BARZELLETTE SUGLI EBREI

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Austria. Due amici ebrei si incontrano al parco e ad un certo punto si siedono su una panchina per leggersi il giornale in pace. Il primo tira fuori un quotidiano in lingua "yiddish" e il secondo l'organo ufficiale del partito nazista. Il primo ebreo è sbigottito. "Ma Yankele, come puoi leggere un giornale simile? Sei impazzito?". "Calma, Moishele," risponde sereno Yankele. "Ti spiego. Quando leggo i nostri giornali soffro come un cane: pogrom in Cecoslovacchia, persecuzioni in Ungheria, odi razziali in Polonia, spedizioni punitive in Romania, attacchi arabi in Medio Oriente... Sai Moishele, non ne posso veramente più! Almeno su questo giornale c'è scritto che gli ebrei governano il mondo, dirigono grandi fabbriche, hanno in pugno la finanza ed influenzano le decisioni degli Stati più potenti del mondo. Potrò prendermi un po' di soddisfazioni ogni tanto?!??"

Un prete e un rabbino si incontrano dopo tanti anni che non si vedono. Entrambi hanno un nipote a cui tengono molto. Tra l'altro, si sa, gli ebrei hanno fama di essere molto intelligenti. Il rabbino chiede "Come sta il tuo caro nipote?". E il prete risponde "Bene grazie. E' un ragazzo molto buono. Senza dubbio diventera' prete come me! E il tuo?". "Il mio" dice l'altro "ha finito il liceo e si e' iscritto a ingegneria". Il prete e' un po' invidioso e quindi aggiunge: "Sai, mio nipote e' talmente bravo che forse diventera' vescovo...". E il rabbino: "Il mio invece e' cosi' intelligente che riuscira' a entrare alla NASA...". Il prete pensa: "Caspita, addirittura la NASA" ed e' verde di invidia. Quindi sbotta: " Mio nipote diventera' cardinale!". E il rabbino: "Cardinale...e poi basta?". "Be' -ribatte il prete- magari diventera' Papa!". "Papa... e basta?" dice il rabbino. "Come, Papa e basta, che cosa vuoi, che diventi Dio?". "Non faccio per vantarmi"- dice il rabbino - "ma uno dei nostri ragazzi c'e' riuscito...".


Nel quartiere ebreo di New York in mezzo ad una serie di sfolgoranti vetrine di gioiellieri un turista scorge un negozietto con decine di orologi in vetrina. Interessato entra per fare un acquisto: "Buon giorno, vorrei un orologio...". E il commesso del negozio: "Mi spiace, ma noi non vendiamo orologi!". "Ma come? Ma se avete la vetrina piena di orologi...". "Si', certo, ma non vendiamo orologi...". "Mi scusi, ma e' buffo questo... Io vedo una vetrina piena di orologi...". "Senta, noi qui facciamo circoncisioni... cosa voleva che mettessimo in vetrina... cazzi?!?".


Samuele va spesso a fare la spesa (la ragione vera e' che incontra spesso delle massaie che cerca di intortare). Un giorno conosce Maria e organizzano un incontro a casa di lei. Lei gli dice: "Vieni questa sera dopo le 9; mio marito esce verso quell'ora e non ritorna mai prima di mezzanotte. Ma siccome non so l'ora esatta in cui esce, tu aspetta di sotto, perche' dopo che e' uscito ti tiro giu' una moneta da 100 lire". La sera Maria aspetta che il marito esca, poi getta la monetina dalla finestra e si metta in trepida attesa del suo amante. Ma aspetta aspetta e questi non arriva. La mattina dopo esce per fare alcune spese e trova Samuele ancora giu' in giardino e gli chiede: "Beh, cosa e' successo? Perche' non sei salito?". E Samuele: "Non riesco a trovare la monetina!".


Un ebreo dice ad un amico: "Ti ricordi di mio figlio? Tu sai che l' ho sempre educato nel rispetto della religione ebraica. E' successa una cosa strana: l'ho mandato in Israele perche' cresca da vero ebreo, e lui... e' tornato cristiano". "E' strano. Anch' io ho educato mio figlio nel rispetto della vera religione, ma quando l'ho mandato in Israele, e' tornato cristiano anche lui". "Questo e' molto strano, parliamone al rabbino: "I nostri figli che abbiamo educato da veri ebrei sono andati in Israele e sono tornati a casa cristiani". "Questo e' molto strano perche' anche mio figlio, e' andato in Israele e, malgrado sia stato allevato da vero ebreo, e' tornato a casa cristiano". "Cosa possiamo fare? ". E il rabbino: "Chiediamo al Signore: Signore di Israele, Dio di Isacco e di Giacobbe, ascoltaci, vogliamo chiederti un consiglio: i nostri figli, tutti degli ottimi ebrei, sono andati in Israele e sono tornati a casa cristiani, che possiamo fare? ". E Dio: "Questo e' molto strano, perche' anche mio figlio... ".


Ad Assisi si incontrano i rappresentanti di varie religioni, un missionario Cattolico, un Rabbino ed un Mussulmano e parlano delle diverse esperienze. Il Cattolico: "Eravamo in pieno oceano ed il mare era in burrasca, vento e onde minacciavano di rovesciare la nave, ma ci mettemmo a pregare tutti insieme e dalle nuvole un raggio di sole ci illumino' la via calmando le acque e placando il vento. Fu un vero miracolo di Cristo!". Il Mussulmano: "Eravamo nel deserto durante una bufera, scarsi i viveri e l'acqua, la strada era smarrita, pregammo Allah e un raggio di sole usci' dalle nuvole, placo' il vento e ci indico' la via per l'oasi. Fu un vero miracolo di Allah". Il Rabbino: "Camminavo nel ghetto di New York, era sabato, attento a non commettere peccati, quando di fronte a me vedo un portafogli pieno di dollari; non potevo toccarlo per le Sacre Leggi, ma un raggio di sole buco' le nuvole ed illumino' il ricco portafogli. Fu un miracolo, tutto intorno era sabato, ma li' era mercoledi".


In classe la maestra chiede agli alunni: "Chi e' stato il piu' grande uomo che l'umanita' abbia mai avuto?". "Berlusconi" grida il piccolo Andreino. "Ma no" dice la maestra. "D'Alema" dice un altro bambino. "Il mio papa'" dice un terzo. "Ma no! Non avete capito lo spirito della domanda" dice sorridendo la maestra. Allora il piccolo David Nataf si alza e nel silenzio generale dichiara tranquillamente: "Gesu' Cristo, signora maestra". La maestra questa volta dice che la risposta e' giusta, ma dentro di se' si meraviglia che sia stata data proprio dal piccolo David, figlio di ebrei. Comunque per ricompensa dona al piccolo David un sacchetto di caramelle. Durante l'intervallo della ricreazione un amico ebreo di David lo prende per il colletto e gli dice: "Ma che ti e' venuto in mente di dire che e' Gesu' il piu' grande uomo...". E il piccolo David masticando una caramella: "Io so che e' Mose' come lo sai tu che e' Mose', ma cerca di capire, gli affari sono gli affari!".


Un prete sta per confessare quando viene chiamato d'urgenza al capezzale di un moribondo. Pero' prima di partire chiama il rabbino suo amico che sta dall'altra parte della strada e gli chiede come favore se puo' prendere il suo posto. Il rabbino pero' si schernisce dicendo che non sa fare le confessioni, per cui il prete si ferma ancora un po' per fargli vedere come si fa. Subito dopo entra una donna che dice: "Padre, mi assolva perche' ho peccato: ho commesso adulterio". E il prete: "Quante volte, figliola?". La donna risponde: "Tre volte". Il prete: "Di' due Ave Maria e metti 5.000 lire nella cassetta dei poveri". Pochi minuti dopo entra un uomo nel confessionale che dice: "Padre, mi perdoni perche' ho peccato. Ho commesso adulterio". E il prete: "Quante volte, figliolo?". E l'uomo: "Tre volte". E il prete: "Di' due Ave Maria e metti 5.000 lire nella cassetta delle elemosine". A questo punto il rabbino dice di aver capito e il prete parte. Poco dopo entra per confessarsi una donna che dice: "Padre, mi perdoni, perche' ho peccato". E il rabbino: "E che cosa hai fatto?". La donna risponde: "Ho commesso adulterio". E il rabbino: "E quante volte, figliola?". E la donna: "Una volta sola". Allora il rabbino: "Vai e fallo ancora altre due volte; oggi abbiamo tariffe speciali, 3 per 5.000 lire".


Un rabbino e un prete hanno un incidente automobilistico. Sebbene le auto siano gravemente danneggiate i due religiosi scendono indenni dalle loro auto. Il rabbino vede il collare da prete dell'altro e gli dice: "Caro fratello, io sono un rabbino. Dio ha voluto che non ci facessimo niente, malgrado le auto siano distrutte. Questo e' un segno del Signore. Egli vuole che noi ci si ami come fratelli e si viva in pace per il resto dei nostri giorni". Il prete conviene e il rabbino continua: "Guarda, fratello, un altro miracolo! La mia auto e' distrutta, ma questa bottiglia di brandy e' intatta. Dio vuole che noi brindiamo allo scampato pericolo". Il rabbino apre la bottiglia e la offre al prete. Questi beve un lungo sorso e poi restituisce la bottiglia al rabbino. Il rabbino prende la bottiglia, la tappa e la restituisce al prete. Questi si meraviglia e chiede: "Beh, perche' tu non bevi?". E il rabbino: "No...grazie, penso che aspettero' l'arrivo della polizia".


Due mendicanti, uno con una croce e uno con la stella di David, sono seduti davanti ad una chiesa a chiedere l'elemosina. La gente passa e lascia qualche soldo nel cappello del barbone con la croce, mentre nessuno fa l'elemosina a quello con la stella di Davide. Ben presto il cappello di quello con la croce e' pieno di soldi, mentre l'altro e' vuoto. Un prete si avvicina ai due uomini e dice a quello con la stella di Davide: "Ma non vedi, brav'uomo, che siete seduti davanti ad una chiesa cattolica? Qui nessuno fara' l'elemosina a uno che porta la stella di Davide". E se ne va. Allora l'uomo con la stella di Davide si volta verso l'altro mendicante e gli dice: "Moishe, ma guarda un po' se quel tizio ci deve insegnare a come fare i soldi?"


Un giovane ebreo, in viaggio di piacere per l'Africa, telefona alla madre rimasta a casa in Israele: "Mamma, ho una grande notizia da darti, spero di non darti nessun dispiacere". "Dimmi pure, figlio mio". "Mamma, mi sono sposato!". "E perche' mi dovrebbe fare dispiacere? Se le vuoi bene hai fatto bene!". "E' che non e' ebrea". E la madre: "Pazienza, figlio mio, l'importante e' che vi vogliate bene". "Un'altra cosa, mamma, e' anche negra...". "Pazienza, figlio mio, come ti ho detto, l'importante e' che vi vogliate bene". Il figlio continua: "Inoltre, mamma, ha tre figli...". "Bene, figlio mio. Vuol dire che non e' sterile...". "Perfetto, mamma, allora la settimana prossima torniamo a casa e vorrei farteli conoscere. Puoi prenotarmi una camera nell'albergo piu' vicino?". E la madre: "Ma no, figlio mio, dovete venire a stare a casa nostra. Tu e tua moglie dormirete nella nostra camera matrimoniale, i tre bambini nella camera degli ospiti, e tuo padre nel divano". "Ma tu, mamma, dove dormirai?". E la mamma: "Non ti preoccupare perche' io appena finita la telefonata mi butto giu' dalla finestra..."


Il Presidente degli USA Bush riceve il capo del Governo israeliano, e dopo le foto e i convenevoli si trovano a conversare informalmente lontani da telecamere e microfoni. E Bush chiede a Sharon: "Ma come fate voi ebrei? Siete sempre informati su tutto, non vi sfugge nulla". Sharon sorridente risponde: "E' semplice, il segreto è la sinagoga. Tanti credono che in sinagoga si vada solo a pregare, in realtà è un centro di incontro, si conosce la gente, si capisce come vanno le cose e si fanno persino buoni affari, un po' come da voi a Wall Street!". Bush incassa, e decide di provare. Il Sabato successivo si trucca da ebreo osservante: cappello con la tesa, marsina, camicia candida, barba finta e riccioletti penduli posticci, e si reca in sinagoga. Si stupisce di trovare un gran silenzio, mentre immaginava di venir salutato da un grande brusìo. Bush si siede un po' intimidito, di fianco ad un ebreo dall'aria molto compunta. Ad un certo punto prende il coraggio a due mani e sussurra al vicino: "Che si dice, cosa c'è di nuovo?". E il vicino, pronto: "SSSHHH! Stiamo aspettando Bush!!!".


Uno psicanalista ha in cura un ebreo piuttosto mal messo. Questi gli racconta le sue ansie: "Dottore, non dormo da mesi. Ogni volta che vado a letto e spengo la luce, per qualche minuto tutto va bene, poi sento uno strano rumore provenire da sotto il letto. Lentamente il rumore aumenta, sento movimenti, sono certo che c'è qualche creatura maligna là sotto in attesa che io mi addormenti per farmi del male. Accendo la luce e come per miracolo tutto cessa, i rumori, i movimenti, e sotto il letto non c'è nulla. Ma se mi ricorico e spengo la luce, tutto ricomincia. Passo le notti con gli occhi sbarrati, dottore!". Lo specialista ha già inquadrato il disturbo del paziente e inizia una serie di colloqui. Ad un certo punto, però, il paziente smette di presentarsi agli appuntamenti. Il dottore all'inizio pensa sia la normale fase di rifiuto dell'analista, poi capisce di essere stato mollato. Passa il tempo. Due mesi dopo, casualmente, i due si incontrano per la strada. Logicamente il dottore esclama: "Signor Cohen, ma lei vuole farsi del male? Non lo sa che se rinunzia a curarsi corre grossi rischi?". E Cohen, sorridendo: "Dottore, lei è veramente un bravo psicanalista, ma le sue cure ormai non mi servono più, sono guarito!". Lo psicanalista non crede alle sue orecchie. Come può un uomo essere guarito così improvvisamente da una patologia che richiede almeno un anno e mezzo di colloqui? Ma Cohen spiega: "Vede, dottore, sono andato a trovare il nostro Rabbino e raccontandogli della famiglia gli ho parlato del mio disturbo, di quella creatura sotto il mio letto... Il Rabbino, che è veramente un sant'uomo, mi ha detto: 'Isacco, figliolo, perché mai ti complichi così la vita? Sega le gambe del letto, così quella creatura maligna non avrà più posto dove stare!'. Io ho seguito il consiglio... e sono guarito, dottore!".


Un ricco ebreo americano vuole donare una grossa cifra all'Università di Gerusalemme, così facendo iscrivere il suo nome nella lista dei benefattori che si trova sulla lapide preposta. Gli viene naturalmente organizzata un'accoglienza con tutti gli onori, una guida personale lo scorta in visita a qualunque luogo egli voglia visitare. Ad un certo punto, il magnate esprime un desiderio: vuole visitare la tomba del Milite ignoto. Solo che in Israele non esiste la tomba del Milite ignoto! Si decide allora di non deluderlo, per non mettere a rischio la donazione. Lo conducono in un cimitero militare e gli mostrano una sobria lapide su cui sta inciso: "Nataniele Castro 1915 - 1948". Il ricco, esterrefatto, chiede all'accompagnatore: "Ma come fa questa ad essere la tomba del Milite ignoto? C'è tanto di nome sulla lapide...". E la guida, con grande prontezza: "Vede, come panettiere era molto conosciuto... ma come soldato nessuno ha mai saputo chi fosse!!!".


Abramo Rabinovich, emigrato negli Stati Uniti, decide di fare il grande passo: prenderà un cognome yankee, per il resto dei suoi giorni si chiamerà Smith. Così si reca all'ufficio preposto e, dopo la solita trafila burocratica, diventa Abramo Smith. Passa una settimana e il neo-Smith si ripresenta allo stesso ufficio. Spiega all'impiegato esterrefatto che vuole cambiare nuovamente cognome, ora vuole chiamarsi Brown. Ora bisogna precisare che il nostro uomo presenta tratti somatici indiscutibilmente ebraici, specialmente un grosso naso. L'impiegato chiede ad Abramo perché vuole di nuovo cambiare cognome, e lui ammette: "Vede, mi capita una cosa assai seccante. Quando mi presento come Smith, tutti sogghignano e mi chiedono: 'Ah già, Smith. E prima come si chiamava?'. Ed è per questo che sono qui: in questo modo mi chiederanno come mi chiamavo prima di chiamarmi Brown, e io potrò metterli a tacere dicendo che mi chiamavo Smith!!!".


Due ex compagni di scuola s'incontrano. Uno è diventato Parroco, l'altro Rabbino. Discutono volentieri dei vecchi tempi, e ad un certo punto si trovano a parlare dei loro problemi economici. "Certo la vita è dura," commenta il rabbino. "Mi dicono che anche i sacerdoti non se la cavano molto bene di questi tempi". "Guarda, a volte non riesco a mettere da parte il pranzo con la cena. Ma ho deciso, ogni tanto, di concedermi un peccatuccio". "Sarebbe a dire?" indaga il rabbino. "Dunque, saprai certamente che è moralmente giusto che la comunità aiuti i propri sacerdoti. E io ho studiato un modo per 'farmi aiutare' almeno un poco. Una volta al mese mi reco in un ristorante di quelli di lusso, mi siedo e ordino un menu coi fiocchi, piatti da ricchi visto che i poveri lavoratori in quei locali nemmeno potrebbero entrare. Mangio con molta calma, in modo di terminare poco prima che il primo turno di camerieri se n'è andato a casa. Mi portano il conto, e io con aria sorpresa esclamo: 'Guardi che ho già pagato poco fa, ho regolato con il suo collega'. Collega che - mi segui? - se n'è andato, quindi non possono verificare. Ma nessuno oserebbe mettere in dubbio la parola di un prete, così mi alzo e me ne vado tranquillamente e con la pancia piena". "Molto ingegnoso," ammette il rabbino. "Anzi," propone il prete: "proprio domani è il mio giorno di ristorante, ti invito a pranzo". Detto fatto: l'indomani i due si recano in uno dei migliori ristoranti della città, mangiano, bevono, parlano e alla fine tutto è pronto per la sceneggiata. Siamo quasi all'ora di chiusura, e un cameriere presenta il conto. Come da copione, il prete esclama sorpreso: "Guardi che abbiamo già pagato poco fa, al suo collega". "Già", aggiunge il rabbino, con espressione severa: "e ancora non c'è stato portato il resto!!!".


Siamo in Polonia, un secolo fa. Una donna ebrea riceve da un suo creditore un pagamento in natura: in luogo di denaro, un pavone. Uno strano animale che non aveva mai neppure visto in vita sua. Sconcertata, la donna, che è anche una buona ebrea, si reca dal suo rabbino per sapere se il pavone sia o non sia "kasher" (ammissibile per gli ebrei, NdTrascr). Il rabbino, dopo una breve meditazione, le risponde: "Mio padre, che era un grande rabbino, ha sempre sostenuto che il pavone non è kasher". "E allora cosa posso farmene?", chiede la donna. Il rabbino la rassicura: "Portamelo e lascialo qui, lo terrò nel mio cortile e lo potrai vedere tutte le volte che vorrai". Così il pavone trasloca nell'aja del rabbino. La donna, nel frattempo, gli si è affezionata: lo va a trovare, lo ammira quando fa la ruota e gli porta regolarmente pane secco e mangime. Sennonché, qualche mese dopo, il pavone sparisce. La donna, angosciata, si precipita dal rabbino: "Rabbi, rabbi! Cosa è successo al mio pavone?". "Non ti preoccupare, figliola," risponde il rabbino: "l'ho mangiato". "Mangiato?!? Come sarebbe a dire? Avevi detto che tuo padre, che era un grande rabbino, ha sempre sostenuto che il pavone non è kasher...". "E' vero," ammette il rabbino: "ma, sai, sulla questione del pavone non mi sono mai trovato d'accordo con lui...".


La vedova di un rabbino viene spinta dalla comunità a risposarsi e le viene insistentemente proposto un macellaio. La vedova non vuole sentire ragioni, perché il rabbino era un intellettuale colto e sofisticato e il macellaio, benché sia un uomo molto piacente, è tutt’altro che raffinato. Comunque la comunità fa pressioni tali per cui la povera vedova è costretta a sposare il macellaio. Il giorno delle nozze, entrando in casa, il macellaio le dice: "Mio padre diceva sempre che appena entrati in casa bisogna fare sesso". E così avviene. Dopo, viene loro fame, e decidono di accendere una candela prima del pasto. Allora il macellaio dice: "Mia madre diceva sempre che quando si accende una candela bisogna fare sesso". E così avviene. Dopo pranzano e alla fine del pranzo il macellaio dice : "Mia nonna diceva sempre che dopo pranzo bisogna fare sesso". E così avviene. Più tardi si mettono a guardare la Tv e il macellaio dice: "Mio nonno diceva sempre che mentre si guarda la TV bisogna fare sesso”. E così avviene. Verso sera la ex-vedova decide di scendere per qualche spesa e trova una vicina che le chiede: "Come va con il nuovo marito?". E l’ex-vedova risponde: “Ancora non so, ma viene da una famiglia che ha delle abitudini stupende”.


Il povero sarto Yankele è assai abile a confezionare abiti di ogni foggia. Eppure circola sempre con addosso veri e propri stracci. Un giorno un suo cliente, uno ricco, gli chiede: "Ma Yankele, ti fai cattiva pubblicità andando in giro conciato in quel modo! Riparati i vestiti!". E Yankele: "Sapessi, Reb Yid! Sono così povero, ma così povero, che non me lo posso permettere: devo badare piuttosto ai lavori che mi garantiscono un minimo di guadagno, non ce la faccio a lavorare per me stesso...". Il ricco stabilisce generosamente: "Facciamo così, Yankele: il guadagno te lo offro io, eccoti due rubli. Così potrai vestirti decentemente". Passano due settimane, e i due s'incontrano nuovamente. Ma il sarto è conciato ancora malamente quanto la volta precedente, se non peggio. Il ricco sbotta: "Yankele, ma che fai? Non dovevi sistemare i tuoi stracci? Io ti avevo dato ben due rubli!". Yankele, con grande calma, replica: "Reb Yid, hai tutte le ragioni. Il fatto è che ho guardato attentamente i miei vestiti, ed è verissimo, sono in uno stato pietoso... e ho concluso che se li riparassi per due soli rubli certamente ci perderei!!!".


Al ristorante annesso alla Borsa di Francoforte è stato assunto un nuovo gestore che si chiama Katzenstein. Dopo un po' scoppia sulla stampa uno scandalo: un giornalista è venuto a sapere che Katzenstein gestisce il ristorante secondo criteri rigidamente kasher. Il presidente della Borsa, Hochberg, convoca Katzenstein e gli dice: "E' vero ciò di cui è accusato, signor Katzensteìn?". "Si', è vero, signor presidente. Essendo io un ebreo osservante non posso gestire una mensa trejfe!". "Ma signor Katzenstein! I commensali sono quasi tutti battezzati. E se uno ordina del prosciutto?". "Questo non è un problema, signor Hochberg. Se uno mi ordina del prosciutto, io gli taglio alcune fettine di petto di manzo affumicato kasher. Può interrogarli, ma tutti i signori commensali sono d'accordo nell'affermare che mai hanno mangiato in altri posti un prosciutto così buono". Ferruccio Folkel


Il predicatore all'assemblea: "Signore e signori, sapete su cosa verterà la mia predica di oggi?". L'assemblea: "No, non lo sappiamo". Il predicatore: "Bene, visto che comunque non lo sapete, è meglio che continuiate a non saperlo". E il predicatore si toglie lo scialle tradizionale, scende dal pulpito e se ne va. La settimana successiva, il predicatore chiede all'assemblea: "Signore e signori, sapete su cosa verterà la mia predica di oggi?". Il pubblico stavolta non ci casca: "Sì, sì, lo sappiamo". Il predicatore: "Benissimo: visto che lo sapete, non occorre che io ve lo ripeta!". E il predicatore si toglie lo scialle tradizionale, scende dal pulpito e se ne va. La settimana successiva, il predicatore chiede all'assemblea: "Signore e signori, sapete su cosa verterà la mia predica di oggi?". Metà dell'assemblea risponde: "No, non lo sappiamo" e l'altra metà esclama "Sì, sì, lo sappiamo". E il predicatore: "Bene, allora chiedo a quelli che lo sanno di essere così gentili da riferirlo a quelli che non lo sanno!!!". E il predicatore si toglie lo scialle tradizionale, scende dal pulpito e se ne va.

 

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