LIBERO FORUM SULLA STUPIDITA'

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      7)  Telecomunicazioni e stupidità       8)  Guerra e Stupidità
      9)  Le Bombe della Stupidità     10)  Riflessioni Varie
    11)  Dilbert Il Rivoluzionario     12)  From The Dunciad

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TELECOMUNICAZIONI E STUPIDITA'

Nel paese dei balocchi mentre un premio nobel presenta San Remo, e un filosofo teoretico, ormai da tempo anche un po' sclerotico, che non sa nemmeno usare un tester, aumentare la memoria di un computer, o spiegare la massa immaginaria, tanto per restare sul facile, pubblica l'ennesimo e inutile libro contro la tecnica, (ma per parlare di tecnica non bisogna forse saperne un po' di piu'?, io almeno ho deciso di scrivere un'opera contro la stupidita' perche' come mi hanno insegnato Montaigne e Chamfort il tutto equivaleva anche a studiare la propria essenza, che ovviamente e' del tutto simile a quella degli altri esseri umani)e i giornalisti e gli editori continuano imperterriti a dimostrarci la loro superficialita' adulati da chi scrive romanzi senza arte ne parte e gli artisti cercano invano di lesinare qualcosa al desco dei vari potenti, magari rifilandogli delle opere che di artistico probabilmente hanno ben poco, se non la natura feticistica delle merci superflue, i grandi comunicatori continuano la loro ascesa nei bassifondi della stupidita', copiati da chi per mettere assieme qualche sterile saggio rovista a piu' non posso nelle tombe delle varie enciclopedie in commercio e parla ancora di anima, quando anche i cani sanno che da quando sono note le peculiarita' dell'arsenico, anche la divinita' deve piegarsi alle strabilianti consuetudini della chimica e dell'economia della materia. (qui non pretendo che mi si capisca!)
Nel frattempo, mentre circa 200 multinazionali, con i loro 300 supermiliardari che da soli hanno un reddito che equivale a circa 3 miliardi di esseri umani, si spartiscono a piacere il mondo, sempre in Italia le maggiori compagnie di telefonia cercano con strane operazioni di fondersi, incrementando cosi' sempre di piu' il loro potere, ovviamente con il benestare della sinistra di governo, la quale ormai e' piu' che una garanzia se si vuole effettivamente prenderlo in quel posto. Ora pero' senza entrare nel merito di questa scalata in borsa alla conquista dell'etere e dei soldi dei cittadini, faro' un passo indietro per sottolineare il grande merito dei comunicatori, senza del resto tralasciare di fare una citazione, come ben si sa infatti i testi scientifici si valutano anche dal numero e dalla qualita' delle citazioni, e per questo chiamero' in aiuto il simpatico Woody, che in un suo scritto fa appunto dire ad un suo personaggio : "Mi e' stato chiesto se fossi stato consapevole delle conseguenze morali conseguenti a cio' che facevo. Come dissi al tribunale di Norimberga, non sapevo che Hitler fosse un nazista e la verita' e' che per anni ritenni che lavorasse per la societa' dei telefoni."
Le prime avvisaglie delle grandi manovre nelle compagnie telefoniche italiane, che presto diventeranno tedesche, infatti erano apparse non molto tempo fa quando in concomitanza con i tanto criticati aumenti imposti all'unisono dalle aziende stesse, gia' da tempo in spietata e simulata concorrenza, appariva sulle pagine di un noto quotidiano nazionale un bel po' di pubblicita' a favore di una di queste benefattrici del progresso umano. In pratica ben 15 pagine piene, sulle 47 totali del quotidiano, erano dedicate all'elogio del buon senso e della dialettica cellulare. Quale fulgido esempio di sublime pubblicita' progresso, che al di la' delle sterili polemiche sulla positivita' o negativita' dei confusi ritocchi di prezzo ribadisce una volta per tutte che la vera cosa che conta e' l'arte della comunicazione e in special modo quella dei persuasori, in definitiva poi, nemmeno tanto occulti. Chiarisce inoltre come, alla stregua degli schiavi a cui il buon Catone non riteneva utile dar da mangiare se ammalati, sia del tutto inutile sprecare tempo e denaro a comunicare, soprattutto per quelle categorie che non hanno nulla da dire, cioe' i poveri diavoli. Ma vediamo i contenuti degli splendidi inviti, veri e propri aforismi letterari, artistici e filosofici, in grado di certo di cambiare il mondo. Citiamoli con reverenza e ossequio da buon e acuto cronista conformista: "Se niente ti ha sorpreso durante il giorno, vuol dire che quel giorno non e' esistito", "Non c'e' niente di piu' stupido che rifiutare l'incredibile", "Non e' il pallone, la maglietta o il campo che fanno una squadra, sono le persone e la loro volonta' di raggiungere qualcosa insieme", "Crediamo che nella curiosita' risieda l'origine del nuovo", "Condividere le scoperte non e' solo generosita', e' soprattutto una dimostrazione di intelligenza", "Dalle piccole intuizioni nascono grandi idee", "Se dai il meglio di te e aggiungi il meglio degli altri, il risultato e' ottimo", "Non si puo' superare nessuno se ci si limita a seguire i suoi passi", "Dietro le grandi scoperte non ci sono grandi mezzi, ma grandi idee", "La vera sapienza sta nel cercare sempre quello che non sai", "Se chiedi puoi passare per ignorante una volta. Se non chiedi lo sarai per tutta la vita", "Il progresso nasce dall'idea che tutto quello che e' necessario e' anche possibile", "Il successo non e' fare quello che vuoi ma volere quello che fai", "Un mondo senza immaginazione e' come una farfalla senza ali", "Non aspettare che le cose succedano, fa tutto cio' che puoi affinche' accadano", "L'attitudine e' una piccola cosa che fa una grande differenza, "Se vuoi ottenere una cosa, basta davvero volerla", "A volte cio' che e' piu' interessante di una meta e' il cammino per arrivarci", "Ci interessa il futuro perche' e' li' che trascorreremo il resto della nostra vita". Naturalmente per raggiungere meglio il cuore e l'intelletto dei gentili utenti l'ineffabilita' delle poetiche parole e' unita a splendide ed innocenti immagini di bambini che giocano o di fanciulle che sognano. E' innegabile dunque che tale opera d'arte del linguaggio per profondita' di senso e rigore di pensiero farebbe impallidire i maggiori filosofi della storia da Aristotele a Bacone, da Wittgenstein a Ayer, da Saussure a Dewey per dimostrare una volta per tutte che il grande padre potenziato del vecchio Freud non e' che un grande fratello alla Orwell che ha inventato uno splendido ed impareggiabile Newspeak. Per fortuna e' fin troppo facile capire che essendo in queste geniali mani, nulla piu' ci potra' mai spaventare e il futuro non potra' essere che roseo, sfavillante, digitale e massimamente comunicativo.
La morale che ne ricaviamo e'anche che da tempo i politici e i loro sicofanti benche' non contino piu' poi molto, come diceva appunto il nostro caro amico Mills e il suo seguace Chomsky, continuano a mangiare parecchio e a criticare ancora di piu', questo in definitiva ci rincuora non poco, perche' ci fa capire una volta di piu' che cio' che conta non sono gli scrittori, i poeti, gli artisti, e i surrealisti ma sono i grandi comunicatori, quelli che hanno nomi che ci ricordano gli schiavi e a cui e' dedicato il concetto finale del mio umile testo. Sappiamo inoltre finalmente che il buon cuore delle multinazionali lottera' sempre per renderci la vita piu' facile ed entusiasmante.
Cosi' facciamo un serio esame di coscienza e consapevoli di non essere in grado di dare buoni consigli quando c'e' in giro troppa gente che da il cattivo esempio ed estraiamo tra le oltre trentamila citazioni raccolte ed elaborate contro la stupidità di chi continua a voler insensatamente criticare il potere, una sola breve e pacifica parola che bisognerebbe sempre tenere bene in mente onde riuscire alla fine a salvarci, una parola che esprime magnificamente l'alto concetto etico e finantropico dell'evoluzione, vale a dire con Cioran il termine "sterminio".
Cosi' alla fine, mentre nelle borse di tutto il mondo le azioni salgono e scendono e nelle strade delle maggiori metropoli occidentali come nei paesi piu' arretrati dei vari mondi si continua a morire, viene confermata la famosa teoria economica messa a punto da Rockefeller, il quale sosteneva appunto che i migliori affari si fanno proprio quando il sangue scorre per le strade e i filosofi che non sanno niente di tecnica, come i vecchi romantici del secolo scorso, continuano a parlare male proprio della tecnica avendo per di piu' come estrema menomazione quella di non chiamarsi nemmeno Heidegger. Indice Pagina   Indice Forum


GUERRA E STUPIDITA'

"Avere senso storico significa essere consapevole non solo che il passato e' passato, ma che e' anche presente." T.S. Eliot

Partendo dal presupposto che la guerra come diceva Eraclito e' la madre di tutte le cose e quindi anche ovviamente della stupidita' dobbiamo pure ricordarci che in questa terra desolata piena di uomini vuoti, a volte, per dirla con Eliot, distruggere non significa altro che creare o per usare un'accezione forse piu' scientifica trasformare. In ogni caso alla fine chi vincera' sara' sempre il verme conquistatore, che gia' prima di Poe fece dire a Shakespeare: "La guerra uccide piu' cornuti di quanto non la pace generi uomini"; dunque e'forse anche per questo che l'India ha messo a punto un nuovo missile nucleare dalla gittata di 2000 km, e Francia, Germania, Svezia e Italia, per non parlare degli Usa, stanno investendo 50.000 miliardi in armamenti. Fatta questa breve premessa e considerato anche il fatto che la scienza non sa ancora spiegarsi cosa siano la materia, la massa, l'energia e le varie cariche e che dunque appare ancora una volta sempre piu' ridicolo che degli ingenui filosofi si mettano a legiferare sulla tecnica, la razionalita' e l'irrazionalita', bisogna chiarire che il tutto combacia perfettamente con la logica della cultura dominante, della falsita', dell'indottrinamento, della pigrizia intellettuale e del facile guadagno. Cosi' mentre nel vano tentativo di durare oltre il tempo si ammassano fesserie su fesserie nella vana illusione di sopravvivere persino alla propria banalita' e con il fantastico aiuto dei mass media i soliti sicofanti del potere si arricchiscono parlando a vanvera delle disgrazie altrui c'e' da dire che almeno il destino ci fa venir meno dei solidi personaggi anche in territori di pace, alla mancata approfondita conoscenza dei quali la sorte per fortuna ci ha fatto frequentare delle sobrie puttane che una volta di piu' ci hanno rincuorato confermandoci che la nostra magnanima facolta' di fare peneficenza e' ancora intatta.
Alla fine dunque la sana moralita' per volere divino trionfera' e mentre tutte quella facce da culo che imperversano nelle varie "magic boxes" fanno persino snervare la molla dello slancio vitale di bergsoniana memoria, noi affranti per tutte quelle foto di bambini sbattute in prima pagina accanto alle pubblicita' degli imperi senza senso della caducita' ci rammarichiamo della nostra misera condizione e come al solito chiudiamo il nostro breve intervento con un'umile riflessione: "Di certo e' stato un peccato che quando gli Europei, futuro e glorioso popolo degli Stati Uniti, stavano sterminando gli Indiani d'America non ci fosse sul posto nemmeno una fottuta e sterile forza internazionale di pace, magari guidata da un discendente di quelle masse di schiavi che hanno costruito le nostre splendide e antiche civilta', a difendere quei poveri pellerossa, o a bombardare gli invasori, che per di piu' avevano come generosa alleata persino la stupidita' che, del resto si sa, come al solito si schiera sempre dalla parte del potere con più autorita'! Amen, since in God we Distrust! Anche perche' se le armi sono sempre piu' intelligenti e' anche pur vero che l'uomo, il quale ha ormai da tempo deciso di lasciarsi superare dalle macchine, e'ancora un bel po' ignorante, e lo dimostra il fatto che, nonostante l'ammonimento di quel re che ci aveva svelato di avere un esercito proprio perche' i suoi soldati non avevano un cervello, anche ai nostri giorni abbiamo sempre piu' gente affascinata dalle varie divise, oltre che, naturalmente, dal senso della patria, della giustizia, del comando, del business, della pulizia e delle azioni umanitarie. F.T.P.
A chi non fosse poi d'accordo con le mie osservazioni, o magari le trovasse un po' contorte dico subito che gia' Einstein tempo fa ci ha insegnato che tutto dipende dal punto di vista, ed io essendo un seguace di Derrida, e non solo, amo decostruire; e poi ci sarebbe ancora molto da dire sull'ermeneutica, sul teorema di Bruner, su Gorgia, sull'incomunicabilita', ecc. ecc., ma da buon pragmatico mi limitero' a constatare che anch'io come Bacon, Eliot e gli americani distruggo per costruire, solo che le mie armi non sono cosi' tecnologicamente avanzate, non costano 23 milioni al minuto come e' costata la guerra fino a questo momento, non finiscono nel lago di Garda come la bomba, per ora inerme, sganciata da un aereo Nato che stava rientrando alla base, non hanno convocato 33 mila riservisti come ha fatto Clinton, e potrei continuare, ma per ora visto che la mia produzione si limita ad un breve assaggio, e visto che al momento sono piu' impegnato a progettare che a fare altro, mi fermo qui. Nel salutarvi ricordo solo a tutti che noi italiani a parte l'epoca dell'impero romano in guerra abbiamo sempre fatto ridere, naturalmente nello stesso tempo qualcuno ha anche pianto, ma del resto il riso e il pianto come sosteneva Baudelaire non sono che due facce della stessa medaglia, forse proprio come la guerra e la pace. E' superfluo aggiungere quale sia la medaglia in questione. Business is business! Comunque sono in ogni caso contento che qualcuno mi critichi, infatti un mio aforisma recita appunto: "Che la critica mi critichi, e non la critichero'." Ciao, ciao.  Indice Pagina   Indice Forum


 

5) LE BOMBE DELLA STUPIDITA'

"Certamente la follia di Hitler era figlia della stupidita', ma in ogni caso e' tuttora fortemente imparentata con la nostra stanca e assurda umanita'. Siamo sempre un po' tutti colpevoli, anche perche' il nostro universo e' di certo stupefacente e quindi noi siamo per forza di cose anche un po' drogati, e non sempre sappiamo quello che facciamo. Alla fine comunque Dio ci perdonera', anche perche' in fondo, come diceva Heine, questo e' il suo mestiere!" Carl William Brown

Intendiamoci bene, voglio chiarire una volta per sempre, diradando tutti gli equivoci, che io sono un pacifista convinto, anche se sono tuttavia consapevole che per rimanere in pace a volte si deve necessariamente eliminare chi rompe le palle. Detto questo e' anche pur vero che a me della guerra non interessa piu' di tanto visto che so, per aver letto molto bene Voltarie, che la storia dell'umanita' non e' altro che un tragico susseguirsi di sciagure, guerre, stermini, ed atrocita', coronate sempre e dovunque dall'autorita' della stupidita'. Per cui il mio vero oggetto di studio e di critica, anche feroce e talvolta ermetica, e' il potere, e quindi anche e soprattutto il potere della tecnologia al servizio dello sterminio e della prepotenza economica. E' poi chiaro che essendo un letterato e non un cronista cerco di dare ai miei interventi una certa devianza, proprio per suscitare, a seconda di chi mi legga, sdegno, ilarita', provocazione, rabbia, riflessione o compiacimento, cogliendo al tempo stesso l'occasione per lanciare spietate frecciate a chi si ostina a voler sempre aver ragione, a voler sempre aver il privilegio di essere ospitato in televisione, sui grandi giornali o tra i numerosi titoli delle grandi case editrici, senza magari averne in fin dei conti tutti i meriti.
Cosi' pur non potendo lanciare bombe a volte mi diverto anche al pensiero che alcune di queste siano persino cadute sulla sede della televisione serba, sede come ogni tw che si rispetti di abili e ben retribuiti sicofanti e servi del potere. E questo anche per un ateo e' di certo un bene, infatti come mi ha insegnato S. Agostino, non e' sempre un male che non ci sia ovunque il bene, in quanto talvolta e' proprio un bene che da qualche parte ci sia il male. C'e' poi ancora da aggiungere che noi viviamo nel migliore dei mondi possibile anche se permangono ancora difficolta' di reciproca comprensione soprattutto perche' vi sono ancora alcuni fervidi credenti e vari filosofi teoreteci che non riescono a capire molto bene la logica di un certo linguaggio, soprattutto quella del linguaggio logico e quella del linguaggio altamente figurato. Facciamo dunque un esempio a questo proposito: dopo lo scoppio della bomba atomica su Hiroshima il numero dei protoni, degli elettroni, e dei neutroni e' rimasto invariato e si sono volatilizzati solo tre grammi di massa, in compenso sono morte quasi 200.000 persone. A questo punto l'artista potrebbe coniare questo aforisma: "La materia di sicuro non puo' banalmente essere definita -umana-, e noi fino a prova contraria siamo fatti di -materia-."
Il ruolo della letteratura dunque, del tutto simile a quello della filosofia, dell'arte o di altre scienze dovrebbe essere quello di migliorare il mondo, ma la cosa non sembra essere cosi' agevole. Infatti il potere tende a prevaricare le esigenze degli esseri umani, e fingendosi generoso non fa altro che autopotenziarsi per instaurare il suo dominio e la sua autorita'. In questo gli americani, eredi degli inglesi, sono bravissimi.
A questo punto l'artista dopo aver visto che in questa guerra sono stati bombardati ospedali, universita', scuole, ambasciate, treni, autubus, profughi, mercati, e persino la citta' di Nis, il luogo con la concentrazione piu' alta di antagonisti al governo di Milosevic, si convince che i morti innocenti della Jugoslavia appaiono come simboli dell'arroganza prepotente e della codardia e stupidita' di una strategia che non sa cosa vuole ne' sa come raggiungerla, per dirla appunto con Mario Vargas Llosa, e che guarda caso e' appunto la strategia degli Stati Uniti, i quali come al solito si candidano, nonostante la loro stupidita', al governo e alla tutela del mondo, il loro mondo, naturalmente. Ma nonostante tutto questo e nonostante la guerra abbia avuto spesso una funzione, dal punto di vista evolutivo: assicurandosi risorse, marcando un territorio, mantendendo la propria identita' di gruppo, come dice Eibl-Eibesfeldt, l'allievo del grande Konrad Lorenz, non si capisce ancora bene quale siano i loro veri intenti. Infatti se proprio fosse stato loro a cuore la sorte dei profughi, sarebbero intervenuti anche con truppe terrestri, e con aiuti economici, visto che in quei paesi un lavoratore guadagna in media ventimilalire al mese, e avrebbero evitato di uccidere civili innocenti, in questo modo almeno anche i soldati si sarebbero guadagnati il loro stipendio, ma questo non rientra negli obiettivi, perche' i professionisti della guerra non devono morire, ma devono invece morire i civili, la gente comune, gli impotenti, i militari servono ai regimi, non possono essere sacrificati. A questo punto l'artista potrebbe coniare un altro aforisma, per esempio questo: "Anno 1999. Aggressione della Nato Americana in Serbia. Finalmente dopo tante terribili, tragiche e drammatiche notizie un episodio veramente allegro, gioioso ed umoristico: elicottero apache precipita in fiamme durante un addestramento notturno, muoiono i due piloti. Dulce et decorum est pro patria morere!"
Concludendo voglio solo aggiungere che io sono contrario sia alla pulizia etinica, sia ai raid americani, come del resto lo sono anche Harold Pinter, Noam Chomsky, Margherita Hack, Alberto Asor Rosa, Rita Levi Montalcini, Luis Sepulveda, Eugenuio Garin e molti altri, tanto per citarne alcuni, e sono inoltre fermamente convinto che la ragione strategica di questa guerra sia la stupidita', oltre che la necessita' americana di un rilancio della propria industria bellica anche attraverso un forte smaltimento degli arsenali militari, forse prossimi alla scadenza. Anche perche' la storia dell'intervento umanitario per chi ha fatto la guerra in Vietnam, non ha mosso un dito per lo sterminio del popolo curdo e ha sempre sostenuto le dittature in Sudamerica non mi sembra poi cosi' credibile e piu' che una giustificazione etica mi sembra una vera e propria barzelletta. Per quanto riguarda poi l'Europa in fase di unificazione, che gia' aveva rischiato di farsi unire definitivamente da Hitler, possiamo dire che e' del tutto consapevole che i potenti devono essere assecondati e forse pensa che il vecchio piano di Hitler sia ancora di una certa attualita', vale a dire prima sterminare gli Ebrei, poi gli zingari e infine i neri, e visto che lo zio l'ha iniziato ma evidentemente non puo' piu' portarlo a termine, ha pensato bene di lasciare l'iniziativa agli americani, che in genere se ne intendono sia di slavi, sia anche di neri, visto che sono stati uno dei paesi che piu' di tutti ha sfruttato a piene mani lo schiavismo. Al limite poi bastera' solo qualche piccolo ulteriore perfezionamento, vale a dire applicare la stessa politica ai cinesi, agli arabi, agli asiatici e rimanere cosi' gli unici dominatori legali, umani e certificati di questo pazzo pianeta. Suvvia dunque, ora smettiamola di parlare di guerra e lasciamoli lavorare in pace, cosicche' la loro economia e la loro borsa possa espandersi sempre di piu' e tutti gli altri abitanti del globo possano capire una volta per tutte chi ha ragione! In God we Trust!  Indice Pagina  Indice Forum


RIFLESSIONI   VARIE

Temi di riflessione di Adriano Autino proposti a tutti i co-planetari del nostro bizzarro mondo:
E' POSSIBILE UN PASSO OLTRE LA GUERRA DI STERMINIO? La guerra nel Kosovo richiede ai neo-umanisti una riflessione attenta ed uno sforzo di creativita' futurista: - In questa occasione, come gia' nel caso dell'Irak, la guerra si e' dimostrata uno strumento inefficace, incapace di punire i colpevoli, ma capacissimo di sterminare e/o rovinare centinaia di migliaia di innocenti - I miliardi di dollari usati per distruggere avrebbero potuto essere usati per aiutare, educare, formare - Mai come in questa occasione lo slogan "NO ALLA GUERRA" ha mostrato tutta la sua inconsistenza ed insufficienza - I conflitti esistono, i despoti, gli sfruttatori, i mafiosi esistono; l'esigenza di aiutare popolazioni oppresse a liberarsi della loro oppressione esiste - Il problema non e' abolire la guerra, bensi' che cosa cominciare a fare, invece della guerra per risolvere i conflitti, in un'ottica di maggior attenzione ai diritti umani delle persone? - Anche una sola vita di innocente soppressa rappresenta il fallimento di qualsiasi operazione di intento "umanitario" - Anche i militari di leva sono persone: sono ragazzi di vent'anni, sono figli nostri. I 10.000 soldati morti in Kosovo ed in Serbia vengono commentati con un cinismo niente affatto umanitario. - Intanto le armi di Milosevich sono intatte, e Milosevich adesso se la tira da capo di stato negoziatore della pace... - Anni fa si era parlato di un filone di ricerca: le armi anti-armi, strumenti capaci di neutralizzare le armi, immobilizzare un esercito senza uccidere ne' far male a nessuno. Una simile tecnologia sarebbe uno strumento formidabile di lotta contro qualsiasi tirannia, mafia, pulizia etnica...
ECONOMIA = GESTIONE DI RISORSE SCARSE. - L'apertura della frontiera spaziale significherebbe quindi la fine dell'economia. - Infatti al concetto di risorse scarse si sostituirebbe il concetto di risorse infinite. - Tuttavia sembra che questa visione sia oggi condivisa da un numero molto esiguo di persone. - La recente campagna per le Elezioni europee, centrata esclusivamente sulle persone, ha completamente snobbato il tema della Frontiera Spaziale. Dimostrazione che il personale politico non e' all'altezza dei compiti.
SINISTRA E DESTRA ERANO ESPRESSIONE DELLA DIVISIONE DELLA SOCIETA' IN CLASSI...
- La Rivoluzione Elettronica ha fatto, per l'emancipazione delle persone, molto piu' di tutte le rivoluzioni socialiste messe insieme - La classe operaia e' pressoche' dissolta - Molti tecnici sono diventati piccoli imprenditori, compiendo un salto formidabile di emancipazione sociale - Gli operai restanti lavorano per commesse ed obiettivi - La dialettica tra destra e sinistra e' obsoleta e non piu' propulsiva - Sarebbe giunto il tempo di guardare in alto, ben oltre le nuvole....
LA DISOCCUPAZIONE E' DAVVERO IL PROBLEMA PIU' PRESSANTE? - Il modo di produzione ripetitivo ed alienante e' finito insieme al taylorismo - Lavoro per vivere ed hobby sono sempre piu' compenetrati - La creativita' individuale entra massicciamente nelle attivita' umane a tutti i livelli - Il concetto stesso di orario di lavoro e' sempre piu' obsoleto - Dotare milioni di micro-imprese dell'informazione necessaria e di strumenti per accedere piu' facilmente al mercato e' il vero problema urgente
LO STATO DEVE AUTO-ESTINGUERSI IN QUANTO TEMPO?
- Meno Stato esattore e piu' Stato coordinatore, marketing manager delle competenze di milioni di micro-imprese - Abolire i Ministeri, in favore di Imprese Etiche, produttrici di prodotti indispensabili ma sinora non commerciabili - Abolire le Tasse generiche ed opache, in favore di tasse tematiche, ampliando ed estendendo l'istituto dell'8 per mille
I TERRESTRI DEL COSIDDETTO TERZO MONDO SONO UN PESO O UN'OPPORTUNITA'? - La politica della chiusura delle frontiere e' cinica e spietata. In un pianeta globalizzato gli emarginati non potranno emanciparsi senza aiuto. - La politica assistenzialista e' lesiva della dignita' di essere umani perfettamente capaci di imparare e di negoziare - Una seria politica di formazione e' l'unica che permette la crescita dei fuori-mercato ed il loro ingresso nel mercato - La nascita di nuovi mercati significa nuova ricchezza per tutti, in un'ottica di mondo aperto
LA GLOBALIZZAZIONE FA CARTA STRACCIA DELLE COSTITUZIONI NAZIONALI
- E' necessaria una costituzione terrestre (magari evoluta dalla carta dei diritti umani dell'ONU)? - Chi dovrebbe poi incaricarsi di farla applicare? - Dovrebbe applicarsi solo ai paesi che vi aderissero? Questo significherebbe pero' lasciare mano libera a comportamenti anti-umani nei paesi non aderenti? - L'apertura della frontiera spaziale suggerirebbe la creazione di una Costituzione Umana, applicabile ovunque vi siano rapporti umani... Adriano Autino Presidente di Tecnologie di Frontiera e Co-Founder di Greater Earth Initiative. Alle seguenti riflessioni faccio seguire la risposta che Luigi Granetto, curatore del Forum di Gnomiz, scrittore ed artista, ha voluto aggiungere come postilla all'intervento di Autino e che a mio parere mettono anch'esse in risalto le difficoltà che si possono trovare quando ci si muove appunto in un territorio stupefacente qual è il nostro strano pianeta: Caro Autino, le tue considerazioni sono come sempre troppo intelligenti e questo è il loro peggiore difetto. Tutto ciò che proponi non tiene conto della lentezza con la quale i terrestri riescono a differenziarsi. Le ultime elezioni dimostrano alcuni fatti che mi sembrano indicare una certa difficoltà degli europei ad elaborare qualche idea innovativa. Se da una parte il positivo ritorno allo spirito del liberalismo mi fa sperare in una progressiva decadenza delle nefaste romanticherie tardo socialiste, dall'altra mi sembra che questa decadenza potrebbe trascinarci tutti in quel conservatorismo suicida che tu tanto temi. I miei "polpastrelli" ti suggeriscono di arricchire le tue "considerazioni" con un po' di stupidità, dotarle insomma di un loro peso specifico che tenga conto di alcuni fenomeni: realtà, interessi, resistenza socio-antropologica, capacità dell'occidente di progredire nell'ignoranza. Indice Pagina  Indice Forum


DILBERT IL RIVOLUZIONARIO Contro i soprusi del manager

"I lavoratori meno efficienti vengono sistematicamente trasferiti nelle posizioni dove possono fare meno danni: diventano dirigenti!". Dirompente, eversivo, rivoluzionario: è il Primo Principio di Dilbert e - con tutta la casistica multinazionale che si porta dietro - sta infettando i sistemi immunitari di aziende grandi e piccole, dagli Stati Uniti al Giappone.
    E sì, ora che Marx è assai appannato, che Castro aspettando il papa va a cena con Agnelli, l'unica vera resistenza al liberismo che globalizza il mondo, è affidata a lui, un cartoon, a quest'ominopatata dalla testa cilindrica e la cravatta regimental, partorito così nell'89, per riderci su con amici e colleghi, da Scott Adams, ingegnere elettronico in cattività alla Pacific Bell, l'industriona statunitense di comunicazione che lo costringeva a fare "lo pseudoingegnere rinchiuso in un bugigattolo". Dilbert uscì dalla clandestinità solo nel'95, quando il suo creatore capi che non ce la faceva proprio più a sopportare quell'atmosfera e le sue regole: ne scappò a gambe levate e si mise in proprio. Lui & Dilbert.
    Bella scommessa ...Vinta! Ora, da un suo personale e frequentatissimo sito Internet (www.unitedmedia.com) con tanto di email (scottadams@aol.com), da 1100 giornali di buon livello (dal Washington Post al Los Angeles Time a Libération, fino a Linus in Italia), e da un libro che all'estero ha già venduto due milioni di copie e che da noi sta uscendo per Garzanti (Il principio di Dilbert, pagg. 322, lire 28.000), Dilbert spara fumetti e comandamenti, per vendicare tutti coloro che proprio dall'Internazionale del New Capoufficio, sono frustrati, sviliti, accantonati....
Alla berlina c'è un identikit ben preciso: il Capo,ma quello ottuso, vigliacchetto, tutto cifre e poca testa. Quello che da solo - riesce a cretinizzare interi settori di lavoro, a far perdere occasioni d'oro alla sua azienda, sempre sicuro che, tanto, la colpa scivolerà su qualcun altro e che - insieme agli altri quadri - aderisce ciecamente al secondo principio di Dilbert, un pentalogo semplice semplice che comincia così: "Credete che tutto quello che non capite sia facile da fare?". Se si risponde si, si è pronti per la scalata al ruolo di capo. C'è da dire che nel credo di Adams - e di conseguenza nel comportamento del suo Dilbert - si parte dalla certezza che siamo tutti idioti ("Se si mettono insieme tutte le assurde attività del management, le idiozie si annullano a vicenda, producendo così tutti quei bei prodotti che desiderate comprare") ma che alcuni, promossi ai vertici, combinano molti più danni di altri: " Non è il mondo aziendale a farci tirar fuori tutta la nostra idiozia, ma è il luogo dove la stupidità si nota di più".
    Che, comunque, la banda Dilbert stia colpendo nel segno non ci sono dubbi. Per il recensore del Wall StreetJournal è il miglior libro di management mai letto, eTime va anche più in là: "Ogni grande calamità ha i suoi cantori. Per la guerra di Troia, c'era Omero. Per la crisi del mondo aziendale ci sarà, ormai, Scott Adams". Il merito non è solo di Adams, che smaltisce così quei suoi 17 anni neri alla Pacific Bell, sotto il tacco di cretini, ma graduati. Ad affilare le armi del quarantenne fumettaro, infatti, ci pensano seguaci di tutto il mondo che sempre attraverso e-mail gli fanno arrivare in rete, soffiate fresche di giornata (300 al giorno, la media) sulle scemenze appena sfornate in giro per uffici. Ci pensa, poi, Adams a selezionare, mantecare, fondere e riambientare soffiate e veleni contro i manager del mondo, in quell'unico ufficio fatto di tre quattro vignette a striscia, dove Dilbert soffre, complotta e, talvolta, contrattacca.
Alcune situazioni sono veri paradossi, mapurtroppo credibilissimi: "Un'azienda aveva deciso che, invece di aumenti, a fine anno avrebbe assegnato gratifiche se fossero stati realizzati almeno cinque obiettivi sui sette da essa indicati. A fine anno gli impiegati vennero informati che solo quattro degli obiettivi erano stati raggiunti. Perciò niente gratifiche! Uno degli obiettivi falliti era: Tenere alto il morale degli impiegati."
Da questo rapporto costante tra Scott Adams, la sua Banda Dilbert e i 150.000 internauti che ne sono diventati seguaci, non è scaturito solo un campionario sterminato di follie d'azienda (che ha fatto definire Adams un sociologo della derisione), ma anche un reliquiario per seguaci ricco di gadget in plastica o peluches, e persino, una dettagliata iconologia che stupisce in un personaggio - seppur rivoluzionario - nato da poco. Quindi la sua regimental sempre svolazzante verso l'alto? "Una metafora sulla sua mancanza di controllo..." Il suo cubicolo da open space? Un modo per ricordare che, comunque, "L'impiegato è spesso meno importante del mobilio che lo circonda: voi potete essere licenziati, ma il vostro mobilio resta lì....."

"Non fate complimenti, vi chiederanno soldi"

UNA BUONA PAROLA per tutti ...Gran navigatore nelle assurdità dell'azienda moderna e di tutte le sue trappole, Scott Adams e il suo Dilbert si divertono nel libro a segnalare cautele e furbizie di sopravvivenza. Eccone alcune.
All'impiegato tipo, rampante: "Non fate l'errore di criticare apertamente i colleghi....L'unica critica costruttiva è quella fatta dietro alle spalle della gente".
Al manager che teme il top management: "Quando siete costretti a difendere il vostro budget, ci sono due tecniche da tenere a mente: 1) mentire e 2) mentire. Sul fatto di mentire, potreste provare qualche disagio morale. È una sensazione che sparirà per sempre la prima volta che direte la verità, scoprendo così che il vostro budget è stato spazzolato...."
All'ufficio gestione Opens Space; "L'unico inconveniente di un ufficio sistemato a cubicoli è che alcuni impiegati sviluppano in quel loro microscopico possedimento un sentimento casalingo…Ma questo rischio può essere eliminato grazie ad un nuovo concetto, quello di lavoro. Si tratta di un sistema in cui i cubicoli vengono assegnati ogni mattina agli impiegati, nell'ordine in cui si presentano".
Ai capi in genere: non fate complimenti ai sottoposti! Difatti: "L'apprezzamento genera autostima e l'autostima genera irragionevoli richieste di denaro". Indice Pagina   Indice Forum


From The Dunciad

O Muse! relate (for you can tell alone,
Wits have short memories, and dunces none)
relate, who first, who last resigned to rest;
Whose heads she partly, whose completely blessed;
What charms could faction, what ambition lull,
The venal quiet, and entrance the dull;
Till drowned was sense, and shame, and right, and wrong
O sing, and hush the nations with thy song!

In vain, in vain - the all-composing hour
Resistless falls: the Muse obeys the power.
She comes! she comes! The sable throne behold
Of Night primeval, and of Chaos old!
Before her, Fancy's gilded clouds decay,
And all its varying rainbows die away.
Wit shoots in vain its momentary fires,
The meteor drops, and in a flash expires.
As one by one, at dread Medea's strain,
The sickening stars fade off the ethereal plain;
As Argus' eyes by Hermes' wand opprest,
Closed one by one to everlasting rest;
Thus at her felt approach, and secret might,
Art after Art goes out, and all is night.
See skulking Truth to her old cavern fled,
Mountains of casuistry heaped o'er her head!
Philosophy, that leaned on Heaven before,
Shrinks to her second cause, and is no more.
Physic of Metaphysic begs defence,
And Metaphysic calls for aid on Sense!
See Mystery to Mathematics fly!
In vain! They gaze, turn giddy, rave, and die.
Religion blushing veils her sacred fires,
And unawares Morality expires.
Nor public flame, nor private, dares to shine;
Nor human spark is left, nor glimpse divine!
Lo! thy dread empire, CHAOS! is restored;
Light dies before thy uncreating word:
Thy hand, great anarch! lets the curtain fall;
And universal darkness buries all.

1741 Alexander Pope From The Dunciad


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