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Un' opera non è di un
autore e neppure la vita lo è.
Carmelo Bene
Avviso ai gentili internauti e
amanti dell'arte che si trovassero per caso a passare di qua. Nel sito
artistico del Daimon Club, ovvero il Daimon Art erano contenute 19
fotografie di opere di Dalì, Duchamp e Magritte, per far capire al pubblico
che la nostra associazione no-profit, che annovera membri che da anni
lavorano gratuitamente per la promozione dell'arte e della cultura, ha
chiaramente una certa ispirazione surrealista. Nel luglio del 2007 il suo presidente ha
patteggiato con la Siae una cifra di 2000 euro più iva per pagare i
corrispettivi diritti d'autore agli eredi di questi artisti, perché fino a
dopo 70 anni dalla morte vige ancora questa tutela e la legge in Italia non
consente per il momento scappatoie, anche se
le cose presto si auspica dovrebbero
cambiare. A fronte di questo increscioso incidente che mina sotto vari
punti di vista il diritto alla divulgazione e alla fruizione della cultura,
Carl William Brown si è trovato costretto a dover sostituire il famoso
orinatoio di Marcel Duchamp con i ben più miseri, ma di ottima qualità e
soprattutto moderni, sanitari del bagno di casa sua. In effetti non è
che il nostro picaro voglia competere con l'opera d'arte più rappresentativa
del XX secolo, secondo quanto ha espresso nel 2004 un folto gruppo di
personalità influenti nel mondo dell'arte britannico, chiamato appunto a
giudicare una serie di realizzazioni di artisti famosi dalla società
Gordon's di Londra, ma in ogni caso per dare sempre quel tocco di surrealità
alle pagine del suo sito e non dover al contempo sborsare ingenti somme di
denaro penso che il suo bidet e il suo water vadano più che bene!
In ogni caso mi sentirei di aggiungere che le cose gestite in questo modo
non possono far altro che condurre alla morte della nostra creatività e al
funerale dell'arte, allestimento e
teoria del resto già ben evidenziati dal noto artista Andros in più di
un'occasione.
Tuttavia in un secondo momento, il giovane vecchio
Carl William Brown, resosi conto che i suoi sanitari non potevano competere
con la sublime opera del maestro Duchamp, si è prodigato per cercare, e alla
fine lo ha trovato, proprio a Villa Mazzotti, sede della rassegna della
microeditoria italiana,
un orinatoio a dir poco imperiale,
per poter appunto far bella figura nei confronti del grande surrealista suo
maestro e predecessore, e perché no, anche nei confronti della nostra cara,
vecchia, e anacronistica Siae. (Ecco
perché sfogliando la Fotogallery della manifestazione troverete
anche lui, anzi sarete in grado di veder ben tre foto di questa
incomparabile opera d'arte, ovvero il fatidico orinatoio imperiale, ormai
assurto a simbolo di lotta e adottato dalla nostra organizzazione il Daimon
Club International.)
N.B. Per tutti
coloro che comunque volessero visionare l'opera in porcellana bianca che
l'artista francese presentò nel 1917 in una galleria di New York, con il
nome d'arte «La fontana», si tiene a precisare che essa attualmente è
esposta al Centre Pompidu di Parigi. Viceversa per tutte le altre immagini
potete cercarle su
Google Images e
anche vederle senza problemi (a dispetto del diritto d'autore e della Siae), perché negli Stati
Uniti e anche in altri paesi, grazie al Fair Use, non ci sono diritti da
pagare e questo consente alle loro pagine web di attirare visitatori e
quindi diffondere la loro pubblicità, noi invece in Italia, patria appunto
delle belle arti, preferiamo, grazie anche all'ottusità di tanti burocrati e
di tante leggi, promuovere il
pattume della Campania o l'ignoranza dei
nostri amministratori pubblici e privati, ma questo ovviamente è un altro
discorso, e con la gestione dell'arte e dei suoi diritti non ha nulla a che
vedere o forse sì? |