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BARZELLETTE  E MOTTI DI SPIRITO

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BARZELLETTE E MOTTI DI SPIRITO

SULLE ASSICURAZIONI


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Lettera autentica di un assicurato salernitano alla propria compagnia di assicurazione (senza correzzzioni). Gentilissima Compagnia di Asicurazione - Salerno. In data 14 maggio il mio forcone targato SA 224xxx mentre scentava Via... si storcellava improvisamente e si inficava con il musso sotto il musso di unaltra machina che stava ferma per i cazzi sui. Il patrone della machina è andato in cazzimma e andava cercando scè scè. (1) Dico io adesse si l'asicurazione è per forza perché il patrone della machina non si è accuietate e cercava scè scè? La risposta ci sarebbo, il Signore tice che Voi della [...] fate schifo e ca nun pagate a nisciuno manco a Cesù Gristo, pirciò quande la mia Polizza si sfiata io mi sicuro con unaltra sigurazione che paga presto e nun fa pertere o tiempo e cà nun va truvammo paglia pe ciento cavalle. (2). Con l'augurio che l'avvocato del Signore ca cercava scè scè non mi manda la gitazione. Vi esequio, Vostro afezionatissimo A.A. [Note: (1) Andava cercando la lite; (2) Perché il forcone non mangia paglia]

Un uomo, un giorno, va ad un bar a prendersi una birra e, dall'altra parte del bancone vede un suo vecchio amico, seduto su una sedia a rotelle. Corre subito dall'amico e gli dice: "Oh mio Dio! Cosa ti e' successo ?!". L' amico risponde: "In un incidente ho fatto finta di essere rimasto paralizzato a vita cosi' da prendere i soldi dall'assicurazione". "Ma allora devi fingere di essere infermo tutta la vita! Come farai!?" risponde l'amico preoccupato. "Oh no, no, non ti preoccupare. La settimana prossima vado a Lourdes!".


Un avvocato e un ingegnere stanno pescando ai Caraibi. L'avvocato dice: "Io sono qui perche' la mia casa e' bruciata e con lei tutto cio' che possedevo. L'assicurazione ha pagato tutto". Allora l'ingegnere dice: "Ma guarda la coincidenza. Io sono qui perche' la mia casa e tutti i miei beni sono stati distrutti da un'inondazione, e la mia assicurazione ha pagato per tutto". L'avvocato rimane un po' perplesso e poi chiede: "Ma come diavolo hai fatto a provocare l'inondazione?".


Lettera (vera) ad una compagnia di assicurazioni: "Egregio direttore, per quello che mi aveti richiesto in fatti di come mi a successo il mio incidenti sul lavoro vi faccio saperi che quello giorno quando che o arrivato al cantiere ho visto che il vento aveva fatto volare dal tetto molti tegoli e allora o messo sopra il tetto un travo con una carrucula e ossalito due casse pieni di tegoli. Quando ho finito di riparare mi ho accorto che sul tetto mi sono rimasti molti tegoli, eppercio' o issato una cassa e o fermato la corda sotto e o salito per riempire la cassa di tegoli, poi sono sceso e o staccato la corda, ma la cassa piena di tegoli era piu' pesanti di me e allora prima che mene accorgo la cassa a cominciato a scendere alzandomi da terra. e alora o cercato di tenermi della corda ma niente, e a meta' o sbattuto alla cassa che scindeva e' mia' sbattuto alla spalla sinistra. Intanto o arrivato all'ultimo e o sbattuto la testa vicino al muro, dopo al travo e alla canaletta di landia, che lo rotta colla testa e mi o scacciato i diti della mano nella carrucula. quanto o arrivato al tetto, la cassa allo stesso momento a arrivato a terra. ma sbattendo sulla terra tutta auna volta a rotto il fondo che si e' sfondato e li tegoli sono scivolati fuori. E allora a successo che siccomi la cassa aveva diventato piu' leggiera e io piu' pisante o precipitato a tutta velocita'verso il terreno, ma a meta' strada o incontrato la cassa che saliva e mia' colpito alla coscia e al carcagno. quando o atterrato i tegoli rotti che erano in terra mi anno pizziato tutto. del dolore mi stava pigliando uno svinimento pero' nel mentre e scesa di nuovo la cassa che mi accaduto sulla testa e mi anno portato all'ospitali. cosi' anno andati i fatti e ora aspetto subito quanto mi spitta che cio' tre figli alla scuola media".


Lettera ad un'assicurazione: "Ritengo che una 'cattiva pianificazione' sia la causa del mio incidente. Io sono un radio operatore dilettante, e stavo lavorando sulla cima della mia nuova torre da 80 piedi. Concluso il lavoro, mi accorsi di aver portato su oltre 300 libbre di attrezzi e altra ferraglia. Invece di portar giu' il materiale a mano, decisi di usare un montacarichi. Agganciata una corda a terra, raggiunsi la cima della torre e caricai gli attrezzi in un piccolo barile. Poi tornai a terra e slegai la corda, tenendola saldamente per assicurare una lenta discesa alle 300 libbre di attrezzi. Sul blocco 11 del rapporto ho indicato il mio peso: noterete che e' di 155 libbre. Di conseguenza fui sbalzato dal terreno cosi' in fretta, che persi la mia presenza di spirito e dimenticai di lasciare la corda. Salii molto in fretta fino alla cima della torre. A quota 40 piedi, incontrai il barile che scendeva. Questo spiega la mia spalla rotta. Poco rallentato da questo, continuai la mia rapida ascesa, senza fermarmi finche' le dita della mia mano destra non furono per due centimetri dentro la ruota della carrucola. "Recuperai la mia presenza di spirito, e riuscii a tenere la corda nonostante il dolore. Nello stesso tempo, pero', il barile di attrezzi colpi' il suolo e l' urto gli fece perdere il fondo. Senza il peso degli attrezzi, il barile pesava ora circa 20 libbre. Vi invito a ricontrollare il MIO peso al blocco 11 del rapporto. Come potrete immaginare, incominciai una rapida discesa sul lato della torre. A quota 40 piedi, incontrai il barile che saliva. Questo spiega le ginocchia fratturate, e le ferite sulle gambe. L' incontro col barile mi rallento' abbastanza da ridurre i danni quando caddi sul mucchio di attrezzi, cosi' mi ruppi solo tre vertebre. Mi spiace doverlo dire, ma comunque mentre giacevo sul mucchio di attrezzi, ferito, incapace di alzarmi, e guardavo il barile vuoto sospeso 80 piedi sopra di me, persi di nuovo la mia presenza di spirito, e lasciai andare la corda..."



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