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CONCORSO LETTERARIO

Il Concorso Letterario Parole di Carta Organizzazione: Metropoliski srl Edizione: Marsilio Editori Progetto: Thomas Maine Group Siamo lieti di comunicarVi la nostra iniziativa "Parole di Carta"; il progetto nasce con l’obiettivo di offrire una ulteriore possibilità di espressione a nuovi scrittori e dalla volontà di proporre iniziative letterarie con una veste innovativa. Certi che il progetto possa essere di interesse per Voi e per i Vostri lettori, Vi saremo grati voleste aiutarci a promuovere l’iniziativa attraverso il Vostro sito, con redazionale e/o link alla pagina web relativa al concorso. Gli autori possono iscrivere al concorso un proprio racconto breve (max. 4 cartelle), inviando il materiale relativo a: Metropoliski srl – Thomas Maine Group Via Piediluco, 9 00199 Roma Tel. 06 8417417 Fax 06 84086574 Le adesioni dovranno pervenire entro il 31 agosto 1999; la modalità di invio materiale consigliata è quella tramite posta raccomandata con ricevuta di ritorno. Saranno graditi invii anche via e-mail, ai quali seguiranno comunque risposte di conferma della ricezione del materiale. L’argomento del racconto è libero. I dieci migliori racconti pervenuti saranno pubblicarti in un volume/raccolta da Marsilio Editori. E’ assolutamente escluso qualsiasi esborso economico da parte degli scrittori, sia per l’iscrizione che per la pubblicazione. I racconti scelti saranno finalisti per la fase conclusiva del progetto, quando saranno presentati al pubblico accompagnati da scenografie multimediali. In questa serata evento verrà scelto da una giuria di esperti il racconto vincitore del concorso. Per qualsiasi ulteriore informazione: Metropoliski srl – Thomas Maine Group Via Piediluco, 9 00199 Roma Tel. 06 8417417 Fax 06 84086574 www.thomasmainegroup.org   Indice


RISORSE INFINITE

Da una breve ricerca fatta su vari dizionari etimologici, enciclopedie filosofiche et similia emerge quanto segue: 1. Molti dizionari traducono economia con termini che significano PARSIMONIA (latino), morigeratezza, risparmio 2. Contrari di economia, riportati da diszionari dei sinonimi e contrari, sono: sperpero, prodigalita'. 3. La parola ECO-NOMIA viene dal Greco OIKOS-NOMEA, che significa (Aristotele) amministrazione della casa (famiglia, averi, affari, schiavi+liberti+persone intorno alla famiglia), per i Latini si allarghera' ai CLIENTI. I Greci mettevano l'ECONOMIA a meta' strada tra l'ETICA (governo dell'Individuo) e la POLITICA (governo della Citta'). Interessante sarebbe anche un approfondimento dell'uso dell'ETICA nel periodo attuale, in cui si  pone molto l'accento sull'individuo, ma questo da' origine ad un altro filone di ricerca. 4. OIKOS, in senso piu' ampio significa anche Ambiente = Ambiente Naturale +Esseri Umani. Da qui anche ECO-LOGIA (termine inventato da un tedesco nella prima meta' del 1800), cioe' Discorso sull'Ambiente. 5. Nell'uso moderno le due parole hanno assunto significati diversi:  ECO-NOMIA = gestione delle risorse (scarse) e dei beni commerciabili (merci), ECO-LOGIA= studio dell'ambiente, inteso come insieme delle risorse  non commerciabili  che pero' sostengono la vita. Ma questo da' origine ad un altro filone di ricerca. 6. Il MedioEvo appare l'incubatore naturale dell'uso moderno del termine ECONOMIA. Nei villaggi e feudi isolati, assediati dai briganti (l'apoteosi del concetto di Mondo Chiuso), la GESTIONE DI RISORSE SCARSE deve aver preso antropologicamente il sopravvento definitivo, rispetto ad una concezione piu' classica (nel senso greco e romano) di amministrazione virtuosa (cioe' performante, magnanima ed utile a tutta la comunita'). 7. Sembra che l'umanita' non abbia mai avuto un concetto filosofico di GESTIONE DELL'ABBONDANZA, se non nel favolistico e nel mitologico (?, accettiamo volentieri, anzi auspichiamo, smentite supportate da prove) 8. Alcune riflessioni a latere: 8.1 Negli Antichi il concetto di RISORSE SCARSE attiene sia alle CAPACITA' che ai MEZZI (scarsita' di mezzi), moltissimo al POSSESSO DI RISORSE MATERIALI, da parte degli umani per trasformare in ricchezza le (allora) abbondanti risorse del pianeta. Ed anche alla CONOSCENZA, sia quantitativa che qualitativa, rispetto alle risorse stesse. 8.2 La fluidita' di mezzi e capitali, propria dell'era elettronica, rende l'ECONOMIA (termine usato qui in senso piu' generale, in mancanza per ora di termini piu' adatti) molto piu' dipendente dalle CAPACITA' e dall'INVENTIVA delle PERSONE (termine volutamente usato, al posto di INDIVIDUI, perche' il concetto di PERSONA e' piu' rapportato al sociale, ma si accettano termini piu' calzanti, anche in questo caso) che dal POSSESSO, persino di quei MEZZI DI PRODUZIONE che, nella Societa' Industriale, rivestivano tanta importanza. 9. Sembra che ci tocchi inventare un CONCETTO MORALE DELL'ABBONDANZA, vista  sinora come qualcosa di moralmente negativo, che invita le persone a 'dormire sugli allori', rilassarsi e sperperare. 10.Proprio qui sta il paradosso della nostra epoca: l'abbondanza e' a portata di mano (purche' si abbia la volonta' politica e l'onesta' necessarie per vederla), ma non e' raggiungibile senza il massimo grado di cultura, approccio analitico, applicazione tecnologica.  11. La stessa Tecnologia Elettronica, che rende possibile il regno dell'abbondanza, puo' altrettanto efficacemente nasconderne le strade di accesso. (La CONOSCENZA attraverso mezzi di comunicazione non puo' sostituire l'emozione generatrice di intuizione dell'esperienza umana  diretta, ma puo' pericolosamente darne l'illusione). 12. La parola che stiamo cercando dovrebbe avere, almeno, il seguente significato (antitetico rispetto ad economia): GESTIONE DI RISORSE INFINITE, O COMUNQUE GESTIONE DI RISORSE ABBONDANTI 13. Cerchiamo radici linguistiche, non solo greche, per esprimere in modo  ricco, circostanziato e positivo, il concetto di cui sopra. Tecnologie di Frontiera  Indice


LA SECONDA LINGUA

In attesa che  la seconda lingua diventi obbligatoria in tutte le scuole, evento che dovrebbe verificarsi a partire dal '99, già dall'anno scolastico '98-99 sarà reso facoltativo nelle scuole medie il suo insegnamento. E' pur vero che in alcune scuole già da alcuni anni è possibile effettuare lo studio della seconda lingua, ma grazie a questo progetto il numero degli istituti in cui ciò sarà possibile dovrebbe aumentare notevolmente.  Sono stati stanziati per l'impresa 33 miliardi ed il programma sarà articolato su tre anni e secondo un orario flessibile che prevede circa 240 ore totali di insegnamento. I gruppi di studenti dovrebbero essere circa di 15 persone. L'insegnamento sarà basato sui nuovi metodi didattici, vale a dire non più grammaticale-traduttivo, ma comunicativo e funzionale. Il numero dei corsi attivabili sarà di circa 5000 e gli alunni coinvolti saranno circa 83.000.  E' anche prevista la possibilità di studiare una lingua diversa da quelle europee, vale a dire si potrà studiare una lingua extracomunitaria, infatti tra un po' qui da noi ci saranno solo arabi, cinesi ed africani, perciò visto la lentezza atavica del nostro sistema scolastico e dei nostri pigri governanti è meglio prepararsi per tempo. Naturalmente non ci saranno nuove assunzioni per gli insegnanti, si impiegheranno quelli già esistenti o si assumeranno supplenti, che poi verranno regolarmente licenziati. Come avviene da diverso tempo infatti, i precari si assumono a scuole già iniziate e si licenziano alla fine dell'anno, così per i mesi estivi non costano e lo stato può risparmiare. E' il massimo della flessibilità, quasi peggio che nei lavori in nero dove regna il caporalato. Nel frattempo i promossi aumentano, in media sono il 2-3% in più rispetto agli altri anni, del resto ormai un diploma non si nega più a nessuno. Già per quello che serve. Ormai al giorno d'oggi infatti tanti muoiono di fame anche con la laurea.  Indice


LO STATO E I PRECARI

Ancora una volta il silenzio stampa ed il disinteresse sugli abusi e soprusi a danno dei precari dilaga in modo vergognoso. Non tutti sanno che i precari assunti a tempo determinato, licenziati quindi alla fine della scuola, e perciò senza stipendio per tre mesi all'anno, hanno lavorato in modo dignitoso superando distanze notevoli per recarsi da casa a scuola senza prendere una lira di risarcimento per i percorsi (cosa avviene nelle aziende private dove nei preventivi e nelle tariffe applicate si conteggia un tanto al kilometro) il più delle volte conducenti in località disagiate. Naturalmente queste sono notizie che non interessano nessuno, tanto meno la stampa. Al limite sui giornali qualche anno fa, prima che si eliminassero gli esami di settembre, andavano di moda un paio di lunghi articoli estivi contro le lezioni private. Nessuno mai dice invece che gli artigiani vogliono 50 mila lire all'ora e per di più in nero, ma contro i precari che, in quanto disoccupati nei mesi estivi, per raccimolare qualcosa chiedevano 15 o 20 mila lire all'ora si scatenavano le buone firme del giornalismo. Cose da pazzi, fesserie scritte da gente che guadagna magari 7 o 8 milioni al mese per sparare cazzate su cazzate, tristi megafoni, sicofanti dei potenti, impegnati a cercare di trovare un po' di consenso popolare, perché si sa, gli insegnanti non sono simpatici a nessuno. Ritornando ai precari si fa presente che ricoprono circa il 20% delle cattedre, con la specifica funzione di ammortizzatori e di scarica barile per situazioni scomode. In genere per di più nenache tanto considerati dai colleghi, ormai di ruolo e in molti casi già atrofizzati dall'ambiente, non troppo idiliacco di per se stesso. Ma ecco come lo stato ripaga i più deboli, i precari: 1) ritardando di mesi il pagamento degli stipendi; 2) non pagando quanto già era stato riconosciuto in precedenza (ferie non godute); 3) differenziando con astruse macchinazioni le cattedre di diritto e di fatto (a parità di funzione non corrisponde una parità di trattamento stipendiale); 4) licenziando e riassumendo costantemente e ripetutamente di anno in anno, vedi i docenti laureati che sono ormai precari da 10 o 15 anni; 5) non bandendo i concorsi, istituiti per legge ma ormai da anni disattesi; 6) venendo meno allo stato di diritto e ai principi sanciti dalla costituzione; e mi fermo qui perché penso di essere già stato abbastanza chiaro, salvo concludere invitando tutti quelli che riscontrano dei disagi nel mondo della scuola a scrivere senza problemi in questo forum, proprio come ho fatto io.  Indice


LA POLVERE E GLI STIPENDI

Mentre i salari medi degli insegnanti italiani sono i più bassi d'Europa, si veda la tabella che segue l'articolo, i manager dell'autonomia scolastica, scrupolosamente attenti e ligi alle varie circolari del ministero della pubblica distruzione cercano di tenere seriamente impegnati i vari docenti. Questa volta sono di turno i maestri. In una circolare con gli adempimenti di fine anno, questi manager dell'avvenire hanno dato drastiche disposizioni ai maestri non impegnati nelle commissioni degli esami di quinta elementare: riordino del materiale e dei sussidi da effettuarsi con orario preciso: dalle otto e trenta alle dodici e trenta per tutti i giorni di durata dell'esame. Riordinare dunque e spolverare. Siamo d'accordo che i pedagogisti derivano dagli schiavi, ma i veri filosofi, anche se schiavi in genere si ribellano. Certo l'intento dei nostri burocrati è quello di metterci anche una scopa nel culo e eliminare i bidelli per risparmiare, ma a tutto ci deve essere un limite. Ecco la tabella che vi dicevo.

PAESI PRIMARIO SECONDARIO 1 SECONDARIO 2
Belgio   828,0    895,4 1138,1
Danimarca   796,8    796,8    958,1
Gran Bretagna   772,7    905,1    905,2
Francia   666,7    705,6    883,6
Germania   952,5 1007,1 1092,7
Irlanda   830,5    832,8    832,8
Lussemburgo 1300,3 1415,4 1590,4
Paesi Bassi   834,5    941,1 1220,2
ITALIA   613,3    647,1    651,8
Media CEE   827,7    883,9    996,6

Come si evince dalla tabella relativa a dati che risalgono al 1989, ultimamente i valori sono ancora più a nostro sfavore, si può chiaramente vedere come gli insegnati italiani siano quelli trattati peggio nei vari paesi della comunità. Certo non bisogna negare che lavorare in Italia comporta anche dei vantaggi, in primo luogo il lavoro è diversificato, si veda l'articolo di cui sopra, in più qui da noi la professione di docente gode di un prestigio ineguagliato negli altri paesi dell'europa unita e vi sono inoltre molteplici possibilità di carriera. Per chi invece volesse confrontare gli stipendi degli italiani e vedere così quanto guadagnano i vari mestieranti, compreso i docenti universitari ed i giornalisti, consiglio di andare   nella sezione news alla pagina tre e leggere la notizia dal titolo "Gli stipendi degli Italiani"  Indice


RAPPORTO DALLA SAPIENZA

In genere all'università si sta bene, ed i docenti universitari sono chiaramente dei privilegiati, sui quali potremmo dirne veramente delle belle e prima o poi ne diremo di certo, ma in questa occasione riportiamo in parte la lettera di un professore che insegna alla sapienza e che è apparsa su un quotidiano nazionale nello spazio dedicato alle lettere dei lettori.  "..........Voglio darvi qualche indicazione sulla mia Facoltà: Lettere. Come tutte è sovraffollata e squallida. Il dipartimento di Italianistica (il più gande e gremito) affoga da decenni in una sopraelevazione con muratura di plastica, sempre più scomoda, pericolosa e fatiscente; il glorioso "Teatro Ateneo" è chiuso e dimenticato. La Facoltà è governata da nove anni da un Preside, ......., che non ha mai scritto un libro ( ve ne sono tantissimi in Italia di questi personaggi) e si vanta di essere il primo allevatore di pecore della provincia di Roma. Gli altri professori sono in maggioranza, quelli che lo hanno eletto te volte. E comunque, che si riconoscano nella "dirigenza" o meno, formano una massa di tenuta dalla colla sistemica dei legami familiari, di ogni tipo, e dai loro intrecci ed alleanze......Il resto della lettera, come l'inizio del resto, invitata a non iscriversi alla Sapienza, forse in questo modo l'allegro docente spera di poter lavorare un po' meno, ma questa è solo un'ipotesi. Indice

 

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