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CONTRO LA CENSURA, LA STUPIDITA’ E L’IGNORANZA

Cari naviganti, lettori, artisti, giornalisti, scrittori, poeti, docenti, studenti, bloggers, legislatori, giudici, politici, avvocati, medici, ricercatori, uomini di cultura e di varia umanità: su alcune pagine del sito amatoriale denominato Daimon Art creato da Carl William Brown, erano presenti 8 piccole fotografie, a bassa risoluzione, con colori modificati e quindi non simili agli originali, di opere di Magritte prelevate negli scorsi anni dalla grande rete, il tutto a scopo divulgativo, culturale, informativo, artistico, senza scopo di lucro alcuno e senza fini commerciali. In altre pagine del sito erano anche presenti 3 piccole fotografie a bassa risoluzione, e quindi inutilizzabili per la stampa e per qualsiasi riproduzione decente, di opere di Dalí e 3 di Duchamp. Queste fotografie sono state rimosse perché il curatore del sito ha ricevuto dalla sezione O.L.A.F., Ufficio Arti Figurative della S.I.A.E. di Roma una raccomandata dove si pretende il pagamento dei diritti per l'utilizzazione di queste immagini nel periodo che va dal marzo 2002 al gennaio 2007 e lo diffida dall'utilizzo illecito di opere tutelate dalla S.I.A.E. Da sottolineare che la cifra che è stata richiesta ammonta a ben 3.627,60 euro.

Pertanto ora stiamo valutando la miglior strategia per affrontare questo increscioso episodio, seguendo tutte le vie possibili, sia legali, sia culturali. 

Carl William Brown and the Daimon Club


AGGIORNAMENTO VICENDA SIAE SETTEMBRE 2007

Avviso ai gentili internauti e amanti dell'arte che si trovassero per caso a passare di qua. Nel sito artistico del Daimon Club, ovvero il Daimon Art erano contenute 19 fotografie di opere di Dalì, Duchamp e Magritte, per far capire al pubblico che la nostra associazione no-profit, che annovera membri che da anni lavorano gratuitamente per la promozione dell'arte e della cultura, ha chiaramente una certa ispirazione surrealista. Nel luglio del 2007 il suo presidente ha patteggiato con la Siae una cifra di 2000 euro più iva per pagare i corrispettivi diritti d'autore agli eredi di questi artisti, perché fino a dopo 70 anni dalla morte vige ancora questa tutela e la legge in Italia non consente per il momento scappatoie, anche se le cose presto si auspica dovrebbero cambiare. A fronte di questo increscioso incidente che mina sotto vari punti di vista il diritto alla divulgazione e alla fruizione della cultura, Carl William Brown si è trovato costretto a dover sostituire il famoso orinatoio di Marcel Duchamp con i ben più miseri, ma di ottima qualità e soprattutto moderni, sanitari del bagno di casa sua.  In effetti non è che il nostro picaro voglia competere con l'opera d'arte più rappresentativa del XX secolo, secondo quanto ha espresso nel 2004 un folto gruppo di personalità influenti nel mondo dell'arte britannico, chiamato appunto a giudicare una serie di realizzazioni di artisti famosi dalla società Gordon's di Londra, ma in ogni caso per dare sempre quel tocco di surrealità alle pagine del suo sito e non dover al contempo sborsare ingenti somme di denaro penso che il suo bidet e il suo water vadano più che bene! In ogni caso mi sentirei di aggiungere che le cose gestite in questo modo non possono far altro che condurre alla morte della nostra creatività e al funerale dell'arte, allestimento e teoria del resto già  ben evidenziati dal noto artista Andros in più di un'occasione.

N.B. Per tutti coloro che comunque volessero visionare l'opera in porcellana bianca che l'artista francese presentò nel 1917 in una galleria di New York, con il nome d'arte «La fontana», si tiene a precisare che essa attualmente è esposta al Centre Pompidu di Parigi. Viceversa per tutte le altre immagini potete cercarle su Google Images e anche vederle senza problemi (a dispetto del diritto d'autore e della Siae), perché negli Stati Uniti e anche in altri paesi, grazie al Fair Use, non ci sono diritti da pagare e questo consente alle loro pagine web di attirare visitatori e quindi diffondere la loro pubblicità, noi invece in Italia, patria appunto delle belle arti, preferiamo, grazie anche all'ottusità di tanti burocrati e di tante leggi, promuovere il pattume della Campania o l'ignoranza dei nostri amministratori pubblici e privati, ma questo ovviamente è un altro discorso, e con la gestione dell'arte e dei suoi diritti non ha nulla a che vedere o forse sì?


Oggi, in Italia, il diritto d'autore è regolato in primo luogo da una serie di art. del codice civile e soprattutto dalla legge del 1941. Il testo di legge si compone di 206 articoli racchiusi in 8 titoli.


Contro_gli_abusi_siae_del_copyright.htm     Materiali contro l'abuso nel rivendicare i diritti d'autore (copyright) da parte della SIAE; petizione "NO COPYRIGHT" su formazione, insegnamento e cultura senza fini di lucro.  Casi vari, perizie tecniche, analisi della legge sul 22/4/1941 e successive, riflessioni giuridiche, culturali, filosofiche ed economiche per contrastare questa legge antiquata che mina gravemente il diritto alla diffusione libera del sapere, della cultura, della conoscenza e che al tempo stesso mira a lasciare i cittadini nell'ignoranza più totale e si accanisce contro quei poveri intellettuali che con grande fatica ed impegno cercano di divulgare e di diffondere una certa sensibilità artistica, letteraria e sociale, ovvero che cercano in pratica di migliorare la sensibilità etica ed estetica di tutta l'umanità del nostro pianeta. Inoltre la mancanza di una legislazione come il "Fair Use" statunitense e la rigidità del nostro sistema blocca la creatività e la crescita dei siti culturali italiani e quindi al tempo stesso inibisce la promozione del nostro territorio, del nostro genio, delle nostre imprese e allontana i navigatori stranieri e locali dalla nostra realtà, la qual cosa costituisce un danno per tutto il paese.  


http://www.antiarte.it/eugius/sentenza_anticopyright.htm


PETIZIONE "NO COPYRIGHT SU FORMAZIONE, INSEGNAMENTO E CULTURA SENZA FINI DI LUCRO"
SIAE E DIRITTI D'AUTORE


Alla luce delle recenti denunce dalla Siae a siti didattici e culturali non profit per l'utilizzo di immagini digitali di pittori protette dai diritti d'autore, con richiesta di ingenti somme pecuniarie, esprimiamo all'opinione pubblica le nostre preoccupazioni di educatori e formatori.
La Siae infatti, applicando "alla lettera" una legge le cui origini risalgono all'anteguerra (legge del 22/4/1941, n. 633 e successivamente adeguata con la legge 22 maggio 2004, n. 128) e non individuando alcuna differenza tra uso didattico-formativo-istituzionale e uso commerciale, pretende il pagamento di diritti d'autore su opere protette. In particolare essa sostiene che l'utilizzazione, anche parziale, di un'opera costituisce lesione del diritto morale dell'autore e che la riproduzione non autorizzata delle opere in questione lede gli esclusivi diritti patrimoniali che la legge riconosce agli stessi.

Ecco solo alcune delle innumerevoli conseguenze dirette che si verificano rispettando la norma:
1- qualsiasi sito scolastico o blog didattico che utilizza per puro scopo didattico file sonori, immagini protette, citazioni d'autore, rischia ingenti sanzioni e quindi la chiusura immediata
2- le rappresentazioni teatrali, i saggi di fine anno caratterizzati da sottofondi musicali alla presenza di pubblico o dei genitori sono insostenibili dal punto di vista economico
3- la realizzazione di cd rom didattici e la creazione di ipertesti sono estremamente costose
4- la libertà didattica e le specifiche competenze professionali degli insegnanti ne risultano condizionate

Questo comportamento limita fortemente la funzione formativa della Scuola e la libertà didattica degli insegnanti!

Chiediamo quindi al Ministero della Giustizia, al Ministero della Pubblica Istruzione, al Ministero dei Beni Culturali che la Scuola, nell'ambito della propria e specifica funzione educativa, formativa e didattica, sia esentata dal COPYRIGHT in situazioni non profit e che gli insegnanti vengano equiparati alle categorie che possono beneficiare gratuitamente di opere artistiche nel contesto professionale, senza fini di lucro. Chiediamo inoltre che le richieste vengano estese a produttori di cultura off /on line a livello gratuito e che operano nello spirito del Cooperative Learning, quali associazioni e community non profit.

La sottoscrizione è iniziata il 28 Gennaio 2007


FIRMA LA PETIZIONE >>      http://www.anitel.it/petizione/



SITI IN CUI TROVARE FOTOGRAFIE DI PABLO PICASSO

http://images.google.it/images?hl=it&q=picasso

http://www.libricom.it/picasso/

http://www.tigtail.org/

http://www.picasso.fr/

http://picasso.tamu.edu/picasso/

http://www.tamu.edu/mocl/

http://www.scultura-italiana.com/Scultori_estero/Picasso.htm

http://www.scultura-italiana.com/


Ricerca personalizzata

IN INTERNET LA STUPIDITA' PRETENDE I PROPRI DIRITTI D'AUTORE !!!!!!

Pretendere soldi sotto forma di pagamento per i diritti d'autore per l'utilizzo di fotografie di opere artistiche in siti didattici, culturali, scolastici, di privati e di associazioni no profit senza fini di lucro che operano nello spirito del "cooperative learning" non è morale, non è economico, non è intelligente, non è legale, ma è da stupidi e da ignoranti. Queste pagine internet infatti esaltano la creatività degli stessi autori, e di coloro che ne divulgano l'arte, e aiutano tutti i cittadini di buona volontà ad approfondire la propria conoscenza estetica e quindi etica del mondo in cui vivono, ed è inutile dire che questo processo oltre che ad essere didattico e pedagogico aiuta inevitabilmente ad incrementare la sensibilità degli esseri umani e quindi ne stimola il loro progresso e la loro evoluzione. In questa ottica  la legislazione americana prevede il "fair use", istituto prettamente statunitense che sancisce la possibilità di utilizzare le immagini protette da copyright senza autorizzazione del proprietario, questo però, a determinate condizioni, ossia, per finalità di promozione "del progresso della scienza e delle arti utili".

Impedire o richiedere il pagamento di esose somme di denaro per l'utilizzo senza scopi di lucro di immagini di vari quadri da parte della Siae impone quindi la nascita di un ampio dibattito sulla moralità e la validità giuridica di un tale comportamento e sulla necessità di interpretare al meglio la legge sui diritti d'autore, che mina gravemente il diritto alla diffusione libera del sapere, della cultura, della conoscenza e che al tempo stesso mira a lasciare i cittadini nell'ignoranza più totale e si accanisce contro quei poveri intellettuali che con grande fatica ed impegno cercano di divulgare e di diffondere una certa sensibilità artistica, letteraria e sociale, ovvero che cercano in pratica di migliorare la sensibilità etica ed estetica di tutta l'umanità del nostro pianeta. Ma questo accade solo in Italia dove la stupidità e la rigidità del nostro sistema bloccano la creatività e la crescita dei siti culturali e quindi al tempo stesso inibiscono la promozione del nostro territorio, del nostro genio, delle nostre imprese e allontanano i navigatori stranieri e locali dalla nostra realtà, la qual cosa costituisce un gravissimo danno per tutto il paese. Questa situazione richiede dunque non solo l'intervento immediato di tutti gli intellettuali di buona volontà che abbiano un minimo a cuore le sorti culturali, sociali, economiche e scientifiche del nostro paese, ma anche di tutti quei naviganti che di questo passo diventeranno sempre più succubi di una cultura straniera, non sempre amicale nei nostri confronti, e che vedranno di pari passo impoverirsi a grandi falcate le loro già misere finanze.

Su internet ormai si può trovare di tutto e soprattutto immagini di opere d'arte, fotografie, filmati, musica, ipertesti didattici, articoli, corsi, e via dicendo, il web sta in pratica trasformando molti principi culturali e la filosofia di fondo che ne sta alla base è quella rivoluzionaria della condivisione e della libera comunicazione di idee, di sentimenti, di pensieri, di testi, di immagini, di critiche e di proposte. I links e gli ipertesti, la multimedialità e la diffusione gratuita di tutto il sapere online, sono i concetti basilari di questa enorme innovazione tecnologica e culturale. Siamo entrati nell'epoca della rete e delle reti di reti. Tutto il mondo del business, delle istituzioni e dell'educazione deve ormai puntare su internet. L'innovazione più importante di questa rivoluzione è che la premessa per lo sviluppo ed il successo della grande rete non è più l'individualismo e l'egoismo, come nel mondo reale in cui viviamo, ma la condivisione di interessi e bisogni. La messa in comune di conoscenze, competenze e capacità. Solo così infatti la nostra umanità può crescere e risolvere i problemi spinosi che la assillano.

Ma in Italia come al solito il "digital divide" aumenta implacabilmente rispetto all’Europa. Aumenta insieme agli stipendi, al potere,  e alle risorse finanziarie dei manager di tantissime aziende pubbliche e private che ostacolano e limitano lo sviluppo del paese e la crescita armonica della nostra società. Negli Stati Uniti più del 50% delle famiglie ha la banda larga. La banda larga, non l’ADSL, in Italia invece ci sono zone dove non è coperto neppure il cellulare. Per non parlare poi dello stato della nostra ricerca, delle nostre scuole, di tanti nostri ospedali, delle nostre aziende, delle nostre città, sempre più caotiche e disorganizzate, della nostra burocrazia e della nostra giustizia, e in mezzo a tutta questa caotica imbecillità c'è anche chi si perde ancora a chiedere i diritti per qualche misera foto a bassa risoluzione di autori ormai morti da tempo. Inoltre il web significa libertà di espressione e se passa il concetto che gli unici a poter fare critica o cultura sono solo le "testate registrate" allora qualcuno mi spieghi cosa cavolo è stato inventato a fare il www,  Berners Lee non poteva dedicarsi a qualcosa di più utile? Poteva trovare un vaccino contro l'AIDS, studiare un po' i tumori, pensare a qualcosa contro le PM10, contro il surriscaldamento del pianeta o le catastrofi ambientali che ci travolgeranno.

Certo le cose non sono semplici, infatti in questo settore la concorrenza è spietata e tutti cercano di garantirsi il più alto numero di utenti, causando così in parecchi casi la soppressione di molte realtà. E così operando la Siae sta causando la morte dei nostri siti scolastici, culturali, didattici, artistici e divulgativi. Ma una cosa deve essere chiara, ormai è finita l'epoca in cui le grosse aziende riuscivano a controllare l'accesso alle informazioni, e oggigiorno sono proprio i consumatori, le loro associazioni e le grandi organizzazioni no-profit, non governative e anti-globalizzazione la migliore risorsa di informazione per il nostro mondo in fase di grande mutamento. Pensate che più di 23.000 scienziati nel mondo si sono impegnati a boicottare le riviste che non renderanno i propri articoli accessibili gratuitamente su internet entro sei mesi dalla pubblicazione. In pratica una vera e propria rivoluzione. Tutto il sapere deve essere messo in rete e deve essere fruibile da parte di tutti; solo così potremo migliorare la nostra umanità e diffondere il pluralismo e la vera ricerca globale. Questo ovviamente contrasta con gli interessi dei grossi editori che da soli riescono a controllare la pubblicazione di migliaia di riviste, si pensi per esempio al colosso anglo-olandese Reed Elsevier che gestisce con pochi altri un giro di affari di 10 miliardi di dollari all'anno. E' evidente che queste situazioni di monopolio devono alla lunga essere ridimensionate. Perciò se anche voi credete che in questo mondo tutti debbano aver voce in capitolo, unitevi a noi, e combattete con noi questa battaglia per la libertà di espressione creativa e per la crescita del nostro web didattico, artistico e culturale, infatti l'unione fa la forza e solo in questo modo le vostre idee, le vostre iniziative e le vostre aspirazioni potranno crescere e contribuire al miglioramento e alla piena realizzazione di tutta l'umanità.

Negli Stati Uniti già dalla fine dell'anno 2003 si stava costruendo una rete di connessioni tra tutte le università e i laboratori del paese, questa Internet Speciale chiamata e-science sarà in grado di collegare tutti i ricercatori mediante fibre ottiche alla velocità di 10 mega bits al secondo. Grazie a questo progetto, che si spera verrà poi allargato anche ad altre realtà, sarà possibile trasferire e condividere enormi quantità di dati e di ricerche, compreso la mappatura del genoma umano e sarà inoltre possibile lavorare con grande velocità e nello stesso tempo su modelli tridimensionali delle varie proteine. Purtroppo invece dobbiamo allo stesso tempo constatare che nel nostro paese oltre a non favorire lo sviluppo della ricerca, delle tecnologie e a non incentivare economicamente gli scienziati, si fa di tutto per bloccare e limitare anche la buona volontà degli insegnanti che fanno cultura in rete e che cercano di unire le due culture, umanistica e scientifica, al fine di aumentare la creatività di tutti. E così mentre gli altri paesi avanzano, da noi c'è un marciume stagnante che impedisce qualsiasi progresso e questo è dovuto anche alle nostre stupide e ataviche leggi e a chi le prende a pretesto per fare due soldi alle spalle del buon senso, della logica, della creatività e del progresso scientifico e culturale. Quindi senza far riferimento ai pietosi dati delle statistiche sull'utilizzo di Internet e della banda larga in Italia, dobbiamo rilevare che procedendo in questa direzione il nostro paese risulterà sempre più abitato da un popolo tecnologicamente, scientificamente, culturalmente e artisticamente analfabeta, stupido, violento, incolto, ignorante, insensibile, cafone, infelice, chiuso, introverso, e che alla fine non riuscirà più a rimanere al passo dei paesi più liberi e più civilizzati e sarà quindi sempre più costretto a vivere in un paese squallido, triste, cupo, misero, ingiusto, ridicolo  ed ignobile.

Carl William Brown 


I DIRITTI DELLA CULTURA E I ROVESCI DELLA SIAE

Il mondo della scuola sa bene che gli ipertesti didattici e culturali offrono un valore aggiunto alla rete. Con un ipertesto critico, motivato, offerto a titolo gratuito, non solo non si violano i diritti patrimoniali degli eredi ma al contrario li si incrementano. Più un dipinto viene commentato, esaminato da intellettuali ed esperti e più esso nei musei, nelle aste, nelle gallerie aumenta di valore. Dovrebbero essere i docenti a fruire di royalties da parte degli eredi degli artisti. Quanto paga un artista per essere presente in un catalogo, in una mostra, per avere una recensione da parte di un critico d'arte?

Con noi invece non paga nulla, anzi beneficia di pubblicità e sponsorizzazione praticamente a tempo illimitato in uno spazio illimitato per un pubblico illimitato. Perché dobbiamo essere noi a pagargli i diritti d'autore quando non glieli pagherebbe neppure un giornalista che usasse le stesse immagini? I nostri stessi ipertesti sono opere di ingegno creativo, eppure noi li mettiamo a disposizione di tutti. E in questo momento non siamo neppure protetti giuridicamente da chi volesse farne un uso commerciale senza chiedercene il permesso. Dunque perché questo accanimento contro degli operatori che si vogliono muovere semplicemente per il bene della cultura e della formazione libera e pubblica?

Ha forse piacere un artista essere presente solo in un sito commerciale di arte in cui accanto al suo dipinto vi è una didascalia di poche righe e l'icona del carrello? Vi sono alcuni che vorrebbero arrivare alla conclusione che nel nostro caso dovrebbe essere il Ministero della P.I. a pagare i diritti d'autore, magari in maniera forfettaria. Io invece sostengo che i docenti dovrebbero fruire gratuitamente di una sorta di bollino Siae, che li tuteli dalla pirateria o da un uso improprio o lucrativo dei loro materiali, e anche dalla eventualità di denunce da parte di terzi, ivi incluse le Siae di altri paesi.

Enrico Galavotti  www.homolaicus.com

 

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