi comuni
sugli inglesi.
Le critiche mosse al sistema inglese,
potrebbero essere applicate, con la stessa efficacia, anche ad altre società; ciò
risulta evidente quando si analizzano le varie descrizioni caricaturali di alcuni
personaggi dell'ambiente culturale:
" It
is extremely important that the B.I. (Bloomsbury Intellectual) should always wear a
three-days beard, as shaving is considered a contemptible bourgeois habit. (the extremist
left-wing holds the same view concerning washing, too).... Politically you must belong to
the extreme left. You must, however, bear a few things in mind: 1) You must
not care a damn about the welfare of the people in this country or abroad, because that
would be "practical politics" - and you should only be interested in the
ideological side of matters... (pp.58-62) |
Queste valutazioni consentono di intravedere un atteggiamento critico nei confronti
di ogni conformismo e di ogni ipocrisia, inoltre, attraverso una leggera e irriverente
canzonatura, hanno la capacità di portare
tutto ciò che viene considerato sullo stesso piano.
Ne abbiamo un'ulteriore dimostrazione quando leggiamo il passo dedicato alla presa in giro dell'apparato burocratico del paese:
"The English Civil Servant considers himself no soldier but a glorified businessman. He
is smooth and courteous; he smiles in a superior way; he is agreeable and obliging. If so
- you may ask - how can he achieve the supreme object of his vast and noble organization,
namely, not to transact any business and be left in peace to read a good murder story
undisturbed ? There are various, centuries-old, true British traditions to secure this
aim. 1) All
orders and directives to the public are worded in such a way that they should have no
meaning whatever. 2) All
official letters are written in such a language that the oracles of Delphi sound as
examples of clear, outspoken, straightforward statements compared with them. 3) Civil
Cervants never make decisions, they only
promise to "consider" - "consider favourably" - or - and - this is the
utmost - "reconsider" certain questions. 4) In
principle the British Civil Cervant stands always at the disposal of the public. In
practise he is either in "conference" or out for lunch, or in but having his
tea, or just out. Some develop an admirable technique of going out for tea before coming
back from lunch....(pp.86-87) |
Da questo passo riscontriamo in Mikes quella capacità di alternare a pagine di
mero gioco letterario, pagine di un più alto contenuto critico-sociologico, ma che
conservano comunque una valenza umoristica.
Ciò in effetti è una qualità di grande importanza per la buona riuscita di un
testo divertente, d'altro canto il fatto di travisare la realtà inserendo a proprio
piacimento generalizzazioni, riduzioni o esagerazioni, crea una certa ambiguità di fondo
attorno alle riflessioni dell'autore ed è forse per questo che il libretto, benchè fosse
stato scritto con l'intento di ridicolizzare e criticare aspramente gli inglesi, venne
accolto come un "funny book" e non creò alcun risentimento. Questo è forse
attribuibile alla qualità intrinseca dell'umorismo di Mikes, che risulta dotato di quella
"simpatia" che lo allontana dalla satira più
feroce.
Siamo in presenza di una descrizione abbastanza bonaria dei difetti e delle
imperfezioni della società, in cui Mikes non raggiunge mai livelli di indignazione; il
suo linguaggio è sempre garbato e la sua critica non ha bersagli particolari, ma aleggia
sull'intero sistema.
III.2
HOW TO BE AN ALIEN e LA SUA EVOLUZIONE.
La brevità delle speculazioni di Mikes consente di avere in poche pagine una ricca
panoramica della società inglese. Naturalmente, benchè gli spunti siano forniti dall'osser-vazione del reale, tale narrativa
rimane per il momento densa di innumerevoli giochi ed artifici retorici:
"
Whenever you stop your car in the City, the
West End or many other places, two or three
policemen rush at you and tell you that you must not park there. Where may you park ? They
shrug their shoulders. There are a couple of spots on the South Coast and in a village
called Minchinhampton. Three cars may park there for half an hour every others Sunday
morning between 7 and 8 a.m. The police are perfectly right. After all, cars have been
built to run, and run fast, so they should not stop. This healthy philosophy of the police
has been seriously challenged by a certain group of motorists who maintain that cars have
been built to park and not to move. These people drive out to Hampstead Heath or Richmond
on beautiful, sunny days, pull up their windows and go to sleep. They do not get a spot of
air, they are miserably uncomfortable; they have nightmares, and the whole procedure is called "spending a lovely afternoon in the
open." (pp.
74-75) |
In questo caso Mikes, partendo da problemi oggettivi e considerandone solo alcuni
aspetti ne esaspera i lati più paradossali e ridicoli; attraverso alcune semplificazioni
fa in modo che l'intero comportamento di alcuni componenti del sistema sociale risulti
globalmente incongruo e ridicolo, ma non fa eccezioni, cioè coloro che risultano in
antitesi rispetto alla logica, appartengono a diverse classi sociali e questo conferisce
alla sua posizione un diplomatico ruolo di estrema imparzialità.
A queste considerazioni abbastanza polemiche l'autore alterna poi espressioni che
assumono, per il popolo inglese, quasi un valore di lode:
" In
the last
century, when a wicked and unworthy subject annoyed the Sultan
of Turkey or the Czar of Russia, he had his head cut of without much ceremony; but when
the same happened in England, the monarch declared: "We are not amused." and the
whole British Nation even now, a century later, is immensely proud of how rude their Queen
was. Terribly rude expressions (if pronounced grimly) are: "I am afraid
that...", "unless...", "nevertheless...", "How
queer.....", and "I am sorry, but....". (pp. 45-46) |
In effetti, taluni passi mettono il luce quell'aureola di
"respectability" e di "politeness", tipica di una certa natura
aristocratica dell'anima inglese; e rendono in qualche modo omaggio alla sempre tanto
decantata civiltà anglo-sassone. Proprio per tale civiltà, caratterizzata tra le altre
cose da una forte inclinazione all'auto-critica e da un proverbiale senso dell'umorismo,
Mikes ebbe il disappunto di vedere accolto con grande simpatia il suo libretto; i suoi
lettori lontani dall'offendersi, condividevano le analisi dell'autore, ed in ogni caso
avevano quasi insensibilmente incassato le varie critiche.
In realtà penso che a Mikes non ha potuto che far piacere il successo di tale
lavoro e la conferma di un simile risultato nelle opere successive; il disappunto di cui
parla l'autore riguarda in effetti il fatto di dover riconoscere che i suoi scritti non
erano per niente di natura satirica o sarcastica, come egli inizialmente li riteneva, ma
al contrario erano tipicamente umoristici. Forse egli avrebbe preferito raggiungere la
grandezza di una critica alla Swift o alla Shaw, ma non si verificò niente di simile.
L'umorismo di Mikes è infatti gentile ed indulgente; adottando i parametri
estetici di Harold Nicolson potremmo definirlo
"borghese" se contrapposto ad un umorismo più duro ed amaro, più escatologico
ed osceno, tipico delle classi popolari, che viene definito dal critico
"sardonic" o "cockney" humour. (15)
In effetti parecchi critici sono inclini a
considerare la simpatia e l'indulgenza come peculiarità dello stile umoristico; Priestley
per esempio osservava: " Then it was observed that the great comic figures seemed to
live in an atmosphere of affectionate indulgence, that the humorist delighted in his
creatures and had not put them forward as bad examples or mere targets; and so critics
concluded that sympathy and not antipathy was the secret of humour. (16)
Le stesse opinioni sono espresse nell'articolo
sull'umorismo dell'Encyclopedia Britannica in cui l'autore distinguendo tra
"wit" e "humour" scriveva appunto: " By the mid-18th. century
humour was no longer an abnormality and a fit subject for the satirist but rather a
whimsical oddity or foible, amusing and innocent. But more than that, unlike wit, which
was often severe, bitter and satirical, humour very frequently exhibited generous,
benevolent sentiments of heart which, though exerted
in an odd manner, it was said, justly
commanded our fondness and love."
Al di là di ogni riflessione critica
la fortuna che accolse How To be an Alien contribuì a lanciare definitivamente nel mondo
della letteratura George Mikes ed il suo Editore.
Pierre Daninos
arriva perfino a considerarlo nel suo libro sui vari umoristi : " L'un des meilleurs humoristes de notre époque....doué de l'humour
le plus fin..." (17)
e se leggiamo il seguente passo, riusciamo a farci anche un'idea del perchè Daninos lo
elogi in questo modo:
"
While the Rumanian Radio was serializing (without my permission) How to be an Alien as an
anti-British tract, the Central Office of Information rang me up here in London and asked
me to allow the book to be translated into Polish for the benefit of those many Polish
refugees who were than settling in this country. "We want our friends to see us in
this light", the man said on the telephone. This was hard to bear for my militant and
defiant spirit. " But it's not such a favourable light" I protested feebly.
" It's a very human light and that is the most favourable" retorted the
official. (op. cit. cfr.
nota 1) |
Il segreto è dunque semplice, la miglior qualità dell'artista Mikes è l'umanità,
pura e semplice, ma profonda e sincera; e grazie a questa preziosa dote egli continuò a
dilettare ed a istruire i suoi lettori per quasi mezzo secolo.
Negli anni seguenti Mikes cominciò a viaggiare per il mondo; egli visitava nuovi
paesi ed il risultato era sempre un nuovo libro; allo stesso tempo la sua produzione si
arricchiva anche di testi di carattere più generale, classificabili sia come saggi, sia
come testi di storia, sia come narrativa autobiografica. Avremo modo di analizzare alcuni
di questi libri nei capitoli seguenti, ma quello che per ora ci preme di valutare è che
l'attività di questo autore, non essendo impostata solo su una letteratura di
"entertainment", che ha in ogni caso vari contenuti e molteplici pregi, gli ha
consentito di acquisire una buona esperienza culturale, sia storica, sia filosofica, e
questo necessariamente ha contribuito immensamente a far evolvere la sua scrittura ed il
suo umorismo.
Nel 1960, dopo aver pubblicato, dopo quel famoso How to be an Alien, circa
una dozzina di libri, Mikes ritorna sui suoi passi e da alle stampe How
to be Inimitable (18), ovvero un ulteriore studio sulla nazione inglese; a sua
volta seguito da How to be Decadent (19), l'ultimo di questa
trilogia dedicata alla Gran Bretagna.
Proprio per la presenza di questi lavori è quindi interessante analizzare alcuni
aspetti di questa evoluzione, che potremmo definire, in un certo senso, lo sviluppo
diacronico del suo umorismo, e grazie a questo valutare meglio come alcuni fattori e
soprattutto il parametro "tempo" influiscano su di esso.
Nella prefazione di How to be Inimitable
Mikes ci fornisce alcune motivazioni della sua nuova indagine:
" Many things have changed in the last two decades. The Britain of
1960 is vastly different from the Britain of 1938, and even from the Britain of 1946, when
I first published my impressions of this country under the title How to be an Alien. The time has come, I
feel, to revisit England. When I first came here, Englishmen were slim and taciturn, while
today they are slim and taciturn. Then, they were grunting and inscrutable; today they are
grunting and inscrutable..... Then, they kept discussing the weather rather dully; today
they keep discussing the weather much more dully. Then, their main interests were cricket,
horses and dogs, while today their main interests are dogs, horses and cricket. Then, the
main newspaper topics were sex, crime and money, while today it is money, money, money and
crime with a little sex somewhat perfunctorily thrown in. Then, Britain was being
inundated by blooming foreigners and she did not like it. Today foreigners are called
visitors, tourists and other fancy names - and in extreme emergency, when shortage of
foreign currency is too pressing - even Distinguished European and a bloody foreign is
most misleading. (pp.
97-98) |
La tematica dello "straniero" è ancora presente, ma attraverso un nuovo
impiego dei termini è più ingentilita; l'autore vuole comunque sottolineare la
persistenza di una certa mentalità, che d'altronde con il passare del tempo e quindi
delle circostanze è obbligata a mutare . Nel passo soprariportato c'è tuttavia
un'incongruenza di fondo, tra le prime impressioni che convogliano l'idea di una nazione
fortemente modificata in peggio e le
successive constatazioni che ribadiscono l 'idea di una perenne staticità; contrasto
ulteriormente accentuato per esempio dall'uso improprio della congiunzione avversativa
"while" che introduce nella proposizione, diversamente dalla norma, un concetto
identico al precedente.
L'ambivalente significato di questa prefazione tende a porre in rilievo che
nonostante molte cose all'interno di tale società siano cambiate, alcune in meglio, altre in peggio, vi è tuttavia una
sostanziale uguaglianza nella mentalità , frutto di quella tendenza fondamentalmente
conservatrice e dunque ripetitiva della specie umana.
Come sosteneva già Bergson, che considerava appunto il comico come
qualcosa di rigido e di meccanico, contrapposto ad una elasticità vitale, la ripetizione
esprimeva una dualità tra un sentimento compresso che si distende come una molla e l'idea
che si diverte a comprimerlo nuovamente (20); e proprio facendo riferimento a tale
interpretazione riusciamo a comprendere come la tecnica espositiva di Mikes risulti
umoristica. How to be Inimitable è
tuttavia uno studio sociale che affronta tematiche più globali rispetto al lavoro
precedente; l'autore si pronuncia su diversi fronti e le sue osservazioni costituiscono
non solo una canzonatura degli inglesi, ma, oltre che ad essere divertenti e fedeli
testimonianze di mutazioni epocali, diventano vere e proprie critiche sociologiche:
" If
you want to be a modern Briton, you must be prosperous, or, preferably, rich. Richness has
this in common with justice that it is not enough to be rich, you must also manifestly
appear to be rich. The English, however, are a basically modest race, so you cannot just
show off. in fact, you must hide your richness in an ostentatious, pseudo-modest manner,
as if you were really poor.... Today, only the get-rich-quick businessmen, the vulgar,
commercial barons and the lower layer of television comedians buy new Rollses and
Bentleys. The patricians use Austin Sevens, Miniminors, scooters and bicycles, perhaps
very ancient Rollses, or else Jensen and Bristols (the last two costing about £ 4,000
each but unrecognized by the masses.) (pp. 101) |
In pieno "boom" economico
Mikes non poteva non dedicare numerose considerazioni alle vistose variazioni che
interessano le varie classi sociali.
Gli aspetti che vengono maggiormente sottolineati e contemporaneamente criticati
riguardano appunto il consumismo, l'arrivismo, la sfrenata ricerca della ricchezza e la
vanità dei nuovi "signori", la falsa modestia ed il ridicolo e sottile snobismo
dei vecchi aristocratici: tutti elementi portati da una maggiore prosperità e che
confrontati con un modello di sano e virtuoso equilibrio, ideale naturalmente, sfociano
indubbiamente negli eccessi e per questo diventano ottimi oggetti di scherno.
In un periodo di veloci sovvertimenti è inevitabile che sorga uno stato di
generale confusione e l'autore sfrutta tale condizione per evidenziare contrasti di fondo
con la vecchia struttura; l'incongruenza del nuovo assetto e l'ossessione tipicamente
inglese per la stratificazione sociale confermano la costante labilità e banalità degli
atteggiamenti umani:
" The
English talk - and talk a great deal - of upper, middle, and working classes. They also
talk of upper-middle and lower-middle classes, and more recently they have started
mentioning a top-working class - just to fit in between the middle-working class and the
lower-middle class. This, of course, makes them fully conscious of how pitifully
inadequate their language is to describe the other 120 clearly defined castes and 413
sub-castes of English society. What about the lower-middle-upper layer of the
lower-upper-middle class ? What about the middle-middle of the middle-middle class? And
how can you really clearly distinguish between the upper-upper-middle people who by no
means qualify yet for the bottom upper ? While all
this goes on, the English remain staunch believers in equality. Equality is a notion the
English have given to humanity. Equality means that you are just as good as the next man
but the next man is not half as good as you are. (pp. 112) |
L'enfasi e l'amplificazione che caratterizzano il discorso sulle classi rendono perfettamente l'idea di
confusione e tendono a focalizzare
l'attenzione sulla complessità della realtà;
ne risulta un'implicita critica alla superficialità
dell'uomo, che troppe volte vuole ridurre e rinchiudere in schemi fissi tale realtà, con la sola conseguenza
di perdere di vista la vera complessità dell'insieme e di ribadire una volta di più le proprie individualità ed i
propri egoismi.
La massima che conclude il periodo vuole appunto mettere in ridicolo quella
superbia e quell'ottusità umana che contribuiscono a conservare sotto la maschera
ipocrita di ideali di giustizia e di equità, il vero morbo della disuguaglianza sociale.
How to be Inimitable verte maggiormentesulle modificazio- ni che il progresso ha causato e le
differenze tra la cultura della nazione inglese e quella del continente lasciano il posto
alle differenze tra le vecchie abitudini e le nuove mode, influenzate dalla religione del
Dio "denaro".
Vengono presi di mira e fatti oggetto di racconti umoristici innumerevoli argomenti
tipici di quegl'anni, è così la volta della crescente mania del "viaggio",
"del fare acquisti", della "televisione", della
"pubblicità", della "politica", e via dicendo.
L'inesauribile vena creativa di Mikes attinge da tutte le fonti possibili per
originare pagine divertenti; per esempio seguendo i cambiamenti nel comportamento
sessuale, egli scrive:
" This
seemingly most
immutable of all social habits changes
too - and changes fast. In an earlier volume of mine - a treatise on the English character
- I wrote a very brief chapter on this subject. It ran: "Continental people have sex
life: the English have hot-water bottles.": that was all. It has now become
hopelessly out-of-date. How right was the kind (and to me unknown) lady who wrote to me in
a letter: "You are really behind the times. In this field, too, things have changed
and this is the most important - techniques have advanced. We are using electric blankets
nowadays." And, no doubt, things will go on changing. I do not know for certain but I
feel sure that A.I.D. - Artificial Insemination by Donor - was invented by Englishmen as a
labour-saving device. Knowing the English character, and its marked lack of enthusiasm in
this particular field, I am convinced that A.I.D. will grow immensely popular in no time
and that soon it will be the rule rather than the exception. (pp.174) |
In
questo brano gli sviluppi della tecnologia e della scienza servono appunto a costituire i
termini di raffronto nel discorso sul sesso; ovviamente sono necessarie alcune
elaborazioni mentali per fruire delle allusioni e delle metafore umoristiche, ma il
principio che ci fa sorridere è sempre quello basato su una "degradazione " e
su una "caduta di rango" delle persone, o della specie presa di mira; ciò
naturalmente si può ottenere con vari artifici e nel caso specifico gli elementi che
vengono a supplire alla enunciata frigidità inglese non possono non implicare un'idea di
artificialità e di rigidità che ci richiama alla memoria quella "rigidità
meccanica", contrapposta all'elasticità vitale, che Bergson indicava appunto come causa principale
del fenomeno comico. Vi è poi l'esplicita ammissione di come uno scrittore umorista possa
attingere idee, battute e considerazioni spiritose dall'ambito sociale che attraverso
anonimi personaggi, in questo caso la "kind lady", suggeriscono inesauribili
storielle e trovate spiritose. A questo
propositoleggiamo nell'Enciclopedia dell'Umorismo:
"L'umorista Anonimo è il più saccheggiato e plagiato da una moltitudine che si fa
bella delle sue battute, ripetendole agli amici e magari - per chi l'umorismo è mestiere
- manipolandoci uno sketch o una vignetta, una novella o una strofetta che firmerà col
proprio nome." (21)
In effetti la realtà e la vita in genere offrono all'attento osservatore
innumerevoli spunti ed aneddoti piacevoli che costituiscono per scrittori come Mikes un
vero e proprio tessuto narrativo. Nel testo Humour in Memoriam (op. cit.) l'autore
stesso ci offre un'ulteriore conferma di questo discorso:
" The
majority of the funny things described by humorists in the first person
singular have, in fact, happened to their friends..., who never noticed anything funny at
the time. To describe such an event as if it had happened to the humorists is a simple
device to increase the story's impact and make it more dramatic - a literary trick
novelists use all the time. Indeed, the only essential difference between the ordinary
non-humorous person and the humorist is that the latter notices the humour in all
situations while the other misses it. It was G.K. Chesterton who gave the perfect - and to
my mind, final - answer to the question " Who makes the jokes ?", when he
remarked, speaking of humanity at large: " You make the jokes: I see them." (pp. 40) |
All'interno di questi testi non vi è un "plot", non vi sono personaggi
che ruotano intorno ad una storia che si evolve; troviamo comunque varie scenette e
innumerevoli osservazioni ispirate a molteplici situazioni di vita ordinaria, che spesso
lasciano spazio ad un atteggiamento fortemente ludico in grado di generare quel pizzico di umorismo "nonsensical",
all'interno del quale tutto diventa possibile; in
How to be an Alien troviamo un ottimo esempio al proposito:
" If
you become a bus driver there are three lovely and very popular games you must learn to
play: 1) Blind man's buff. When you turn right
just signal by showing two millimetres of your finger-tips. It is great fun when motorists
do not notice your signal and run into your huge bus with their tiny cars....2) Hide and Seek. Whenever you approach a request
stop hide behind a large lorry or another bus and when you have almost reached the stop
shoot off at a terrific speed. It is very amusing to see people shake their fists at
you....3) Hospital game. If you have to
stop for one reason or another, never wait until the conductor rings the bell. If you
start moving quickly and unexpectedly and if you are lucky - and in slippery weather you
have a very good chance - people will fall on top of one another. This looks extremely
funny from the driver's seat. (sometimes the people themselves, who fall into a muddy pool
and break their legs, make a fuss, but, alas ! every society has its bores who have no
sense of humour and cannot enjoy a joke at their own expense. (pp. 76) |
L'alternarsi di trovate simili, frammiste a riflessioni più o meno spiritose,
conferisce al testo una godibilità
consistente e fa in modo che i vari resoconti sulla vita inglese assumano una forma di
espressione variamente fantasiosa e che ha sicuramente una valenza gioiosamente ludica.
Nei libri successivi tali artifici vengono mitigati, ma sono tuttavia sempre
presenti, in How to be Decadent troviamo
infatti:
" Bus
drivers still play the happy games described in How
to be an Alien (available in all the better bookshops). But the buses have become much
more sociable then they used to be. Nowadays they travel in groups of three. You have to
wait forty or fifty minutes for a bus, but then you get three at a time, so you are amply
compensated. It always makes me feel happy and prosperous whenever I travel in three buses
at one and the same time. (pp.
232) |
In parecchie occasioni l'eccezione diventa la norma ed il tutto assume un'aria
paradossale; in questo modo l'autore si prende gioco indistintamente di qualsiasi
avvenimento o situazione, ed attraverso l'esagerazione, l'amplificazione, l'inversione,
nonchè la ripetizione, riesce ad illustrare quei settori che evidenziano lacune o che
potrebbero in ogni caso funzionare meglio; egli segnala la disorganizzazione che colpisce
alcune fasce dell'attività sociale, in più
si diverte ad invertire il punto di vista e fittiziamente insegna come eseguire a puntino
ciò che in realtà egli vuole criticare, modalità che rimanda al famoso "sentimento
del contrario", già per Pirandello alla
base del mondo umoristico. Tale risultato è spesso ottenuto attraverso la parodia del
linguaggio amministrativo o politico:
" Road
repair is an even more effective way of driving motorists insane. Under the excuse of
"keeping the road in good repear", half the roads and streets of England may be
costantly blocked, closed, halved, quartered, made one-way, etc. A secret order of the
Ministry of Standstill reads: Inasmuch as after seven or eight years of strenuous work,
minor road-repairs must unfortunately be terminated, the cooperation of the local
authorities is now sought. As soon as the road is covered by the new asphalt, but before
it dries it is to be torn up again by the gas authorities; the same procedure is to be
repeated by the Water Board authorities; by the Inland Revenue; by the Local Education
authorities; by the Chelsea Pensioners. As soon as the last-named body has completed
operations, ordinary road-repears may safely recommence !. (pp. 149) |
Stando così le cose risulta abbastanza ovvio che non ci sono perlomeno problemi di
creatività per lo scrittore brillante; infatti, all'interno della produzione di Mikes,
sono innumerevoli gli episodi divertenti che nascono dalla collaborazione tra l'autore ed
i vari attori della commedia umana, anzi sembra proprio che il mondo sia stato creato
apposta per fornire materiale idoneo per l'elaborazione umoristica.
Naturalmente gli anni passano ed i protagonisti come i vari scenari cambiano, tutto
si evolve e muta; nascono nuove tendenze e vari movimenti collettivi; all'interno di
questo marasma, Mikes sa individuare l'inclinazione di un periodo e da tale spunto
costruisce una serie di saggi che fondono esperienze individuali e altrui, riflessioni
spiritose e serie, ma tutte comunque legate da un'idea comune che in genere è lasciata
intuire già dal titolo del libro.
Così dopo il periodo del "Boom Economico" si delineano momenti di
declino, e di tensione sociale; siamo verso la fine degli anni settanta e Mikes dedica ancora
un libretto
al mondo anglosassone che sembra ormai,
dopo anni di vario splendore, destinato ad un inevitabile declino: nasce così How to be Decadent:
"
After the II° World War they declared: "Let's be fair. We have been top Nation for
centuries. We have done splendidly well once again. Now we must give others a chance.
Let's decline".... Declining needs the effort of a united nation - not just one
class, one layer; not just the politicians. It needs the unfailing effort of rich and
poor, old and young, intellectual and illiterate, skilled and unskilled, shop floor and
management. It is an arduous, almost herculean task but nothing will deter the British,
once they have made up their minds. They played a great part in destroying Nazi Germany;
the destruction of democratic Britain seems child's play compared with that. (pp 186) |