Narrativa Varia Umoristica Comica

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Nel libro La Festa di Gerald dell'autore Robert Coover ad un certo punto durante la festa troviamo cadaveri sparsi per tutta la casa, in una sovrabbondanza di sesso e scatologia, teatro e satira e questo proprio perché come dice lo scrittore "le grandi metafore che sostengono i romanzi contengono il mondo: religione, sesso, famiglia, storia, politica". Nulla dunque deve essere estraneo al mondo della narrativa in cui gli scrittori ed i lettori non fanno altro che ricreare la realtà e frequentandola per procura cercano nello stesso tempo di fare qualcosa per migliorare o talvolta peggiorare la nostra stessa umanità.

Oh, certo, la maggior parte dei racconti, lunghi o corti, non fa altro che soddisfare i nostri desideri, le nostre pulsioni, o evocare le nostre paure e anche questo serve al grande gioco della vita, in cui però, purtroppo, alla fine siamo tutti perdenti! E così continuano a susseguirsi delitti ed omicidi, come se le tematiche di amore e morte, eros e thanatos, non potessero una buona volta per tutte andare a farsi fottere! Ma forse questa è un'utopia, i gialli, i thrillers e i romanzi rosa, saranno destinati ancora per molto ad avere parecchio successo e quindi noi da buoni umoristi dovremo cercare di porvi rimedio!

Una discreta soluzione sarebbe quella di mettere in pratica una volta per tutte i numerosi insegnamenti della letteratura più seria, cioè smetterla di vivere per procura ed agire finalmente in prima persona. Così si potrebbe dare voce a quella che sarebbe la vera e suprema forma di provocazione letteraria, vale a dire l'omicidio. Basta finzione, o fiction che dir si voglia, è giunta l'ora di trasformare l'arte in vita e la vita in arte, la morte in vita e la vita in morte! Certo già De Quincey aveva teorizzato l'omicidio come una delle belle arti, ma non ha avuto dei fervidi seguaci. Noi in ogni caso cercheremo di fare del nostro meglio, in fondo "le ridicule tue", e in questo mondo di gente ridicola c'è n'è fin troppa, per cui non dovremo far altro che smascherarla !!! Buon lavoro, dunque!

E poi basta con la menzogna, con le parole che travestono i nostri pensieri e che nascondono le buone idee persino a noi stessi. E' giunta l'ora di essere sinceri, anche se questo può comportarci dei problemi, come a quel famoso serial killer, anche un po' cannibale, a cui sulla soglia di casa, la polizia che stava indagando su una riprovevole sequenza di omicidi chiese: "Avete visto un certo signor Smith, ultimamente? Si, rispose con sicurezza il nostro eroe, se è quello che dico io, devo averne ancora un pezzo nel freezer !" Ah, un'ultima cosa, io personalmente non amo molto questo tipo di letteratura noir, ma so per sentito dire che vende bene e che gli editori per questo la vedono di buon occhio, quindi dovrò cercare di farmene una ragione! Magari unendo l'utile al dilettevole, se poi ci scappa il morto, beh, pazienza, vorrà dire che saremo riusciti a far passare qualcuno a miglior vita!

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STRONZE! di FLYNN

Ecco a voi il frutto di lunghe meditazioni, dolenti esperienze e acute osservazioni di amici e conoscenti. Trattasi dei teoremi basilari per non restare invischiati con ragazze che non meritano di essere trattate se non per quello che sono, cioé Stronze(tm).

Aureo Motto: Meglio sfigati cronici che appresso a una Stronza(tm).
Auree Definizioni

Stronza:
Ragazza che cirpa (onomatopeico per cirp cirp) un po' con tutti, senza peraltro concludere mai nulla di serio (darLa). Due sole parole per lei: "Cave illam!".
Troia (inclusa per completezza formale):
Ragazza che cirpa un po' con tutti ma che La dá solo a pochi (al limite uno solo). É una variante sicuramente piú benigna della Stronza, che merita comunque la nostra placida sopportazione. C'est la vie.
Puttana (inclusa per completezza formale):
Ragazza che cirpa un po' con tutti e La dá a tutti. Merita sicuramente la nostra piú completa approvazione, quale fulgido esempio di coerenza.
Buon Amico:
Persona con la quale ogni categoria di ragazza si trova a suo agio a parlare di questioni anche intime. Non si vede cosa il ragazzo ci guadagni, se non una visione introspettiva dell'universo femminile. Ma ne vale veramente la pena?
Armonizzatore:
Trattasi della degenerazione del Buon Amico, ad opera della Stronza Fidanzata (con un altro, si intende). Generalmente l'Armonizzatore ha qualche speranza di fare un giorno sua la Stronza, e nel frattempo, vittima della sua moralitá (sprecata, con una stronza) contribuisce addirittura a tenere insieme la larva di rapporto che la Stronza ha con il Gran Coglion. Il suo motto é: "Mettimi una scopa in culo, che ti ramazzo la stanza".
Gran Coglion:
Essere che non si sa come é riuscito a diventare il boyfriend di uno straccio di ragazza, la quale é troppo debole per mollarlo. Se lo vedi, uccidilo. Non merita di vivere.
Aurei Teoremi di Flynn

1º Aureo Teorema di Flynn:
Se una ragazza non te La dá dopo una settimana, non te La dará mai.
1º Corollario al 1º Aureo Teorema di Flynn:
Inutile andare dietro ad una ragazza per piú di una settimana.
2º Corollario al 1º Aureo Teorema di Flynn:
Inutile essere gentili con una ragazza per piú di una settimana.
3º Corollario al 1º Aureo Teorema di Flynn:
Niente di meglio che mostrare ad una ragazza, potenziale Stronza(tm) quanto poco importi di lei, nonostante i suoi cirpettii, affascinanti forse, ma inconcludenti.
2º Aureo Teorema di Flynn:
Se una ragazza ti trova simpatico, intelligente e _stronzate_ simili, senza peraltro darteLa, per piú di una settimana, sei candidato a diventare suo Buon Amico (© Stronze Associate Inc.)
Unico Corollario al 2º Aureo Teorema di Flynn:
Nulla di meglio che stare alla larga dalla pulzella per almeno due settimane, o finchè non ci si trovi un'altra ragazza che La dá. In quest'ultimo caso sará lei stessa a tenere quanto piú alla larga possibile Miss SeisimpaticomanonteLadó.
3º Aureo Teorema di Flynn (inserito per completezza formale):
Se una ragazza ha giá il boyfriend, ed é felice con lui, inutile cercare di cagarla. Sará difatti lei a non cagarti neppure di striscio e a far cadere ogni tua parola gentile nel piú profondo buio dell'autostima.
4º Aureo Teorema di Flynn:
Se una ragazza ha giá il boyfriend, non ci sta bene e ti trova simpatico, sta cercando di accalappiarti come (horribile dictu!) ARMONIZZATORE.
1º Corollario al 4º Aureo Teorema di Flynn:
La ragazza non ha spina dorsale e cerca di sfogare le sue frustrazioni in uno pseudo-rapporto con il povero (ugh!) Armonizzatore.
2º Corollario al 4º Aureo Teorema di Flynn:
Non solo non te La dará, ma ti scoccerá per molte settimane a venire con resoconti completi della stupiditá, stronzaggine e imbranataggine del suo boyfriend, contrapposti invece alla tua sensibilitá, intelligenza, comprensione, dolcezza. La domanda che sorge spontanea "Ma allora perchè #@#%$ sta con lui e non con me?" riuscirá finalmente a farti decidere di mandarla a cagare solo quando lei ti confiderá che il Grand Coglion(tm) non é neanche in grado di farle avere un orgasmo.
3º Corollario al 4º Aureo Teorema di Flynn:
É un errore grandissimo cagare anche di striscio la Stronza. É invece bene mostrare la piú assoluta indifferenza per le sue pene senza la seppur minima pietá. A meno che non vogliate essere voi degni di pietá, un giorno non troppo lontano.
Commenti Finali di Flynn

Ringrazio per la collaborazione le due ragazze che mi hanno preso a calci in culo portandomi cosí all'Illuminazione, e alcuni miei amici, che hanno fornito il supporto statistico a quelle che altrimenti sarebbero rimaste mere teorie.

CAINO E ABELE I DUE FRATELLI

Caino e Abele. Siamo tutti fratelli: i fratelli Taviani, i fratelli Lumière, i fratelli Karamazov, le sorelle Adamoli, i fratelli Bardazzi... Ce ne sono altri due nel mio paese, i Fratellini, Rocco e i suoi fratelli, i fratelli Cervi, i fratelli Fabbri. Rosanna Fratello, e via e via e via, e ne aggiungerei un altro: e via! Ma i primi veri due fratelli dai quali tutti noi discendiamo, amici infelici, erano Caino e Abele. Non c'e' errore di stampa, e' proprio scritto cosi'. Caino e Abele dettero luogo a tutto il mondo e c'e' un asterisco sulla Bibbia, vedere per la spiegazione in fondo, e se andiamo a vedere in fondo ando' cosi'. Quando eran piccini tutto regolare: Caino un po' piu' nervoso e Abele piu' perbene: "Buongiorno, mamma!". "Buongiorno a te!". "Buongiorno, babbo! Come stai?". "Bene grazie, non c'e' male". "Figurati, ciao eh...". Insomma, tutto perbene Abele. Caino invece un po'... "Buongiorno!". "Che e' 'sto buongiorno? Che mi interessa?". Quando erano piccoli niente di strano, quando cominciarono a crescere, che il sesso cominciava a bollire nella pentola dell'uomo, a scoperchiare il cervello erotico... beh, bisogna buttar giu' la pasta, ragazzi... "Mamma, ciao!". "Caino, non far tardi!". "Mah! Se trovo qualcosa puo' darsi che rimanga a dormire, arrivederci! Ciao, Adamo! Ciao, Abele!". Andava fuori, cominciava a guardare: zebre, sassi, piante, fiumi, stelle, foglie, frutti, Scalfari, Celentano, ma di donne, non c'era l'ombra! Non gli riusci' a incontrare una donna a pagarla oro, e non ce n'era proprio! Primo sabato niente, il secondo sabato uguale, terzo sabato uguale, alla fine non ce la faceva piu'. Comincia a dargli di balta il cervello e comincia a guardare Abele in maniera un po' strana... "Caro Abele...". "Cosa?". "Niente! Ho detto caro Abele, sembri un po' nervoso oggi...". "Perche'?". "Niente, sei mio fratello...". "Uhm, cosa?". "Niente, ho detto: sei mio fratello! - dice. - Ci mancherebbe altro che tu fossi la mia... ti vedo un po' nervoso! Guarda li' come cammina di dietro!". Insomma, questa malsana idea comincio' a entrargli in testa, finche' ci pensa tutta la notte e un giorno chiama il fratello e lo redarbonisce un po'. "Abele! Vieni un minuto qua, per curiosita'. Scusa, nel mondo c'e' le cose maschili e femminili, no? Sappiamo, come si chiama nostro padre, che e' un uomo?". "Adamo!". "Uhm, e io?". "Caino!". "E te?". "Abele!". "Guarda un po', strano: Adamo, "o", la finale, dico. Caino, "o"; te invece: Abele, "e", femminile plurale. Non e' proprio Eva, "a", pero'... Ciao, Abele, ci si vede, eh?". Abele comincio' a impaurirsi, narrano i giornalisti dell'epoca: girava proprio armato. Ora, questo Caino, sempre piu' indispettito, un giorno lo chiama: "Abele, guarda... m'avete fatto uno scherzo e mi e' piaciuto, mi son divertito, pero' il gioco e' bello quando dura poco, eh?! Bisogna arrivare a essere cinque miliardi e bisogna darsi da fare, eh? Te devi essere mia moglie per forza. Abele! Vai a casa, mettiti un tailleurino rosa e fatti la barba che mi vergogno di fonte al mondo di avere una moglie va in giro vestita cosi'! ". Abele insiste che e' un uomo. Caino non ci vede piu': gli salta addosso e l'ammazza! Era il primo delitto della storia. S'impauri', si nascose. Ma Dio lo vide e si arrabbio': "Caino, Madonna bonaaa! - Caino sempre piu' nascosto. - Caino! Dio bonooo!". "Che?". "Dov'e' Abele?". "Chi Abele?". "La tua sorell... il tuo fratello! Mi hai fatto imbrogliare anche a me, imbecille!". "Non lo so!". "L'hai ammazzato! te andrai all'inferno". "All'inferno?! Ce n'e' donne?". "Stai zitto! Sottosviluppato!". Bum!! Lo mando' giu' all'inferno. Il diavolo contento: arrivava la prima persona che vedeva. Aveva appena finito di preparare. Entra questo Caino, vede un altro essere vivente e va subito a presentarsi: "Buongiorno! Piacere, Caino!". Il diavolo dice: "Il piacere e' tutto mio: Satana!". "Satana, "a"!". Bestia della miseria! Ci fu una rincorsa nei gironi: al VII Girone lo prese, e da questo terribile connubio tra Caino e Satana nacque l'infelice genere umano. Roberto Benigni

COME DIVENTARE RICERCATORE UNIVERSITARIO IN DUE SOLE PAGINE
(anzi di meno se non scrivo un titolo più corto!) Una testimonianza raccolta da Domenico Di Giorgio

Un racconto-gioco di scottante denuncia, reso possibile dall'incredibile esperienza vissuta presso l'ateneo di Bananas da un nostro anonimo amico che ci ha recapitato l'elaborato in busta chiusa, senza indirizzi e contrassegni, come vuole la norma dei concorsi vigente anche in Italia, con la sola indicazione "Si parte dal paragrafo 1". Ci tengo a segnalare la mia completa estraneità a quanto scritto: anzi, se vi avanza un posto da ricercatore telefonatemi pure.


1. La prima scelta di vita va fatta a monte, quando si è giovani pischelli disinformati: meglio entrare in tesi da un potente figlio di buona donna (segna una X sul bordo di questa pagina) o da un professore di scarso peso politico ma preparato in una materia interessante? Fatta la scelta passano quattro-cinque anni, consegui laurea e dottorato di ricerca e leggi sulla Gazzetta di Bananas di un concorso da ricercatore per la tua materia. Siccome il tuo professore ti ha fatto capire che il posto presso di lui richiede ancora una lunga attesa rifletti sul da farsi: provi a farlo (vai al paragrafo 7) o no (21)? O magari ti informi sulla effettiva regolarità del concorso (14)?

2. Gli altri due titoli, quelli scartati, erano effettivamente dei temi di biochimica: "Teoria e pratica di laboratorio nella tesi della vincitrice dei concorso" e "Perché la vincitrice dei concorso digerisce male i peperoni?". Attingi alle tue reminiscenze liceali su Ariosto (23) o te ne vai (5)?

3. Ci sono comportamenti che non possono essere tollerati, specie se a praticarli è uno coperto da una mezzasega: se il tuo padrino fosse stato potente il tuo gesto, lungi dal produrre effetti positivi, sarebbe perlomeno stato sopportato... ma data la precaria situazione del tuo sistema difensivo l'episodio giustifica la tua cacciata dall'aula e la conseguente esclusione dal concorso. FINE.

4. La commissione sembracomposta di sfingi con occhi e orecchie foderate di prosciutto: nulla li scuote, e se tu sei ancora lì è perché tutto sommato neanche vali lo sforzo di cacciarti. Stanco e provato dalle emozioni consegni la anonima busta sigillata: un solerte commissario ti chiede il nome, se lo appunta su un foglio insieme all'ora di consegna, che poi ricopia con noncuranza sulla busta anonima. Esci sdegnato e mediti sul da farsi: abbandonare senza aspettare neanche i risultati ufficiali (21)? Oppure progettare una strategia a breve (tipo: ammazzare LEI: 10) o lungo termine (tipo: portarsela a letto: 25)?

5. Un sussulto d'orgoglio: "Ma io dovrei restare in mezzo a questo schifo?" ti dici improvvisamente consapevole, e te ne vai a testa alta borbottando tra te "Vergogna!". Abbandoni tutto e ti metti a cercare bandi per posti di altro genere, fidando che prima o poi ne esca qualcuno pulito... magari da spazzino quarificato! FINE.

6. "Insomma! Ma non vedete che c'ha il tema già scritto? Cacciatela via!" urli furibondo: ma certo il titolo del tema da qualcuno lo deve aver avuto... Se hai segnato una X sul bordo della pagina, 4: se no, 3.

7. Hai inviato tutti i titoli di cui dispon: ma quando arrivi a Bananas per l'esame scopri con sorpresa che 12 pubblicazioni, il dottorato, la laurea con 110 e lode e 30 comunicazioni a congressi hanno fruttato uno striminzito punteggio di 0.1 contro il 30 assegnato a una candidata che unisce a una laurea conseguita l'altro ieri un cognome sorprendentemente identico a quello del Capo Ufficio Personale dell'Ateneo. Un mese di frequenza di LEI a un corso condominiale in "Storia della cipria" è stato considerato equivalente a venti dei tuoi anni di dottorato. Abbandoni (21) o rimani? Nel secondo caso provi ad atteggiarti da duro (18) o cerchi di fare amicizia con gli altri candidati, inclusa la vincitrice (9)?

8. Vedi parlottare tra loro i commissari, che ti indicano con facce perplesse: senti una frase tipo "Ma quello lì chi ce l'ha mandato?", e dopo qualche attimo vedi arrivare un bidello con una scheda e delle foto in mano. "Ma bene, bene..." dice allora a voce alta un commissario, che poi si rivolge a tutti voi: "Confido che sarete tutti all'altezza della situazione: sappiamo quanto siate tutti preparati, vi conosciamo bene... anche lei", fa indicandoti, "pensi, sappiamo persino dove abita la sua famiglia. Una bella famiglia, davvero. E` bello avere una famiglia". Te ne vai (5), resti lì in silenzio (24) o qli rispondi per le rime (15)?

9. Segna una Y sul bordo della pagina. Imiti il sorriso infido che tutti qui sfoggiano e riesci a conoscere gli altri concorrenti: qualcuno è presente per ordine di scuderia, ad evitare che la vincitrice risulti l'unico nome sui verbali, altri sono disperati come te. In ogni caso tutti coloro che hanno punteggi non lontanissimi da 30 risultano assenti: "Consigliati astenersi dal Rettore", ti spiega qualcuno. LEI è tranquilla: ci scambi due frasi con cordialità prima che la prova abbia inizio. Vai al 20.

10. Ti intrufoli in un laboratorio e rubi un reagente tossico: ti apposti nel cortile e aspetti che LEI passi per colpirla con un dardo avvelenato. Fai centro, LEI si accascia esanime e... se hai segnato una X sul bordo della pagina, 16: se no 22.

11. Non è né bella, né simpatica, né intelligente: ma in questo porco mondo bisogna sapersi adattare. La corteggi, arrivi addirittura a sposarla sperando che una simile potenza possa trainarti verso un domani migliore... ma non è così. LEI continua a progredire nella carriera e ti lascia al palo, distruggendo ogni tua possibilità senza alcuna pietà: puoi decidere di cambiar vita, lasciandoti alle spalle tutto questo e cercando un'alternativa (5) o tentate un gesto estremo tipo ammazzarla (26) o suicidarti (17).

12. Il concorso era, lo ricordi perfettamente, per un posto da ricercatore in biochimica: difficile spiegare perché il tema che dettano, sorteggiato da LEI tra tre buste chiuse (su due delle quali c'era scritto in rosso "Questa qui no") sia "Vita e opere di Lodovico Ariosto". Te ne vai subito (5) o aspetti di sentire gli altri titoli (2)?

13. Piangi in silenzio sul tuo foglio e continui a scrivere su Ariosto, ormai consapevole che i miracoli non succedono, a Bananas. Se vuoi continuare, vai al 4: se ritieni che questo porco mondo non ti meriti, 17.

14. Telefoni a amici e conoscenti nel giro, e tutti ti dicono che in realtà quelli che escono sulla Gazzetta di Bananas non sono bandi, ma notifiche di assegnazioni di posti ad personam. "La speranza", ventila qualcuno "è che al vincitore prenda un coccolone: e comunque chi non risica non rosica*". Insomma, ci provi (7) o lasci stare (21)?
__________
*: In realtà è proprio chi risicando non è riuscito a ottenere nulla che poi rosica.

15. "Pensi", gli sibili, "che io so addirittura la targa della sua Volvo: e mio cugggino è laureato in Teoria e Tecnica dell'Autobomba". Se hai segnato una X sul bordo della pagina, 19: se no, 3.

16. Un buon curriculum, un buon padrino e una certa intraprendenza sono la ricetta vincente: avete consegnato in due e la prima in classifica non c'è più, perciò il posto è tuo. Adesso buona fortuna per la tua carriera, e attento alle spalle... non sia mai che ci sia in giro un terzo classificato che sappia che le graduatorie di concorso valgono tre anni, e che se tu scomparissi... ma per ora goditi il tuo successo!

17. Scrivi un biglietto denso di maledizioni e denunce, dopodiché ingoi l'intera confezione di sonniferi che ti porti sempre appresso, deciso a farla finita: il bruciore di stomaco che ti coglie improvviso ti rivela che nella fretta hai confuso il tubetto con quello dei lassativi. Non c'è neanche un finale nobile, in questa avventura! FINE.

18. Ti calchi gli occhiali da sole, metti un muso lungo un metro e stai lì muto, fidando così di innervosire la tua rivale, l'unica tra i presenti cui è stato attribuito un punteggio che neanche due prove perfette potrebbero permetterti di raggiungere. Ma se si ritirasse... Vai al 20.

19. I segnali giunti finora non sono stati sufficienti a convincerti a desistere: ma quando LEI tira fuori un foglio stampato con l'intestazione "Vita e opere di Lodovico Ariosto" capisci che non è proprio aria. Te ne vai (5), continui a scrivere e zitto (13) o ti alzi urlando che è uno scandalo, denunciando il broglio alla commissione (6)?

20. Entrando nell'aula LEI ti passa vicino e ti sussurra con dolcezza "Il mio babbo dice che forse è meglio se ti ritiri": aspetti perlomeno la dettatura dei temi (12) o le dai retta (5)?

21. "Tanto è tutto un magnamagna!", pensi, e lasci stare il folle sogno del concorso: e siccome non riesci a trovare nessun bando che ti sembri limpido ti ritiri nella vana attesa del posto presso il tuo professore. A cinquant'anni sarai ancora borsista e a casa da mammà, ma conserverai il rispetto per te stesso. Contento tu... FINE.

22. ...e ritieni che ormai sia fatta: solo tu sei riuscito a resistere fino alla fine scrivendo più di due pagine su Ariosto. Un paio di giorni dopo vai a leggere sicuro i risultati e scopri di aver consegnato in bianco: almeno così risulta dai punteggi affissi, che danno per nullo il concorso "In quanto l'unico concorrente a non aver consegnato in bianco è tragicamente scomparso". Il posto verrà bandito nuovamente quando ci sarà il vincitore, che non potrai essere tu. FINE.

23. Mentre tu ti spremi le meningi uno dei commissari dà delle indicazioni generali: "Mi raccomando, siate concisi, che se no neanche mi scomodo a leggerli, i temi: quanto a lei, signorina, veda un po' quello che preferisce scrivere, senza formalizzarsi". Te ne vai (5) o insisti a scrivere di Ariosto (8)?

24. Gli sorridi e ti rimetti a scrivere noncurante: non ritieni di essere così pericoloso per LEI da meritare che alla minaccia seguano i fatti. Vai al 19.

25. La abbordi con simpatia all'uscita del concorso: se non hai segnato una Y sulla scheda lei ti spernacchia e tu vai al 21, se no 11.

26. Profondo conoscitore delle leggi di Bananas, sai bene che se LEI dovesse morire entro il periodo di validità della graduatoria tu, secondo classificato, ne prenderesti il posto: ma il tuo progetto è troppo ardito. Quando infatti la togli di mezzo diventi per la Polizia il principale indiziato: e la beffa finale è che nella sentenza di condanna il movente del tuo gesto risulta essere "la rabbia per i continui tradimenti della moglie". Pure questa, adesso! FINE.

Il testo l'ho reperito al seguente indirizzo www.oipaz.net, e visto che merita la più ampia diffusione l'ho inserito nel nostro sito!

NUOVE STORIE DALLA BIBBIA

Era l'anno I avanti Cristo, una scura notte di pediluvio. In un'umile casa della Palestina si senti' una voce: "Ave Maria, sono Gabriele, sei tu la Vergine?". E la giovane donna rispose: "Ne', ma a te che te ne importa? Vieni qua vestito da tacchino con le ali e fai pure domande cretine!?". "Lo devo sapere...". "E chi sei, il medico della mutua, il ginecologo? No? E allora fatti i fatti tuoi!". Ma Gabriele insisteva: "Devi dirmelo, mi manda l'Altissimo!". "Chi, Pippo Baudo? E lo potevi dire subito che era per la televisione! Allora: non sono vergine, non mi vergogno a posare nuda e so anche ballare... Sono scritturata?". Gabriele era perplesso: "Ma... ma tu sei proprio Maria?". "No, sono Stefania, e allora? Chi e' chesta Maria, una raccomandata? Ehi, torna qui, dove vai, guarda che so anche fare le imitazioni...". Era sempre l'anno I avanti Cristo, una scura notte di pediluvio, solo un po' più tardi. In un'altra umile casa della Palestina si senti' la stessa voce: "Ave Maria, sono Gabriele!". "Molto piacere, signor Gabbiano...". "Non sono un gabbiano, ma tu sei proprio Maria?". "Certo, signor Pellicano...". "Sei proprio Maria di Nazareth?". "No, sono Maria di Nocera Inferiore, fa lo stesso? Ehi, signor Fenicottero, dove scappa, non le piace Nocera?". Era sempre l'anno I avanti Cristo, una scura notte di pediluvio, solo molto piu tardi In un'ennesima umile casa della Palestina si senti' la solita voce: "Questo e' l'ultimo tentativo, poi me ne torno su e ci spedisco l'arcangelo Peppiniello a cercare questa benedetta Maria!". E in quella arrivo' una giovane donna: "Ave, sono Maria, la vergine di Nazareth, posso esserti utile?". "Ave Maria, che piacere trovarti... Sono venuto per fare l'annuncio". "E chi sei, Nicoletta Orsomanno? E da quando le annunciatrici le vestono da galli cedroni con le alucce?". "Ne' Mari, non ti ci mettere pure tu! Sono venuto a dirti che rimarrai incinta". "Ma non fare il cretino! Ti presenti vestito da pappagallo e fai pure lo spiritoso!". "Maria, non sono vestito da pappagallo, io sono un angelo! Io vengo per darti la luce...". "Ah, e lo potevi dire subito che sei dell'Enel, sono due mesi che qua e' zompato lutto. Il contatore sta di la'...". Ci volle la mano di Dio per convincere la Madonna, la quale quella notte rimase incinta, come aveva annunciato l'arcangelo Gabriele. E ci volle ancora di piu' per convincere Giuseppe, che dopo molte discussioni familiari accetto' di buon grado di diventare il papa' di Gesu'. E da quel giorno egli inizio' a sorridere, e la gente lo guardava e diceva: "Egli e' stato toccato dalla grazia del Signore". Passati che furono nove mesi la Madonna partori' in una stalla, tra un bue e un asinello. E tale tradizione si e' conservata attraverso gli anni, e ancora oggi le donne assistite dalla Saub partoriscono in stalle, circondate da asini e ogni altro genere di animali. E fu così che nacque Gesu', detto il Salvatore, per gli amici Sasa'. E amici, parenti e curiosi si recarono nella stalla a portare doni; pastori con gli agnelli sulle spalle, zampognari, bambini e giovinette attraversarono ruscelli di carta argentata e colline di cartapesta per vedere Gesu' Bambino. Giuseppe accoglieva tutti sorridendo e la gente diceva: "Egli e' stato toccato dalla grazia del Signore". Ed ecco che bussarono alla porta della stalla. "Chi e?" chiese Giuseppe. "Magi". Giobbe Covatta

Un giorno, nel giardino dell'Eden, la prima donna, che per comodità chiameremo Eva, disse a Dio... "Signore, ho un problema". "Che problema, Eva?". "Signore, so che mi hai creata e che hai provveduto per questo giardino bellissimo, e per tutti questi meravigliosi animali, soprattutto i miei adorati cani, e quell'allegro e buffo serpente... ma io non mi sento davvero felice". "Come mai, Eva?" fu l'immediata replica dall'alto "Signore, mi sento sola. E sono proprio stufa delle mele...". "Bene Eva, in questo caso ho una soluzione. Creero' un uomo per te". "Che cos'e' un 'uomo', Signore?". "Questo 'uomo' sara' una creatura difettosa, con molti aspetti negativi. Ti dirà la verità o ti mentira', a seconda di quello che gli conviene, ma mai con la malizia che ti contraddistingue. Ti prendera' in giro e sara' vanaglorioso, in pratica ti dara' un sacco di problemi. Sara' piu' grande di te e piu' veloce, più forte, sarà violento e amera' cacciare ed uccidere. Avra' uno sguardo scioccamente curioso, insistente, ma visto che ti stai lamentando, lo creero' in modo che possa anche soddisfare le tue, ehm, necessita' fisiche. Sara' un po' scarso di intelletto e si impegnera' in occupazioni infantili, come la lotta e prendere a calci una palla. Non sara' molto sveglio, e avra' spesso bisogno dei tuoi consigli per pensare correttamente. Anzi, spesso, dovrai proprio prenderlo per mano ... e non solo da piccolo ... bada che ti darà piaceri e tanti dispiaceri, cominciando dal dolore al momento della nascita ... " "Sembra una cosa divertente!" commento' Eva ammiccando ironicamente. " e dove sta la fregatura?". "Nessuna fregatura, ma ... beh... lo puoi avere ad una condizione". "Quale?". "Come ti ho detto, sara' orgoglioso, arrogante e autocompiacente... percio' dovrai fargli credere che è stato creato lui per primo... pero' ricorda... e' il nostro segreto... da donna a donna!".........

E Dio vide tutto questo e venne sulla Terra sotto mentite spoglie. Ando' da un uomo chiamato Aruk e chiese: "Che fate?". "Una torre per far piacere al Signore" rispose Aruk. E il Signore disse: "Non era meglio una torta con le candeline o una simpatica cravatta Regimental?". E Aruk disse: "Capocantiere, qui c'e' un polemico. Come mi comporto? Gli do una scorticatina?". E il Signore disse: "Sai chi sono io? Dio!". E Aruk disse: "Bene, e io sono Napoleone!". E allora il Signore, per dimostrare ad Aruk chi egli fosse, trasformo' un piccone in un serpente. "Carino questo gioco" disse Aruk tirando fuori un mazzo di carte. "Ora tocca a me: pesca una carta...". E il Signore alzo' gli occhi al cielo e disse: "Che simpatici... Quasi quasi li stermino definitivamente... Ah gia'; non posso, l'ho promesso a Noe'. Allora sai che faccio? Confondero' le loro lingue!". E cosi' fece. E da allora, mentre uno diceva: "Passa il mattone" l'altro capiva "Razza di cafone". E rispondeva: "Ma sei pazzo?". E il primo capiva: "Testa di ca**o". E il terzo diceva: "Suvvia...". Ma gli altri capivano: "Le vostre madri vendono i loro corpi malandati a soldati affetti da malattie dermatologiche per pochi denari, e danno anche il resto". E cosi' lo spellavano vivo e lo mettevano sotto sale per far piacere al Signore. E il muratore parlava francese, il carpentiere olandese, il pastore tedesco, la zuppa inglese, l'insalata russa...
Giobbe Covatta da 'Parola di Giobbe'
<<Signore, mancano almeno tre etti... Si vede a occhio nudo!>>. Ma il Signore non volle sentire ragioni, e li mise entrambi in un posto cosi' bello che si chiamava come un cinema a luci rosse: Eden. E allora il Signore disse: <<Qui potete mangiare di tutto: carne, pesce, pane e Nutella, fritto misto, pizza margherita, ma non le mele, le mele no, LE MELE NO!>>. E Adamo rispose: <<Non ti incazzare...Ci stanno gli aranci che mi piacciono pure di piu'... Mangeremo gli aranci!>>. Ed ecco che Adamo si diede a dare i nomi agli animali. E diceva: <<Tu ti chiamerai levriero, tu ti chiamerai porco...>>. E il maiale diceva:<<Ma come?! Quello levriero e io porco? E dove sta la giustizia divina?>>. <<E che cosa dovrei dire io, allora?>> si lamentava lo scarrafone. In quella Eva si trovava vicino a un albero; a un tratto si giro' e vide un serpente. E disse: <<Che schifo!>>. <<Sei bella tu!>> rispose il serpente, che era permaloso. Ed ecco che prese a parlare ad Eva con voce suadente: <<Le mele fanno bene, contengono le vitamine, una mela al giorno leva il medico di torno, meglio farsi una mela che farsi le pere... Se mangerete di questo frutto diventerete intelligenti>>. Ed Eva disse: << Ma noi siamo gia' intelligenti!>>. E il serpente guardo' Adamo e disse: <<Chillo e' n'ora che va parlanno co' nu porco... Ti pare intelligente?>>. <<E' vero>> rispose Eva, e sputo' in faccia ad Adamo. <<Che brutta giornata>> disse Adamo. <<Sono stato appena creato e gia' mi hanno sputato in faccia due volte>>. Ed Eva gli offri' una mela, ma Adamo rispose: <<La mela no, costa un'ira di Dio!>>. Ma Eva minaccio' di portarlo in un ristorante cinese, e Adamo accetto' la mela. E mangiarono il frutto proibito. Ed ecco che arrivo' il Signore e disse: <<Vi caccio, quant'e' vero Dio!>>. Ed Eva suggeri' piano ad Adamo: <<Diciamogli che siamo atei!>>. Ma Adamo scosse la testa: <<Non posso, lo conosco personalmente>>, e si copri' il viso per evitare che qualcuno gli sputasse in faccia. E il Signore disse: <<Donna, tu partorirai con gran dolore. Uomo, tu lavorerai con gran sudore, ammesso che troverai lavoro. E la Terra produrra' spine e sofferenze>>. E Adamo disse: <<Ma santo Dio, tutto questo per una mela? Domani te ne porto un chilo...>>. <<Non e' la mela,>> disse il Signore <<e' una questione di principio: oggi la mela, domani la collezione di francobolli, che figura ci faccio di fronte alla gente?>>. <<Ma se non c'e' nessuno!>> disse Adamo, ma il Signore fece finta di non sentire e sventolando il cartellino rosso se ne ando' dicendo: <<A me!>>, che in antica lingua divina vuol dire <<Addio!>>, ma nessuno lo capi'. E Adamo ed Eva abbandonarono il Paradiso terrestre, e affittarono una caverna: due stanze, servizi e cucina abitabile, contratto uso foresteria. E Adamo chiese a Eva:<<Ti ha detto nulla la mamma?>>, ma subito aggiunse: <<Ah gia', la mamma sono io!>>. E dovettero procedere per tentativi: prima un dito in un occhio, poi un piede in bocca, poi un ginocchio nell'orecchio... Fin quando si conobbero in senso biblico. E Adamo disse: <<E' stato un piacere conoscerti, bambola, a te cosa e' sembrato?>>. <<Certo meglio di quando mi hai infilato il gomito sotto l'ascella... Comunque, per essere uno appena uscito dall'eternita', ci hai messo proprio un attimo!>>. E quella notte Eva rimase incinta. E Adamo disse: <<Che iella, alla prima botta!>>. Ed Eva disse: <<Potevi starci almeno attento, pensi solo a te stesso!>>. E fu cosi' che fu gettato il seme del primo uomo e anche quello della prima incomprensione. Ed Eva si gonfio' sul ventre. E Adamo disse: <<Prova con due dita in gola>>. Ma Eva disse: <<Non e' lo stomaco, questo e' un figlio... Dobbiamo pensare al nome da dargli!>>. E Adamo disse: <<Se esce da dove sono entrato io, lo chiamiamo Houdini!>>. E nacque Caino, e Adamo lo guardo' e disse: <<Come e' piccolo! Io appena nato non ero cosi' piccolo...>>. E Adamo volle conoscere di nuovo Eva. E il Signore vide e chiamo': <<Adamo!>>. E Adamo, che stava conoscendo Eva proprio in quel momento, disse: <<Questa e' la segreteria telefonica di Adamo. Non sono in casa...>>. E il Signore disse: <<Adamo, non fare il cretino, e smetti di fornicare>>. <<E va be', e le mele no, e fornicare no... Tu hai bisogno di uno psicanalista!>>. E per questa distrazione Eva rimase incinta per la seconda volta, e Adamo disse: <<A proposito, Signore, non e' che potresti creare la farmacia? Sai come vanno le cose: far bene la conoscenza fa bene alla conoscenza...>>. Ma Dio non creo' la farmacia, ed Eva non volle piu' conoscere Adamo. E quando Eva voleva conoscere, Adamo aveva mal di testa. E non si trovarono mai piu' d'accordo su questo argomento, e questa fu la vera maledizione per l'umanita'. Parola di Giobbe. Giobbe Covatta
CAINO E ABELE. E' lecito chiedersi come Caino e Abele abbiano potuto generare l'umanita'. Un pastore e un agricoltore, anche tenuti in cattivita' insieme per quarant'anni, non avrebbero mai potuto farcela, anche se il pastore fosse stato un brasiliano operato. Un agricoltore e una pastorella si'. Un pastore e un'agricoltrice si'. Ma un pastore e un agricoltore? No. Quella che segue e' la cronaca di come andarono effettivamente le cose. L'assoluta mancanza di testimoni rende del resto improbabile una smentita. Caino e Abele non erano stati sempre due. Infatti, prima della nascita di Abele, Caino era figlio unico, ma proprio unico, perche' sulla faccia della Terra ci stava solo lui con i suoi genitori. La solitudine pesava molto a Caino, e mamma Eva cercava invano di consigliarlo per il meglio: <<Caino dovresti trovarti una ragazza, Caino perche' non telefoni a qualcuno, Caino porta a pranzo qualche amico...>>. E fu cosi' che Caino non riusci' mai a superare il suo senso di solitudine, e divento' presto anche psicopatico. Eva era molto preoccupata, e disse ad Adamo: <<Dovremmo dargli una sorellina>>. E fu cosi' che nacque Abele, che crebbe e divenne bello, biondo, alto, con la minigonna di leopardo e le messa in piega con le meches: una specie di Donatella Rettore, ma piu' educato. E Caino comincio' ad odiare Abele perche' ogni sera, quando tornava a casa, Abele chiedeva: <<Chi e'?>>. E Caino rispondeva: <<E chi puo' essere, che sulla faccia della Terra ci stiamo solamente noi due?>>. E ogni volta che Caino usciva, Abele si raccomandava: <<Non parlare con gli sconosciuti>>. E il carattere di Caino peggiorava. La sera, non sapendo che fare, i due fratelli giocavano allo schiaffo del soldato. Abele stava sotto, e Caino colpiva con un grosso ramo di quercia la mano del fratello. Poi chiedeva: <<Chi e' stato?>>. <<Caino>> rispondeva Abele. <<Sbagliato, stai sotto ancora tu>>. In questo modo, Caino costringeva Abele a stare sotto anche per sei mesi di fila, dimostrando cosi' Caino la sua malvagita', e Abele la sua idiozia. Crescendo, Abele divenne pastore, e Caino agricoltore. Abele aveva un sacco di agnelli, che chiamava per nome: Gianni, Susanna, Umberto, Edoardo...Ma non sapeva che farsene. Provo' ad aprire un ristorante:"Chez Abel", specialita' abbacchio al forno, ma dovette chiudere per mancanza di clienti, visto che Caino era vegetariano. Allora si diede al commercio, ma nessuno voleva le sue pecore: Caino ne comprava giusto una di tanto in tanto, poi, quando non ne era piu' innamorato si faceva una giacca di montone rovesciato. Abele, per disperazione, si diede a fare sacrifici al Signore. Ogni giorno bruciava sette o otto agnelli in sacrificio. Caino, invece, non faceva mai sacrifici al Signore. E Abele diceva: <<Cai', ti aiuto io>>. E Caino rispondeva: <<Abe', se tocchi qualcosa ti ammazzo!>>. Un giorno Caino torno' a casa e trovo' Abele tutto allegro: <<Sorpresa!>> disse Abele. <<Ho sacrificato per te tutte quelle foglie brutte, secce e puzzolenti che tenevi in cantiva. Il Signore e' contento, e tu ti sei liberato di tutta quell'erbaccia schifosa!>>. <<Schifosa?>> grido' Caino. <<Quella era erba buonissima!>>. E fu cosi' che Abele scopri' che Caino faceva uso di stupefacenti; ma non fece in tempo a rammaricarsene perche' Caino, incazzato come una biscia, gli diede una martellata che lo fece stramazzare a terra come un tappetino da bagno. E in quella si udi' una voce: <<Ashfatal sich ismnael eton oschitah viro'!>> Che in antica lingua divina significa: <<Ehi tu!>>. E Caino alzo' gli occhi al cielo, non perche' fosse stufo, ma perche' da li' proveniva la voce. E la voce continuo': <<Ehi tu, laggiu', coso li', come ti chiami... Ue', con tutta 'sta gente che ho creato non mi ricordo mai un nome!>>. <<Sono Caino, tu chi sei?>>. E la roboante voce rispose: <<Rambo, no, macche' Rambo, sono... Superman... Ma no, che sto dicendo? Sono... chi sono? Non mi ricordo piu', oddio... Ah, gia', Dio, e' vero, ecco chi sono, Dio... O no?>>. E Caino capi' che il fumo del sacrificio era arrivato fino in cielo. <<Caino, dov'e' Abele?>> chiese Dio. <<Boh?>> rispose Caino. <<"Boh?"! Qua stiamo facendo la Bibbia e tu dici "boh?"!? Forza, fai sentire, come si deve dire?>>. E Caino disse: <<Ufff... Che palle, e va bene: Sono forse io il guardiano di mio fratello?>>. <<Bravo,>> disse il Signore <<lo vedi che quando ti applichi non sei poi cosi' cretino?>>. E il Signore puni' Caino per l'omicidio del fratello, e disse: <<Donna, tu partorirai con gran dolore, uomo, tu lavorerai con gran sudore... Ah no! Questo l'ho dato come compito a casa l'altra volta. Allora scegli: dire, fare baciare, lettera o testamento?>>. E Caino rispose: <<Proviamo testamento...>> <<Antico o Nuovo?>>. <<Uffa, fai un po' tu...>> E il Signore disse: <<Per punizione farete la partenza intelligente ad agosto, e vi alzerete alle due di notte per non trovare traffico, e vi accorgerete che tutti sono partiti alle due di notte per non trovare traffico, e vi troverete con quattro milioni di intelligenti al casello dell'autostrada, e gli unici cretini saranno i ladri che in citta' ripuliranno tutti gli appartamenti...>>. <<E' terribile>> disse Caino, ma Dio non aveva ancora finito. <<E vi dovrete fare tutti gli anni i regali di Natale. E dopo aver girato tre settimane per trovare un pigiama di flanella da regalare ai vostri parenti, riceverete in regalo diciannove pigiami di flanella, e sarete condannati a una catena di Sant'Antonio di pigiami di flanella...>>. <<Basta, ti prego!>> esclamo' Caino, ma Dio non aveva ancora finito. <<E quella volta su duecento che una donna vi si concedera', a condizione di usare il profilattico per paura delle malattie, ci sara' lo sciopero delle farmacie, e non troverete in casa neanche il domopak, per risolvere la faccenda artigianalmente...>>. <<E poi?>> chiese Caino, ma questa volta Dio aveva veramente finito, e disse: <<Te l'avevo detto, Caino: fate l'amore, non fate la guerra!>> <<E con chi?>> urlo' Caino <<Che qua ci stavamo solo io e quell'altro rimbambito?!>>. <<Ue', Caino, abbassa la voce, eh! Dio ci sente perfettissimamente, in cielo, in Terra e in ogni luogo. Egli non e' sordo. Ho detto>>. E Dio fece per incrociare le braccia, ma cosi' facendo gli scappo' un fulmine che inceneri' Caino sul posto. <<Perbacco,>> disse il Signore <<speriamo che non abbia visto nessuno>>. Poi si rese conto che in realta' non c'era nessuno che potesse vedere. E il giorno dopo, riposato da un bel sonno, ma ancora con un gran mal di testa, il Signore creo' Ciro e Luisa. Ed essi furono i veri progenitori dell'umanita'. Parola di Giobbe.
E il salumiere domando': <<Ce li hai i soldi?>> <<No>> rispose Gesu', <<ma sai come si dice: aiutami che Dio ti aiuta!>> Ma il salumiere scosse la testa: <<Mezzo chilo di manna costa trenta denari, ce li hai o no?>>. E nel sentire trenta denari Gesu', non si sa perche', fu preso da incontenibile ira, e sfascio' tutto il banchetto del salumiere. E Tanino disse: <<Portami da tuo padre!>> <<Eh gia', pare facile, non si sa mai qual e' quello giusto... Avanti, scegli: busta uno, busta due o busta tre?>>. E come Dio vuole andarono, suonarono il campanello e Giuseppe venne ad aprire. Guardo' il salumiere e chiese: <<Posso fare qualcosa per lei?>>. <<Si'>> rispose Tanino, <<un sorriso>>. E mentre Giuseppe sorrideva egli gli dette una martellata sui denti e glieli sgrano' come un pannocchia di mais. <<Papa', perdonalo>> disse Gesu' <<Perche' non sa quello che fa>>. <<Non mi pare>> rispose Giuseppe <<anzi, mi pare piuttosto preparato!>> E in questa si udi' una voce: <<Giuseppe!>> <<Chi e'?>> <<Dio!>> <<Quale zio?>>. <<No zio, Dio! Giuseppe, porgi l'altra guancia!>>. E Giuseppe disse: <<Asmatahl shabec cus eton!>> che in antica lingua aramaica significa: <<E vedi se qua qualcuno si fa i fatti suoi!>>. E Tanino disse: <<Questo bambino dice che tu sei suo padre!>>. <<Si... va be'... ma cosi'... mica tanto per davvero, insomma... siamo una famiglia moderna, Tani', cerca di capire!>> Ma Tanino prima si fece rimborsare i danni, e poi gonfio' Giuseppe come un cacio cavallo. Ma Giuseppe, tanto per cambiare, sorrideva. E la gente diceva: <<Egli e' stato toccato dalla grazia del Signore>>. Il giorno dopo era sabato: giorno interamente dedicato alla schedina. Gli anziani, davanti al bar dello sport, commentavano: <<Lazzaro non puo' fare la mezzala, sta in piedi per miracolo...>>. Gesu' era nei pressi con i suoi amici: San Paolo, San Siro e Olimpico, che non fu mai fatto santo. Arrivo' di corsa San Pietro, che non fu mai fatto stadio, e disse preoccupato: <<Oggi la prima in classifica, il Tel Aviv Jaffa, gioca in casa contro Betlemme!>>. Il Betlemme era la loro squadra del cuore. E Gesu' disse: <<In verita' vi dico: Il Betlemme vince. In schedina e' un due fisso!>>. E Giuda, che non aveva sentito, chiese: <<Signore, che cosa devo mettere in schedina?>>. <<Ics>> rispose Gesu', poi sottovoce disse a Simone: <<A me questo mi e' sempre stato antipatico!>>. Ora giunse la domenica, giorno interamente dedicato alle partite, che per questo veniva anche detta domenica delle palle. A quei tempi vigeva la strana e tribale usanza di recarsi tutti quanti allo stadio, e cosi' fecero Gesu' e i suoi amici, che andarono a vedere il Betlemme nello stadio di Camp David. Ora accadde che per l'intervento del maligno all'ottantacinquesimo venisse assegnato un rigore al Tel Aviv, mentre i risultato era bloccato sullo zero a zero. L'ala per miracolo trasforma in rigore, e Gesu' per miracolo trasforma l'ala in due mezz'ale. E scoppia il putiferio. Il portiere rimette, sporca tutto lo specchio della porta e viene condotto fuori in preda a gran mal di stomaco. Gesu' dagli spalti assegna un fallo allo stopper, che si ritira con due falli ed esce dal campo guardandosi nei pantaloncini e dicendo: <<Eppure prima ce n'era uno solo!>>. Un gruppo di tifosi del Tel Aviv si avvicina agli spalti dei tifosi avversari urlando slogan di battaglia, allora Gesu' in men che non si dica li converte in ultras del Betlemme, ed essi cominciano a cantare: <<Tu scendi dalle stelle>>. Ora tutta la curva del Tel Aviv grida slogan contro Betlemme; allora Gesu' li guarda e tutti tacciono. <<Li hai fatti diventare tifosi del Betlemme?>> chiese Pietro. <<No, li ho fatti diventare muti>> rispose Gesu'. L'arbitro fischia la punizione per il centravanti, che subito per punizione viene crocefisso da due terzini, e sulla croce viene applicato un cartellino con la scritta: CONI. In questa avviene l'invasione di campo, subito bloccati dai centurioni con elmetti di gomma e manganelli di caucciu' della brigata Centurioni Pirelli. E per miracolo la vittoria venne assegnata a tavolino al Betlemme. Accadde anche che nel tafferuglio Pietro con la spada taglio' l'orecchio al centurione Vitiello Carmine, e Gesu' disse: <<Pietro, chi di spada ferisce di spada perisce!>> E mentre Pietro si grattava Gesu' fece un miracolo, e al centurione gli cadde anche l'altro orecchio. <<Uh, mi sono sbagliato>> disse Gesu'. E allora Vitiello Carmine, seguito dai tifosi del Tel Aviv, porto' Gesu' a casa da Giuseppe. <<Posso fare qualcosa per voi?>> chiese Giuseppe quando li vide. <<Parli forte!>> urlo' Vitiello Carmine, <<non ho le orecchie>!! Allora Giuseppe sospirando si rivolse a Gesu': <<Avanti, rimetti subito le orecchie al signore, te l'ho detto mille volte di non giocare con i miracoli!>>. Poi Giuseppe noto' che la folla si avvicinava minacciosamente, e allora invoco' il Signore. <<Eccomi>> disse il Signore <<cosa c'e' Giuseppe? Ah, a proposito, che ha fatto oggi il Napoli?>>. <<Ha perso>> rispose Giuseppe. <<Mannaggia alla maruschella... Ma guarda un poco tu: ho fatto dodici! E pensa che avevo acchiappato pure la sconfitta del Tel Aviv in casa che era impensabile! E il Napoli va a perdere... va be', la settimana prossima ci penso io, va'! Bene, ma perche' mi hai chiamato Giuseppe?>>. Ma ormai era troppo tardi: la folla, capitanata da Vitiello Carmine, sapendo che Giuseppe era il papa' di Gesu' lo aveva preso e lo aveva gonfiato come un pallone da football. Ma Giuseppe, come sempre, sorrideva. E la gente allora gli chiese: <<Ma che tieni da sorridere?>> <<Sorridere?>> rispose Giuseppe <<Ma io tengo una paresi!!>>. Giuseppe mori' a 126 anni, ed entro' finalmente in Paradiso, felice e sorridente. Parola di Giobbe.

LOU CIFER

"Buon giorno, sono qui per consegnare una citazione. C'è il titolare dell'impresa?". "Veramente... No, non c'è in questo momento". "Molto bene. Tarderà molto?". "Bah... non so... uno o due eoni, credo". "Può ricevere lei questi documenti e firmare qui, per favore?" . "No... no, mi dispiace ma non sono autorizzato". "C'è qualcuno autorizzato?". "No, non credo, son tutti fuori. Io sono solo il portinaio". "Bene. Il mio nome è Lou Cifer, sono avvocato di fiducia di due ex impiegati dell'impresa. Mi può dire cortesemente il suo nome, per favore?". "Pietro. Sam Pietro". "Bene. Qui c'è il fascicolo relativo. Ha un documento per favore?". "No, solo le chiavi". "E' sufficiente, lo indicherò qui. Le consegnare copia della citazione affinchè la consegni all'Ingegner Onnipotente, Dio Onnipotente, presidente dell'impresa. Scriverò che non avete voluto firmare la ricevuta". "Uhm... E' qualcosa di importante?". "Eh, si. Riguarda il licenziamento senza giusta causa di due impiegati, Eva Putta e Adamo Fogliadifico. A quanto accertato, sono stati cacciati dall'impresa Eden srl il cui proprietario era appunto l'Ing. Onnipotente, prima che si fondesse con la Alto dei Cieli SpA, di cui l'Ing Dio è oggi presidente. Il motivo del contendere, a quanto accertato, è il furto di una mela, motivo che il Sindacato UIL - Universo Impiegati Lapperonzi ha giudicato insufficiente. Inoltre, esiste un testimone, tale Piton, il quale afferma che la sottrazione non ha avuto affatto luogo, che si è trattato di una scusa per allontanare i dipendenti dall'impresa e non pagar loro la dovuta liquidazione spirituale di vari eoni. Tutto ciò ha portato un danno considerevole ai miei assistiti ed ai loro figli, nel quartiere solare del Pianeta Terra dove sono stati relegati e dove vivono in uno stato spirituale alquanto precario". "Orsù, signor Lou Cifer, non penserà davvero che l'impresa tratti male i propri dipendenti, no?". "Ma in che diavolo di nuvola vive lei? Non si è accorto dei licenziamenti di massa nelle ultime due eternità? La gente che è stata cacciata ha dovuto sopravvivere lavorando alla Miniera Infernal spa, un lavoraccio d'inferno. Poveri diavoli". "Mi dispiace Avv. Cifer, non lo sapevo... vede, io lavoro qui solo da un paio di millenni...". "Bene. Faccia molta attenzione. In confidenza, le dirò, ho saputo che l'impresa va molto male. Non segue bene i propri affari. La Direttrice Vendite, tale Maria Ausiliatrice Casta Vergine va di apparizione in apparizione, uscendo regolarmente nelle riviste dell'anima, senza preoccuparsi della sorte dei suoi impiegati. Il presidente, Dio Onnipotente, lei stesso mi ha detto che non c'è. E mi dica, lo vede spesso?". "Beh, la verità è che no, non lo vedo spesso. Sono il portinaio e lo vedo solo di eone in eone, si immagini". "Ecco, vede? Come può andare avanti un'impresa così? Credo che all'amministratore, l'ing. Giuda Iscariota, lo tengano con la corda al collo. Ho saputo da amici influenti della Banca Centrale Delle Anime che i bilanci non vanno molto bene. Le piccole imprese settarie stanno portando via un sempre maggiore volume di affari, presentando una maggiore liquidità. Per non parlare poi dei maggiori concorrenti diretti, la Budda Enterprise e la Mahomet Corporation. Qui l'unico che lavora da dio è il Responsabile Marketing e Pubblicità, il sig. Jesus Nazareno, che però non ha l'appoggio dell'amministrazione e lo tengono tutto il tempo in croce. Fossi in lei, mi cercherei un altro lavoro". "Mi sta facendo sudare freddo, avvocato, davvero". "Mi scusi. Non la volevo preoccupare, ma è sempre meglio essere ben informati su dove soffia il vento. Pensi solo che a questo punto potete chiudere in qualsiasi momento per fallimento". "Beh, manderò in giro alcuni curriculum, non si sa mai. Mi può consigliare qualche ditta in particolare?". "Credo che la Satan & Diabolic Products spa stia andando forte ultimamente. Ha filiali ormai in tutto il mondo e i suoi prodotti sono molto richiesti. Provi lì". "Bene, lo farò. Grazie mille per il consiglio". "Si figuri, signor Sam Pietro, ora la devo lasciare perché devo proseguire col mio lavoro. A presto". "Arrivederci, Avv. Lou Cifer. Grazie. A presto." Mauroemme

ALCOOL STORIES

Alcool story. (1) Mi chiamo Johnny Walker e sono qui per raccontarvi una storia d'amore, anzi d'amaro. C'era una Vodka. Questa e' la storia d'amaro di Johnny Walker e di J.B. Si erano conosciuti una sera d'inver house in un cocktail alla Terrazza Martini, subito simpatizzarono e si diedero Punt e Mes per il pommery seguente a Park Gate, dove si divertirono moltissimo cavalcando un white horse. La sera stessa andarono a casa di Lord King dove giocarono a 'black and white'. Verso le due del mattino, Johnny Walker porto' J.B. nell'alcolova di suo cognac, certo Remy Martin, campione di canotaggio. Fecero qualche ballo, 'cora-cora', lui le disse, sei amarevole, sposiamoci. Il giorno dopo Johnny Walker fu invitato a conoscere la famiglia di J.B., in via Chablis. Conobbe la madre, Vecchia Romagna etichetta nera, la quale per creare un'atmosfera gli attacco' un incredibile buton. Conobbe lo stravecchio padre e la sorella di questi, Marie, una donna molto blizard, vedova Cliquot, sposata in seconde nozze con un cecoslavacco, certo Zabov, momentaneamente a Manhattan per affari (continua) (Luigi Sonzini)

Alcool story. (2) La domenica seguente andarono tutti in champagne, da Mare, fidanzato con Gin Rosa, una ragazza bonarda e soda; da lì in allegra compagnia raggiunsero per Skivasser lo Splugen, ma un bourbon tedesco, a causa del ghiaccio, travolse J.B. con la sua Prinz. Johnny Walker gli avrebbe subito spaccato la vernaccia e rotto lo zibibbo, ma il tedescone si scusò prontamente dicendo: «bitter, bitter». Johnny Walker nel vederla così branca pensò per un attimo che tutto fosse fernet e una lacrima christi solcò la sua gancia. J.B. fu trasportata subito a casa di Florio e venne distesa su un Dubonnet di marsala; chiamato, immediatamente, arrivò il dottor Zignago, il quale constatò solo una gambarotta. Dopo una settimana rientrarono in città (in ferrochina) sulla freccia rossa; Johnny Walker dedicava tutti i momenti liberi a J.B. e quando egli era al lavoro il fedele cane di lei, Brachetto, vegliava sull'incolumità, allontanando i bisleri e facendo: « braulio, braulio ». (Luigi Sonzini)

Alcool story. (3) Ma una strega in agguato, inviata da Glen Grant, ex-fidanzato innamoratissimo e spiritato, che da tempo faceva una courvoisier spietata a J.B., la fece rapire da due negroni. Fu condotta nel grand marnier di King Edward, un re crudele che faceva chivas tanto era brut. Uno stock di 84 gendarmi vestiti in rosso antico custodiva la bella nelle cantine reali. Una buona damigiana di corte, uditi i chianti della bella, informò il giullare, un cinese omosessuale chiamato Cinz Ano, il quale si mise a contatto con lo Jaeger Meister di corte, che informò immediatamente Petrus Boonekamp, l'amarissimo che fa benissimo. (Luigi Sonzini)

Alcool story. (4) Johnny Walker, aiutato da alcuni campari inviati da Petrus Boonekamp, partì sul suo Cutty Shark, ed una volta giunti all'isola sbarcarono in 18 per riprendersi la bella. Tutto andava per l'optimum ma l'unicum erodine della compagnia cadde in una sambuca, urtò una botte e, scoperto, si prese un marteli sulla zucca restando demi sec. Johnny Walker era verdicchio di rabbia quando si accorse del pastis, tentarono un cointreau attac, ma furono respinti a colpi di sassella sul Grumello. Occorreva molto aurum per fare una seconda spedizione, e lo trovarono da un antiquary loro amico; il marito di una riccadonna, un nobile di Montepulciano, divenne loro aleatico e si incontrarono al bar d'Olmo. (Luigi Sonzini)

Alcool story. (5) Si imbarcarono su un veloce galliano, la fortuna era dalla loro, difatti sull'isola scese fitto un nebbiolo che permise di attraccare indisturbati al porto. Risalirono carpano la china, cinsero d'assedio il castellino e attraversarono il pontassieve; quel vermouth di King Edward fu messo al tappeto da un gancia americano, e presto J.B. potè riabbracciare l'amabile Johnny... che la tocaì quasi subito. Dopo il Piave lui le diede una caraffa e lei gli offrì un bocchino. Ma li vide Landy Frères, il quale offrì il suo chateauneuf du pape per le nozze. Ci fu a corte un gran ballantines; fu chiamato a ufficiar la cerimonia Don Bairo. J.B. era fraizcr spumante più che mai, di bianco sarti vestita, Johnny Walker in grigio verde aveva il fuoco nelle vene. Gli sposi, non appena gli ospiti furono tutti rinfrascati, salutarono tutti e quando Johnny Walker si trovò solo in camera da letto con J.B., il suo grande amaro esplose e tosto ella si trovò senza moet & chandon. Lui le accarezzò la barbera e disse : « ma come sei bonarda » ; ma si accorse che aveva il marchese di odorici di trobiolo e dovette accontentarsi di farle la kambusa all'amaricante.
Luigi Sonzini

ABRAMO

E Abramo si svegliò in piena notte e disse al suo unico figlio, Isacco: "Ho avuto un sogno dove la voce del Signore mi diceva che devo sacrificare il mio unico figlio e quindi mettiti i pantaloni". E Isacco tremò e disse: "E tu cosa Gli hai risposto? Voglio dire, quando Lui ha abbordato questo argomento?". "E che cosa c'era da dirGli?" disse Abramo. "Alle due del mattino mi trovo in mutande con il Creatore dell'Universo. Posso discutere?". "Beh, t'ha detto almeno perché voleva farmi sacrificare?" chiese Isacco al padre. Ma Abramo disse: "I fedeli non discutono. Andiamo adesso perché domani ho una giornata pesante". E Sara che aveva sentito il progetto d'Abramo ne fu contrariata e disse: "Come fai a sapere ch'era il Signore e non, diciamo, quel tuo amico che gli piace fare gli scherzi da prete, sì che il Signore disse che chiunque faccia scherzi da prete sarà consegnato nelle mani dei suoi nemici, che possano o no essi pagare alla consegna?" E Abramo rispose: "Perché sapevo che era il Signore. Era una voce profonda, risonante, ben modulata e nessuno in questo deserto riuscirebbe a contraffare quelle vibrazioni". E Sara disse: "E tu sei disposto a compiere questo atto insano?" Ma Abramo le disse: "Francamente sì, perché mettere in discussione la parola di Dio è una delle cose peggiori che può fare una persona, specialmente con questa economia in fase di recessione". Woody Allen in "I manoscritti della mano morta"

L'ARCA DI NOE'

La Smorfia: L'arca di Noè (Sulla banchina Noè [Lello Arena] aspetta gli ultimi animali prima di prendere il largo. Si avvicina Troisi con un giornale in testa a mo' di orecchie).
ARENA Indietro! Non c'è posto per gli empi in questo luogo di giustizia.
TROISI Cioè, io veramente devo salire...
ARENA Solo gli animali.
TROISI E io che sono scusate? C'ho le orecchie!
ARENA E voi sareste un animale? E che animale sareste?
TROISI Sono un gufo!
ARENA Già ci stanno.
TROISI No, sono un cerbiatto.
ARENA Sono arrivati.
TROISI Sono un coniglio.
ARENA Sono già dentro.
TROISI Una tigre.
ARENA C'è.
TROISI Un leone.
ARENA C'è.
TROISI Un minollo.
ARENA Un minollo?
TROISI Eh... sono un minollo, mi devo salvare, devo salire.
ARENA E che sarebbe questo minollo?
TROISI Il minollo è quell'animale che... cioè... Sono un minollo!
ARENA Ho capito tutto. Aspettate un momento: «Cam!» (Entra Enzo De Caro) Cam, sono già arrivati i minolli?
DE CARO I minolli?
(Arena indica Troisi. De Caro osserva)
DE CARO Già ci stanno.
TROISI Già ci stanno?
DE CARO Sì, già ci stanno!
TROISI I minolli?
DE CARO I minolli.
TROISI E i rostocchi?
DE CARO Già ci stanno.
TROISI Ma come, pure i rostocchi? (Rivolgendosi a Arena e indicando De Caro) Secondo me chisto ti imbroglia.

 

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